sabato 17 novembre 2018

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ANIMA E CORPO ( Body and soul, USA 1947)
DI ROBERT ROSSEN
DRAMMATICO
"ANIMA E CORPO" avrebbe dovuto, inizialmente, essere una biografia del pugile Barney Ross, tre volte vincitore del titolo mondiale dei pesi medi. Quando però Ross rivelò di essere un eroinomane, a causa delle ferite riportate durante la II Guerra Mondiale, la Universal Studios fece cambiare la sceneggiatura, senza specificare che si trattava di un boxeur realmente esistito. Ross fece causa alla casa produttrice, dopo che la pellicola era uscita, perchè la storia conteneva elementi troppo simili alla sua vita, e vinse: fu risarcito per 60,000 dollari. Anche se JOHN GARFIELD e ANNE REVERE hanno ruoli di figlio e madre, tra i due attori correvano solo dieci anni di differenza. Molti dei talenti che lavorarono a questo lungometraggio, come lo sceneggiatore ABRAHAM POLONSKY, il direttore della fotografia JAMES WONG HOWE, il montatore ROBERT PARRISH, l'aiuto regista ROBERT ALDRICH ed altri ancora tra cast e troupe, erano stati o diventarono registi. Inoltre, Polonsky, Garfield, la Revere, Wong Howe, il produttore BOB ROBERTS, ed altri dell'entourage, ebbero seri problemi con la commissione maccartista per le attività antiamericane. ROBERT ROSSEN evitò tale situazione, solo facendo nomi alla commissione. Per dare movimenti più fluidi alla macchina da presa, nelle scene di boxe, Wong Howe reggeva la cinepresa stando su pattini facendosi spingere da un assistente. I versi citati da LILLI PALMER vengono da "La tigre", un poema di WILLIAM BLAKE. Nel 1948 venne realizzata una versione radiofonica per il "Lux Radio Theater", con John Garfield che riprendeva il ruolo qui recitato, di un'ora. Candidato a tre premi Oscar, per il miglior attore protagonista (Garfield), sceneggiatura originale e montaggio, vinse la statuetta per quest'ultima categoria. 

