martedì 2 febbraio 2021


CLIFFHANGER- L'ultima sfida 
( Cliffhanger, USA 1993)
DI RENNY HARLIN
AZIONE
SYLVESTER STALLONE e RENNY HARLIN progettavano di girare un film insieme già dalla seconda metà degli anni Ottanta: avrebbe dovuto intitolarsi "Gale Force", in cui un ex Navy Seal si sarebbe ritrovato ad affrontare dei pirati moderni in una città di costa durante un enorme uragano, e lo avrebbe dovuto produrre la Carolco. Anche se, tra il 1989 ed il 1991 la casa di produzione mise comunque in cantiere il progetto, spendendo vari soldi per imbastire una sceneggiatura, i suoi dirigenti reputarono il film troppo dispendioso, anche perchè gli effetti speciali richiesti avrebbero portato il budget oltre i 40 milioni di dollari. La cosa piuttosto sorprendente è che alla fine Stallone e Harlin arrivarono a fare un film insieme, "CLIFFHANGER" che costò 70 milioni. Questo kolossal d'azione ingenerò una pesante diatriba tra sceneggiatori e case di produzione: lo script venne fornito alla Carolco, che aveva deciso di produrre il film, dallo sceneggiatore MICHAEL FRANCE, per 550,000 dollari. Successivamente, si fecero vivi con la major due altri sceneggiatori, GENE PATRICK HINES e JAMES R. ZATOLOKIN, a rivendicare la paternità della storia narrata, con prove, che il racconto fosse stato concepito da loro ispirandosi al celebre rocciatore JOHN LONG. La Carolco pagò a quel punto altri 400,000 dollari per chiudere la faccenda, e mettere i due nei titoli. Nel frattempo la casa aveva annunciato una commedia con Sylvester Stallone e JOHN CANDY, diretta da JOHN HUGHES, che avrebbe dovuto intitolarsi "BARTHOLOMEW VS. NEFF", e avrebbe raccontato la battaglia a suon di dispetti sempre più colossali tra vicini di casa. Quando si capì che di questo progetto non si sarebbe fatto più nulla, Stallone venne coinvolto in un film di fantascienza che si sarebbe intitolato "Isobar", in cui era il protagonista intrappolato su un treno ad alta velocità che conteneva un mostro alieno, affidato a ROLAND EMMERICH. Giudicato anche questo troppo costoso, venne abortito. Alla fine fu la TriStar Pictures a produrre "Cliffhanger": fu l'ultimo film prodotto dalla casa a esporre il logo che usava dal 1984. Harlin si disse poco convinto del film, asserendo che non intendeva girare una specie del suo precedente "58 MINUTI PER MORIRE", ma fu Stallone a insistere per convincerlo ad accettare. CHRISTOPHER WALKEN avrebbe dovuto impersonare il villain Qualen, ma lasciò il film appena prima che si cominciasse a girare: venne rimpiazzato in corsa da JOHN LITHGOW, dopo che era venuto fuori il nome di BRYAN FERRY per qualche tempo. Sly volle, in parte, fare questo film per aiutarsi a superare le vertigini di cui soffriva. "Cliffhanger" è nel Guinness dei primati per la più costosa scena d'azione aerea mai girata: lo stuntman SIMON CRANE venne pagato 1 milione di dollari per saltare da un aereo all'altro, ad una considerevole altezza, senza supporti. Però nessuna compagnia assicurativa si offrì di coprire un'azione del genere, e così Stallone si ridusse la paga per permettere di poterla realizzare. Crane riuscì a saltare addosso all'altro aereo, senza però entrarci: con il montaggio fu possibile far sembrare che entrasse. Il celebre rocciatore WULFGANG GULLICH, "doppiò" Stallone nelle sequenze in cui Gabe Walker esegue azioni pericolose sulle montagne. La morte in un incidente automobilistico di Gullich pochi giorni dopo la fine delle riprese colpì molto la troupe ed il cast del film, che fu quindi dedicato allo scalatore. Per dimostrare la sua fiducia nei sistemi di protezione adoperati nella lavorazione, Harlin si calò con un cavo lungo una parete di fronte a membri della troupe. Il film è ambientato in Colorado, ma gli esterni vennero in realtà girati a Cortina d'Ampezzo, sulle Dolomiti in Italia, per la straordinaria similarità dei paesaggi montani. La sequenza del ponte è girata sul Monte Cristallo. Diverse volte il set venne colpito da fulmini, e cinque membri della troupe vennero investiti da scosse, anche se uno solo di loro ebbe problemi abbastanza seri. La scena iniziale, in cui Sarah precipita perchè il guanto con cui si regge a Gabe scivola via, dovette essere rigirata varie volte, perchè non veniva come il regista voleva: alla fine si risolse facendo indossare all'attrice un guanto di due taglie più grande, rivestendolo anche con vaselina, e anche in questa situazione la stretta di Stallone era troppo decisa. Nel film muoiono diciassette persone. La pellicola ottenne tre nominations agli Oscar, per il suono, e per gli effetti speciali visivi, e quelli sonori. Costato 70 milioni di dollari, ne incassò 84 sul suolo americano, e altri 171 nel mercato internazionale, totalizzando 255 milioni definitivamente.




 

domenica 25 ottobre 2020


BLACK RAIN- Pioggia sporca
( Black rain, USA 1989)
DI RIDLEY SCOTT
POLIZIESCO

Il plot di "BLACK RAIN" avrebbe dovuto originariamente costituire la storia |di "BEVERLY HILLS COP II" . PAUL VERHOEVEN era il regista che avrebbe dovuto dirigere questo thriller poliziesco, ma preferì abbandonare per dedicarsi alla realizzazione di "ATTO DI FORZA". Gli subentrò così RIDLEY SCOTT. Per il ruolo principale, il detective Nick Conklin, furono presi in considerazione HARRISON FORD, JEFF BRIDGES, MICHAEL NOURI, SYLVESTER STALLONE, RUTGER HAUER, MEL GIBSON, MICHAEL KEATON, ARNOLD SCHWARZENEGGER, PETER WELLER, ma la Paramount puntò infine su MICHAEL DOUGLAS, che stava affermandosi come una delle maggiori star mondiali, e anche per via degli ottimi rapporti con i produttori SHERRY LANSING e STANLEY R. JAFFE. Per Douglas è stato il primo ruolo da poliziotto sul grande schermo: la sua carriera attoriale aveva colto il primo grande successo interpretando proprio un giovane detective nel popolare telefilm "SULLE STRADE DELLA CALIFORNIA". YUSAKU MATSUDA, scelto per impersonare il villain Sato, era gravemente malato di cancro alla vescica, durante le riprese: pur sapendo che le sue condizioni si sarebbero aggravate girando il film, disse ai colleghi che, con quel ruolo, lui avrebbe vissuto per sempre. Meno di sei settimane dopo la prima americana della pellicola, Matsuda morì, a soli quarant'anni. Il film fu giustamente dedicato alla sua memoria. Il ruolo era stato prima offerto a JACKIE CHAN, il quale, però non accettò perchè un ruolo da malvagio era troppo in constrasto con i personaggi positivi solitamente interpretati da lui. Generalmente, lui e KEN TAKAKURA , nel cinema d'azione giapponese, erano specializzati il primo a ricoprire parti da poliziotto, il secondo da malvivente: per questo film si invertirono i ruoli tradizionali. Takakura era, a quel tempo, la star numero 1 in Giappone. Gli "assalti" dei suoi fans sul set per strappare un autografo al loro beniamino, causavano ritardi ad una lavorazione già stretta in troppe limitazioni. L'attore non parlava quasi per niente inglese. Ripeteva quindi le frasi senza a volte capirne il senso, esercitandosi per giorni a livello fonetico, assumendo le corrette tonalità. La scena in cui Charlie, il personaggio interpretato da ANDY GARCIA , canta nel locale non era prevista in sceneggiatura: fu un'idea dell'attore per allentare la tensione della pellicola, e per dare spazio al personaggio, che viene brutalmente assassinato di lì a poco. La vigna ove si svolge il conflitto conclusivo non è in Giappone, bensì in California, a Napa County: i visti per girare in terra nipponica erano scaduti, e la lavorazione non si era ancora conclusa. Scott si disse molto contrariato dalle problematiche di permessi e tempistiche di lavorazione in Giappone, anche nelle interviste, dichiarando pubblicamente che non avrebbe mai più lavorato nel paese asiatico. Se una ripresa, ad esempio, durava qualche minuto più del dichiarato, un funzionario statale interveniva e si frapponeva fra la macchina da presa e il set. Il titolo del film è dovuto al fenomeno della pioggia che, dopo le esplosioni delle atomiche su Hiroshima e Nagasaki, assumeva il colore nero e diventava un agente radioattivo, come spiega il boss Sugai, interpretato dall'attore veterano TOMISABURO WAKAYAMA, qui in una delle sue ultime interpretazioni. L'esterno del palazzo di Sugai è lo stesso stabile che costituì il palazzo in cui viveva Rick Deckard in "BLADE RUNNER": è situato a Los Angeles. Scott girò anche un finale alternativo, in cui Sato viene impalato sull'albero troncato che si vede nella conclusione della lotta che contrappone lui e Conklin. "Black rain" vide la prima collaborazione tra Ridley Scott e il compositore HANS ZIMMER: i due sarebbero tornati a lavorare assieme in diversi altri titoli, come "THELMA & LOUISE", "HANNIBAL", "IL GENIO DELLA TRUFFA". JAN DE BONT sostituì HOWARD ATHERTON : anche se Atherton, in realtà, girò la maggior parte delle scene, e De Bont gli successe finendo il film, per via delle complicazioni dovute al girare in Giappone, ufficialmente è l'olandese il direttore della fotografia sui titoli, e Atherton è indicato per le riprese aggiuntive. Il primo montaggio di Scott era di due ore e quaranta minuti di durata. Dopo due film di poco successo come "LEGEND" e "CHI PROTEGGE IL TESTIMONE", che lasciarono fredda anche la critica, questo rilanciò la carriera del regista, che trovò consolidamento con il successivo "Thelma & Louise" due anni dopo. Le riprese si svolsero tra l'Ottobre  del 1988 e il Marzo del 1989. Originariamente programmato per uscire negli States ad Agosto dell'89, fu spostato a fine Settembre per la troppa concentrazione di blockbusters nell'estate americana, da "BATMAN" a "GHOSTBUSTERS II" e "INDIANA JONES E L'ULTIMA CROCIATA".


