
GLI INSOSPETTABILI ( Sleuth, GB 1972)
DI JOSEPH L. MANKIEWICZ
THRILLER
La piéce "SLEUTH", di ANTHONY SHAFFER, debuttò a Broadway a Novembre del 1970: ANTHONY QUAYLE interpretava Andrew, e KEITH BAXTER Milo. Il successo fu poderoso, con 1221 repliche, e il Tony Award per il miglior dramma vinto nel 1971. Se LAURENCE OLIVIER venne scritturato non appena si consolidò il progetto di trarre un film dal lavoro teatrale, per affidargli la parte di Andrew, per quanto riguardò Milo, il ruolo venne dapprima offerto a ALBERT FINNEY ( che però per i produttori non era fisicamente idoneo come playboy) e ALAN BATES, che rifiutò perchè considerava il personaggio squalificante "per un attore della sua statura". La parte venne assegnata allora a MICHAEL CAINE. Caine era allo stesso tempo orgoglioso e intimorito dall'idea di condividere un film con un suo mito quale Olivier: non sapendo come approcciarlo, gli chiese direttamente come rivolgerglisi: l'attore più anziano gli rispose seraficamente "Dato che è la prima volta che ci incontriamo, io sono Sir Laurence Olivier, e lei è Mr. Michael Caine: ma dalla prossima saremo io Larry, e tu Mike!". La risata che proveniva dal pupazzo Jolly Jack Tar apparteneva a Olivier. Nella scena in cui Andrew colpisce violentemente gli scacchi, gettandoli a terra, Laurence Olivier si fece una brutta ferita alla mano, si accorse di sanguinare e si nascose la mano in tasca per poter concludere la sequenza. Analogamente, ciò successe anche a LEONARDO DI CAPRIO girando una scena in "DJANGO UNCHAINED", ferendosi con dei vetri rotti. Il dipinto ritraente Margaret Wyke venne realizzato prendendo per modello JOANNE WOODWARD. La fotografia appesa per sostituire la cornice infranta dallo sparo di Andrew raffigura AGATHA CHRISTIE. Il premio "Edgar" ( Allan Poe, il nome per intero dell'onorificenza) che compare nel salotto di Andrew Wyke era quello conquistato da Shaffer per la piéce originale: anche JOSEPH L. MANKIEWICZ ne annoverava uno, per "OPERAZIONE CICERO". Fu l'ultimo film diretto dal regista di "GIULIO CESARE". Il cast comprende due soli attori: gli altri inseriti nei titoli sono uno scherzo della produzione. La colonna sonora di JOHN ADDISON venne prima esclusa dalla cinquina delle nominations agli Oscar per tale categoria, poi ottenne la candidatura, per via dell'esclusione di quella de "IL PADRINO", perchè, adoperando temi già noti, venne prima nominata e poi squalificata. E' uno dei nove film, ad oggi, ad aver ottenuto la doppia nomination come miglior attore protagonista. Le candidature all'Oscar furono in tutto quattro: regia, attore e attore protagonista, colonna sonora. Nel 2007 è stato girato un remake, diretto da KENNETH BRANAGH, che vedeva Michael Caine questa volta nel ruolo, inverso, di Andrew, e JUDE LAW in quello di Andrew, che non ha ottenuto tuttavia lo stesso favore di critica e pubblico.

