
ACQUE DEL SUD ( To have and have not, USA 1944)
DI HOWARD HAWKS
AVVENTURA/DRAMMATICO/COMMEDIA
"ACQUE DEL SUD" nacque con illustrissime fondamenta: infatti, il soggetto viene da un racconto di ERNEST HEMINGWAY, e la sceneggiatura venne firmata da WILLIAM FAULKNER: come rivelò quest'ultimo, in realtà il regista HOWARD HAWKS, girando il film, riscrisse notevolmente il suo lavoro, lasciando ben poco dell'originale preparato da Faulkner. Hawks aveva scommesso personalmente con Hemingway che sarebbe riuscito a fare un buon film anche dal peggior scritto dell'autore,e scelse "To Have, and have not", scremando molto del lavoro originale, evitando, per esempio, la sottolineatura delle differenze di classe, e "incontrando" i personaggi principali più avanti nelle loro vite, di come descritto nel romanzo. Molti dei dialoghi vennero improvvisati, sul set, dagli attori. Per il ruolo femminile principale era in predicato di aggiudicarsi la parte DOLORES MORAN, ma il regista le preferì la ventiduenne LAUREN BACALL, qui all'esordio sul grande schermo. Fu la prima pellicola girata insieme dalla Bacall e da HUMPHREY BOGART, e ne seguirono altre tre: i due si conobbero su questo set, e l'attrice rivelò che alla terza settimana di lavorazione si era già innamorata del collega. Howard Hawks, notoriamente un corteggiatore di donne, soffrì la scelta della giovane, che sperava fosse attratta da lui, e invece iniziò una relazione con Bogey: pare che Hawks se la fosse talmente presa da cercare di far rescindere il contratto alla Bacall o di cederlo ad una compagnia dai pochi mezzi, la Monogram. Lauren Bacall era terrorizzata quando le riprese incominciarono: fu l'atteggiamento sciolto di Bogart a darle tranquillità, con umorismo e consigli sull'impostazione della recitazione. Per Hawks, l'attrice aveva un potenziale recitativo simile a quello di MARLENE DIETRICH, e chiese allo sceneggiatore JULES FURTHMAN di scriverle battute che ricordassero la diva tedesca, dato che Furthman aveva collaborato agli script di "VENERE BIONDA", " MAROCCO" e "SHANGHAI EXPRESS", con la Dietrich. Molti aspetti del personaggio della Bacall furono modellati proprio su di lei: il soprannome "Slim", essendo la futura star magra e agile, gli abiti eleganti, la voce da fumatrice e uno sguardo particolare e misterioso. Hawks trovava non utile un finale con una sparatoria a bordo di una barca, e passò lo stratagemma a JOHN HUSTON, che non sapeva come far concludere "L'ISOLA DI CORALLO". HOAGY CARMICHAEL girò tutte le sue scene con un fiammifero tenuto tra i denti: il primo giorno di riprese, Bogart disse al collega che era una buona idea, e avrebbe contribuito a rendere memorabile al pubblico il personaggio. Carmichael fu stupito quando vide che anche Bogart e WALTER BRENNAN avevano voluto girare una sequenza con fiammifero in bocca. L'unico film, ad oggi, tratto da un romanzo di un premio Nobel con sceneggiatura scritta da un altro Nobel. Al funerale del marito, Lauren Bacall pose nella bara di Bogey un fischietto, in omaggio alla scena in cui si incontrano in questo film. Nel 1946 venne realizzato un adattamento radiofonico per il "Lux Radio Theater" di 60 minuti, in cui Bogart e Bacall ripresero i ruoli qui interpretati. Il film incassò oltre tre milioni e 600,000 dollari negli Stati Uniti.