 

martedì 20 ottobre 2020



LA PANTERA ROSA COLPISCE ANCORA
( The return of the Pink Panther, USA/GB 1975)
DI BLAKE EDWARDS
COMMEDIA/GIALLO
A differenza dei titoli precedenti della serie "LA PANTERA ROSA", per mandare avanti con un quarto capitolo la saga, la United Artists si disse non interessata a finanziarlo: c'era poca convinzione sia da parte della casa produttrice, perchè BLAKE EDWARDS e PETER SELLERS erano da un pò di tempo poco remunerativi con i loro film,e, di per contro, si erano detti sfavorevoli a riprendere parte alla serie, anche perchè il terzo capitolo, "L'INFALLIBILE ISPETTOR CLOUSEAU" con ALAN ARKIN al posto di Sellers era andato male. Poi Edwards, dopo averci riflettuto, ci ripensò, e portò la sceneggiatura di un quarto episodio a LEW GRADE, il  quale, convinto, comprò i diritti e volle produrre il nuovo film, cedendo alla UA i diritti di distribuzione a livello internazionale. Lo script fu concepito inizialmente come un telefilm in 26 puntate, uno spin-off televisivo della serie; fu la ATV, a spingere soprattutto Edwards a trarne un film per le sale. Sellers volle sovraccaricare il personaggio di Clouseau maggiormente di come avesse fatto nelle due volte in cui lo aveva già interpretato, imitando ancor di più l'inflessione francese e rendendo le gags ancor più stralunate. Quando DAVID NIVEN si disse non disponibile per interpretare Charles (notoriamente, il primo episodio avrebbe dovuto essere un film che lo metteva in risalto, ma il successo era andato maggiormente al Clouseau di Sellers, e Niven non aveva preso molto bene la cosa), il ruolo venne offerto a DOUGLAS FAIRBANKS, jr. prima di arrivare a CHRISTOPHER PLUMMER. Molte delle risate del personaggio interpretato da CATHERINE SCHELL, Lady Claudine, erano vere: durante alcune scene era difficile farla stare seria, perché Sellers la rendeva ilare, e Edwards si era arreso nel cercare di farle rendere il personaggio come pensato nella sceneggiatura. JULIE ANDREWS, consorte del regista, fece un cameo, impersonando la signora che sposta un Clouseau svenuto dalla stanza di Lady Claudine Litton, ma la sequenza venne scartata al montaggio. Nella sequenza in cui il rubinetto rimane aperto, la troupe aveva riempito in maniera esagerata il serbatoio, facendo sì che il set venisse quasi travolto dall'acqua, e, nonostante fossero quasi rimasti annegati, MIKE GRADY e VICTOR SPINETTI continuarono ad improvvisare. Il trailer originale consisteva, per la maggior parte, di scene girate e non incluse nella pellicola finale. Il pappagallino presente nel film comparve anche in due film di 007: "SOLO PER I TUOI OCCHI" e "ZONA PERICOLO". Molte scene furono realizzate in Marocco.

 

martedì 13 ottobre 2020

One-Eyed Jacks | film by Brando [1961] | Britannica
I DUE VOLTI DELLA VENDETTA
( One-Eyed Jacks, USA 1961)
DI MARLON BRANDO 
WESTERN
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Da un romanzo firmato CHARLES NELDER , venne tratta una sceneggiatura da GUY TROSPER e CALDER WILLINGHAM : in realtà, il produttore FRANK P. ROSENBERG aveva acquistato i diritti del libro, e realizzò una prima stesura dello script insieme a ROD SERLING, ma non la reputò convincente, e ingaggiò SAM PECKINPAH affinché ne scrivesse una nuova versione. Ma anche questa non fu considerata valida, soprattutto perché era stato scritturato STANLEY KUBRICK per fargli dirigere il film. Kubrick fece fuori dalla lavorazione Peckinpah, e fece mettere sotto contratto, come sceneggiatore, Willingham, ma chi non era a questo punto soddisfatto fu Rosenberg, il quale mise sotto contratto Trosper. Questo fece esplodere la tensione con Kubrick, e il regista abbandonò il progetto. Per il ruolo dello sceriffo malvagio "Dad" Longworth Kubrick aveva in mente prima SPENCER TRACY e poi HENRY FONDA: MARLON BRANDO, la cui casa di produzione produceva la pellicola, aveva però sotto contratto KARL MALDEN, e tra i motivi della defezione di Stanley Kubrick ci fu anche la piccata decisione di avere questi nel cast. Fu la terza ed ultima volta che Brando e Malden condivisero lo schermo. Nonostante rivestisse il ruolo della madre di PINA PELLICER, KATY JURADO aveva solo dieci anni di più della collega. Brando trattò male Pina Pellicer prima di girare una scena, facendola piangere, e ottenendo la tensione di cui aveva bisogno per la sequenza dall'attrice. Per la Pellicer, fu l'unico lun gometraggio girato negli USA. Nella versione originale del lungometraggio, così come l'aveva pensata il regista e protagonista, il personaggio della Pellicer moriva con un colpo di pistola sparatole alle spalle dal morente Dad Longworth, ma alla Universal vollero un finale più consolatorio. Brando colse l'occasione per dirigere per la prima ed ultima volta un film, ma la scelta non fu forse delle migliori per gli altri produttori, sebbene la pellicola sia oggi considerata un cult di qualità. Brando, per esempio, sedeva per ore di fronte al mare attendendo che gli venisse la giusta tonalità drammatica per una scena. Benché nel film sia "The Kid", il ragazzo, Marlon Brando aveva trentasei anni quando finì questo lavoro. Per girare una scena in cui il suo personaggio era ubriaco, Brando si ubriacò davvero, ma lo fece fin troppo, visto che non sapeva più cosa fare in scena: dopo aver perso un'intera giornata per la sbornia, rigirò la sequenza, di nuovo ubriaco, e di nuovo esagerando con il bere, di modo da rendere inutile pure questo giorno di riprese. Secondo Karl Malden, la cena di Brando sul set era costituita da due bistecche, patate, due fette di torta di mele e 300 ml di latte. La sua inesperienza, come regista, fu palese sul set: il neo-director filmava fino a sei volte tanto quello che normalmente veniva girato, mostrandosi spesso insicuro, e facendo gonfiare il budget, tanto che la casa produttrice gli sfilò, in pratica, il lavoro rimontandolo diversamente. Anche se il film, alla sua uscita, ebbe un buon successo di pubblico, Brando non fu entusiasta di come era venuto: la sua prima versione di cinque ore era la sua preferita, e aver "accorciato" il lungometraggio facendolo arrivare a 141 minuti gli fece dichiarare "Questo è un buon risultato, ma per la Paramount: così com'è, il film presenta personaggi schematici, in bianco o in nero, non in grigio, e più umani, come avevo pensato io". Le riprese cominciarono il 2 Dicembre 1958, ma non finirono prima dell'Autunno 1960: cinque giorni dopo l'inizio delle riprese, fu calcolato che erano già state perse due settimane della pianificazione originale. La sella rifinita in argento usata da Brando nel film venne utilizzata anche da ELI WALLACH ne "I MAGNIFICI SETTE", girato dopo di questo, che però uscì prima. Tuttavia, i 6 milioni di costo del film ( inizialmente previsto un budget di 1 milione 800,000 dollari...) non furono compensati dai discreti incassi, e Marlon Brando si accordò con la Universal per girare con la major altri sei film, per ritrovare una buona intesa: furono "MISSIONE IN ORIENTE-Il brutto americano",  "I DUE SEDUTTORI", " A SUD-OVEST DI SONORA", "LA CONTESSA DI HONG KONG" e "LA NOTTE DEL GIORNO DOPO", ma nessuno di questi fu un successo al box-office. Questo, secondo le dichiarazioni di Marlon Brando, è stato comunque tra i titoli preferiti della propria carriera.

