domenica 5 giugno 2016


PENELOPE CRUZ ( Penelope Cruz Sanchez, Alcobendas, Madrid, ES, 28/04/74-...)
 PENELOPE CRUZ,  figlia di un rivenditore ed una parrucchiera, deve il suo nome alla canzone omonima di JOAN MANUEL SERRAT fin da bambina recitava per i familiari facendo il verso agli spot, ma scelse di darsi alla danza. Dopo averla studiata per nove anni al Conservatorio Nazionale di Spagna, continuò a migliorarsi, sotto l'istruzione di alcuni dei più celebri ballerini classici spagnoli. A quindici anni, si affermò su trecento altre ragazze, ad un'audizione di un'agenzia di talent-scout: il risultato fu un contratto che la portò a molteplici apparizioni in spettacoli televisivi, e videoclips. Il debutto sul grande schermo fu nel 1992, in "PROSCIUTTO, PROSCIUTTO" accanto a STEFANIA SANDRELLI, JAVIER BARDEM e ANNA GALIENA, per la regia di BIGAS LUNA. Luna l'avrebbe voluta protagonista anche per "LE ETA' DI LULU' ", ma Penelope Cruz aveva solo quattordici anni all'epoca, e per ovvi motivi fu scelta un'attrice maggiorenne, FRANCESCA NERI. La fissa di Bigas Luna per la bellezza di Penelope continuò, tanto da sceglierla come interprete anche per "VOLAVERUNT", nel 1999. Al terzo film interpretato, "BELLE EPOQUE", era nel cast di una pellicola vincitrice dell'Oscar per il miglior film straniero, che già aveva ottenuto molti premi Goya, l'equivalente spagnolo di tale onorificenza: nove su diciassette. La carriera della giovane spagnola cominciò a prender quota, e apparì di seguito in "El LABERINTO GRIEGO", "TODO ES MENTIRA", girando in Italia "PER AMORE, SOLO PER AMORE", per poi tornare in patria e prendere parte a "CARNE TREMULA", "APRI GLI OCCHI", e poi girare il suo primo film americano, "THE HI-LO COUNTRY" diretta da STEPHEN FREARS. "LA NINA DEI TUOI SOGNI" le fece vincere il Goya quale miglior attrice del 1999. Il primo grande successo internazionale della Cruz fu, però, "TUTTO SU MIA MADRE", seconda collaborazione con PEDRO ALMODOVAR, e di nuovo Oscar per il miglior film straniero. L'attrice cominciò quindi ad essere molto richiesta anche negli USA, e girò una commedia sentimentale, "PER INCANTO O PER DELIZIA", seguita da "PASSIONE RIBELLE", "BLOW" e "IL MANDOLINO DEL CAPITANO CORELLI". Il remake americano di "Apri gli occhi" di ALEJANDRO AMENABAR venne realizzato da CAMERON CROWE, ed intitolato "VANILLA SKY", e la vide di nuovo tra i protagonisti: sul set nacque una relazione con TOM CRUISE, che durò due anni e mezzo. Anche con MATTHEW MCCONAUGHEY, sul set di "SAHARA" nacque una relazione, più breve, così come con MATT DAMON sul set di "Passione ribelle". Quando lesse "NON TI MUOVERE" si invaghì così tanto del romanzo, che si dette da fare per ottenere il ruolo di Italia, imparando velocemente l'italiano per poter recitare non doppiata: è stata un'interpretazione lodatissima, che le ha fatto vincere il David di Donatello ed il Felix. Oltre a italiano e spagnolo, parla correttamente l'inglese ed il francese. Ha due fratelli, è sposata dal 2010 con JAVIER BARDEM, e con lui ha due figli. I due si sono conosciuti sul set di "VICKY, CRISTINA BARCELONA" nel 2007, e da allora fanno coppia fissa. Il suo primo figlio lo ha fatto a 36 anni, la seconda a 39. Bardem e lei sono i primi attori spagnoli arrivati alla candidatura all'Oscar e alla vittoria della statuetta: infatti, la Cruz per la commedia diretta da WOODY ALLEN vinse.Dal 2000 è divenuta vegetariana. Con NACHO CANO, con cui ebbe una relazione agli inizi della propria carriera, e altri artisti di Spagna, ha creato una fondazione per creare un ospedale e una scuola per ragazze senza tetto e persone ammalate di tubercolosi a Calcutta: purtroppo i disaccordi e le diverse idee sulla gestione tra i fondatori fecero durare il progetto troppo poco. Ama raccogliere gatti randagi. Grande fan del cinema di Bollywood, ha trattato più volte con star indiane per una collaborazione, ancora da mettere in atto. Era stata scelta come protagonista di "MELANCHOLIA", ma doveva cominciare le riprese di "PIRATI DEI CARAIBI-AI CONFINI DEL MONDO", e i tempi delle due lavorazioni coincidevano, così dovette desistere, e al suo posto venne ingaggiata KIRSTEN DUNST. E' legata da grande amicizia a SALMA HAYEK, GWYNETH PALTROW e GOYA TOLEDO. E' tornata sul set 11 mesi dopo il secondo parto, per girare "MA MA". Per più riviste è stata ed è una delle donne più sexy del mondo. La sua stella sull'Hollywood Walk of Fame è la n. 2436.
