
MILK ( Milk, USA 2008)
DI GUS VAN SANT
BIOGRAFICO/DRAMMATICO
Dall'inizio degli anni Novanta erano in corso due progetti paralleli, la biografia su Harvey Milk, scritta da DUSTIN LANCE BLACK, e "The mayor of Castro Street" su sceneggiatura di OLIVER STONE, che sarebbe stato diretto da BRYAN SINGER, con ROBIN WILLIAMS nel ruolo principale. Quest'ultimo perse terreno per via dello sciopero degli sceneggiatori, e si concretizzò, invece, la versione scritta da Black sulla vicenda dell'attivista democratico gay assassinato si concretizzò: GUS VAN SANT era interessato a far parte del progetto da una quindicina d'anni, prendendo in considerazione, quale interprete di Milk, attori come RICHARD GERE, DANIEL DAY-LEWIS, JAMES WOODS. Quando venne scelto SEAN PENN per dal volto a Harvey Milk, l'attore dovette indossare delle protesi per naso e denti, lenti a contatto di colore diverso dal suo e un taglio di capelli che ricordasse quello di Milk. Penn aveva 48 anni quando girò questo film, la stessa età di Harvey Milk quando venne ucciso. JOSH BROLIN venne ben accolto e acclamato dalla comunità gay di San Francisco, nonostante interpretasse uno degli uomini più odiati dalla stessa, l'assassino di Harvey Milk, Dan White. White avrebbe dovuto avere, nel film, il volto di MATT DAMON, che dovette rinunciare per l'impegno contrattuale preso per "GREEN ZONE". Brolin appare nel film quarantacinque minuti dopo l'inizio. CHRIS EVANS era in predicato per interpretare Scott Smith, ruolo poi andato a JAMES FRANCO, dopo che anche BRADLEY COOPER fece un provino per la parte. DENIS O'HARE, che interpreta il senatore anti-gay John Briggs è invece apertamente omosessuale. Fu il film d'esordio per BOYD HOLBROOK. Migliaia di persone hanno accettato di fare le comparse senza ricevere compenso. Il film è stato girato davvero a Castro Street, a San Francisco, dove Harvey Milk si era fatto conoscere e lavorava, così come l'appartamento del politico nel film è quello in cui ha realmente vissuto Milk. A Samoa il film fu proibito. Josh Brolin fu l'unico attore che ebbe la candidatura quale non protagonista, per un film candidato come miglior lungometraggio. Per Josh Brolin, ad oggi, l'unica nomination ricevuta dalla Academy. Fu candidato a otto Oscar, in tutto, tra cui quello per il miglior film, regia, attore protagonista e sceneggiatura originale. Ne vinse due, andati a Sean Penn come miglior protagonista, e a Dustin Lance Black per lo script. Ai Golden Globes ebbe una sola candidatura, per Sean Penn miglior protagonista. Quattro le candidature ai Bafta: film, sceneggiatura, attore protagonista, trucco e acconciature. Costato 20 milioni di dollari, negli USA ne incassò 31.

PALLOTTOLE SU BROADWAY
( Bullets over Broadway, USA 1994)
DI WOODY ALLEN
COMMEDIA
"PALLOTTOLE SU BROADWAY" è il primo film di WOODY ALLEN, che non include DIANE KEATON, MIA FARROW o LOUISE LASSER, tre attrici presenti fino ad allora in quasi tutti i suoi film (non insieme). DIANNE WIEST, altra interprete fissa dei film dell'autore, ammise in un'intervista che era in difficoltà con l'intonazione del suo personaggio, Helen Sinclair: quando trovò che le battute pronunciate con un tono più grave risultavano più divertenti, si impostò così. Allen è, da sempre, solito non accettare che i suoi attori aggiungano battute non previste dalla sceneggiatura: per questo film, fece uno strappo alla regola riguardo JENNIFER TILLY, avvisandola però di non incoraggiare alcun collega a fare altrettanto. Fu l'ultima pellicola girata da BENAY VENUTA. La storia si svolge tra il Settembre e l'Ottobre 1928. Il dialogo finale tra Cheech e David, con il gangster che consiglia allo sceneggiatore di scrivere un forzato lieto fine che include l'annuncio di una futura nascita è un riferimento a "HANNAH E LE SUE SORELLE", che Woody Allen voleva far concludere più amaramente, ma i produttori gli consigliarono di far finire in maniera lieta. L'unica nomination arrivata in carriera per la Tilly e CHAZZ PALMINTERI è stata per questo lungometraggio. Ad oggi, il film di Woody Allen che ha ricevuto maggiori nominations agli Oscar, assieme a "Hannah e le sue sorelle": sette, tra le quali quella per la migliore regia, attore non protagonista (Palminteri) e due per attrice non protagonista (Wiest e Tilly), vincendo un Oscar, andato alla Wiest. Costato 20 milioni di dollari, sul suolo americano ne incassò 13.