venerdì 27 marzo 2020

Apache 1954 Full Movie - Search and BrowseApache (US 1954) | The Case for Global Film
L'ULTIMO APACHE ( Apache, USA 1954)
DI ROBERT ALDRICH
WESTERN
Per il primo Western diretto da ROBERT ALDRICH, il soggetto fu preso dalla storia di un celeberrimo guerriero Apache chiamato Massai, che venne reclutato da Geronimo in persona per combattere contro i soldati bianchi. Pare che, nella realtà, Massai fosse rinomato tristemente per essere particolarmente feroce nell'uccidere, derubare e anche stuprare vittime. Quando Geronimo alla fine si arrese, Massai fuggì invece  con dei Chiricaua ribelli, e di lui non si conobbe che fine fece. Nel film, venne scelto per impersonarlo BURT LANCASTER, che compì quarant'anni durante le riprese: molti giornali osservarono che difficilmente il vero Massai sarebbe stato alto come Lancaster, circa un metro e novanta, e con gli occhi azzurri come lui. Eppure, era la seconda volta che sul grande schermo, l'attore interpretava un pellerossa. Per quanto riguarda il finale, la produzione fece forti pressioni su Aldrich, soprattutto verso la fine delle riprese, affinchè girasse anche  una conclusione più ottimistica di quella originaria . Il regista eseguì a malincuore, e quando vide che il film era uscito con il finale più positivo, dichiarò che" a Hollywood, se ti fanno girare due finali, monteranno sempre quello che hanno proposto "loro" ( nel senso dei finanziatori), mai quello tuo." Il costo finale della pellicola fu di oltre 1 milione e 200,000 dollari. Per anni considerato un lavoro minore nella filmografia di Robert Aldrich, negli ultimi anni ha visto crescere la propria importanza, e viene oggi ritenuto un piccolo classico. 

domenica 22 marzo 2020

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MONSIEUR VERDOUX ( Monsieur Verdoux, USA 1947)
DI CHARLES CHAPLIN
COMMEDIA
Il soggetto di "MONSIEUR VERDOUX", che CHARLES CHAPLIN acquistò da ORSON WELLES, che non riusciva a trovare finanziamenti per far diventare la sceneggiatura un film, era ispirato alla vicenda criminosa di Henri Landru, che corteggiava donne facoltose per ucciderle e far suoi i loro patrimoni, che finì sulla ghigliottina nel 1922. Chaplin versò 5000 dollari a Welles, che meditava di girare un documentario, come decisione finale: in realtà, originariamente, il regista di "QUARTO POTERE" avrebbe voluto dirigere con Chaplin protagonista. Charles Chaplin non era molto convinto di lasciarsi dirigere da altri, e temporeggiò, al punto da far sì che Welles gli vendesse il suo manoscritto: peraltro, questi riteneva questo script tra le sue cose minori. EDNA PURVIANCE, l'attrice che aveva lavorato in tutti i film muti di Chaplin, fu considerata per essere assunta nel cast nel ruolo di Madame Grosnay, ma, come altri interpreti degli albori del cinema, non passò il provino per il disagio espresso con il sonoro. Tuttavia, Chaplin la mantenne sulla lista dei pagamenti fino all'anno in cui la Purviance spirò, nel 1958. La frase "Un omicidio crea un criminale: un milione un eroe" è una citazione: la pronunciò Bishop Beilby Porteous, nel Settecento. Per Chaplin, "il film più intelligente e brillante dell'intera mia carriera.". Il brano che Verdoux suona al piano accanto a Lydia è preso da "LA DONNA DI PARIGI".  L'impiegato di banca parigino Henri Verdoux fece causa, nel 1948, ai produttori del film perchè sporcava il suo nome. Nonostante i forti apprezzamenti dei recensori e della stampa, con il celebre critico JAMES AGEE che definì la prova di Chaplin come "la più grande interpretazione maschile mai vista sullo schermo", il film fu un clamoroso fiasco commerciale. Ebbe una candidatura all'Oscar per la miglior sceneggiatura originale. Negli anni è diventato un titolo di culto.

venerdì 13 marzo 2020

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LEE REMICK ( Lee Ann Remick, 14/12/35, Quincy, Massachussets, USA- 02/07/1991, Los Angeles, California, USA)
Nata nel Massachussetts da un negoziante ed un'attrice, LEE REMICK aveva discendenze britanniche; studiò danza e recitazione al Barnard College, e cominciò a farsi notare sul palcoscenico e in apparizioni televisive nei primi anni Cinquanta. Ebbe modo di brillare sul grande schermo in due ruoli di ragazza proveniente dal Sud degli States, molto sensuali, in "UN VOLTO TRA LA FOLLA" e "LA LUNGA ESTATE CALDA". Girando "Un volto tra la folla", KATHARINE HEPBURN divenne amica della giovane attrice, e la voleva anche sul set di "LA SEGRETARIA QUASI PRIVATA", però SPENCER TRACY, il quale pure aveva preso in simpatia la Remick, consigliò la ragazza di non accettare la parte che le sarebbe toccata: il ruolo andò così a DINA MERRILL. La Remick e la Hepburn ebbero modo di lavorare di nuovo assieme nel 1973, in "UN EQUILIBRIO DELICATO". Negli anni Cinquanta si parlò di un film su JEAN HARLOW con lei protagonista, poi mai realizzato. Di seguito, la svolta nel ruolo dell'ambigua vittima di una violenza in "ANATOMIA DI UN OMICIDIO"; di lì a poco la nomination all'Oscar per l'alcoolizzata de "I GIORNI DEL VINO E DELLE ROSE" accanto ad un convincente JACK LEMMON. MONTGOMERY CLIFT, che aveva problemi di alcolismo, fu scritturato per girare "FANGO SULLE STELLE" promettendo che non avrebbe toccato alcolici per tutta la lavorazione: fu decisivo l'aiuto dei suoi partner di scena Lee Remick e VAN FLEET. Il ruolo di Lee Remick in "Anatomia di un omicidio" era originariamente assegnato a LANA TURNER, la quale però venne poi esclusa dalla lavorazione in quanto non voleva rinunciare ad abiti troppo sensuali per la moglie di un membro dell'Esercito; in più, la Remick avrebbe dovuto sostituire MARILYN MONROE nel rimasto incompiuto "SOMETHING'S GOT TO GIVE", rimasto a metà lavorazione per la scomparsa della star di "A QUALCUNO PIACE CALDO": il co-protagonista DEAN MARTIN non era più disponibile per concludere la pellicola, e sarebbe costato troppo ingaggiare anche un divo maschile, giunti a metà riprese. Nel 1966 ricevette una nomination al Tony Award per la sua performance come migliore attrice drammatica per "WAIT UNTIL DARK". Prese parte alle riprese di "UNO SPORCO CONTRATTO", benché avesse amato le locations in Europa, realizzò fin dall'inizio che il film sarebbe andato male. Continuando a lavorare tra cinema e televisione per tutti gli anni Settanta, nel 1980 decise di trasferirsi in Inghilterra. Nello stesso anno era stata contattata inizialmente per il ruolo femminile principale di "GENTE COMUNE", che poi andò a MARY TYLER MOORE.Nel 1988 creò una casa di produzione, assieme a JAMES GARNER e  PETER K.DUCHOW. "IL RE DELLA PRATERIA" è il film che ha preferito tra quelli girati. E' stata sposata due volte, dal 1957 al 1968 con BILL COLLERAN, da cui ha avuto due figli, e poi dal 1970 con KIP GOWANS, produttore inglese. Ricevette nel 1990 il WIC (World International Center), premio speciale per le donne dello spettacolo: la sua salute era seriamente compromessa, e l'apparizione in pubblico, a fianco di Jack Lemmon, mostrò una Remick molto debole e quasi irriconoscibile. Morì il 2 Luglio seguente, neanche due mesi dopo. Aveva scoperto di avere un cancro ai polmoni nel 1989, girando un film in Francia.
COSI' PARLO' LEE REMICK:
"Le storie che potrei raccontare su LAURENCE HARVEY sono troppo orrende da ripetere."
"Jack Lemmon ha uno straordinario istinto è quasi infallibile."
"Sono una casalinga che accidentalmente è divenuta un'attrice."
"Mi piace avere il controllo. Mi piace dire la mia su chi dirige e chi fa parte del film che sta girando."