COSI' PARLO' PENELOPE CRUZ:
"Non puoi vivere la tua vita guardando a te come fosse il punto di vista di un'altra persona."
"Ci sono molte cose in più che voglio fare. Mi rifiuto d'arrivare ai cinquanta e stare ad aspettare che il telefono suoni. In Spagna, le attrici lavorano finchè sono anziane. E' il mio piano."
"Amo la cultura italiana, è bella. Amo il linguaggio, la gente, la loro musica, come si comportano...A volte penso di essere un'italiana intrappolata in un corpo di donna spagnola!"

giovedì 2 giugno 2016


HARRY POTTER E LA CAMERA DEI SEGRETI
( Harry Potter and the chamber of secrets, USA/GB 2002)
DI CHRIS COLUMBUS
FANTASTICO
A DANIEL RADCLIFFE, per riprendere il ruolo di Harry Potter, vennero offerte125,000 sterline, ma l'intervento della Equity, l'unione degli attori, fece sì che venissero introdotti nuovi termini sul suo contratto, e venisse pagato 2 milioni di sterline.  Le riprese di "HARRY POTTER E LA CAMERA DEI SEGRETI" cominciarono tre giorni dopo l'uscita del primo episodio, "HARRY POTTER E LA PIETRA FILOSOFALE". Si narra che una delle figlie di CHRIS COLUMBUS avesse dei problemi con il leggere fino a che non  lesse "Harry Potter e la pietra filosofale". Columbus accettò di buon grado, allora, di poter dirigere i primi due episodi. Pare che dopo l'uscita della prima pellicola, Columbus non avesse dato immediatamente il via libera alla produzione per prendere in carico anche il secondo episodio, e sia stato contattato FRANK OZ, che declinò dicendo che non gli interessava girare un capitolo della saga del maghetto. Anche se basato sul romanzo che della serie è il secondo per minor lunghezza, è il film della saga cinematografica su Harry Potter al secondo posto per la maggior durata: "HARRY POTTER E L'ORDINE DELLA FENICE", che è il secondo dei romanzi come lunghezza, è tra i più brevi come film. RUPERT GRINT soffriva di una forte forma di aracnofobia, al punto da non aver mai guardato la scena in cui Aragog e gli altri ragni comparivano. Il terrore sul volto del giovane attore, quindi, non era recitazione, ma un vero attacco di panico per la presenza degli aracnidi di scena. Per il ruolo di Gilderoy Lockhart era stato contattato HUGH GRANT, ma per via di impegni contrattuali, l'attore non aveva potuto accettare, e dopo aver preso in considerazione JUDE LAW, che fu ritenuto però troppo giovane, fu scelto così KENNETH BRANAGH. Il ruolo di Tom Riddle andò a CHRISTIAN COULSON, sebbene avesse 23 anni all'epoca, e fosse più grande degli altri ragazzi che si erano presentati ai provini. Invece, SHIRLEY HENDERSON, che interpretò Mirtilla, a 37 anni, fu la più anziana interprete di un personaggio membro di Hogwart. Per riprendere il ruolo di Hagrid, ROBBIE COLTRANE dovette rinunciare a prendere parte a episodi della serie "WEST WING". Nel romanzo non vengono menzionati nè i lunghi capelli biondi, nè il bastone da passeggio che esibisce Lucius Malfoy: furono idee del suo interprete, JASON ISAACS, perchè secondo lui erano particolari utili a sottolineare lo snobismo profondo del personaggio. Columbus era poco convinto di questa scelta, e fu Radcliffe a dare un parere positivo su questa idea.  RICHARD HARRIS morì poche settimane prima dell'uscita del lungometraggio. La Fenice animatronica che venne approntata per essere inclusa nel film era così "reale" che Richard Harris pensava fosse un uccello vero.  Il set dell'ufficio di Dumbledore fu il più costoso tra quelli tirati su per la serie: era composto di "Wild walls", come vengono chiamati in gergo i muri rimovibili, per dar modo di spostare la macchina da presa e rendere gli ambienti più grandi di quanto in effetti siano. . Chris Columbus e il designer STUART CRAIG avevano deciso che, in quanto ingegnere, il personaggio dovesse avere la stanza più elaborata possibile. Inoltre, Columbus raccomandò al direttore della fotografia ROGER PRATT di adottare un tono più dark per la luce del film: così vennero adoperate luci meno brillanti, e il colore venne desaturato. Questa tecnica venne sviluppata negli episodi seguenti, anche perchè, a mano a mano che la saga proseguiva, diveniva meno ingenua e più