DAVID HEMMINGS (David Leslie Howard Hemmings, Guilford, Surrey, Inghilterra, GB 18/11/1941- Bucarest, Romania, 03/12/2003)
Nato il 18 Novembre 1941 nella provincia inglese, figlio di un commerciante in biscotti e di una casalinga, DAVID HEMMINGS fin da bambino mostrò entusiasmo ed interesse per l'intrattenimento: studiò al Glyn College,a Epson, e per le buone doti canore, da tenore infantile, si esibì con l'English Opera Group, ottenendo applausi soprattutto quando intonava lavori di BENJAMIN BRITTEN. Il giovane David si dette alla pittura, in età adolescenziale, e a quindici anni si produsse in una prova di recitazione per la prima volta su un palco, anche se, in realtà, era già apparso in un film a tredici anni, in "THE RAINBOW JACKET"; a sedici prese parte a "SANTA GIOVANNA", di OTTO PREMINGER. Tuttavia, la passione per il canto riprese e quando passò i venti anni, Hemmings si esibì in vari club notturni, anche in Austria, per poi tornare al palcoscenico e al set: l'aspetto cool, con grandi occhi azzurri, palpebre tendenti a socchiudersi, gli conferiva un'aria tra il moderno ed il decadente, con un'aura fragile che lo rendeva del tutto particolare. Dopo aver recitato in due film giovanilisti come "LIVE IT UP!" e "BE MY GUEST", si fece notare anche in "THE PROGRAM", diretto da MICHAEL WINNER. Questo lo lanciò, facendolo scegliere da MICHELANGELO ANTONIONI come protagonista del film che voleva girare a Londra, "BLOW UP", che divenne immediatamente uno dei lungometraggi "da vedere" degli anni Sessanta, e Hemmings diventò una star. Fu ingaggiato per interpretare Mordred nel musical "CAMELOT", e nel 1968 fu nel cast di due titoli di forte appeal per il pubblico come "I SEICENTO DI BALAKLAVA" e "BARBARELLA". Contemporaneamente all'uscita di "Camelot", Hemmings tornò all'antico amore per la musica, incidendo il disco "David Hemmings Happens", con il singolo "Back Street mirror" che entrò in posti alti dell'hit parade. Nel 1969 recitò da protagonista in "ALFREDO IL GRANDE", e, in qualche modo, questo periodo è considerato l'apice della carriera dell'attore inglese: anche STANLEY KUBRICK avrebbe voluto dirigerlo, e avrebbe voluto assegnargli il ruolo di Napoleone Bonaparte nel film che voleva realizzare su di lui, e non è mai riuscito a imbastire. Quasi subito dopo, all'inizio degli anni Settanta, Hemmings si interessò alla regia, e nel 1972 esordì con "RUNNING SCARED", thriller che vedeva protagonista la moglie GAYLE HUNNICUTT ( si è sposato in tutto quattro volte, e ha avuto sei figli), e prese residenza a Malibu, in California. Girò alcuni film come "LA RAGAZZA CON IL BASTONE", "FRAMMENTI DI PAURA", "MORTE DI UN PROFESSORE", poi apparve nel kolossal "JUGGERNAUT". Nel 1975 gli venne assegnato il ruolo di Bertie nel musical di Broadway "JEEVES", di ANDREW LLOYD WEBBER, ma fu un grosso insuccesso, uno dei non molti della carriera del compositore. Il caso volle che Hemmings venisse scelto per sostituire come protagonista di "PROFONDO ROSSO", il film che vedeva DARIO ARGENTO tornare trionfalmente al thriller, LINO CAPOLICCHIO, che rimase gravemente ferito in un incidente d'auto prima di cominciare le riprese: probabilmente, due fattori furono decisivi per far ricadere la scelta sull'attore britannico, la sua interpretazione in "Blow Up", che in qualche modo rimandava al personaggio di Marc Daly, che avrebbe interpretato in questo titolo, sia il fatto che Hemmings fosse un buon pianista. Questo lungometraggio fu un grande successo internazionale, e rilanciò la carriera di Hemmings, che nella seconda metà degli anni Settanta fu molto più attivo; interpretò diverse pellicole, tra cui "IL RACKET DEI SEQUESTRI", "SQUADRA ANTITRUFFA", "ISOLE NELLA CORRENTE". Nel 1978 il ritorno alla regia, con "GIGOLO'", che ebbe per protagonista DAVID BOWIE, ma con Hemmings solo dietro alla macchina da presa: con JOHN DALY, l'attore fondò la compagnia di produzione Hemdale, finanziando appunto il suo primo film da regista. Dopo due altri titoli diretti, "IL TESORO DELLO YANKEE ZAPHIR" e l'adattamento del romanzo di JAMES HERBERT, "THE SURVIVOR", per quanto riguardava la regia Hemmings preferì lavorare per la tv. Infatti, firmò vari episodi di serie di successo degli anni Ottanta come "MAGNUM, P.I.", "A-TEAM", "IN VIAGGIO NEL TEMPO", "AIRWOLF". Durante la decade successiva, l'attore e regista volle tornare a vivere nel Regno Unito, limitandosi ad apparire in ruoli di contorno in produzioni per la tv: molto appesantito nel fisico, rispetto alla figura tonica che lo aveva caratterizzato per buona parte della sua carriera, Hemmings tornò a recitare per il grande schermo per "IL GLADIATORE", comparendo poi in altri titoli importanti come "SPY GAME", "GANGS OF NEW YORK", "LA LEGGENDA DEGLI UOMINI STRAORDINARI". Ma la miglior prova della fase matura come attore l'ha data in "L'ULTIMO BICCHIERE", con altre vecchie glorie del cinema inglese come TOM COURTENAY e MICHAEL CAINE: David Hemmings fu colpito da infarto dopo aver girato tutte le sue scene in "BLESSED", girato in Romania, e morì nel Dicembre del 2003.