venerdì 24 gennaio 2020

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BOHEMIAN RHAPSODY ( Bohemian rhapsody, USA/GB 2018)
DI BRYAN SINGER ( e DEXTER FLETCHER, non accreditato)
BIOGRAFICO/MUSICALE/DRAMMATICO
Quando venne messo in cantiere il biopic su FREDDIE MERCURY, alla regia venne menzionato STEPHEN FREARS, e scelto SACHA BARON COHEN per dar volto e movenze al frontman dei QUEEN. Frears però cominciò presto ad avere forti divergenze con BRIAN MAY e ROGER TAYLOR, chitarrista e batterista della band, che detenevano i diritti sia sulle musiche che su un eventuale progetto cinematografico. Con Baron Cohen, invece, i dissidi furono per la sua visione dell'interpretazione di Mercury, che i due ex-compagni nei Queen non apprezzarono. May disse che l'attore era troppo commediante per un ruolo così serio. RAMI MALEK venne scelto come volto cinematografico di Freddie Mercury perchè molto apprezzato nella serie tv "MR. ROBOT", e perchè la sua struttura facciale ricordava molto quella di Mercury, venendo preferito a BEN WHISHAW JOHN DEACON, il restante elemento del complesso, si è ritirato dalla scena nel 1997, e non ha contribuito all'operazione- "Bohemian Rhapsody": dette il permesso per l'utilizzo del suo nome e del suo contributo musicale, ma non ha partecipato alla realizzazione, preferendo continuare la sua nuova vita defilata, con la moglie ed il figlio nella periferia londinese. La regia venne affidata a BRYAN SYNGER, ma verso la fine della lavorazione, le liti tra regista e produttori per divergenze creative si accentuarono, e l'operazione venne sfilata di mano al regista di "X-MEN" e consegnata a DEXTER FLETCHER; questi diresse sedici giorni di riprese, e curò ovviamente la post-produzione, ma le rigide regole della Director's Guild of America non concesse la possibilità di co-firmare il lungometraggio al regista subentrato. In realtà, prima di arrivare a far firmare a Synger il contratto per la regia, DAVID FINCHER e TOM HOOPER erano stati interpellati, ma Bryan May e Roger Taylor non erano convinti che fossero idonei per dirigere questa storia: ci fu poi la candidatura forte di STEPHEN FREARS, ma non andò in porto, e quindi fu scelto Synger. La sigla iniziale della 20th Century Fox venne riarrangiata, per l'occasione, da Brian May e Roger Taylor. A Malek venne montata una protesi dentaria per farlo somigliare alla forte prominenza del cantante: dopo la fine delle riprese, l'attore fece rivestire d'oro la protesi come ricordo speciale. Rami Malek lavorò assiduamente con la coreografa POLLY BENNETT per assimilare il modo di muoversi di Mercury, dagli sguardi al ballo. Per supportare gli incisi originali di Mercury venne usata la voce del cantante canadese MARK MARTEL, dal timbro abbastanza simile al cantante dei Queen. A Rami Malek il coach fece studiare i movimenti di LIZA MINNELLI in "CABARET", così come le performances sul palco di JIMI HENDRIX, DAVID BOWIE, e ARETHA FRANKLIN. Il makeup per Malek venne curato da MARK COULIER, che aveva lavorato nella serie di "Harry Potter", per Come noto, la relazione con MARY AUSTIN fu inizialmente, per Freddie Mercury, sentimentale, poi divenne un'amicizia che durò tutta la vita: la canzone "Love of my life" fu scritta dall'artista per lei, per sottolineare il loro speciale rapporto. Mentre veniva filmato l'assolo di "Bohemian rhapsody", arrivò non annunciato sul set Brian May, che si mise a osservare GWUILYM LEE che lo impersonava. La chitarra usata da May nel film è una fedele ricostruzione della "Red Special" che il chitarrista costruì insieme al padre negli anni Sessanta.  JOSEPH MAZZELLO, che impersona Deacon, indossa nel lungometraggio cinque diverse parrucche, perchè i suoi capelli naturali non prendevano abbastanza "volume". Anche Rami Malek, in ogni scena del film, indossa parrucche. John Deacon fu il quarto bassista che venne provato da Taylor e May, divenendo un membro definitivo del complesso. Mercury era letteralmente stregato dal modo di stare sul palco di JIMI HENDRIX e sulla sua maniera di intendere la musica, al punto da seguirlo per quattordici date durante una tournèe. Brian May, notoriamente, non era uso adoperare plettri per suonare la chitarra, preferendo una piccola moneta. Nessun membro dei Queen ha mai spiegato pubblicamente il senso del test di "Bohemian Rhapsody". Tra LUCY BOYNTON e Rami Malek, alla fine delle riprese, nacque una relazione. Benchè nel film sia raccontato diversamente, Mercury non svelò mai apertamente la propria omosessualità alla sua famiglia, perchè la religione zoroastriana, dai suoi familiari praticata, considerava tale sessualità come una possessione demoniaca. Per i costumi delle scene nei locali gay, il costumista JULIAN DAY si ispirò a "CRUISING".  Nell'epoca dell'esibizione al Live-Aid, nel 1985, la popolarità della band, benchè robusta in Europa e in Australia, negli USA segnava il passo, a causa delle vendite non abbondanti degli ultimi album: il successo del gruppo in America risalì solo dopo la scomparsa di Mercury, nel 1991. Freddie Mercury se l'era presa perchè la band non era stata invitata, nell'autunno del 1984, al disco per beneficenza "Do they know it's Christmas?" della Band Aid: BOB GELDOF, cui si deve l'iniziativa dell'operazione, allora cercò personalmente il gruppo per farlo partecipare al Live Aid. Malek e gli altri tre attori ebbero a disposizione solo sei settimane per preparare la performance che rivisitava il Live Aid. Il palco per il Live Aid è il più grande set usato dal regista Synger, e la ricostruzione è veritiera in totale, perfino nei dettagli come i bicchieri di Pepsi sopra al pianoforte. La folla di 72.000 persone venne ricreata anche grazie all'aiuto del computer.  Lo spettacolo a Rio De Janeiro si svolse nel Gennaio '85, e non a metà degli anni Settanta, come invece il film mostra: i Queen si esibirono per due serate nel festival "Rock in Rio", dinanzi a 250.000 persone. Mercury usò molta riservatezza sul proprio stato di salute, mostrando solo ai compagni della band una cicatrice che non si rimarginava, ma specificando che non voleva nè pietà nè che si diffondessero voci su un potenziale peggioramento delle sue condizioni. Impiegò due anni nel registrare il suo album da solo, "Mr. Bad Guy", per assolvere gli impegni contrattuali con la band, e l'LP uscì all'inizio del 1985. Tutte le scene del film in cui si vedono i Queen suonare sono in realtà doppiate, eccetto nella sequenza in cui intonano "Another one bites the dust", in cui effettivamente suonano gli attori. Nel video sui titoli di coda in cui canta "Don't stop me now" Freddie Mercury indossa la maglietta di uno dei più "malfamati" locali gay dell'epoca di New York, "Mineshaft". "Killer Queen" fu il primo grande successo internazionale del gruppo, tratto da "Sheer heart attack". Roger Taylor fu il primo dei membri del complesso a tentare la carriera solista, pubblicando un singolo nel 1977 e cominciando a incidere un album nel 1980. Durante la lavorazione del film, Rami Malek, Gwuilym Lee, Joseph Mazzello e BEN HARDY erano inseparabili. LADY GAGA scelse il suo nome d'arte in omaggio alla canzone del 1984 dei Queen. Quando il film è uscito, ha diviso in due critica e spettatori: da un lato si sono contestate libertà e inaccuratezze storiche, e la regia non ha convinto fino in fondo, mentre la prova di Rami Malek è stata unanimemente lodata. Rami Malek è diventato, dopo l'Oscar vinto, il primo attore di discendenza egiziana ad arrivare a conseguire tale premio. Con relativamente poche  candidature agli Oscar, cinque ( come il vincitore del miglior film, "GREEN BOOK")  "Bohemian Rhapsody" è stato protagonista alla notte dei premi della Academy nel 2019, portando a casa quattro statuette: oltre a quella assegnata a Rami Malek, vinse anche per il miglior montaggio sonoro, montaggio e miglior mixaggio. Ai Golden Globes, due vittorie su due candidature:  miglior film drammatico e miglior interprete per film drammatico ( Malek). Ai BAFTA, sette candidature, tra le quali miglior fotografia e film, vincendo due premi, per per l'attore protagonista ( sempre ovviamente Rami Malek) e per il sonoro. Costato 52 milioni di dollari, il lungometraggio ne incassò 216 nei soli Stati Uniti, ed altri  687 nel resto dei mercati, arrivando a 903 milioni totali. 