cupa. A Daniel Radcliffe venne chiesto di rasarsi la gamba per la scena in cui mostra di aver perso un calzino. Per l'attore protagonista, quello da cui è tratto questo film, il secondo romanzo della serie, è il migliore della saga. La collana di opale, che poi avrà un ruolo di una certa importanza nel successivo "HARRY POTTER E IL PRINCIPE MEZZOSANGUE", può essere intravista all'interno di una teca nel negozio di Borkin e Burkes a Nocturn Alley, quando Harry vi entra per la prima volta. Per girare la sequenza in cui Harry e Ron saltano con la macchina sul Salice Picchiatore, vennero in pratica distrutte 15 Ford Anglias. JOHN WILLIAMS, impegnato anche nel comporre la colonna sonora di "STAR WARS-L'ATTACCO DEI CLONI", non era in grado di realizzare un'intera partitura musicale, e venne così affiancato da WILLIAM ROSS.  Il nome del personaggio Salazar Slytherin è ispirato al dittatore portoghese: infatti fu a Oporto che J.K. ROWLING scrisse molte parti del primo romanzo della serie di Harry Potter.Pare che Vladimir Putin si fosse molto offeso dal fatto che l'elfo Dobby avesse una qualche somiglianza con lui. Per le orecchie dell'elfo l'ispirazione fu un cane che frequentava l'art department chiamato "Max".  E' stato, insieme a "Harry Potter e l'Ordine della Fenice", l'unico capitolo della serie che non ha ottenuto neanche una nomination agli Oscar. I biglietti per il cinema in Gran Bretagna in alcuni casi furono venduti un mese prima dell'uscita. La lavorazione della pellicola si protrasse dal Novembre 2001 al Luglio 2002. Nel primo weekend di uscita, l'incasso americano fu di 88 milioni di dollari, diventando il terzo di tutti i tempi, all'epoca, dopo "SPIDER-MAN" e "Harry Potter e la pietra filosofale". E' stato il secondo incasso USA del 2002 dopo il film sull'Uomo Ragno. Fu il primo film che fece vendere oltre un milione di copie del dvd nel primo weekend di uscita. Per Chris Columbus, questo e il primo capitolo della serie sono stati i suoi maggiori successi commerciali. Costato 100 milioni di dollari, ne riportò nelle casse della produzione 262 dai soli USA e altri 616 dal resto del mondo, arrivando alla cifra di 878 milioni.

sabato 28 maggio 2016


THE COMMITMENTS ( The Commitments, GB 1991)
DI ALAN PARKER
COMMEDIA/MUSICALE
Quando venne chiesto a ALAN PARKER come mai avesse voluto girare questo film, il regista inglese rispose che univa le due cose con cui preferiva avere a che fare: la musica e lavorare con i giovani. Il ruolo di Jimmy Rabbitte, il manager che mette insieme il complesso, sembrava andasse a BLAISE SMITH, che poi interpretò un personaggio minore, e invece andò a ROBERT ARKINS. Per la parte di Joey "Lips" Fagan, il regista avrebbe voluto VAN MORRISON, però il ruolo andò assegnato a JOHNNY MURPHY. Lui e BRONAGH GALLAGHER furono gli unici degli attori principali, che avessero qualche esperienza musicale. ANDREW STRONG aveva accompagnato il padre a un provino per il film, ma sentendolo cantare, i produttori scelsero invece lui, che era poco più che sedicenne all'epoca. GLENN HANSARD ebbe una forte discussione con Alan Parker all'inizio delle riprese, e per tutto il tempo della lavorazione fu in tensione: ammise che fino a vent'anni dall'uscita del lungometraggio, non era mai riuscito a guardarlo completamente. Molte delle persone che avevano fatto dei provini per comparire come membri di "THE COMMITMENTS", la band protagonista, vennero fatte apparire da Parker in piccoli ruoli.  Ai provini si erano presentati anche coloro che, più tardi, sarebbero diventati il vero complesso "THE CORRS":  anche loro furono inclusi in particine nella pellicola. ANDREA CORR ricevette anche qualche anno dopo, al tempo di "EVITA" la proposta di Parker di un ruolo, che lasciò invece perdere. Il ragazzo che si vede sfrecciare in skateboard dalla finestra di Jimmy mentre sta reclutando membri per la band, era stato il bambino in copertina di "Boy" e "War" degli U2. Ai tempi delle riprese, possedeva un negozio che vendeva skateboards, di cui era un campione locale. Il film dura 118 minuti, e viene pronunciata la parola "fuck" per 169 volte! Fu il primo