L'UOMO DALLA CRAVATTA DI CUOIO
( Coogan's bluff, USA 1968)
DI DON SIEGEL
AZIONE
CLINT EASTWOOD era reduce dai trionfi internazionali ottenuti con la "trilogia del dollaro" di SERGIO LEONE, e, in pratica, aveva già girato "IMPICCALO PIU' IN ALTO": il suo primo "non-western" ( anche se interpreta comunque un personaggio che va in giro con un cappello Stetson, ed è comunque uno sceriffo) sarebbe stato "L'UOMO DALLA CRAVATTA DI CUOIO". Il regista scelto dalla produzione era ALEX SEGAL, che mollò il film appena prima che entrasse in produzione: venne rimpiazzato quindi da DON SIEGEL. Nè Eastwood aveva mai visto prima un film del regista, nè quest'ultimo aveva visto una pellicola con la star: si aggiornarono entrambi vedendo lungometraggi l'uno dell'altro, prima di cominciare a girare. Il titolo originale del film, "COOGAN'S BLUFF", si riferisce sia al personaggio principale, che ad uno spazio a New York, un colle a nord di Manhattan, in cui sorgevano i celebri (in USA) Polo Grounds, sede delle squadre di baseball New York Giants, e New York Mets: i Polo Grounds furono demoliti nel 1964. Fu l'ultimo film interpretato da BETTY FIELD. Mentre Coogan cerca il night club che potrebbe dargli qualche risposta, passa davanti ad un cinema in cui proiettano "TARANTULA!", uno dei primi film con Eastwood nel cast. Nell'inseguimento finale, in cui Coogan dà la caccia a Ringerman, interpretato da DON STROUD, Eastwood cavalca una Triumph 650 TR6, mentre il fuorilegge è sopra una Triumph 500 T100 Daytona. Lo sceneggiatore del film, DEAN RIESNER, rivelò, anni dopo, che spesso andava a conversare nella stanza d'hotel di Eastwood per mettere a punto con lui degli sviluppi del personaggio, e non c'era volta che non incrociasse, mentre usciva, una ragazza diversa che si recava nella stanza dell'attore. E che Clint Eastwood aveva sempre uno stuolo di giovani donne intorno, mentre girava o era in giro. Il costo del lungometraggio fu di 1 milione e mezzo di dollari. Il film ebbe un buon successo, ed ispirò la serie tv "UNO SCERIFFO A NEW YORK", con DENNIS WEAVER, che partì nel 1970; tra l'altro, Siegel aveva già diretto una pellicola ispiratrice di un altro telefilm, "MADIGAN".

GRISBI' ( Touchez pas au grisbi, F 1954)
DI JACQUES BECKER
NOIR
Nonostante fosse già longeva, all'inizio degli anni Cinquanta, la carriera di JEAN GABIN era in declino: girare "GRISBI' " la rivitalizzò, e fece riprendere quota al grande attore francese. RENE' DARY, che era considerato da stampa e pubblico, a quel tempo, l'erede di Gabin, qui impersona il suo braccio destro. In questa pellicola debuttò come attore un ex-atleta di lotta greco-romana dalle origini italiane: LINO VENTURA. Nella sequenza del confronto decisivo tra Jean Gabin e Lino Ventura, la sceneggiatura prevedeva che DANIEL CAUCHY, nel ruolo di Fifi, avrebbe dovuto rimanere in auto: ma JACQUES BECKER, visto che Cauchy aveva tempi molto stretti, perchè doveva recarsi a Parigi, per girare un altro film, escogitò di eliminare dalla sequenza il personaggio di Fifi, facendolo buttare di sotto alla macchina dal protagonista. E' considerato uno dei grandi classici del cinema francese di sempre. In Francia, ed in Europa, fu un grosso successo: anche in USA, non andò male, visto che incassò oltre 130,000 dollari dell'epoca.

ORIZZONTE PERDUTO ( Lost horizon, USA 1937)
DI FRANK CAPRA
FANTASTICO/AVVENTURA
FRANK CAPRA non amava far fare i provini agli interpreti per i suoi film: generalmente, si apprestava a dirigere un lungometraggio, già con i ruoli pensati per attori specifici. Infatti, anche per "ORIZZONTE PERDUTO", dal romanzo omonimo di JAMES HILTON, aveva immaginato RONALD COLMAN nella parte di Robert Conway fin dall'inizio. Dietro le pressioni del produttore HARRY COHN, dovette però organizzare dei provini per altri ruoli, come quello per l'Alto Lama, che pareva dovesse andare a SAM JAFFE, ma Cohn, appunto, non apprezzò come l'attore si approcciava al personaggio, e impose a Capra di scegliere, invece, WALTER CONNOLLY; ma il test condotto non andò per niente bene, e fu così che Jaffe ottenne a titolo definitivo il ruolo. Per interpretare George Conway furono in lizza DAVID NIVEN, LOUIS HAYWARD e JOHN HOWARD, e la spuntò quest'ultimo. RITA HAYWORT fece un provino per interpretare