venerdì 16 novembre 2018

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JEAN SIMMONS ( Jean Merilyn Simmons, Crouch Hill, Londra, GB, 31/01/29-22/01/10, Santa Monica, California, USA)
Nacque nei pressi di Londra, nel 1929, JEAN SIMMONS. Studentessa di danza, a quattordici anni fu scelta per impersonare la sorella precoce di MARGARET LOCKWOOD in "GIVE US THE MOON". Due anni dopo tornò sullo schermo per "CESARE E CLEOPATRA", "GRANDI SPERANZE", "NARCISO NERO", "AMLETO", "TRAGICA INCERTEZZA". Fu presa in considerazione per il principale ruolo femminile in "SANSONE E DALILA" da CECIL B. DE MILLE, ma fu poi ingaggiata HEDY LAMARR. Alla fine degli anni Quaranta, era classificata quarta nella graduatoria delle star britanniche: quando seguì la "chiamata" hollywoodiana, fece causa a HOWARD HUGHES, in quanto la sua RKO Pictures l'aveva messa sotto contratto, annullando però, a sua insaputa, i sei mesi di contratto che le restavano della Rank Pictures. La compagnia di Hughes fu costretta, oltre a farle fare film per i tre anni di contratto stipulati, a darle 250,000 dollari per danni, e a lasciarla libera di lavorare anche per altri studios. Nel 1950 sposò STEWART GRANGER, da cui divorziò dieci anni dopo, nel 1960. Subito dopo si risposò con il regista RICHARD BROOKS. Il quale la diresse ne "IL FIGLIO DI GIUDA". WILLIAM WYLER l'avrebbe voluta per "VACANZE ROMANE", ma Hughes si impuntò, e il regista non volle scontrarsi decisamente con il producer, scegliendo invece AUDREY HEPBURN.  Nel 1956 divenne cittadina americana.Un gran successo personale, fu la partecipazione a "BULLI E PUPE". SAMUEL GOLDWYN, dopo aver programmato di non far cantare MARLON BRANDO e la Simmons, in quanto non intonatissimi, cambiò idea e fece invece interpretare dalle due star le canzoni, per aggiungere autenticità.  Nello stesso anno, la Simmons ebbe il principale ruolo femminile in "SPARTACUS", e recitò accanto a CARY GRANT in "L'ERBA DEL VICINO E' SEMPRE PIU' VERDE". Di seguito, l'attrice prese a diradare i suoi impegni cinematografici, e negli anni Sessanta partecipò ad un numero minore di pellicole: fu in "AL DI LA' DELLA VITA", "FLAGRANTE ADULTERIO", "UNA DONNA SENZA VOLTO", "DUE STELLE NELLA POLVERE", "LIETO FINE". Quest'ultimo film, diretto da Brooks, narrava di una donna alcolizzata: il regista, intervistato anni dopo, disse che c'era molto di personale in questa storia, che contemplava una moglie dedita all'alcool ed un marito troppo preso dal lavoro. Nella sua autobiografia, RICHARD BURTON rivelò che aveva avuto una relazione con Jean Simmons mentre giravano "LA TUNICA". Nel 1958 ritirò l'Oscar per "IL PONTE SUL FIUME KWAI" per ALEC GUINNESS.  Il matrimonio con Brooks finì nel 1977: da entrambi i matrimoni, Jean Simmons ebbe una figlia. Entrata in depressione per la scarsità di ruoli validi che le proponevano, la Simmons cominciò a bere ancora di più, e nel 1986 entrò in clinica per disintossicarsi. Negli Ottanta, apparve nella fortunata serie tv "UCCELLI DI ROVO", e poi in "NORD E SUD". E' stata l'unica guest star della serie "LA SIGNORA IN GIALLO" ad ottenere una nomination al Grammy Awards, nel 1989. A metà anni Novanta tornò sul grande schermo in "GLI ANNI DEI RICORDI". E' deceduta nel 2010, in seguito alle complicazioni di un cancro ai polmoni.
COSI' PARLO' JEAN SIMMONS:
"Ho dovuto girare quattro film sotto contratto per uno studio. Dopo mi sono sentita libera, e non ho mai più voluto ripetere questa esperienza."
"La mia carriera ha avuto una certa quantità di alti e bassi, ma alla base la definisco meravigliosa."
"Quando ricevetti la prima nomination agli Oscar, non sapevo di cosa si trattasse."
"Ricordo come un lunghissimo giorno quello in cui KIRK DOUGLAS, girando "Spartacus", era sulla croce tutta la giornata. Gli facemmo uno scherzo: una volta assicurato affinchè non cadesse, alla croce, andammo tutti a pranzo, lasciandolo lì per un pò di tempo. Essendo produttore, avrebbe potuto licenziarci tutti, ma la prese benissimo. Se vuoi sopravvivere allo show business, devi avere un grande senso dell'umorismo! Girammo per un anno, ed un anno dopo, Kirk mi inviò una magnum di Champagne con un biglietto: Spero che il nostro secondo anno di conoscenza, sia felice come il primo."