film tratto da un romanzo di RODDY DOYLE, formando un'ideale trilogia insieme a "THE SNAPPER" e "DUE SULLA STRADA", detta la "Barrytown Trilogy", in cui si parla sempre di membri della famiglia Rabbitte. Venne proposto a Alan Parker un seguito, da ambientarsi a New York, ma il regista non volle farlo, sebbene a più riprese abbia indicato "The Commitments" come il suo film più divertente da girare. Il film è pieno di autocitazioni di Parker, come il giornale su cui c'è un articolo su BOB GELDOF, che lavorò con il regista per "PINK FLOYD-THE WALL", un personaggio che fischietta il motivo di "SARANNO FAMOSI", un poster di "BIRDY".... Le riprese si svolsero dall'Agosto al Novembre del 1990. Gli incassi americani arrivarono a 14 milioni di dollari. Il film ebbe una candidatura agli Oscar per il miglior montaggio; ai Golden Globes, invece, fu inserito tra i papabili come miglior film nel settore commedia/musicale, e ai BAFTA trionfò: sei nominations, quattro premi vinti. Miglior film, regia, sceneggiatura non originale o adattata, e montaggio. Oggi è considerato un cult degli anni Novanta.

domenica 22 maggio 2016


WITNESS- Il testimone ( Witness, USA 1985)
DI PETER WEIR
THRILLER/DRAMMATICO
La base dello script di "WITNESS" era un episodio mai girato della serie tv "GUNSMOKE", del 1955: quando il produttore EDWARD S. FELDMAN ricevette il trattamento di 182 pagine, che consisteva nella prima bozza di sceneggiatura , fu evidente che sarebbe stato un film di tre ore di durata. La sceneggiatura si intitolava originariamente "Called home", che è l'espressione che gli Amish usano per definire la morte. Feldman ne fu entusiasta, anche perchè si trattava di un thriller piuttosto originale, ambientato in una comunità Amish, argomento trattato pochissimo dal cinema, e offrì agli sceneggiatori  WILLIAM KELLEY e  EARL W.WALLACE 25,000 dollari, dando loro un anno di tempo per trarne uno script definitivo, con l'accordo che avrebbe dato altri 250,000 dollari a film girato. In sole sei settimane gli sceneggiatori terminarono il lavoro affidato loro, e il produttore lo sottopose, offrendo di far realizzare la pellicola, alla 20th Century Fox: il capo degli executives dello studio, JOE WIZAN, rifiutò di finanziare il film, spiegando che la sua casa di produzione non realizzava film "rurali". Stessa sorte toccò alla sceneggiatura quando venne presentata ai principali studios, finchè non arrivò alla Paramount, che decise di voler fare il lungometraggio. Uno dei primi attori contattati per il ruolo di John Book, fu SYLVESTER STALLONE, che non accettò, e che tempo dopo dichiarò che era stata una delle scelte più infelici della sua carriera. Si parlò anche di JACK NICHOLSON, ma alla fine fu scritturato HARRISON FORD per il ruolo del poliziotto protagonista. PETER WEIR dichiarò che la scena dell'omicidio nel bagno della stazione è stata la più violenta mai girata da lui, e che se ne era un pò pentito: ma voleva dare la sensazione della sgradevolezza di un atto di violenza come recepito dal piccolo testimone. Fu il primo lavoro di Weir girato fuori dall'Australia, sua terra d'origine. La sceneggiatura originale era più basata sul punto di vista di Rachel, ma Weir chiese agli sceneggiatori di portare maggiormente l'interesse sulla lotta tra voglia di pace e l'abitudine alla violenza di John Book. Per il rapporto tra Book e il piccolo Amish testimone dell'omicidio, Harrison Ford si ispirò a quello tra lui e il figlio. Il regista non conosceva assolutamente niente della cultura Amish, prima di cominciare la lavorazione della pellicola. Ford e Weir si trovarono così bene che il regista volle la star anche nel suo titolo successivo, "MOSQUITO COAST".  