Maria, ma la parte andò a MARGO. In realtà, nel romanzo, c'era un personaggio femminile che, nella sceneggiatura, divenne due caratteri separati: quello interpretato, appunto, da Margo, e quello di JANE WYATT. Il ruolo del paleontologo non era presente nel romanzo di Hilton, ma fu Frank Capra a volerlo creare, per assegnarlo a EDWARD EVERETT HORTON. HUGH BUCKLER, che interpretò la piccola parte di Lord Gainsford, verso la conclusione della storia, non potè vedere il film finito, in quanto perì, in un incidente stradale, assieme al figlio, nel 1936. Colman ebbe inizialmente problemi con il metodo di regia di Capra, però, superati i primi giorni, i due trovarono molta sintonia, e l'attore fu molto stimolato nel concertare con il regista improvvisazioni in numerose scene. Molte sequenze sulla neve vennero girate dal regista al Los Angeles Ice and Storage Warehouse, su uno spazio refrigerato molto ampio. Il direttore della fotografia JOSEPH WALKER lamentò molti problemi a causa del troppo freddo, che causava disagi sia con l'elettricità, che con potenziali danni alla pellicola. Occorse quasi un anno per creare i laboriosi scenari del film. Un eccentrico magnate, colpito profondamente dal film, si fece costruire una villa che era, in pratica, un'esatta replica di Shangri-La: è tutt'ora esistente. L'aereo del film è un Douglas C-2. Il primo montaggio approntato da Capra era di sei ore di durata: quando venne mostrato ad un pubblico, per un'anteprima, una versione di tre ore e mezza, la reazione fu disastrosa, e vennero così apportati diversi tagli per snellire il film, e renderlo più appetibile. Per Harry Cohn il finale era troppo ambiguo, e venne così girato un finale alternativo in cui Jane Wyatt incita Ronald Colman a vivere a Shangri-La, e la storia si chiude con i due diretti laggiù. Il budget iniziale era di 1 milione e mezzo di dollari, che, alla fine, quasi raddoppiarono, esponendo la Columbia Pictures a grossi rischi di bancarotta. Per J.D. SALINGER, il film preferito. Nel 1941, "Lux Radio Theater" organizzò un adattamento radiofonico di 60 minuti, con Ronald Colman che riprendeva il ruolo qui interpretato. Il film ottenne sette candidature agli Oscar, tra le quali per il miglior lungometraggio, e ne vinse due, per la miglior direzione artistica, ed il miglior montaggio. Nel 1973 ne venne fatto un remake, con PETER FINCH e LIV ULLMAN, che non ottenne molto successo.

JOHN BELUSHI ( John Adam Belushi, Chicago, Illinois, USA, 24/01/49- Hollywood, Los Angeles, California, 05/03/82)
Figlio di due immigrati albanesi, JOHN BELUSHI nacque a Chicago nel 1949:quando il futuro attore aveva sei anni, la famiglia si trasferì a Wheaton, ove il ragazzo crebbe, perfettamente integrato nel liceo che frequentava, diventando il co-capitano della squadra di football della scuola. Sviluppò anche un forte interesse per la recitazione, impegnandosi nell'allestimento di spettacoli teatrali nell'istituto: incoraggiato dal suo insegnante di recitazione, il ragazzo accantonò lo sport per dedicarsi del tutto alla carriera attoriale. Dopo essersi diplomato nel 1967, John partecipò a spettacoli nell'Indiana rurale, in diversi ruoli, come un detective in un adattamento di "DIECI PICCOLI INDIANI". Si fece crescere molto i capelli, e cominciò a mostrare segni di forte indisciplina, e a evidenziarsi per le molte attività da "disturbatore", guadagnandosi velocemente un'immagine da "bad boy". Si trasferì dal Wisconsin al College Du Page, vicino alla casa genitoriale di Wheaton: il padre gli offrì la possibilità di mettersi in società nel ristorante di famiglia, ma Belushi non ne volle sapere, preferendo la recitazione. Fondò così la "West Compass Players", una compagnia di improvvisazione teatrale. Nel 1971, Belushi passò all'ancor più celebre "Second City", altra compagnia di Chicago, nella quale si mise presto in mostra, e conobbe HAROLD RAMIS e JOE FLAHERTY. Un anno più tardi, l'attore e la sua fidanzata conosciuta al college, JUDITH BELUSHI-PISANO, si trasferirono a New York, dopo che John era stato preso dal National Lampoon's Lemmings, una rivista off-Broadway musicale che era stata progettata per reggere in cartellone sei settimane, ma rimase invece per dieci mesi, visto il successo di pubblico. Il 1973 vide John