giovedì 15 novembre 2018

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2012 ( 2012, USA 2009)
DI ROLAND EMMERICH
CATASTROFICO
La teoria su cui è basato "2012", per cui, in tale anno si sarebbe scatenata un'Apocalisse, non veniva dai Maya, come solitamente indicato, ma da popolazioni delle zone occidentali in cui viveva anche tale civiltà. Secondo le profezie, gli eventi catastrofici avrebbero dovuto accadere il 21 Dicembre, giorno del solstizio, ma i produttori vollero far svolgere la storia a metà Estate. ROLAND EMMERICH, che co-scrisse, co-produsse e diresse questo kolossal, avrebbe voluto mettere in scena la distruzione della Mecca, ma all'idea si oppose il co-produttore HARALD KLOSER, che non voleva problemi con i paesi musulmani in cui la pellicola sarebbe stata distribuita. La tenuta in cui Jackson ( JOHN CUSACK) va a prendere i facoltosi clienti russi è "Fleur de Lys", nell'area di Beverly Hills, la più costosa della California. Il personaggio interpretato da Cusack si chiama Jackson Curtis: è il vero nome del rapper 50 CENT.  Inizialmente per il personaggio di Curtis avevano pensato a GERARD BUTLER, il quale dovette rinunciare per altri impegni. SETH ROGEN rifiutò di interpretare lo studioso Adrian Helmsley: la parte andò a CHIWETEL EIJOFOR. Roland Emmerich volle in questo modo omaggiare il musicista, di cui è fan.  Il film fu proibito nella Corea del Nord, in quanto l'anno del titolo era il centenario della nascita del dittatore Kim-II Sung. Nel film, New York viene inondata nell'Estate 2012, ma nella realtà ci fu un'alluvione nell'Ottobre dello stesso anno. Furono arrestate delle persone perchè guardavano delle copie pirata del lungometraggio. Alcuni cinema americani programmavano la proiezione della pellicola alle 20:12. Con 158 minuti di durata, è il film più lungo tra quelli diretti da Emmerich, secondo solo a "IL PATRIOTA"( 165 minuti). Nonostante l'affermazione di Emmerich, che annunciava fosse l'ultimo film catastrofico ad alto budget che avrebbe girato, anni dopo il regista tedesco ha realizzato "INDEPENDENCE DAY: RESURGENCE" (2016). Il costo finale della pellicola fu di 200 milioni di dollari: ne incassò 166 in USA, ed altri 603 nel resto del pianeta, totalizzando 769 milioni in tutto.

mercoledì 14 novembre 2018

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FINO ALLA FINE DEL MONDO ( Until the end of the world, D/F/AUS/USA, 1991)
DI WIM WENDERS
FANTASCIENZA/DRAMMATICO/THRILLER
WIM WENDERS sviluppò l'idea alla base di "FINO ALLA FINE DEL MONDO", e contattò lo scrittore australiano PETER CAREY, sperando che questi scrivesse la sceneggiatura: a Wenders occorsero sei ore per narrare il soggetto. Il regista tedesco concepì la storia nel 1977, ma gli servirono quattordici anni per trasformarla in un lungometraggio: gli furono necessari 23 milioni di dollari di budget, riprese in quindici città diverse, in quattro continenti. Fu il successo internazionale de "IL CIELO SOPRA BERLINO" che dette modo a Wenders di reperire i soldi necessari per produrre questo film.  Il denaro finì prima che venissero compiute le riprese in Cina, e SOLVEIG DOMMARTIN si recò con un operatore a filmare quel che serviva. La scena si svolge nel 1999. Per il ruolo del padre del personaggio di WILLIAM HURT, il regista avrebbe voluto ROBERT MITCHUM: per vari motivi non fu possibile, e Wenders contattò in seguito RICHARD WIDMARK e GREGORY PECK, che non accettarono. Il ruolo andò a MAX VON SYDOW. Anche per il ruolo principale, sostenuto da Hurt, originariamente Wenders avrebbe voluto WILLEM DAFOE. Per la colonna sonora, Wenders contattò i musicisti che preferiva perchè dessero un apporto alla partitura: ricevette diverse belle canzoni, al punto che non seppe scegliere quale, e le incluse tutte. Tutti questi brani furono scritti proprio per essere in questa colonna sonora, anche se, come "Until the end of the world" degli U2, erano uscite in album degli artisti che le firmavano, in versioni diverse. Anni dopo, dichiarò che forse questo era stato un errore, in quanto lo costrinse a dare un taglio più magniloquente all'opera, di quanto avrebbe voluto. E' presente un'automobile con un primitivo prototipo di navigatore satellitare. Originariamente, avrebbe dovuto esser girato in 70 mm. Il primo montaggio del film era lungo venti ore, e Wenders affermò che nessuno mai lo avrebbe visto. Vinse il Felix per la miglior canzone, con "Until the end of the world". 