STAR TREK II- L'ira di Khan
( Star Trek II: Wrath of Khan, USA 1982)
DI NICHOLAS MEYER
FANTASCIENZA
Per il secondo episodio delle avventure cinematografiche di "STAR TREK", i produttori decisero di volere una sceneggiatura che includesse Khan, storico nemico dell'equipaggio dell' "Enterprise", in quanto pensavano che un difetto del primo film fosse che non ci fosse un vero "cattivo", coinvolgendo da subito RICARDO MONTALBAN nel progetto. Il fatto, però, era che l'attore fosse molto impegnato sul set della serie tv "FANTASILANDIA", ma Montalban cercò un accordo con la produzione del telefilm, affinchè avesse il tempo necessario per girare le scene del secondo "Star Trek". Nel corso del film, Kirk e Khan non si incontrano mai di persona: interagiscono tramite monitor, o comunicazioni audio. Ciò fu dovuto soprattutto al fatto che Montalban girasse a parte tutte le sequenze che lo riguardavano. Ricardo Montalban, in interviste, disse che, dopo aver accettato di fare il film, temeva di faticare a rientrare nei panni del malvagio galattico visto nell'episodio "Space seed", girato nel 1967( per la prima volta, un film diventa in pratica il sequel di un episodio di serie tv): volle così riguardare l'episodio più volte, e alla quarta visione cominciò a sentirsi partecipe e a capire maggiormente il carattere. Alcuni giornali dubitarono che il fisico atletico e muscoloso di Ricardo Montalban fosse autentico, e che l'attore potesse aver indossato delle protesi per apparire più robusto ed in forma, ma Montalban smentì la cosa, intervistato, affermando che aveva frequentato assiduamente la palestra per rivestire la parte. GEORGE TAKEI, inizialmente, non voleva prender parte a questo secondo episodio: fu WILLIAM SHATNER a chiamarlo, e a convincerlo a farsi scritturare. NICHOLAS MEYER avrebbe voluto KIM CATTRALL per il ruolo di Saavik, ma l'attrice aveva altri impegni contrattuali: fu così ingaggiata KIRSTIE ALLEY, che convinse i produttori, al provino, imitando alla perfezione LEONARD NIMOY mentre interpretava Spock, che era uno dei suoi idoli di sempre. La Cattrall rientrò nella serie al sesto episodio, "ROTTA VERSO L'IGNOTO", nel ruolo dell'ufficiale vulcaniano Valeris. Nel film avrebbe dovuto tornare anche MADLYN RUHE, vista in "Space seed", ma l'attrice si era ammalata di sclerosi multipla, ed era in sedia a rotelle, così nel film viene detto che il suo personaggio, era morto nel frattempo. Tuttavia, la Ruhe, nonostante la sua condizione, recitò in tv fino al 1996. DEFOREST KELLEY, quando lesse una delle prime versioni dello script, manifestò il proprio disappunto, minacciando di non voler prendere parte al film. Meyer fu voluto dai produttori dopo il buon successo dei suoi "SHERLOCK HOLMES: SOLUZIONE SETTE PER CENTO" e "L'UOMO VENUTO DALL'IMPOSSIBILE". GENE RODDENBERRY entrò nella produzione come consulente, invece che come produttore esecutivo, la mansione che aveva per il primo episodio, venendo in questo sostituito da HARVE BENNETT: alla Paramount avevano preso male molti atteggiamenti del creatore della saga, che spesso era intervenuto, chiedendo di girare da capo diverse scene, essendo insoddisfatto della versione cinematografica dei personaggi da lui inventati. Kirk e Khan non si incontrano mai durante il film, nonostante una delle ultime versioni della sceneggiatura contenesse un confronto tra i due lungo dodici pagine. Molti dei figuranti che interpretavano gli sgherri di Khan, erano spogliarellisti dei Chippendale. La battaglia sulle astronavi che vede Kirk contro Khan fu ispirata da quella sottomarina di "DUELLO NELL'ATLANTICO", che contrapponeva