Infatti, Weir avrebbe dovuto girare quest'ultimo lavoro invece di "Witness" nel 1985, e aveva già cominciato la pre-produzione, quando ricevette l'offerta da Feldman di dirigere questo thriller: inizialmente non accettò, e il produttore contattò JOHN BADHAM, il quale però non voleva fare "un altro film poliziesco". Dopo aver sentito altri directors, tra cui DAVID CRONENBERG, Feldman fu sorpreso da Weir che, per motivi economici, aveva dovuto rimandare il progetto "Mosquito Coast" e gli affidò questo lungometraggio. La sceneggiatura di questo film divenne un modello di riferimento per molti sceneggiatori, per come era strutturata chiaramente. La statua osservata attentamente a Philadelphia da Samuel esiste davvero, alla stazione della città 30th Street: è un omaggio alle persone che costruirono la ferrovia, morte durante la II Guerra Mondiale. Il nome del monumento è "Angels of the Resurrection", e raffigura l'Arcangelo Michele che raccoglie un soldato caduto. L'autore era Walker Hancock, ed è lì dal 1952. A un certo punto Rachel chiede a John Book se è pratico di falegnameria, e lui risponde: un pò. E' una strizzata d'occhio affettuosa della regia, perchè Harrison Ford, prima di fare l'attore, era appunto falegname. Benchè sia sempre un eroe che a un certo punto si arma, quello di John Book fu per Harrison Ford il primo ruolo da protagonista in un film che non fosse d'azione o di fantascienza, e gli procurò l'unica nomination all'Oscar ricevuta, ad oggi, in carriera. Per prepararsi al ruolo di Rachel, Kelly McGillis stette per un periodo, prima delle riprese, in una casa con una vedova Amish e il figlio di lei di sette anni: ebbe modo di osservare così la vita quotidiana di una donna di tale comunità e di imparare meglio la loro cadenza. Harrison Ford, invece, partecipò ad alcune incursioni della polizia di Philadelphia per documentarsi sui metodi degli agenti. Fu il film in cui esordì VIGGO MORTENSEN: nello stesso giorno in cui gli venne proposto di partecipare, gli avevano offerto un ruolo anche in una rappresentazione dell' "Enrico V" allo "Shakespeare in the Park"  a New York. Fu il primo ruolo in inglese per il ballerino ALEXANDER GODUNOV. Alla comunità Amish il film non piacque molto, e molte furono le critiche: a molti membri inquietava il fatto che una grossa produzione cinematografica pubblicizzasse molto il loro ambiente, e che molti turisti fossero incuriositi dal visitare una delle loro comunità. Il governatore della Pennsylvania promise agli Amish che non avrebbe più dato modo ad altri film di essere girati intorno ai loro centri. Nel film gli Amish parlano tedesco, ma nella realtà tale idioma viene usato poco. Nella scena in cui viene costruito il fienile, questo venne tirato su davvero, per poi essere buttato giù poco dopo la fine delle riprese. La scena del ballo nel fienile fu musicata da " What a wonderful world" di SAM COOKE, fu scelta personalmente da Harrison Ford: girata in un caldo giorno estivo, nel fienile buio e riscaldato, con la lanterna di kerosene  che aggiungeva calore. La parte finale è volutamente ispirata a "MEZZOGIORNO DI FUOCO", in cui un uomo solo riesce ad avere ragione di più nemici, usando metodi quasi ingenui e giocando sulla sorpresa. La scena conclusiva tra Rachel e John aveva, nello script, dieci pagine di dialoghi, ma un'indisposizione di Ford, il giorno delle riprese, fece ridurre di molto la sequenza. Le riprese si svolsero intorno alla fattoria di Paul Krantz, a Strasburg, in Pennsylvania.  Costò 12 milioni di dollari, e ne incassò 68 negli Stati Uniti. Uscito nei primi mesi del 1985, fu nel primo semestre il maggior incasso americano dopo "BEVERLY HILLS COP", sempre della Paramount: nonostante il forte successo arriso anche a "Witness", un produttore esecutivo dichiarò che se avessero avuto idea che il film con EDDIE MURPHY avesse riscosso tanto denaro, probabilmente avrebbero rimandato di un pò l'uscita della pellicola di Weir. Cinque settimane dopo la sua uscita, "Witness" guadagnò la vetta della classifica degli incassi americani. Aprì il Festival di Cannes nel 1985. Ebbe otto candidature agli Oscar, tra cui miglior film, regia, attore protagonista (Ford), vincendo due statuette, per la miglior sceneggiatura originale e il miglior montaggio. Sei le nominations, invece, ai Golden Globes, tra cui miglior film drammatico, regia, attore (Ford) e attrice protagonista ( KELLY MCGILLIS) per la categoria. Ai BAFTA, sette candidature, tra le quali miglior film, attore e attrice, vincendo il premio per la colonna sonora, di MAURICE JARRE.