martedì 13 novembre 2018

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IL GIORNO DEGLI ZOMBI ( Day of the dead, USA 1985)
DI GEORGE A. ROMERO
HORROR
La sceneggiatura originale de "IL GIORNO DEGLI ZOMBI" avrebbe generato un film troppo costoso per le possibilità produttive di GEORGE A. ROMERO: infatti, contemplava una fortezza in cui gli scienziati vivevano e operavano protetti da cavi di alta tensione, mentre i militari erano stanziati nel sottosuolo. Ci sarebbe stata anche una piccola armata di zombie addestrati, ed il finale era stato pensato ancora più violento di quello poi girato. Parte di questa storia venne riutilizzata anni dopo per "LA TERRA DEI MORTI VIVENTI". Ognuna delle comparse che hanno "interpretato" degli zombie ha ricevuto: un cappellino con sopra scritto "I played a Zombie in "Day of the dead"", una copia del finto giornale che si vede a inizio film ( e titola "THE DEAD WALK!") e un dollaro per ogni giorno di riprese. Molte di queste comparse, erano comunque abitanti di Pittsburgh che partecipavano entusiasti ad un capitolo della serie romeriana sugli zombies. LORI CARDILLE raccontò che girando la scena del sogno, che apre la pellicola, in cui dalla parete escono braccia di zombies, la parete finta non resse, e coloro che impersonavano i morti le franarono addosso: il muro falso venne ricostruito più robusto per poter girare la sequenza. Uno dei figuranti era il marito dell'attrice. Durante la scena in cui Miguel viene sedato, la Cardille chiese a ANTHONY DILEO Jr. di schiaffeggiarla realmente, per rendere la scena più reale. Il suono dell'allarme è esattamente quello che si sente anche in "LA COSA". Il libro che il dottor Logan dà a Bub è "LE NOTTI DI SALEM", un omaggio a STEPHEN KING, di cui Romero è stato molto amico. Nelle scene più violente vennero usate interiora di maiale. JOE PILATO, che nel film interpreta il capitano Rhodes, che finisce smembrato, affermò che non aveva mai dimenticato l'immondo odore mentre girava tale scena. E' l'unico film con gli zombies romeriani in cui un morto vivente dice una frase: Bub dice "Ciao zia Alicia". Il budget progettato si aggirava intorno ai 7 milioni di dollari, ma i produttori volevano un horror "moderato": in caso di sequenze molto violente, più di 3 milioni e mezzo non avrebbero stanziato, ma Romero voleva che fosse l'episodio più splatter dei suoi lavori con gli zombies. Per il regista doveva essere il "VIA COL VENTO" dei film con morti viventi. Ci furono tuttavia molti contrasti e litigi, e il film venne riscritto in totale per cinque volte. La prima stesura era di oltre 200 pagine, poi ridotte a 122. Successivamente, dopo diversi rifiuti da parte della produzione di elargire altro denaro, Romero portò a sole 88 pagine la sceneggiatura finale. Fu l'ultimo film diretto da George A. Romero per il produttore RICHARD P. RUBINSTEIN: dopo, il regista scrisse le sceneggiature di "CREEPSHOW 2" e "I DELITTI DEL GATTO NERO", prodotti da Rubinstein. Tutti i grugniti, sospiri e gemiti dei morti viventi furono "recitati" dalla voce di MARK DODSON, che aveva doppiato anche diversi personaggi de "IL RITORNO DELLO JEDI". Non furono realizzati alcuni effetti sonori per questo. Tutte le scene "in superficie" vennero realizzate in Florida, ove viveva al tempo Romero. E' stato il più basso incasso della parziale "trilogia" dei morti viventi di Romero: ha conosciuto, tuttavia, negli ultimi vent'anni una crescente stima da parte dei cinefili fino a diventare un vero e proprio oggetto di culto. Per George A. Romero, il preferito dei suoi film "zombeschi". 