ROBERT MITCHUM a CURD JURGENS. Già nel 1967, nell'episodio "Balance of terror", era stata girata una scena ispirata a tale film. Il titolo originale di questo sequel era "Star Trek: The Genesis project", poi "Star Trek: The undiscovered country", e di seguito, "Star Trek: The revenge of Khan". Ma nello stesso periodo si stava girando "IL RITORNO DELLO JEDI", che nelle prime fasi di lavorazione si intitolava "Revenge of the Jedi" (cambiato perchè, come spiegò GEORGE LUCAS, "uno Jedi non si vendica"), e così si optò per "L'ira di Khan". Come Nicholas Meyer rivelò in interviste, secondo lui questa storia era la versione rivista da Gene Roddenberry de"LE AVVENTURE DEL CAPITANO HORNBLOWER, IL TEMERARIO". Le musiche vennero inizialmente commissionate a JOHN W. MORGAN, ma i produttori non trovarono le sue composizioni adeguate, adducendo alla sua inesperienza nella fantascienza il motivo, e fu così JAMES HORNER l'incaricato di musicare il film. In questo film viene definita, ufficialmente, l'epoca in cui la serie si svolge, il XXIII secolo. E' la prima pellicola della serie in cui l'equipaggio dell' "USS Enterprise" indossa le uniformi rosse. Il panorama di San Francisco che si vede dall'appartamento terrestre di Kirk è un quadro, che venne realizzato per "L'INFERNO DI CRISTALLO", cui vennero aggiunti, sullo sfondo, un paio di grattacieli futuristici. La morte di Spock avrebbe dovuto essere definitiva, perchè Leonard Nimoy aveva accettato di prendere parte al sequel, per chiudere con questo lavoro la sua esperienza nella serie: ma gli piacque talmente il clima sul set e ritrovare i compagni di lavorazione che conosceva da metà anni Sessanta, che cambiò idea, e dette il via libera per poter rientrare nei capitoli successivi. Benchè il primo episodio avesse incassato di più, dato il costo minore, questo numero due fruttò maggiori guadagni alla Paramount Pictures: costò 11 milioni di dollari, mentre il primo film era costato 46. L'incasso USA ammontò a 78 milioni di dollari, cui si aggiunsero i 19 incassati worldwide, con un totale di 97 milioni di dollari. Due anni dopo venne girato il terzo capitolo, "ALLA RICERCA DI SPOCK".

GLI INSOSPETTABILI ( Sleuth, GB 1972)
DI JOSEPH L. MANKIEWICZ
THRILLER
La piéce "SLEUTH", di ANTHONY SHAFFER, debuttò a Broadway a Novembre del 1970: ANTHONY QUAYLE interpretava Andrew, e KEITH BAXTER Milo. Il successo fu poderoso, con 1221 repliche, e il Tony Award per il miglior dramma vinto nel 1971. Se LAURENCE OLIVIER venne scritturato non appena si consolidò il progetto di trarre un film dal lavoro teatrale, per affidargli la parte di Andrew, per quanto riguardò Milo, il ruolo venne dapprima offerto a ALBERT FINNEY ( che però per i produttori non era fisicamente idoneo come playboy) e ALAN BATES, che rifiutò perchè considerava il personaggio squalificante "per un attore della sua statura". La parte venne assegnata allora a MICHAEL CAINE. Caine era allo stesso tempo orgoglioso e intimorito dall'idea di condividere un film con un suo mito quale Olivier: non sapendo come approcciarlo, gli chiese direttamente come rivolgerglisi: l'attore più anziano gli rispose seraficamente "Dato che è la prima volta che ci incontriamo, io sono Sir Laurence Olivier, e lei è Mr. Michael Caine: ma dalla prossima saremo io Larry, e tu Mike!". La risata che proveniva dal pupazzo Jolly Jack Tar apparteneva a Olivier. Nella scena in cui Andrew colpisce violentemente gli scacchi, gettandoli a terra, Laurence Olivier si fece una brutta ferita alla mano, si accorse di sanguinare e si nascose la mano in tasca per poter concludere la sequenza. Analogamente, ciò