mercoledì 20 novembre 2019

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GUARDIA DEL CORPO ( The Body guard, USA 1992)
DI MICK JACKSON
AZIONE/SENTIMENTALE/THRILLER
Lo script di "GUARDIA DEL CORPO" venne proposto a metà degli anni Settanta, prevedendo, come star, STEVE MCQUEEN nel ruolo del gorilla, e DIANA ROSS in quello della cantante di successo minacciata, ma non trovò produttori in quanto reputato troppo controverso, venendo rifiutato per ben 67 volte. KEVIN COSTNER vide lo script di questo film per la prima volta sul set di "SILVERADO", che girò con LAWRENCE KASDAN, sceneggiatore di questa pellicola.Per il ruolo di Rachel Marron erano in lizza PAT BENATAR, MADONNA, OLIVIA NEWTON-JOHN, JOAN JETT, DEBBIE HARRY, JANET JACKSON, TERRI  NUNN, KIM CARNES e DOLLY PARTON: Kevin Costner, che era tra i produttori di questo film, si oppose alla scelta di Madonna, in quanto la popstar, in "A LETTO CON MADONNA", lo prende in giro. Invece, fu proprio Costner che fece molta pressione per avere WHITNEY HOUSTON come co-star. Costner ha asserito che aveva basato la sua interpretazione del proprio personaggio su Steve McQueen, volendo anche un taglio di capelli che richiamasse la celeberrima frangia dell'attore scomparso nel 1980. La villa di Rachel è la stessa in cui ne "IL PADRINO" viene messa la testa di cavallo nel letto del produttore Jack Woltz. A fine 2015 quella di questo lungometraggio risultava la colonna sonora più venduta di sempre, superando anche quella per anni record de "LA FEBBRE DEL SABATO SERA", arrivata a circa 10 milioni di copie vendute: "The Body Guard" ne ha vendute più di 37 milioni di copie. Fu un'idea di Kevin Costner far partire "I WILL ALWAYS LOVE YOU" con Whitney Houston  "a cappella". Originariamente la canzone- simbolo avrebbe dovuto essere "What becomes of brokenhearted", ma l'utilizzo della versione interpretata da PAUL YOUNG in "POMODORI VERDI FRITTI ALLA FERMATA DEL TRENO", fece cambiare idea ai produttori e adottare "I will always...". Per ringraziare Costner dei consigli sulla recitazione, la Houston avrebbe voluto dargli lezioni di canto. La cantante affermò che Costner le suggerì di usare maggiormente lo sguardo per "ascoltare e comunicare. Sia MICK JACKSON che Kevin Costner vollero che la popstar non prendesse lezioni di recitazione per apparire più "naturale". Jackson suggerì alla Houston di pensare a ogni scena da girare come ad una canzone da interpretare. Durante la lavorazione del film, Whitney Houston ebbe un aborto spontaneo, e per due settimane le riprese dovettero essere interrotte. Nel film, Frank e Rachel vanno al cinema a vedere "YOJIMBO. LA SFIDA DEL SAMURAI", che in USA uscì reintitolato "The Bodyguard". Un terribile incidente funestò il set: durante la preparazione della scena del garage sotterraneo, l'autista che faceva parte della troupe BILL VITAGLIANO rimase in mezzo a due mezzi che si scontrarono, uccidendolo. Solo recentemente Kevin Costner ha rivelato che la donna che egli ha in braccio nella scena che divenne il manifesto del film non è Whitney Houston, bensì la sua controfigura, cui egli disse di voltare il proprio viso sulla sua spalla, in modo da confondere gli spettatori. Whitney Houston dovette posticipare otto concerti del suo "Bodyguard Tour", che intraprese dopo l'uscita del lungometraggio, per problemi alla gola. Costner ebbe a dichiarare che, se avesse potuto cambiare qualcosa dello script, non avrebbe ambientato la resa dei conti alla notte degli Oscar. Sono corse voci su un sequel, che avrebbe visto Frank apprendere della morte di Rachel, mentre proteggeva un nuovo cliente, e le cose avrebbero dovuto essere collegate, ma poi non è stato girato. Tuttavia, si parla da un pò di tempo di un remake. Costato 25 milioni di dollari, incassò 122 milioni nei soli USA, ed altri 289 nel resto del mondo, arrivando alla grossa cifra di 411 milioni totali.

martedì 8 ottobre 2019

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INDIANA JONES E L'ULTIMA CROCIATA
( Indiana Jones and the last crusade, USA 1989)
DI STEVEN SPIELBERG
AVVENTURA/FANTASTICO
Definito dallo stesso STEVEN SPIELBERG come il suo favorito della saga sull'archeologo-avventuriero, "INDIANA JONES E L'ULTIMA CROCIATA" fu voluto fortemente dal regista per due motivi: per rispettare l'accordo con GEORGE LUCAS, sul mettere insieme almeno una trilogia con protagonista il personaggio, e per recuperare sulle critiche negative riscosse da molti recensori per il secondo capitolo, "INDIANA JONES E IL TEMPIO MALEDETTO". Lucas propose, quando fu tempo di mettere in cantiere questo terzo episodio, di ambientarlo in un castello maledetto, ma Spielberg, che aveva terminato da non molto la lavorazione di "POLTERGEIST", voleva fare altro: fu un'idea di Lucas inserire la ricerca del Sacro Graal come motore della vicenda, e di Spielberg quella di mettere a confronto il protagonista con la figura paterna. Fu HARRISON FORD a indicare RIVER PHOENIX per impersonare Indy da ragazzo, avendo lavorato accanto a lui poco prima in "MOSQUITO COAST"; quando venne chiesto al giovane attore come si fosse preparato a interpretare il personaggio, Phoenix rivelò che non aveva guardato attentamente i primi due film, bensì si era concentrato nell'osservare Ford fuori dal set. Nel film la cicatrice sul mento di Indiana Jones viene spiegata mostrando il personaggio che se la procura facendo schioccare la frusta per la prima volta: in realtà, Harrison Ford se la fece in un incidente d'auto quando aveva circa vent'anni. In questo film viene rivelato anche come mai Henry Jones, jr. si chiama "Indiana": è in omaggio al suo cane, così come è un reale omaggio al cane di razza Alaskan Malamute, di proprietà di George Lucas negli anni Settanta. Un esemplare di questo tipo è visibile in casa Jones nel prologo. Spielberg volle omaggiare i propri trascorsi da boy scout nel rappresentare un giovanissimo Indiana Jones in tal veste, a inizio film. SEAN CONNERY è sempre stato nella mente di Spielberg e Lucas l'attore che avrebbe dovuto ricoprire il ruolo del padre del loro eroe: proprio perchè Indiana Jones nasce anche come omaggio a James Bond, l'attore scozzese era per forza il suo genitore. Se Connery non avesse accettato, GREGORY PECK era l'alternativa. LAURENCE OLIVIER venne considerato per impersonare il cavaliere custode del Santo Graal, ma l'attore inglese era troppo mal messo con la salute per prender parte alla lavorazione; inoltre, Olivier morì poco dopo l'uscita del lungometraggio. Connery, essendo nato nel 1930, aveva solo dodici anni più del figlio cinematografico HARRISON FORD, nato nel 1942. Per girare questo episodio, Steven Spielberg non accettò la regia di "BIG", nè di "RAIN MAN". RIVER PHOENIX è stato il primo attore ad impersonare il giovane Indiana Jones, nel prologo di questo episodio: nella serie televisiva che ne venne generata, venne chiesto a Phoenix di tornare a interpretare il personaggio, l'attore non accettò, e la parte andò a SEAN PATRICK FLANNERYDENHOLM ELLIOTT e JOHN RHYS-DAVIES compiono la loro ultima apparizione nella serie di Indiana Jones, rispettivamente nei panni del professor Marcus Brody e di Sallah: i due personaggi vennero inseriti nella sceneggiatura per alleggerire con dell'umorismo il capitolo. Ad Elliott avevano appena diagnosticato l'Aids, e le sue peggiorate condizioni di salute resero più complicata la sua partecipazione al film. La parte di Elsa venne offerta a AMANDA REDMAN, che decise di non accettare, quando scoprì che c'era la scena nella fogna con i ratti, da cui era terrorizzata; fu scelta allora ALISON DOODY, modella e attrice irlandese, che al cinema si era vista solo in "007 BERSAGLIO MOBILE" e "UNA PREGHIERA PER MORIRE".  Nella sceneggiatura originale, viene menzionato Abner Ravenwood, padre di Marion e mentore di Indy, che viene citato ne "I PREDATORI DELL'ARCA PERDUTA". Come in molte scene d'azione, Ford girò quasi senza controfigure, al punto da indurre lo stuntman VIC ARMSTRONG a dire in un'intervista "Se non fosse divenuto una star, sarebbe diventato una gran controfigura!". TOM STOPPARD venne ingaggiato, pagandolo 120,000 dollari per riscrivere dialoghi, specialmente quelli tra i due Jones: dopo l'uscita del film, e il conseguente grande successo internazionale, gli venne dato un aggiuntivo milione di dollari come pattuito se la pellicola avesse superato certe cifre. Secondo Steven Spielberg, aver preso a bordo Stoppard aveva contribuito a mantenere ironico il tono del rapporto tra Indiana Jones ed il padre, senza voler diventare troppo sentimentali. Quando Indiana Jones sceglie il Graal sostiene che la coppa di un falegname deve dare idea di umiltà, anche se nella Bibbia non viene mai indicato che Gesù Cristo facesse tale mestiere, bensì lo è San Giuseppe. Nel film, correttamente, viene detto che il nome in latino di Geova si scrive Ievah, dato che il cavaliere era partecipante alla prima crociata. Durante l'intera scena del dirigibile, per il calore sia Ford che Connery girarono senza indossare i pantaloni, con gran divertimento della troupe.  Molte delle uniformi dei soldati nazisti nella scena dei libri messi al rogo sono autentiche, ne venne trovata una grossa quantità dal costumista ANTHONY POWELL, che riuscì a ottenerne l'utilizzo. Il cappello, la giacca e la frusta originali di Indy sono conservati allo Smithsonian National Museum of American History. Per Powell fu una sfida trovare il giusto look per il padre di Indiana Jones: nella sceneggiatura, il personaggio avrebbe dovuto indossare più o meno gli stessi abiti per tutta la pellicola. Il costumista tenne allora presente suo nonno, e fece adottare al personaggio vestiti di tweed e cappelli da pescatore; Powell ritenne necessario che Henry Jones portasse occhiali, ma non voleva coprire lo sguardo di Connery, così fece preparare una montatura apposita, con lenti adatte all'uopo. Fu l'ultimo film cui lavorò DOUGLAS SLOCOMBE, leggendario direttore della fotografia, perchè poco dopo la fine delle riprese, questi perse l'utilizzo dell'occhio destro. Durante la lavorazione delle sequenze veneziane, la produzione ebbe a disposizione il Canal Grande dalle sette del mattino alle tredici per un giorno. La chiesa di S. Barnaba, a Venezia, in realtà, è molto ordinaria, e non contiene la maestosa biblioteca visibile nel film. Duecento ratti vennero allevati in modo "speciale" per girare le scene nelle fogne a Venezia, in quanto, se fossero stati presi direttamente avrebbero portato problemi come malattie e altro. Ci fu una questione a proposito dei topi, in quanto la compagnia assicurativa cui si era rivolta la produzione, la Fireman's Fund, aveva messo nel contratto penali molto forti, che riguardavano eventuali incidenti o addirittura indisposizioni degli animali: se si fosse perso anche un solo giorno di riprese, ciò avrebbe comportato una forte perdita di denaro. Le due parti trovarono un compromesso, utilizzando anche un migliaio di topi meccanici. I quattro cavalli che si vedono furono prestati alla produzione dal re Hussein di Giordania. Quando il professor Jones fa spiccare il volo ai gabbiani sulla spiaggia con l'ombrello, in realtà sono piccioni gli uccelli, perchè i gabbiani non sono addestrabili. Durante la lotta di Indiana Jones con il colonnello Vogel sul tank, il soldato al periscopio dice all'equipaggio, in tedesco "Gli americani combattono come ragazze!".  Per girare la sequenza occorsero una decina di giorni di riprese, e due carri armati, di cui uno costruito completamente in alluminio. Le difficoltà dei carri armati nell'essere manovrati erano reali. I due tank sono adesso ai Disney Studios a Orlando, in Florida, seppure non costituiscano attrazione vera e propria. Uno dei libri che si vedono bruciare dai nazisti è "Il Capitale" di KARL MARX. E' il film della serie in cui ci sono più inseguimenti, contenendone ben sei, su mezzi diversi.  Il tempio del finale della pellicola esiste veramente, ma si trova a Petra, in Giordania, e non ad Alessandretta. La ferita di Henry Jones senior venne realizzata con bicarbonato, versandoci aceto sopra. Il tecnico del suono HENRY BURTT voleva un forte suono di eco per il colpo di pistola che colpisce Jones sr., così registrò un colpo di una Magnum 357 in un parcheggio sotterraneo, nonostante la pistola usata nel film sia una Walter PPK, altro omaggio alla serie di 007. La morte di Donovan, il cattivo della storia, venne realizzata con tre mesi di preproduzione con computer graphic per simularne l'accelerata decomposizione e tramutazione in uno scheletro. JULIAN GLOVER, così come in "SOLO PER I TUOI OCCHI", si presenta come un personaggio positivo inizialmente, per rivelare la sua natura malvagia nella seconda parte del racconto. Benché si fosse trovato bene sia con Spielberg che con Ford, Connery declinò la proposta di tornare ad interpretare Henry Jones, Senior, nel quarto episodio della serie, "INDIANA JONES E IL REGNO DEL TEMPIO DI CRISTALLO". La storia viene ambientata nel 1912 ( prologo) e nel 1938. Ad oggi, con le sue due ore e sette minuti di durata, è il più lungo episodio della saga. Nel film muoiono cinquanta persone, tredici delle quali per mano di Indiana Jones. Costato 47 milioni di dollari, ne incassò 197 negli USA, ed altri 277 nel resto del mondo, totalizzando 474 milioni. Ottenne tre nominations agli Oscar, per miglior colonna sonora (JOHN WILLIAMS, alla decima collaborazione con Steven Spielberg), miglior sonoro, e migliori effetti speciali, vincendo la statuetta per quest'ultima categoria. L'unica candidatura ai Golden Globes fu invece per Sean Connery come miglior non protagonista. Ai BAFTA tre nominations: a Connery, al suono e agli effetti speciali