COSì PARLO' DAVID HEMMINGS:
"Tutto sommato mi piace essere perseguitato. Dopo tutto, è piacevole essere riconosciuti. E' quello che ci piace dell'essere attori: essere riconosciuti."
"Se date un'occhiata a chi compra e vende film a Cannes, è come guardare un gruppo di venditori di scarpe, che si danno da fare per essere commercianti di calzature da poco o scarpe di lusso l'anno dopo."
"La gente pensava che fossi morto, ma non lo ero. Stavo solo dirigendo "A-Team"!"
THE AVENGERS ( The Avengers, USA 2012)
DI JOSS WHEDON
FANTASTICO/AVVENTURA/AZIONE
JOSS WHEDON, che si incaricò di co-scrivere e dirigere questo film (dopo che, in un primo momento, era sembrato che toccasse a JON FAVREAU, che poi rimase nel progetto come produttore esecutivo), atto finale della prima fase del "Marvel Cinematic Universe", era stato preso in considerazione a fine anni Novanta per dirigere "X-MEN". Anche JOE CARNAHAN era un nome che circolava alla Marvel come potenziale sceneggiatore e regista della pellicola. Whedon, grande appassionato di fumetti, scrisse anche una sceneggiatura, della quale furono usate soltanto due battute nella versione finale del film, diretto da BRYAN SYNGER. Joss Whedon spiegò nelle conferenze stampa che due membri fondatori degli "Avengers" originali, come Ant-Man e Wasp fossero stati esclusi dalla pellicola, in quanto la storia presentava fin già troppi personaggi. CHRIS HEMSWORTH, per irrobustirsi e mantenere il fisico messo su per "THOR", adottò una "dieta" composta perlopiù da petto di pollo, pesce, bistecche e uova ogni giorno. SCARLETT JOHANSSON rinunciò a prendere parte a "TOTAL RECALL" per prendere parte a questo film. Per prepararsi al ruolo di Hawkeye, JEREMY RENNER venne addestrato da arcieri che avevano partecipato alle Olimpiadi; Renner è ambidestro, e infatti usa l'arco con tutte e due le mani. MARK RUFFALO era stato la prima scelta di LOUIS LETERRIER per "L'INCREDIBILE HULK", prima che venisse invece scritturato EDWARD NORTON. Norton condusse una trattativa con la Marvel per riprendere il ruolo del gigante verde, ma non ci fu un accordo economico, quindi venne stipulato un contratto con Ruffalo, dopo la presa in considerazione di JOAQUIN PHOENIX. COBIE SMULDERS fu ingaggiata dietro suggerimento di ALYSON HANNIGAN, che aveva lavorato con lei nella serie "BUFFY-L'AMMAZZAVAMPIRI". MORENA BACCARIN, AMANDA PEET, JESSICA LUCAS e MARY ELIZABETH WINSTEAD fecero provini per il ruolo. GWYNETH PALTROW girò da scalza tutte le scene accanto a Robert Downey, Jr., per far sembrare il collega più alto di lei. Durante le riprese fu raro veder tutti gli attori principali sul set insieme, ma una sera Chris Evans mandò un sms agli altri che diceva semplicemente "Assemble", un pò il motto della pellicola in lavorazione: dopo aver passato una serata divertente con il resto del cast, CLARK GREGG affermò in un'intervista che era il miglior messaggio che avesse mai ricevuto. Robert Downey jr., quando Whedon scriveva il film, provò a convincere lo sceneggiatore e regista di dare più peso a Tony Stark rispetto agli altri personaggi, ma Whedon gli dimostrò che questa idea non era funzionale, dato che il team era composto con equilibrio, " ognuno come ogni braccio di un polpo". Secondo un calcolo, Capitan America è il personaggio più