successe anche a LEONARDO DI CAPRIO girando una scena in "DJANGO UNCHAINED", ferendosi con dei vetri rotti. Il dipinto ritraente Margaret Wyke venne realizzato prendendo per modello JOANNE WOODWARD. La fotografia appesa per sostituire la cornice infranta dallo sparo di Andrew raffigura AGATHA CHRISTIE. Il premio "Edgar" ( Allan Poe, il nome per intero dell'onorificenza) che compare nel salotto di Andrew Wyke era quello conquistato da Shaffer per la piéce originale: anche JOSEPH L. MANKIEWICZ ne annoverava uno, per "OPERAZIONE CICERO". Fu l'ultimo film diretto dal regista di "GIULIO CESARE". Il cast comprende due soli attori: gli altri inseriti nei titoli sono uno scherzo della produzione. La colonna sonora di JOHN ADDISON venne prima esclusa dalla cinquina delle nominations agli Oscar per tale categoria, poi ottenne la candidatura, per via dell'esclusione di quella de "IL PADRINO", perchè, adoperando temi già noti, venne prima nominata e poi squalificata. E' uno dei nove film, ad oggi, ad aver ottenuto la doppia nomination come miglior attore protagonista. Le candidature all'Oscar furono in tutto quattro: regia, attore e attore protagonista, colonna sonora. Nel 2007 è stato girato un remake, diretto da KENNETH BRANAGH, che vedeva Michael Caine questa volta nel ruolo, inverso, di Andrew, e JUDE LAW in quello di Andrew, che non ha ottenuto tuttavia lo stesso favore di critica e pubblico.

L'UOMO DALLA CRAVATTA DI CUOIO
( Coogan's bluff, USA 1968)
DI DON SIEGEL
AZIONE
CLINT EASTWOOD era reduce dai trionfi internazionali ottenuti con la "trilogia del dollaro" di SERGIO LEONE, e, in pratica, aveva già girato "IMPICCALO PIU' IN ALTO": il suo primo "non-western" ( anche se interpreta comunque un personaggio che va in giro con un cappello Stetson, ed è comunque uno sceriffo) sarebbe stato "L'UOMO DALLA CRAVATTA DI CUOIO". Il regista scelto dalla produzione era ALEX SEGAL, che mollò il film appena prima che entrasse in produzione: venne rimpiazzato quindi da DON SIEGEL. Nè Eastwood aveva mai visto prima un film del regista, nè quest'ultimo aveva visto una pellicola con la star: si aggiornarono entrambi vedendo lungometraggi l'uno dell'altro, prima di cominciare a girare. Il titolo originale del film, "COOGAN'S BLUFF", si riferisce sia al personaggio principale, che ad uno spazio a New York, un colle a nord di Manhattan, in cui sorgevano i celebri (in USA) Polo Grounds, sede delle squadre di baseball New York Giants, e New York Mets: i Polo Grounds furono demoliti nel 1964. Fu l'ultimo film interpretato da BETTY FIELD. Mentre Coogan cerca il night club che potrebbe dargli qualche risposta, passa davanti ad un cinema in cui proiettano "TARANTULA!", uno dei primi film con Eastwood nel cast. Nell'inseguimento finale, in cui Coogan dà la caccia a Ringerman, interpretato da DON STROUD, Eastwood cavalca una Triumph 650 TR6, mentre il fuorilegge è sopra una Triumph 500 T100 Daytona. Lo sceneggiatore del film, DEAN RIESNER, rivelò, anni dopo, che spesso andava a conversare nella stanza d'hotel di Eastwood per mettere a punto con lui degli sviluppi del personaggio, e non c'era volta che non incrociasse, mentre usciva, una ragazza diversa che si recava nella stanza dell'attore. E che Clint Eastwood aveva sempre uno stuolo di giovani donne intorno, mentre girava o era in giro. Il costo del lungometraggio fu di 1 milione e mezzo di dollari. Il film ebbe un buon successo, ed ispirò la serie tv "UNO SCERIFFO A NEW YORK", con DENNIS WEAVER, che partì nel 1970; tra l'altro, Siegel aveva già diretto una pellicola ispiratrice di un altro telefilm, "MADIGAN".