venerdì 20 maggio 2016


TERREMOTO ( Earthquake, USA 1974)
DI MARK ROBSON
CATASTROFICO
Dopo il successo al di là delle aspettative di "AIRPORT", la Universal Pictures mise subito in cantiere il progetto di continuare nel genere catastrofico, e ingaggiò il produttore JENNINGS LANGS perchè trovasse soggetto e cast. L'idea di un terremoto arrivò quando si verificò un sisma alla San Fernando Valley nel Febbraio del '71. La prima stesura della sceneggiatura fu di MARIO PUZO, che lasciò perplessi diversi produttori esecutivi, perchè presentava troppi personaggi, e questo non convinceva i finanziatori, perchè faceva alzare i costi. Fu chiesto allo scrittore di ridurre il numero dei personaggi, ma Puzo mollò il progetto, perchè la Paramount gli commissionò di aiutare FRANCIS FORD COPPOLA a scrivere "IL PADRINO PARTE II". Venne così incaricato GEORGE FOX, un giornalista, di lavorare al trattamento concepito da Mario Puzo; dato che Fox era inedito come sceneggiatore, il regista MARK ROBSON lo aiutò. In sostanza, 11 stesure dello script furono fatte, prima che i produttori dessero l'ok. Paradossalmente, fu decisivo il grosso risultato commerciale di un titolo prodotto da una casa rivale, la 20th Century Fox, "L'AVVENTURA DEL POSEIDON", a imprimere una spinta alla produzione di questo kolossal. Alla Universal pianificarono che "Terremoto" avrebbe dovuto essere un evento vero e proprio, anche per via del "Sensurround", con cui sarebbe uscito nei cinema: in pratica, un effetto che lavorava sulle frequenze basse, imprimendo un sonoro impressionante, arrivando a scuotere i sedili delle sale, che però venne utilizzato solo in una manciata di film. Addirittura, i produttori di questa pellicola, avevano in mente, per impressionare ancora di più gli spettatori, di far piovere sulle platee, durante le scene in cui si scatena il terremoto, pezzi di polistirolo. Pare che durante alcune proiezioni, alcuni spettatori abbiano avuto leggere emorragie dal naso per effetto del Sensurround. Inoltre, molti esercenti furono scoraggiati dall'utilizzare il nuovo sistema, perchè per esempio, lo United Artists Theatre a Chicago, riscontrò che alcuni pezzetti del soffitto erano caduti sugli spettatori. Prima di arrivare a CHARLTON HESTON per il personaggio principale, si pensò dapprima a JON VOIGHT, BURT REYNOLDS, JAMES BROLIN e  JAMES CAAN. Per il ruolo poi andato a GENEVIEVE BUJOLD, i nomi che circolarono prima di arrivare all'attrice canadese furono molti: CANDICE BERGEN, JACQUELINE BISSET, KATE JACKSON, SONDRA LOCKE, MEREDITH BAXTER. LORNE GREENE era di soli quasi otto anni più anziano di AVA GARDNER, che nella pellicola ne interpreta la figlia. La Gardner accettò di partecipare al film, in primis perchè voleva passare l'Estate a Los Angeles: la diva sorprese Mark Robson volendo fare di persona, senza controfigure, le scene più rischiose. I produttori si erano recati in Svizzera per offrire la parte poi andata alla Gardner a AUDREY HEPBURN, ma l'attrice si era praticamente ritirata dalle scene ( tornò due anni dopo, per girare "ROBIN E MARIAN"), e non apprezzò nè il personaggio offertole, nè il copione: la Gardner venne scritturata a riprese già iniziate. Il ruolo che sarebbe poi stato interpretato da GEORGE KENNEDY avrebbe potuto andare a BEAU BRIDGES, ALAN ALDA o STACY KEACH: questi i nomi presi in considerazione dalla produzione precedentemente. Jennings Lang offrì di partecipare all'amico WALTER MATTHAU, che accettò, a patto di comparire brevemente, senza essere pagato, e con il suo vero nome sui titoli di coda, "Walter Mathuschanskyasky" ( in realtà, si chiamava Walter Jake Matthow). Originariamente avrebbe dovuto apparire come un ubriacone seduto al tavolo di un bar, ma poi gli venne data una battuta da Fox, lo sceneggiatore. Il ruolo sostenuto da VICTORIA PRINCIPAL era stato pensato per SUSAN SARANDON. JOHN WILLIAMS compose la colonna sonora di questo, e del coevo "L'INFERNO DI CRISTALLO": avendo già musicato "L'avventura del Poseidon", tutto ciò gli fece avere il soprannome di "Re delle musiche dei disastri" . Alcune immagini della