sabato 10 agosto 2019

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VISITE A DOMICILIO ( House calls, USA 1978)
DI HOWARD ZIEFF
COMMEDIA
"VISITE A DOMICILIO" fu la prima di due commedie che videro protagonisti WALTER MATTHAU e GLENDA JACKSON: la seconda fu "DUE SOTTO IL DIVANO", del 1980, e questa generò una serie tv ispirata al plot, lunga quarantanove episodi, in cui il nome del personaggio principale mutò da Charley Nichols a Charley Michaels. Anche con ART CARNEY Matthau aveva già lavorato, nella prima versione a Broadway de "I RAGAZZI IRRESISTIBILI". Fu l'ultima apparizione cinematografica per THAYER DAVID. Nel film è presente CHARLES MATTHAU, figlio di Walter, nei panni del figlio del personaggio della Jackson. Probabilmente per questioni legate ai diritti di sfruttamento, la canzone "Something" cantata da GEORGE HARRISON era presente nei trailers e nel VHS della prima edizione di questa pellicola, ma poi rimossa sia dalla versione laser disc che dai Dvd. Il brano che Matthau tenta di cantare sotto la doccia è la romanza di Cherubino da "LE NOZZE DI FIGARO". E' l'unico lungometraggio in cui Walter Matthau appare vestito da donna. Negli USA l'incasso fu di oltre 28 milioni di dollari. 

venerdì 26 luglio 2019

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LO STRANGOLATORE DI BOSTON
( The Boston strangler, USA 1968)
DI RICHARD FLEISCHER
THRILLER
La 20th Century Fox affidò, inizialmente, il compito di scrivere una sceneggiatura sulla vicenda dello strangolatore di Boston, colpevole di 13 delitti di donne, a TERENCE RATTIGAN, basandosi sul libro di GEROLD FRANK: ma Rattigan mise troppi elementi umoristici nel suo lavoro, come la rivelazione dell'identità del killer, trovata da un computer, nella personalità del produttore DARRYL F. ZANUCK, e quindi la casa di produzione lo rimpiazzò con EDWARD ANHALT. Per il ruolo di Albert DeSalvo, l'uomo che si rivelò essere lo psicopatico autore degli omicidi, vennero presi in considerazione ROBERT REDFORD, WARREN BEATTY, HORST BUCHHOLZ, STUART WHITMAN, ma venne alla fine scelto TONY CURTIS, nonostante fosse noto per film avventurosi o brillanti. Nel 1968, la rivista Variety lo aveva inserito tra i dieci attori hollywoodiani troppo pagati. Una critica spesso ripetuta, era sull'età del divo, che veniva ritenuto troppo anziano per la parte, dato che DeSalvo aveva compiuto i delitti fino ai primi trent'anni di vita: in realtà, Curtis aveva solo sei anni più dell'assassino che avrebbe impersonato sullo schermo. Per l'attore questa fu un'importante possibilità per dimostrare più strati da interprete, e un cambio di passo in generale nella sua carriera. L'interpretazione che fornì fu poi apprezzata molto. Nel film passa un'ora di proiezione, prima che egli appaia: e fino all'undicesima vittima, non viene rivelato chi sia il killer. ROBERT SHAW fu in predicato per dar volto all'investigatore Phil Di Natale, poi interpretato da GEORGE KENNEDY. Il ruolo di Edna fu l'ultima parte al cinema per ENID MARKEY, dopo una carriera di oltre sessant'anni. Il film rappresentò l'esordio per EDWARD WINTER. Curtis si fratturò il naso girando una scena di inseguimento. La musica composta da ARTHUR NEWMAN, "Peter the Poole" consisteva in una sola traccia, peraltro udibile soltanto negli ultimi ventidue secondi di proiezione. Poco prima che le riprese cominciassero, il vero DeSalvo fuggì dall'istituto di igiene mentale ove era rinchiuso, e non fu ripreso prima di trentatrè ore dopo. Costato 4 milioni e 100,000 dollari, ne incassò 17 milioni e 800,000 nei cinema americani. Il film ottenne una nomination per i Golden Globes per l'interpretazione di Tony Curtis.