presente in scena (37 minuti e 42 secondi), Hawkeye quello meno (12 minuti e 44 secondi). L'espressione di TOM HIDDLESTON dopo che Loki viene sbattuto violentemente a terra da Hulk, fu ottenuta facendo scuotere abbondantemente l'attore da MARK CHU, direttore dell'animazione. Fu invece un'intuizione di Mark Ruffalo il far risvegliare dallo svenimento Tony Stark/ Iron Man da un ruggito di Hulk. Bruce Banner non si trasforma in Hulk prima di un'ora e quattordici minuti di proiezione. Thor non compare prima che siano passati quarantacinque minuti dall'inizio. L'esclusione di Hank Pym, alias Ant-Man e Wasp, a favore dell'inserimento di Hawkeye e della Vedova Nera ha a che fare con la scelta di far nascere il team di supereroi come organizzazione imbastita dallo S.H.I.E.L.D. . L'idea di fondo, che Loki fosse il "villain", ma che, in definitiva, fosse manovrato da un personaggio più potente, e quindi Thanos, fu di Whedon, che consigliò questo stratagemma narrativo alla Marvel. In fase di sceneggiatura, Whedon era contrario a includere personaggi di ogni rispettiva saga degli eroi, perchè nella sua visione questo lungometraggio doveva concentrarsi solo sui supereroi: STELLAN SKARSGARD, Gwyneth Paltrow e PAUL BETTANY furono annessi in seconda battuta. La scena che si svolge in Germania fu realizzata, invece, nella periferia di Cleveland, in Ohio. Il nome dei mostri alieni, "Chitauri", viene dalla mitologia Zulu, che indicano "serpenti che provengono dal cielo". Se ci si fa caso, nella sequenza in cui Loki è a colloquio con "L'Altro", queste due creature hanno due pollici per mano. Nel film, Thor viene messo al tappeto quattro volte: due da Iron Man, e due da Hulk. Il montatore del suono CHRISTOPHER BOYES ammise che non era stato facile dare una voce a Hulk: il risultato finale fu includere parte del ruggito riprodotto da Mark Ruffalo, parte da LOU FERRIGNO, che aveva impersonato il personaggio nella serie tv negli anni Settanta, e parte da un paio di aborigeni neozelandesi. Fu Whedon a voler includere Thanos nella scena post- titoli di coda, in quanto lo riteneva il cattivo di maggior fascino dell'universo marvelliano. Dopo aver musicato "CAPTAIN AMERICA- Il primo vendicatore", ALAN SILVESTRI è stato il primo compositore ad aver scritto la colonna sonora per più di un film della Marvel. Secondo Whedon, il primo montaggio contemplava un film lungo oltre tre ore. Fu il primo film della Marvel a incassare più di un miliardo di dollari. Nel Regno Unito il titolo è "Marvel Avengers Assemble" per non creare confusione con la serie e il film "AVENGERS- AGENTI SPECIALI". Erano previsti novantatre giorni per completare le riprese, e terminarono un giorno prima. Il primo film a superare i 200 milioni di dollari di incasso in tre giorni di programmazione in USA. La prima pellicola della Marvel ad essere distribuita dalla Disney Pictures. E' stato il maggior incasso negli Stati Uniti del 2012. Costato 220 milioni di dollari, ne ha incassati 623 negli States, più altri 896 nel resto del mondo, totalizzando ben un miliardo, 519 milioni di dollari in totale. Ha ottenuto la candidatura per i migliori effetti speciali sia agli Oscar che ai BAFTA. Ha, ad oggi, generato tre sequel: "AVENGERS: AGE OF ULTRON", "AVENGERS-INFINITY WAR" e "AVENGERS: ENDGAME".