gente che fugge nel panico dal teatro furono riprese da "IL SIPARIO STRAPPATO". La caduta dello stuntman Miles Quade dal cerchio della pista non era prevista dallo script, ma fu  il vero "daredevil" BUD EKINS ad avere l'iniziativa: dato che non si fece alcun male, la ripresa rimase nel montaggio finale. Il grande palazzo nero di dodici piani che ondeggia per via del sisma, nel film, era in realtà la sede dei produttori esecutivi della Universal: l'effetto venne ottenuto riflettendo il palazzo in uno specchio e facendolo oscillare. Per bizzarra coincidenza, il luogo dove venne girata la prima scena, e quello dove venne girata l'ultima, subirono lievi scosse di terremoto poche ore prima delle riprese. Per l'epoca, il film con il maggior numero di stunt-men impiegati su un set: 141. Prima che si diffondessero i televisori stereo, il canale tv NBC diffondeva la colonna sonora sula propria stazione radio affinchè i telespettatori potessero ricreare l'effetto "Sensurround" a casa... Fu il quarto incasso americano del 1974, e il primato toccò proprio al "rivale" "L'inferno di cristallo". Il copione originale prevedeva che il personaggio di Charlton Heston sopravvivesse, nel finale, mentre i personaggi di Ava Gardner e George Kennedy annegassero nel tunnel invaso dall'acqua: fu dello stesso Heston l'idea di far morire il personaggio nel tentativo di salvare la moglie, perchè non gli sembrava moralmente accettabile che insieme alla giovane amante riprendesse una vita normale dopo gli eventi narrati. Così venne fatto sopravvivere Kennedy, che pronuncia nel finale le battute che sarebbero toccate a Heston. La lavorazione durò dal Febbraio al Maggio del 1974. Il costo del film fu 7 milioni di dollari, incassandone 79 nei soli USA. Venne programmato un sequel, e incaricato George Fox di scriverne la sceneggiatura, con previsti i ritorni di George Kennedy, Victoria Principal e RICHARD ROUNDTREE, ma poi il progetto si bloccò, forse anche per il veloce declino del genere catastrofico. Venne candidato a quattro premi Oscar, tutti tecnici, vincendo quello per il miglior sonoro. Ai Golden Globes invece due le candidature, ma una per il miglior film drammatico e la miglior colonna sonora. Anche ai BAFTA la colonna sonora fu candidata al premio della categoria.

martedì 17 maggio 2016


DUE PER LA STRADA ( Two for the road, USA 1967)
DI STANLEY DONEN
COMMEDIA/MUSICALE
"DUE PER LA STRADA" era una sceneggiatura di FREDRIC RAPHAEL, inizialmente opzionata dalla Universal Pictures, ma poi furono RICHARD D. ZANUCK e DAVID BROWN a produrre il film per la 20th Century Fox. STANLEY DONEN pensò da subito a AUDREY HEPBURN per il ruolo di Joanna: le inviò una bozza dello script, ma la star non fu convinta, perchè reputò una commedia troppo all'avanguardia quella che Donen voleva girare, e non si sentiva a proprio agio con un tipo di film così. Questo era dovuto anche all'insuccesso di "INSIEME A PARIGI", ma quando il regista le fece avere la sceneggiatura finita, la Hepburn decise invece di accettare. Invece, per interpretare Mark Wallace, Donen pensò prima a PAUL NEWMAN, che non accettò, e a MICHAEL CAINE, che aveva altri impegni già presi: TONY CURTIS si offrì ai produttori per la parte, ma gli venne preferito ALBERT FINNEY. JACQUELINE BISSET venne parzialmente doppiata: dopo aver girato le sue scene, si recò negli Stati Uniti per lavorare in "BULLITT", e quindi non fu possibile farle registrare di nuovo la sua voce, così venne deciso che tali sequenze sarebbero state doppiate da un'altra. Quando Audrey Hepburn lasciò per un breve periodo il set, perchè incinta, Stanley Donen pensò di sostituirla con JULIE CHRISTIE, ma la gravidanza della titolare del ruolo di Joanna si interruppe, e Audrey  tornò a lavorare al film. La Hepburn era piuttosto tesa per le scene in cui avrebbe dovuto comparire pochissimo vestita, e sembra che una sequenza in cui fosse tutta nuda, sia stata girata, ma mai neanche stampata. Donen, in alcune scene che vedevano i due personaggi principali in viaggio in auto, dette il via libera a Finney e alla Hepburn affinchè si "dirigessero" da soli: cioè, dovevano azionare a loro scelta una macchina da presa inserita nel vano della macchina, mentre Donen e la troupe giravano all'esterno. La Mercedes 230 era di proprietà del regista. Fu uno dei pochi film in cui la Hepburn usò termini ruvidi e male parole, come "bastardo", e "dannazione".  