martedì 6 novembre 2018

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I RAGAZZI DEL CORO ( The Choirboys, USA 1977)
DI ROBERT ALDRICH
POLIZIESCO/COMMEDIA
Il titolo in italiano de "I RAGAZZI DEL CORO" è fuorviante: l'originale "THE CHOIRBOYS" si riferisce ad attività extra lavoro di un distretto di poliziotti, per rilassarsi e liberarsi dalle pressioni psicologiche che il loro mestiere, inevitabilmente, comporta. Perlopiù si tratta di feste regolarmente finite con sbornie e bagordi. Il distretto di polizia di cui si parla nella pellicola è la divisione Wilshire, del Los Angeles Police Department.  L'autore del romanzo da cui il film è tratto, JOSEPH WAMBAUGH, fece il poliziotto in California, prima di abbandonare e dedicarsi alla scrittura: suoi anche "I NUOVI CENTURIONI" e "IL CAMPO DI CIPOLLE". "I ragazzi del coro"-film uscì due anni dopo l'arrivo in libreria del romanzo. JAMES WOODS ha recitato in tre titoli tratti da libri di Joseph Wambaugh: questo, "Il campo di cipolle" e "THE BLACK MARBLE". Il ruolo del sergente Nick Yankov era stato assegnato a WALTER MCGINN, che però morì al terzo giorno di riprese, in un incidente automobilstico: la parte andò quindi a CHARLES HAID. Il finale del film è completamente diverso da quello del romanzo: non solo, anche diversi nomi dei personaggi vennero cambiati, come Sam Niles che diventò Sam Lyles, Calvin Potts che divenne Calvin Motts, ed altri. Quando vide il film finito, Wambaugh disconobbe, screditò e chiese di non essere nemmeno nominato nei titoli di un'opera che riteneva avesse tradito il suo romanzo. Pur conoscendo un forte rilancio grazie al successo di questo film di ROBERT ALDRICH, Wambaugh fece causa alla produzione, ottenendo di essere omesso dai titoli e dai manifesti. Dopo questa vicenda, lo scrittore chiese di aver maggiore controllo sulle sceneggiature tratte dalle sue opere, come avvenne per "The Black marble" e "Il campo di cipolle". Il film costò 6 milioni e 500,000 dollari. 

lunedì 5 novembre 2018

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GLI EROI DI TELEMARK ( The heroes of Telemark,GB 1965)
DI ANTHONY MANN
GUERRA/AZIONE 
Quando venne annunciato nel 1964, "GLI EROI DI TELEMARK" avrebbe dovuto intitolarsi "The unknown battle", e avrebbe dovuto avere, per protagonista, ANTHONY PERKINS. Poi uscirono i nomi di STEPHEN BOYD e ELKE SOMMER. Vennero invece scelti KIRK DOUGLAS e RICHARD HARRIS, che vennero contestati in quanto poco credibili come norvegesi. Fu l'ultimo film per BARRY JONES. Sembra che HAROLD PINTER abbia contribuito, non accreditato, alla sceneggiatura. Diciassette anni prima dell'uscita di questa pellicola, sulla stessa vicenda venne girato "LA BATTAGLIA PER LA BOMBA ATOMICA", coproduzione franco-norvegese, che includeva alcuni dei veri sabotatori dei nazisti nel cast. Benché, come molti film basati su eventi storici, i fatti siano molto romanzati, in questo lungometraggio sono riportate cose con molta correttezza, come le macchine che sono alimentate da generatori che convertivano il legno in gas, essendo la Norvegia a corto di petrolio. Nella scena dell'inseguimento sugli sci, in cui il nazista Jensen dà la caccia all'incursore Pedersen, il personaggio di Douglas, la controfigura di ROY DOTRICE, che impersona Jensen, era uno dei partigiani norvegesi che sabotarono l'operazione tedesca a Telemark. La località cui si fa riferimento nel titolo è una contea in una regione dell'Ostlandet, la parte ad Est della Norvegia, che fino al 1919, era conosciuta come Bratsberg. Il comandante del raid, Joachim Ronnenberg, si è spento nell'Ottobre 2018, a 99 anni: per questa operazione venne insignito di molte medaglie da parte di Norvegia, Regno Unito, USA e Francia. Molti dei combattenti norvegesi erano partigiani comunisti, fatto ignorato dal film, essendo una produzione occidentale in piena Guerra Fredda. Il costo finale del lungometraggio fu di 5 milioni e 600,000 dollari.