A PROPOSITO DI HENRY ( Regarding Henry, USA 1991)
DI MIKE NICHOLS
DRAMMATICO
Inizialmente, HARRISON FORD declinò l'offerta di interpretare il protagonista di "A PROPOSITO DI HENRY", perchè veniva dall'aver appena dato volto ad un avvocato, in "PRESUNTO INNOCENTE", e temeva di ritrovarsi intrappolato in un ruolo; cambiò idea e accettò solo quando comprese che avrebbe, in pratica, ricoperto il ruolo di un uomo di legge solo per i primi dieci minuti di film. Per prepararsi meglio al personaggio, Ford incontrò un uomo che aveva avuto una sorte non dissimile da quella del protagonista di questa pellicola: era, infatti, un ex avvocato importante che, dopo un pauroso incidente d'auto, aveva realizzato che la carriera lo aveva allontanato moltissimo dalla sua famiglia, e che, nonostante il danno ricevuto nel sinistro, si sentiva cambiato in meglio. Secondo JOHN LEGUIZAMO, che lo scrisse nella propria autobiografia, molti fans di Harrison Ford gli scrissero lettere infuriate, perchè nel film l'attore più giovane sparava alla star. Il personaggio di Linda, interpretata da REBECCA MILLER, venne aggiunto appena due giorni prima dell'inizio delle riprese. ROB REINER ricoprì un piccolo ruolo, come cortesia per il collega MIKE NICHOLS, ma il personaggio finì escluso al montaggio. Fu la seconda collaborazione tra Mike Nichols e Harrison Ford, dopo "UNA DONNA IN CARRIERA". La sceneggiatura fu firmata da J.J. ABRAMS, che coprodusse anche la pellicola: il futuro regista e produttore, sette anni dopo l'uscita di questo titolo, chiamò il suo primo figlio Henry. Abrams compare anche in un cameo, nei panni di un giovane che consegna pasti. Costò 23 milioni di dollari, e ne incassò 43 solo negli Stati Uniti.

U-BOOT 96 ( Das boot, RFT 1981)
DI WOLFGANG PETERSEN
GUERRA
"DAS BOOT" fu un successo letterario ad opera di LOTHAR G. BUCKHEIM: il libro conobbe una buona affermazione internazionale, al punto da essere presa in considerazione da alcune majors, per trarne una grossa co-produzione tra USA e Germania, affidando a DON SIEGEL la regia, e a ROBERT REDFORD o PAUL NEWMAN il ruolo centrale del Capitano. Poi, venne deciso che sarebbe stato prodotto un kolossal tutto tedesco, finanziato da GUNTER ROHRBACH e diretto da WOLFGANG PETERSEN, che all'epoca aveva diretto un solo film per il cinema, "DIE KONSEQUENZ", e aveva un buon curriculum come regista di film per la tv. Il ruolo principale venne offerto a RUTGER HAUER, che non accettò per girare invece "BLADE RUNNER", e la parte andò a JURGEN PROCHNOW. Il cast venne volutamente tenuto al chiuso prima delle riprese, per rendere meglio il pallore di soldati che vivevano in un ambiente non all'aperto per la maggior parte del proprio tempo. La maggior parte delle spese per la produzione della pellicola, un totale corrispondente a 15 milioni di dollari, occorsero per la costruzione dei sottomarini: dettagli cruciali per la ricostruzione del VII-C U-Boot furono reperiti al Museo della Scienza e dell'Industria di Chicago. I progetti vennero ripresi dall'originale costruttore del sommergibile, che ne ricostruì una replica che potesse andare in acqua, e un'altra per girare le scene all'interno. Alcuni di questi sommergibili vennero utilizzati anche per le riprese de "I PREDATORI DELL'ARCA PERDUTA". Invece, vennero utilizzate delle versioni in miniatura, e per quelle dei sommergibili lunghe circa 14 metri, per riprendere i militari da lontano vennero invece inquadrati dei Big Jim e dei Ken (pupazzi Mattel) riadattati. Per simulare la tempesta nell'Atlantico, una riproduzione della torretta del sottomarino venne colpita violentemente in un grosso serbatoio; JAN FEDDER fu sbalzato via, rompendosi qualche costola nell'impatto a terra, e il panico che gli si leggeva in faccia nella sequenza era reale. Nella scena del bar di La Rochelle, OTTO SANDER era realmente ubriaco. Per dare più autenticità al lungometraggio e ai personaggi, le scene vennero girate in sequenza, lo si può constatare anche da come via via le barbe crescono sui volti degli attori. I nomi del Capitano, dell'Ingegnere Capo, e dei primi due ufficiali non vengono mai specificati nel lungometraggio. Il film venne girato in tedesco, nonostante gli attori principali conoscessero l'inglese: quando la pellicola venne distribuita in Inghilterra e USA, questi si doppiarono per la versione per il mercato anglofono. A causa delle critiche per la miniserie originale, che dipingeva i militari