Belushi approdare alla radio, al "National Lampoon's Radio Hour", di cui scriveva i testi: lo show successivamente divenne il "National Lampoon Show". Nel 1975, Belushi esplose, facendosi notare al "Saturday Night Live": la sua comicità aggressiva, l'imprevedibilità delle sue battute, la modernità dirompente del suo stare in tv furono gli ingredienti decisivi del suo successo. L'anno dopo, lui e Judith si sposarono. Nel 1978 lo chiamò JACK NICHOLSON per fargli prendere parte al western che stava allestendo, per interpretare e dirigere, "VERSO IL SUD". JOHN LANDIS, vedendo il film, si convinse che John Belushi era l'attore che gli mancava per dare l'indispensabile "pepe" per il suo "ANIMAL HOUSE", e l'apparizione dell'attore, non ancora trentenne, nei panni del ribelle Bluto Blutarsky fu imprescindibile per il risultato vincente al box-office della commedia sboccata di Landis: alla fine, Belushi/Bluto compare nella pellicola solo per una dozzina di scene, più o meno, ma l'effetto fu eclatante. Nel 1979, assieme all'amico e sodale DAN AYKROYD, John Belushi scelse di lasciare il "SNL" per darsi a progetti cinematografici che impellevano: furono nel cast del kolossal "1941: ALLARME A HOLLYWOOD", di STEVEN SPIELBERG, che si rivelò un fiasco immane, e poi, tornando a lavorare per John Landis, indossarono gli abiti di scena di una coppia che sarebbe diventata iconica, in "THE BLUES BROTHERS". I personaggi di Jake e Elwood Blues erano stati inventati per il "Saturday Night Live" nel '75, e la passione di Belushi per il R'N'B e la Soul music, aveva incoraggiato il duo ad incidere un album con la rivisitazione di pezzi famosi. Purtroppo, l'attore stava sviluppando anche un'altra forte passione, quella per le droghe: dopo aver iniziato a fare uso di cocaina dalla metà degli anni Settanta, con il risultato di forti tensioni nel suo matrimonio, divenne dipendente dall'eroina. La tendenza a cercare gli eccessi, ed a condurre una vita sguaiata, erano però controbilanciate da una forte generosità e altruismo del giovane interprete: con i primi grossi guadagni, Belushi comprò un ranch per il padre, e aiutò finanziariamente dei vecchi amici dei primi anni a teatro in Chicago: inoltre, dette una forte spinta iniziale, pagandogli molte spese, alla carriera del fratello JAMES BELUSHI, che seguì i suoi passi facendosi strada nel "Saturday Night Live". Nel 1981, la carriera di John Belushi era lanciatissima, ma l'attore voleva ruoli più maturi: fu per questo che volle fare, sempre a fianco di Aykroyd, "VICINI DI CASA", in cui interpretava, andando in controtendenza, un borghese pacato e frustrato, mentre l'altro era un perdigiorno che mandava in tilt la tranquillità del primo. Di seguito, fu co-protagonista di "CHIAMAMI AQUILA", commedia "ecologista" in cui prestava corpo e volto ad un giornalista di Chicago, che per un reportage incontrava un'ornitologa esperta e se ne innamorava. All'inizio del 1982, Belushi stava lavorando ad una sceneggiatura intitolata "Noble rot", per cui aveva preso un bungalow al Chateau Marmont, residence molto frequentato da personalità hollywoodiane: la dipendenza della star da droghe di vario tipo si era incrementata notevolmente nell'ultimo anno, con ampia preoccupazione di familiari ed amici. Il 5 Marzo l'attore venne trovato morto nel bungalow, in seguito ad un'overdose causata da un'iniezione di eroina e cocaina: gli ultimi ad averlo visto vivo, la sera prima, non insieme, furono ROBERT DE NIRO e ROBIN WILLIAMS. La notizia della sua morte fu uno shock, e consegnò al Mito questo comico amato dal pubblico e molto apprezzato anche dalla critica. Venne sepolto al Martha Vineyard, in Massachussetts. Sulla sua tomba non c'è il suo nome: fu rimosso perchè attirava troppi curiosi, ed i familiari temevano che qualcuno potesse danneggiare la lapide. Paradossalmente, un suo celebre sketch al "Saturday Night Live", intitolato "Don't look back in anger", vedeva John Belushi andare sulle tombe dei colleghi dello show e rimembrare momenti insieme: è stato il primo dello staff ad andarsene, a soli 33 anni. Pare che il ruolo di Peter Venkman in "GHOSTBUSTERS- ACCHIAPPAFANTASMI", fosse stato scritto per farlo interpretare a lui: invece, per come le cose erano andate, fu BILL MURRAY ad averlo.