Audrey Hepburn era piuttosto terrorizzata dall'acqua, e la scena in cui Mark getta Joanna appunto in acqua fu girata con diversi nuotatori intorno, per soccorrere immediatamente l'attrice: uno dei nuotatori entrò in acqua troppo velocemente, e la sequenza dovette essere girata di nuovo. HENRY MANCINI, che compose la colonna sonora, rivelò che seppure erano state le musiche che maggiormente gli erano costate più difficoltà, riteneva che fosse il suo lavoro più riuscito. La performance di Audrey Hepburn fu vicinissima alla candidatura all'Oscar, ma nello stesso anno la diva aveva interpretato anche "GLI OCCHI DELLA NOTTE", e i membri dell'Academy scelsero invece la prova data nel giallo di TERENCE YOUNG. Riprese dal Maggio al Settembre del 1966.Il film costò 4 milioni di dollari, ne incassò 12 in tutto il mondo. Fu candidato all'Oscar per la migliore sceneggiatura, e ebbe due nominations ai Golden Globes per la miglior attrice nel genere commedia (Hepburn) e per la migliore colonna sonora. La sceneggiatura fu candidata anche ai BAFTA. 

lunedì 16 maggio 2016


COME LE FOGLIE AL VENTO ( Written on the wind, USA 1956)
DI DOUGLAS SIRK
DRAMMATICO/MELO'
"COME LE FOGLIE AL VENTO" proviene dal romanzo "WRITTEN ON THE WIND" di ROBERT WILDER. DOUGLAS SIRK avrebbe voluto specificare che il personaggio interpretato da ROBERT STACK, Kyle Hadley, fosse gay, ma  ciò non era possibile, perchè vigeva il rigido codice Hays per la censura al cinema: comunque, il film implica e non nega che Kyle sia innamorato del protagonista Mitch Wayne, interpretato da ROCK HUDSON. Hudson conquistò letteralmente il resto del cast, soprattutto Robert Stack, il quale dichiarò pubblicamente l'apprezzamento per un collega che, nonostante fosse una star, trattava gli altri con grande rispetto e considerazione. Nonostante la socievolezza sul set e l'apparente felicità per via del suo matrimonio,  DOROTHY MALONE, trovò che Rock Hudson era intimamente un solitario che nascondeva fragilità e insicurezze con un atteggiamento cordiale: tuttavia dichiarò che come collega era molto disponibile, e l'aveva aiutata in un momento di difficoltà interpretativa. Il matrimonio di Hudson con Phillys Gates, la sua manager, durò poco, e quando anni dopo venne resa pubblica la propria omosessualità dall'attore, seppure in molti scrissero che le sue nozze non li avevano mai convinti, pubblicamente era stato un matrimonio apparentemente riuscito, per un pò. Stack era giunto alla lavorazione senza una preparazione specifica per il proprio ruolo, ma fu così intenso nel recitare la follia e l'ubriachezza di Hadley, che LAUREN BACALL, nella scena in cui doveva aggredirla, era preoccupata, dicendo a Stack che aveva gli occhi di un pazzo. Mentre era su questo set, la Bacall nelle pause delle riprese cercava di imparare le battute per un altro lungometraggio, che avrebbe iniziato a girare appena terminato questo, il film tv "BLYTHE SPIRIT", essendo molto pressata da NOEL COWARD, che avrebbe lavorato con lei, e insisteva affinchè arrivasse sul set pronta e già nel personaggio. L'auto guidata da Hadley era una  Allard J2X Le Mans. La canzone "Written in the wind", cantata dai FOUR ACES, si sente nel film e fu un buon successo. HUMPHREY BOGART, quando vide il film, ne rimase piuttosto deluso, e consigliò a Lauren Bacall di non girarne più altri simili. Per RAINER WERNER FASSBINDER, uno dei film del cuore: nei suoi film vi sono più riferimenti a questa pellicola. Fu candidato a tre premi Oscar, miglior attrice non protagonista (Malone), attore non protagonista (Stack) e miglior musica, vincendo la statuetta con l'interpretazione di Dorothy Malone. L'attrice ottenne anche la candidatura al Golden Globe per la miglior interpretazione non protagonista, categoria film drammatici.