tedeschi con fin troppa indulgenza, l'attesa per il responso fu molto inquieta: ritrarre un esercito nemico cercando di non inciampare in schematismi, poteva essere molto rischioso per l'esito commerciale della pellicola. In segno di approvazione per la qualità dell'opera, a molte prime in USA ci furono standing ovations da parte degli spettatori, con sonoro sollievo da parte dei produttori. Quando Wolfgang Petersen dovette adattare la pellicola uscita nelle sale tramutandola in una miniserie per la tv, dovette intervenire pesantemente sull'utilizzo delle musiche, e il compositore KLAUS DOLDINGER, in pratica, remixò le maggiori arie utilizzate su sei piste sonore. Il film ottenne sei nominations agli Oscar, che stabilì all'epoca un record, destinato a durare diversi anni, per un film straniero: venne poi battuto prima da "LA VITA E' BELLA", e poi da "LA TIGRE E IL DRAGONE": fu l'unico titolo con la candidatura per la miglior regia, a non avere anche la nomination come miglior film. Costò 31 milioni di marchi tedeschi, e rimase la più costosa produzione messa su in Germania, fino al 2006, quando "PROFUMO-Storia di un assassino", coprodotto con Francia e Spagna, ma per la maggior parte con finanziamenti tedeschi, lo superò come budget. Il film ottenne anche la candidatura come miglior film straniero ai Golden Globes, e ai BAFTA. Nel 2018 è stata fatta una sorta di sequel, in una serie tv.

L'AGENTE SPECIALE MACKINTOSH ( The Mackintosh man, USA/GB 1973)
DI JOHN HUSTON
THRILLER
Per "L'AGENTE SPECIALE MACKINTOSH", WALTER HILL venne accreditato come unico sceneggiatore, ma, in realtà, scrisse solo la prima metà dello script tratto dal romanzo di DESMOND BAGLEY: pare che alla sceneggiatura abbiano apportato contributi lo sceneggiatore WILLIAM FAIRCHILD, il romanziere GERARD HANLEY, lo storico ALAN MOREHEAD, e il longevo assistente di JOHN HUSTON GLADYS HILL. Sia il romanzo originario, che questo film, si basavano su un fatto di cronaca accaduto qualche anno prima, che riguardava l'identificazione, l'arresto e la fuga di una spia sovietica nel Regno Unito, George Blake, che lavorava per i servizi inglesi, ma faceva il doppio gioco. La storia è la medesima di un episodio della serie "IL SANTO", con ROGER MOORE nel ruolo di Simon Templar, che in pratica agisce come quello di Newman, e DONALD SUTHERLAND in quello che qui ricopre IAN BANNEN . Bannen fu ingaggiato perchè era piaciuto molto in un ruolo difficile in "RIFLESSI IN UNO SPECCHIO SCURO". Si trattò del primo film americano per la francese DOMINIQUE SANDA. Il titolo è dovuto al fatto che un uomo di nome Mackintosh (HARRY ANDREWS) assume per un'operazione pericolosa un agente segreto, Rearden (Newman). Pare che Huston mostrasse veramente scarso entusiasmo verso questo suo lavoro affidatogli dalla produzione, e che apprezzasse solo il fatto di poter girare nella "sua" Irlanda, al punto da protrarre più possibile i tempi delle riprese, mettendosi in contrasto con i produttori, che lamentavano che il regista se la prendesse troppo comoda, sforando sul budget. PAUL NEWMAN era sconcertato dallo strano atteggiamento, molto poco professionale, di un regista di lungo corso come John Huston, che arrivava spesso tardi sul set, senza idee sul come impostare le inquadrature, e poco concentrato; i due avevano già collaborato l'anno precedente per "L'UOMO DAI SETTE CAPESTRI", ma in tale occasione Huston era molto più "sul pezzo". Fu l'ultimo lungometraggio sia per NOEL PURCELL che per NIALL MCGINNIS. E' stato il primo film in cui lavorarono insieme Paul Newman e JAMES MASON: sempre come antagonisti, comparvero insieme anche nove anni dopo ne "IL VERDETTO". Probabilmente, il primo lungometraggio in cui una donna riceve un calcio nell'inguine. Nella breve scena al pub, sono riuniti alcuni dei più famosi attori irlandesi fino a quell'epoca, come Purcell, EDDIE BYRNE e DONAL MCCANN. Nella scena chiave dell'incendio del castello, John Huston dette alle fiamme per la seconda volta questo antico maniero, già bruciato cinquanta anni prima nella guerra civile irlandese. Questo è stato l'ultimo film girato da Huston in Irlanda: anche se "THE DEAD" è ambientato in tale nazione, fu girato perlopiù in studio, con la seconda troupe che girò alcune sequenze sull'isola a nord dell'Europa, essendo il regista troppo in cattive condizioni di salute. Alcune critiche sottolinearono che l'americano Paul Newman fosse un irlandese abbastanza opinabile.