COSI' PARLO' JOHN BELUSHI:
"Se penso al mio periodo a Chicago, tutto ciò che volevamo era il rock and roll e stare lontano dall'esercito."
"Ho dato molto piacere a parecchia gente. E come mai non riesco a darne a me stesso?"
"Alcuni attori si innamorano dei loro personaggi. Io non ci riesco: mi stancano presto. Devi avere la volontà di liberartene completamente."

LINCOLN ( Lincoln, USA 2012)
DI STEVEN SPIELBERG
STORICO/BIOGRAFICO
STEVEN SPIELBERG perseguì il progetto di girare un film su Abraham Lincoln per dodici anni: il momento decisivo fu quando ebbe modo di parlare di questa intenzione con DORIS KEARNS GOODWIN, che stava approntando il libro "Lincoln: Team of rivals". Il regista decise subito che avrebbe costruito il film sulla base del libro della scrittrice, ne acquisì i diritti, prima ancora che fosse terminato. Quando finalmente il progetto partì, il regista scelse LIAM NEESON per dar volto al presidente americano: poco prima delle riprese, nonostante si fosse documentato approfonditamente, leggendo una ventina di libri sul personaggio storico, però, Neeson ebbe un ripensamento, perchè si vedeva troppo vecchio per rivestire il ruolo. Spielberg contattò quindi DANIEL DAY-LEWIS, il quale, inizialmente, declinò l'offerta in quanto non si sentiva in grado di interpretare un'icona americana, e scrisse una sentita lettera al regista, per spiegargli le motivazioni del suo rifiuto. Fu LEONARDO DI CAPRIO che contattò Day-Lewis a convincerlo invece a prendere parte al progetto di Spielberg. Quando decise di firmare per fare il film, Day-Lewis inviò a Spielberg un nastro con la sua voce che pronunciava alcune battute del copione, dentro una scatola con un teschio e delle ossa incrociate, affinchè fosse segnalato che solo il regista doveva sentire per primo la registrazione. SALLY FIELD era determinatissima ad ottenere il ruolo della moglie di Lincoln, Mary Todd Lincoln: Steven Spielberg, però, era inizialmente restio ad affidarle il ruolo, essendo l'attrice troppo in avanti con l'età, e dieci anni più anziana di Daniel Day-Lewis, ma la forza di volontà della Field fu molto convincente. L'attrice mise su sette kili per assomigliare maggiormente alla signora Lincoln. Il personaggio interpretato da JAMES SPADER, William N. Bilbo, fu ricreato senza aver tracce esistenti del suo aspetto: Spader fu istruito dal regista, circa l'essere "più eccentrico possibile". Nel cast sono presenti attori che, in carriera, avevano già interpretato Abraham Lincoln: HAL HOLBROOK ( in "LINCOLN" e "NORD E SUD"), e DAVID STRATHAIRN ( a teatro). Verso la fine del film, Thaddeus Stevens (TOMMY LEE JONES) va a letto con la sua governante nera, Lydia Hamilton Smith: benchè la cosa non sia mai stata documentata, era oggetto di chiacchiere, al tempo, una presunta relazione tra i due. Spielberg, sul set, era uso chiamare Day-Lewis "Mr. President", e Sally Field "Mrs. Lincoln", oppure "Molly". Il regista ricreò esattamente l'ufficio di Lincoln, arredandolo con la stessa carta da parati ed i libri che il presidente americano teneva lì. Daniel Day-Lewis è uno dei due attori che abbiano vinto un Oscar diretti da Steven Spielberg: l'altro è stato, ad oggi, MARK RYLANCE per "IL PONTE DELLE SPIE". Daniel Day-Lewis dichiarò che se avesse vinto un Oscar per questa interpretazione, dopo aver ricevuto la nomination, avrebbe lasciato la recitazione per cinque anni, come infatti ha fatto, tornando sullo schermo con "IL FILO NASCOSTO", di cui ha affermato che è il suo ultimo lavoro per il cinema. Questo lungometraggio riportò, per la prima volta dal 1985, Sally Field ad ottenere una candidatura all'Oscar: non le accadeva da "LE STAGIONI DEL CUORE". Molte sequenze vennero girate al Virginia State Capitol, a Richmond, in Virginia. Spielberg dichiarò, in un'intervista, che questo suo lavoro era andato molto vicino ad avere "solo" una vita televisiva, trasmesso sulla HBO, ed arrivò sul grande schermo Come il regista spiegò presentando il film, i nomi dei politici che votarono contro il 13° emendamento furono cambiati, per evitare che gli eredi dei reali oppositori alla fine della schiavitù avessero noie. Fu il 13° incasso americano del 2012. Nella versione italiana Day-Lewis è stato doppiato da PIERFRANCESCO FAVINO. Costato 65 milioni di dollari, ne incassò 182 sul suolo americano, ed altri 93 nel resto del mondo, per un totale di 275 milioni. Candidato a dodici premi Oscar, tra cui miglior film e regia, vincendo quello per il miglior attore protagonista (Day-Lewis) e per i miglior design. Ai Golden Globes, sette le candidature, tra le quali per il miglior film, regia e sceneggiatura, vincendo il premio per il miglior protagonista ( sempre Day-Lewis), così come ai BAFTA, con dieci nominations, l'unico premio ottenuto fu per l'attore britannico. Ma la messe di candidature e premi fu ampia.