giovedì 25 luglio 2019


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SINUHE L'EGIZIANO ( The Egyptian, USA 1954)
DI MICHAEL CURTIZ
STORICO
Alla base di questo film c'era il successo del romanzo storico pubblicato nel 1945, "THE EGYPTIAN" del finlandese MIKA WALTARI, incentrato sulla figura realmente esistita di Sinuhe. Nel 1955, lo stesso Waltari pubblicò un romanzo intitolato "The Etruscan", e nel 1964 "The Roman", a completare un'ideale trilogia. Quando venne annunciato questo film tra i grossi progetti della 20th Century Fox in Cinemascope per il 1954, c'erano i nomi di MARLON BRANDO, BURT LANCASTER, KIRK DOUGLAS: l'unico che era veramente in predicato di essere nel cast, era Brando, che si sfilò appena prima che le riprese cominciassero, pare per via del suo disappunto sia circa il regista, il ruolo e la sceneggiatura. Venne allora contattato DIRK BOGARDE, per il ruolo di Sinuhe, che non accettò, poi venne chiamato EDMUND PURDOM, che accettò. MARILYN MONROE insistette molto per avere il ruolo di Nefer, ma il produttore DARRYL F. ZANUCK non volle saperne, e assegnò la parte alla sua amante di allora, BELLA DARVI. Sir PETER USTINOV fu inizialmente accantonato per il proprio ruolo, perchè considerato troppo giovane: lo stesso attore, dopo aver compiuto ricerche su Kaptah, il personaggio storico che avrebbe dovuto interpretare, venne a sapere che era solo di pochi anni più anziano di lui. Ne informò i produttori, che a quel punto cambiarono idea. Uno dei pochi kolossal hollywoodiani a mettere il nome di una star femminile, JEAN SIMMONS, su titoli e manifesti. Vennero utilizzati due compositori, BERNARD HERRMANN, e ALFRED NEWMAN, e infatti nella colonna sonora si possono rintracciare entrambi gli stili dei due musicisti.  A riprese ultimate, lo studio cercò di recuperare parte dei costi sfruttando i grandi set costruiti per girare scene de "I DIECI COMANDAMENTI". Era stato messo in cantiere un seguito, che riportasse VICTOR MATURE e GENE TIERNEY insieme nel cast, ma, pur risultando un buon incasso, non fu abbastanza da giustificare l'avvio della produzione per il secondo capitolo. Fu considerato il primo flop del  Cinemascope, anche se le cifre che incassò non furono disastrose. Il costo finale della pellicola fu di 5,000 dollari. Fu il primo film a uscire in Blu-Ray per la casa Twilight Time. Ottenne una nomination agli Oscar per la miglior fotografia a colori, e vinse un Golden Globe (unica candidatura) per la miglior esordiente femminile (Bella Darvi).

lunedì 15 luglio 2019

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ACQUE DEL SUD ( To have and have not, USA 1944)
DI HOWARD HAWKS
AVVENTURA/DRAMMATICO/COMMEDIA
"ACQUE DEL SUD" nacque con illustrissime fondamenta: infatti, il soggetto viene da un racconto di ERNEST HEMINGWAY, e la sceneggiatura venne firmata da WILLIAM FAULKNER: come rivelò quest'ultimo, in realtà il regista HOWARD HAWKS, girando il film, riscrisse notevolmente il suo lavoro, lasciando ben poco dell'originale preparato da Faulkner. Hawks aveva scommesso personalmente con Hemingway che sarebbe riuscito a fare un buon film anche dal peggior scritto dell'autore,e scelse "To Have, and have not", scremando molto del lavoro originale, evitando, per esempio, la sottolineatura delle differenze di classe, e "incontrando" i personaggi principali più avanti nelle loro vite, di come descritto nel romanzo. Molti dei dialoghi vennero improvvisati, sul set, dagli attori. Per il ruolo femminile principale era in predicato di aggiudicarsi la parte DOLORES MORAN, ma il regista le preferì la ventiduenne LAUREN BACALL, qui all'esordio sul grande schermo. Fu la prima pellicola girata insieme dalla Bacall e da HUMPHREY BOGART, e ne seguirono altre tre: i due si conobbero su questo set, e l'attrice rivelò che alla terza settimana di lavorazione si era già innamorata del collega. Howard Hawks, notoriamente un corteggiatore di donne, soffrì la scelta della giovane, che sperava fosse attratta da lui, e invece iniziò una relazione con Bogey: pare che Hawks se la fosse talmente presa da cercare di far rescindere il contratto alla Bacall o di cederlo ad una compagnia dai pochi mezzi, la Monogram. Lauren Bacall era terrorizzata quando le riprese incominciarono: fu l'atteggiamento sciolto di Bogart a darle tranquillità, con umorismo e consigli sull'impostazione della recitazione. Per Hawks, l'attrice aveva un potenziale recitativo simile a quello di MARLENE DIETRICH, e chiese allo sceneggiatore JULES FURTHMAN di scriverle battute che ricordassero la diva tedesca, dato che Furthman aveva collaborato agli script di "VENERE BIONDA", " MAROCCO" e "SHANGHAI EXPRESS", con la Dietrich. Molti aspetti del personaggio della Bacall furono modellati proprio su di lei: il soprannome "Slim", essendo la futura star magra e agile, gli abiti eleganti, la voce da fumatrice e uno sguardo particolare e misterioso.  Hawks trovava non utile un finale con una sparatoria a bordo di una barca, e passò lo stratagemma a JOHN HUSTON, che non sapeva come far concludere "L'ISOLA DI CORALLO". HOAGY CARMICHAEL girò tutte le sue scene con un fiammifero tenuto tra i denti: il primo giorno di riprese, Bogart disse al collega che era una buona idea, e avrebbe contribuito a rendere memorabile al pubblico il personaggio. Carmichael fu stupito quando vide che anche Bogart e WALTER BRENNAN avevano voluto girare una sequenza con fiammifero in bocca. L'unico film, ad oggi, tratto da un romanzo di un premio Nobel con sceneggiatura scritta da un altro Nobel. Al funerale del marito, Lauren Bacall pose nella bara di Bogey un fischietto, in omaggio alla scena in cui si incontrano in questo film. Nel 1946 venne realizzato un adattamento radiofonico per il "Lux Radio Theater" di 60 minuti, in cui Bogart e Bacall ripresero i ruoli qui interpretati. Il film incassò oltre tre milioni e 600,000 dollari negli Stati Uniti.

lunedì 10 giugno 2019

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DAVID HEMMINGS (David Leslie Howard Hemmings, Guilford, Surrey, Inghilterra, GB 18/11/1941- Bucarest, Romania, 03/12/2003)
Nato il 18 Novembre 1941 nella provincia inglese, figlio di un commerciante in biscotti e di una casalinga, DAVID HEMMINGS fin da bambino mostrò entusiasmo ed interesse per l'intrattenimento: studiò al Glyn College,a Epson, e per le buone doti canore, da tenore infantile, si esibì con l'English Opera Group, ottenendo applausi soprattutto quando intonava lavori di BENJAMIN BRITTEN. Il giovane David si dette alla pittura, in età adolescenziale, e a quindici anni si produsse in una prova di recitazione per la prima volta su un palco, anche se, in realtà, era già apparso in un film a tredici anni, in "THE RAINBOW JACKET"; a sedici prese parte a "SANTA GIOVANNA", di OTTO PREMINGER. Tuttavia, la passione per il canto riprese e quando passò i venti anni, Hemmings si esibì in vari club notturni, anche in Austria, per poi tornare al palcoscenico e al set: l'aspetto cool, con grandi occhi azzurri, palpebre tendenti a socchiudersi, gli conferiva un'aria tra il moderno ed il decadente, con un'aura fragile che lo rendeva del tutto particolare. Dopo aver recitato in due film giovanilisti come "LIVE IT UP!" e "BE MY GUEST", si fece notare anche in "THE PROGRAM", diretto da MICHAEL WINNER. Questo lo lanciò, facendolo scegliere da MICHELANGELO ANTONIONI come protagonista del film che voleva girare a Londra, "BLOW UP", che divenne immediatamente uno dei lungometraggi "da vedere" degli anni Sessanta, e Hemmings diventò una star. Fu ingaggiato per interpretare Mordred nel musical "CAMELOT", e nel 1968 fu nel cast di due titoli di forte appeal per il pubblico come "I SEICENTO DI BALAKLAVA" e "BARBARELLA". Contemporaneamente all'uscita di "Camelot", Hemmings tornò all'antico amore per la musica, incidendo il disco "David Hemmings Happens", con il singolo "Back Street mirror" che entrò in posti alti dell'hit parade. Nel 1969 recitò da protagonista in "ALFREDO IL GRANDE", e, in qualche modo, questo periodo è considerato l'apice della carriera dell'attore inglese: anche STANLEY KUBRICK avrebbe voluto dirigerlo, e avrebbe voluto assegnargli il ruolo di Napoleone Bonaparte nel film che voleva realizzare su di lui, e non è mai riuscito a imbastire. Quasi subito dopo, all'inizio degli anni Settanta, Hemmings si interessò alla regia, e nel 1972 esordì con "RUNNING SCARED", thriller che vedeva protagonista la moglie GAYLE HUNNICUTT ( si è sposato in tutto quattro volte, e ha avuto sei figli), e prese residenza a Malibu, in California. Girò alcuni film come "LA RAGAZZA CON IL BASTONE", "FRAMMENTI DI PAURA", "MORTE DI UN PROFESSORE", poi apparve nel kolossal "JUGGERNAUT". Nel 1975 gli venne assegnato il ruolo di Bertie nel musical di Broadway "JEEVES", di ANDREW LLOYD WEBBER, ma fu un grosso insuccesso, uno dei non molti della carriera del compositore. Il caso volle che Hemmings venisse scelto per sostituire come protagonista di "PROFONDO ROSSO", il film che vedeva DARIO ARGENTO tornare trionfalmente al thriller, LINO CAPOLICCHIO, che rimase gravemente ferito in un incidente d'auto prima di cominciare le riprese: probabilmente, due fattori furono decisivi per far ricadere la scelta sull'attore britannico, la sua interpretazione in "Blow Up", che in qualche modo rimandava al personaggio di Marc Daly, che avrebbe interpretato in questo titolo, sia il fatto che Hemmings fosse un buon pianista. Questo lungometraggio fu un grande successo internazionale, e rilanciò la carriera di Hemmings, che nella seconda metà degli anni Settanta fu molto più attivo; interpretò diverse pellicole, tra cui "IL RACKET DEI SEQUESTRI", "SQUADRA ANTITRUFFA", "ISOLE NELLA CORRENTE". Nel 1978 il ritorno alla regia, con "GIGOLO'", che ebbe per protagonista DAVID BOWIE, ma con Hemmings solo dietro alla macchina da presa: con JOHN DALY, l'attore fondò la compagnia di produzione Hemdale, finanziando appunto il suo primo film da regista. Dopo due altri titoli diretti, "IL TESORO DELLO YANKEE ZAPHIR" e l'adattamento del romanzo di JAMES HERBERT, "THE SURVIVOR", per quanto riguardava la regia Hemmings preferì lavorare per la tv. Infatti, firmò vari episodi di serie di successo degli anni Ottanta come "MAGNUM, P.I.", "A-TEAM", "IN VIAGGIO NEL TEMPO", "AIRWOLF". Durante la decade successiva, l'attore e regista volle tornare a vivere nel Regno Unito, limitandosi ad apparire in ruoli di contorno in produzioni per la tv: molto appesantito nel fisico, rispetto alla figura tonica che lo aveva caratterizzato per buona parte della sua carriera, Hemmings tornò a recitare per il grande schermo per "IL GLADIATORE", comparendo poi in altri titoli importanti come "SPY GAME", "GANGS OF NEW YORK", "LA LEGGENDA DEGLI UOMINI STRAORDINARI". Ma la miglior prova della fase matura come attore l'ha data in "L'ULTIMO BICCHIERE", con altre vecchie glorie del cinema inglese come TOM COURTENAY e MICHAEL CAINE: David Hemmings fu colpito da infarto dopo aver girato tutte le sue scene in "BLESSED", girato in Romania, e morì nel Dicembre del 2003.
COSì PARLO' DAVID HEMMINGS:
"Tutto sommato mi piace essere perseguitato. Dopo tutto, è piacevole essere riconosciuti. E' quello che ci piace dell'essere attori: essere riconosciuti."
"Se date un'occhiata a chi compra e vende film a Cannes, è come guardare un gruppo di venditori di scarpe, che si danno da fare per essere commercianti di calzature da poco o scarpe di lusso l'anno dopo."
"La gente pensava che fossi morto, ma non lo ero. Stavo solo dirigendo "A-Team"!"