IL FAVOLOSO DOTTOR DOLITTLE ( Doctor Dolittle, USA 1967)
DI RICHARD FLEISCHER
MUSICALE/COMMEDIA
Per ripetere il successo di "MY FAIR LADY", la 20th Century Fox voleva riunire per questo musical tratto dai romanzi di HUGH LOFTING del ciclo "IL DOTTOR DOLITTLE" REX HARRISON, ALAN JAY LERNER e FREDERICK LOEWE: ma Loewe si era ritirato e non intendeva più comporre musiche, e ARTHUR P. JACOBS licenziò Lerner per ritardi nel lavoro di scrittura della sceneggiatura. JOHN HUSTON venne preso in considerazione per la regia, ma Jacobs fu contrario: anche VINCENTE MINNELLI e WILLIAM WYLER furono tra i papabili, però Minnelli era considerato troppo all'antica per questa pellicola, e Wyler era ritenuto un cineasta troppo dispendioso per la mania di girare molte volte le scene. Venne scelto allora RICHARD FLEISCHER, esperto nel gestire set magniloquenti e grosse produzioni. Per il ruolo di Matthew Mugg vennero presi in considerazione DANNY KAYE, BING CROSBY, e DAVID WAYNE, per poi scegliere il più giovane ANTHONY NEWLEY. Sir RICHARD ATTENBOROUGH entrò nel cast all'ultimo minuto, prima che le riprese cominciassero. SAMANTHA EGGAR venne doppiata, nelle scene di canto, da DIANA LEE. Per interpretare Bumpo, i produttori pensarono a SIDNEY POITIER, che cassò prontamente l'offerta, e fu così che il personaggio venne proposto a SAMMY DAVIS, jr., ma Rex Harrison pose un veto, giacché consapevole che Davis era un cantante-entertainer, e quindi avrebbe sfigurato nel confronto con il membro del "Rat Pack". Il personaggio non venne così inserito nella versione cinematografica dei romanzi. La sequenza in cui viene cantato "The reluctant vegetarian" è stata una delle più difficoltose da girare, giacché ogni animale avrebbe dovuto sedere e stare fermo: la troupe ed il cast sono stati per ore pronti, finchè le riprese non sono iniziate. La prima stava funzionando a puntino, quando Harrison smise di cantare, improvvisamente: Richard Fleischer gli chiese come mai, e l'attore rispose che aveva sentito distintamente "Cut!", che è analogo al nostro "Stop!" quando si gira un film. Regista e protagonista avevano cominciato a discutere, quando, ancora si sentì il grido: il colpevole era stato il pappagallo Polynesia. La canzone più conosciuta della colonna sonora è "Talk to the animals", che riuscì a vincere l'Oscar come miglior brano: nessuno dello staff era però favorevole al pezzo, e Harrison dichiarò che "Una canzone umoristica dovrebbe essere divertente. E questa non lo è!". Due canzoni vennero scritte appositamente per la pellicola, e vennero girate le sequenze in cui venivano cantate: "Where are the words?" e "Something in your smile", cantate, rispettivamente da Newley e Harrison, ma al montaggio non vennero incluse nel film, sebbene presenti nei dischi. Sul set, Rex Harrison creò diversi problemi e fu molto scorbutico, al punto da guadagnarsi il soprannome di "Tyrannosaurus Rex": diversi membri giovani del set volevano far licenziare Harrison per i frequenti atteggiamenti di insofferenza e villania. Diverse volte, membri della troupe vennero morse da più animali utilizzati per il film. La stroncatura critica, e il fiasco al box-office di questo film, in pratica finì la carriera di Harrison come protagonista cinematografico: l'attore continuò comunque a presenziare assiduamente sui palcoscenici teatrali come star. Peraltro, nonostante il contratto firmato, Rex Harrison tentò, non convinto delle potenzialità dell'operazione, e approfittando dell'abbandono del compositore Lerner, di mollare la lavorazione: lo studio mise in preavviso CHRISTOPHER PLUMMER, minacciando