IL CATTIVO TENENTE ( Bad lieutenant, USA 1992)
DI ABEL FERRARA
NOIR
Nelle intenzioni di ABEL FERRARA, "IL CATTIVO TENENTE" era stato originariamente concepito come una commedia: lo spunto veniva dalla canzone intitolata "BAD LIEUTENANT", incisa da PAUL HIPP, con cui Ferrara ricantò il brano nella versione che si sente sui titoli . Avrebbe voluto CHRISTOPHER WALKEN come protagonista, ma l'attore rifiutò l'offerta, e venne allora scritturato HARVEY KEITEL. Il montatore della pellicola, ANTHONY REDMAN, espresse la propria approvazione sulla scelta, dicendo che Walken era comunque troppo raffinato ed elegante, mentre Keitel per un ruolo così era perfetto. La sceneggiatura è firmata sia da Ferrara che da ZOE LUND, anche se la sceneggiatrice, tempo dopo, affermò che in pratica il regista aveva contribuito pochissimo alla stesura della storia. Quando Keitel lesse la sceneggiatura, la gettò in aria dopo quindici pagine: convinto ad andare avanti nella lettura, vi si appassionò quando scoprì della suora vittima dello stupro, e realizzò che lavorare a questo lungometraggio sarebbe stato importante per lui. La figlia del protagonista è interpretata dalla vera figlia di Keitel, STELLA KEITEL. La suora stuprata fu inclusa nella sceneggiatura ispirandosi ad un vero fatto, accaduto in un convento a New York, in cui vennero violentate due suore giovani. Il poliziotto che arrestò gli stupratori ha il breve ruolo di un detective nel film. La Lund compare nella pellicola come la donna da cui il personaggio principale va a consumare droga a casa sua: la sceneggiatrice non disdegnava davvero l'eroina, ed è morta nel 1999 per problemi cardiaci legati all'uso di stupefacenti. Il protagonista non ha nome: viene chiamato LT, acronimo per LieuTenant: è l'unica volta che Keitel ha interpretato un personaggio senza nome. Durante tutto il tempo delle riprese, diciotto giorni, Keitel rimase, da attore del "Metodo", nel personaggio anche nelle pause sul set. Una delle due ragazze fermate dal poliziotto protagonista che chiede loro di fare versi osceni era la babysitter del figlio di Keitel. La maggior parte delle riprese vennero svolte in stile "guerriglia", cioè senza permessi ed autorizzazioni, come i film indipendenti: la sequenza in cui LT si reca in un night club venne girata mandando Keitel senza preavviso in un locale, nelle ore di maggior picco di clienti. Per MARTIN SCORSESE, uno dei dieci film degli anni Novanta. Per l'uscita in video in Gran Bretagna, la censura impose di tagliare un minuto e 47 secondi, riguardanti le sequenze in cui Lt si droga con la spacciatrice nell'appartamento di lei. Quando, nel 2009, WERNER HERZOG girò una sorta di remake del film, con NICOLAS CAGE nel ruolo principale, Abel Ferrara non risparmiò offese e parole dure per il regista tedesco. Costò 1 milione di dollari, e negli USA incassò il doppio, mentre a livello mondiale la cifra raggiunta fu 2, 500,000 dollari.