domenica 28 aprile 2019


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THE AVENGERS ( The Avengers, USA 2012)
DI JOSS WHEDON
FANTASTICO/AVVENTURA/AZIONE
JOSS WHEDON, che si incaricò di co-scrivere e dirigere questo film (dopo che, in un primo momento, era sembrato che toccasse a JON FAVREAU, che poi rimase nel progetto come produttore esecutivo), atto finale della prima fase del "Marvel Cinematic Universe", era stato preso in considerazione a fine anni Novanta per dirigere "X-MEN".  Anche JOE CARNAHAN era un nome che circolava alla Marvel come potenziale sceneggiatore e regista della pellicola. Whedon, grande appassionato di fumetti, scrisse anche una sceneggiatura, della quale furono usate soltanto due battute nella versione finale del film, diretto da BRYAN SYNGER. Joss Whedon spiegò nelle conferenze stampa che due membri fondatori degli "Avengers" originali, come Ant-Man e Wasp fossero stati esclusi dalla pellicola, in quanto la storia presentava fin già troppi personaggi. CHRIS HEMSWORTH, per irrobustirsi e mantenere il fisico messo su per "THOR", adottò una "dieta" composta perlopiù da petto di pollo, pesce, bistecche e uova ogni giorno. SCARLETT JOHANSSON rinunciò a prendere parte a "TOTAL RECALL" per prendere parte a questo film. Per prepararsi al ruolo di Hawkeye, JEREMY RENNER venne addestrato da arcieri che avevano partecipato alle Olimpiadi; Renner è ambidestro, e infatti usa l'arco con tutte e due le mani. MARK RUFFALO era stato la prima scelta di LOUIS LETERRIER per "L'INCREDIBILE HULK", prima che venisse invece scritturato EDWARD NORTON. Norton condusse una trattativa con la Marvel per riprendere il ruolo del gigante verde, ma non ci fu un accordo economico, quindi venne stipulato un contratto con Ruffalo, dopo la presa in considerazione di JOAQUIN PHOENIX. COBIE SMULDERS fu ingaggiata dietro suggerimento di ALYSON HANNIGAN, che aveva lavorato con lei nella serie "BUFFY-L'AMMAZZAVAMPIRI". MORENA BACCARIN, AMANDA PEET, JESSICA LUCAS e MARY ELIZABETH WINSTEAD fecero provini per il ruolo. GWYNETH PALTROW girò da scalza tutte le scene accanto a Robert Downey, Jr., per far sembrare il collega più alto di lei. Durante le riprese fu raro veder tutti gli attori principali sul set insieme, ma una sera Chris Evans mandò un sms agli altri che diceva semplicemente "Assemble", un pò il motto della pellicola in lavorazione: dopo aver passato una serata divertente con il resto del cast, CLARK GREGG affermò in un'intervista che era il miglior messaggio che avesse mai ricevuto. Robert Downey jr., quando Whedon scriveva il film, provò a convincere lo sceneggiatore e regista di dare più peso a Tony Stark rispetto agli altri personaggi, ma Whedon gli dimostrò che questa idea non era funzionale, dato che il team era composto con equilibrio, " ognuno come ogni braccio di un polpo". Secondo un calcolo, Capitan America è il personaggio più presente in scena (37 minuti e 42 secondi), Hawkeye quello meno (12 minuti e 44 secondi). L'espressione di TOM HIDDLESTON dopo che Loki viene sbattuto violentemente a terra da Hulk, fu ottenuta facendo scuotere abbondantemente l'attore da MARK CHU, direttore dell'animazione. Fu invece un'intuizione di Mark Ruffalo il far risvegliare dallo svenimento Tony Stark/ Iron Man da un ruggito di Hulk. Bruce Banner non si trasforma in Hulk prima di un'ora e quattordici minuti di proiezione. Thor non compare prima che siano passati quarantacinque minuti dall'inizio. L'esclusione di Hank Pym, alias Ant-Man e Wasp, a favore dell'inserimento di Hawkeye e della Vedova Nera ha a che fare con la scelta di far nascere il team di supereroi come organizzazione imbastita dallo S.H.I.E.L.D. . L'idea di fondo, che Loki fosse il "villain", ma che, in definitiva, fosse manovrato da un personaggio più potente, e quindi Thanos, fu di Whedon, che consigliò questo stratagemma narrativo alla Marvel. In fase di sceneggiatura, Whedon era contrario a includere personaggi di ogni rispettiva saga degli eroi, perchè nella sua visione questo lungometraggio doveva concentrarsi solo sui supereroi: STELLAN SKARSGARD, Gwyneth Paltrow e PAUL BETTANY furono annessi in seconda battuta. La scena che si svolge in Germania fu realizzata, invece, nella periferia di Cleveland, in Ohio. Il nome dei mostri alieni, "Chitauri", viene dalla mitologia Zulu, che indicano "serpenti che provengono dal cielo". Se ci si fa caso, nella sequenza in cui Loki è a colloquio con "L'Altro", queste due creature hanno due pollici per mano. Nel film, Thor viene messo al tappeto quattro volte: due da Iron Man, e due da Hulk.  Il montatore del suono CHRISTOPHER BOYES ammise che non era stato facile dare una voce a Hulk: il risultato finale fu includere parte del ruggito riprodotto da Mark Ruffalo, parte da LOU FERRIGNO, che aveva impersonato il personaggio nella serie tv negli anni Settanta, e parte da un paio di aborigeni neozelandesi. Fu Whedon a voler includere Thanos nella scena post- titoli di coda, in quanto lo riteneva il cattivo di maggior fascino dell'universo marvelliano. Dopo aver musicato "CAPTAIN AMERICA- Il primo vendicatore", ALAN SILVESTRI è stato il primo compositore ad aver scritto la colonna sonora per più di un film della Marvel. Secondo Whedon, il primo montaggio contemplava un film lungo oltre tre ore. Fu il primo film della Marvel a incassare più di un miliardo di dollari. Nel Regno Unito il titolo è "Marvel Avengers Assemble" per non creare confusione con la serie e il film "AVENGERS- AGENTI SPECIALI". Erano previsti novantatre giorni per completare le riprese, e terminarono un giorno prima. Il primo film a superare i 200 milioni di dollari di incasso in tre giorni di programmazione in USA. La prima pellicola della Marvel ad essere distribuita dalla Disney Pictures. E' stato il maggior incasso negli Stati Uniti del 2012. Costato 220 milioni di dollari, ne ha incassati 623 negli States, più altri 896 nel resto del mondo, totalizzando ben un miliardo, 519 milioni di dollari in totale. Ha ottenuto la candidatura per i migliori effetti speciali sia agli Oscar che ai BAFTA. Ha, ad oggi, generato tre sequel: "AVENGERS: AGE OF ULTRON", "AVENGERS-INFINITY WAR" e "AVENGERS: ENDGAME".