cause rovinose a Harrison, riuscendo a farlo tornare sui suoi passi. Tra i capricci del prim'attore, ci fu il rovinare deliberatamente una ripresa, presenziando con il proprio yacht sullo sfondo di una scena girata su una spiaggia, rifiutandosi di muovere il natante. Inoltre, sembra che Harrison, ingelosito dal troppo spazio, secondo lui, concesso a Newley, si lasciasse andare spesso sul set a commenti anti-semiti, essendo il collega ebreo. Dopo il trionfo, tra Oscar e grandi incassi, di "TUTTI INSIEME APPASSIONATAMENTE", la 20th Century Fox programmò tre musical ad alto budget, che in tre anni consecutivi avrebbero dovuto sbancare e rimpolpare le casse dello studio: questo film, "UN GIORNO...DI PRIMA MATTINA!" e "HELLO, DOLLY". Purtroppo, tutti e tre andarono malissimo al box-office, causando la perdita del lavoro per molti produttori esecutivi e manager. Nessuno, sul set, si aspettava che girare una scena con delle anatre sarebbe stato così difficile: messi in acqua, gli uccelli avevano molta difficoltà nel muoversi. Era la parte sbagliata dell'anno, quando la muta di piumaggio delle anatre non era idrorepellente, e quindi non riuscivano a nuotare. La prima proiezione in anteprima, a Minneapolis nel Settembre 1967, fu un fallimento: il pubblico era in prevalenza adulto, che non era esattamente il target cui questa produzione puntava. La pellicola fu valutata poco coinvolgente e troppo lunga, e una versione più breve presentata a San Francisco, non andò comunque meglio, mentre un'altra edizione accorciata, proposta a San Jose andò bene e quindi questa versione rimase quella definitiva. Quando al film arrivò la candidatura quale miglior lungometraggio dell'anno agli Oscar, ci furono diverse polemiche e articoli derisori per questa scelta: pare che dietro alle nove nominations totalizzate dalla pellicola, ci fosse stato un gran lavoro "clandestino" organizzato dalla Fox con cene per i giurati della Academy con abbondanti dosi di cibo e vino... Questo film fu una delle prime grosse operazioni per lanciare un enorme merchandising legato alla produzione: puzzle, ristampe dei romanzi originari di Lofting, giocattoli e pupazzi, articoli per la scuola, una linea alimentare per animali, e ovviamente dischi. Non furono venduti granchè: dieci anni dopo, il flop di questa iniziativa fu una delle ragioni per cui GEORGE LUCAS ottenne a basso prezzo i diritti per il merchandising del suo "STAR WARS: EPISODIO IV- UNA NUOVA SPERANZA". Un altro problema per la produzione furono gli attacchi della stampa progressista britannica, che definirono razzisti molti contenuti dei libri del Dr. Dolittle, al punto da caldeggiarne l'esclusione dai testi scolastici: e per una produzione che puntava a portare famiglie intere nei cinema, questa fu una bella grana. L'uscita del lungometraggio fu in concomitanza con il disneyano "IL LIBRO DELLA JUNGLA", che stravinse quanto a critiche positive e incassi. In totale, occorsero quattro anni per portare a termine questa produzione. Dopo la travagliata produzione di questo film, Arthur P. Jacobs ottenne il via libera per girare "IL PIANETA DELLE SCIMMIE", a patto di non sforare il budget di 5 milioni di dollari. Costato 17 milioni di dollari, ne incassò 9 negli Stati Uniti. Su nove candidature, tra le quali quella per il miglior lungometraggio, agli Oscar portò via due statuette: quella per i migliori effetti speciali, e per la miglior canzone. Ai Golden Globes, invece, cinque le nominations, tra cui miglior film sezione commedia/musical, e un premio vinto, quello andato a Richard Attenborough come migliore non protagonista.