GRISBI' ( Touchez pas au grisbi, F 1954)
DI JACQUES BECKER
NOIR
Nonostante fosse già longeva, all'inizio degli anni Cinquanta, la carriera di JEAN GABIN era in declino: girare "GRISBI' " la rivitalizzò, e fece riprendere quota al grande attore francese. RENE' DARY, che era considerato da stampa e pubblico, a quel tempo, l'erede di Gabin, qui impersona il suo braccio destro. In questa pellicola debuttò come attore un ex-atleta di lotta greco-romana dalle origini italiane: LINO VENTURA. Nella sequenza del confronto decisivo tra Jean Gabin e Lino Ventura, la sceneggiatura prevedeva che DANIEL CAUCHY, nel ruolo di Fifi, avrebbe dovuto rimanere in auto: ma JACQUES BECKER, visto che Cauchy aveva tempi molto stretti, perchè doveva recarsi a Parigi, per girare un altro film, escogitò di eliminare dalla sequenza il personaggio di Fifi, facendolo buttare di sotto alla macchina dal protagonista. E' considerato uno dei grandi classici del cinema francese di sempre. In Francia, ed in Europa, fu un grosso successo: anche in USA, non andò male, visto che incassò oltre 130,000 dollari dell'epoca.

ORIZZONTE PERDUTO ( Lost horizon, USA 1937)
DI FRANK CAPRA
FANTASTICO/AVVENTURA
FRANK CAPRA non amava far fare i provini agli interpreti per i suoi film: generalmente, si apprestava a dirigere un lungometraggio, già con i ruoli pensati per attori specifici. Infatti, anche per "ORIZZONTE PERDUTO", dal romanzo omonimo di JAMES HILTON, aveva immaginato RONALD COLMAN nella parte di Robert Conway fin dall'inizio. Dietro le pressioni del produttore HARRY COHN, dovette però organizzare dei provini per altri ruoli, come quello per l'Alto Lama, che pareva dovesse andare a SAM JAFFE, ma Cohn, appunto, non apprezzò come l'attore si approcciava al personaggio, e impose a Capra di scegliere, invece, WALTER CONNOLLY; ma il test condotto non andò per niente bene, e fu così che Jaffe ottenne a titolo definitivo il ruolo. Per interpretare George Conway furono in lizza DAVID NIVEN, LOUIS HAYWARD e JOHN HOWARD, e la spuntò quest'ultimo. RITA HAYWORT fece un provino per interpretare Maria, ma la parte andò a MARGO. In realtà, nel romanzo, c'era un personaggio femminile che, nella sceneggiatura, divenne due caratteri separati: quello interpretato, appunto, da Margo, e quello di JANE WYATT. Il ruolo del paleontologo non era presente nel romanzo di Hilton, ma fu Frank Capra a volerlo creare, per assegnarlo a EDWARD EVERETT HORTON. HUGH BUCKLER, che interpretò la piccola parte di Lord Gainsford, verso la conclusione della storia, non potè vedere il film finito, in quanto perì, in un incidente stradale, assieme al figlio, nel 1936. Colman ebbe inizialmente problemi con il metodo di regia di Capra, però, superati i primi giorni, i due trovarono molta sintonia, e l'attore fu molto stimolato nel concertare con il regista improvvisazioni in numerose scene. Molte sequenze sulla neve vennero girate dal regista al Los Angeles Ice and Storage Warehouse, su uno spazio refrigerato molto ampio. Il direttore della fotografia JOSEPH WALKER lamentò molti problemi a causa del troppo freddo, che causava disagi sia con l'elettricità, che con potenziali danni alla pellicola. Occorse quasi un anno per creare i laboriosi scenari del film. Un eccentrico magnate, colpito profondamente dal film, si fece costruire una villa che era, in pratica, un'esatta replica di Shangri-La: è tutt'ora esistente. L'aereo del film è un Douglas C-2. Il primo montaggio approntato da Capra era di sei ore di durata: quando venne mostrato ad un pubblico, per un'anteprima, una versione di tre ore e mezza, la reazione fu disastrosa, e vennero così apportati diversi tagli per snellire il film, e renderlo più appetibile. Per Harry Cohn il finale era troppo ambiguo, e venne così girato un finale alternativo in cui Jane Wyatt incita Ronald Colman a vivere a Shangri-La, e la storia si chiude con i due diretti laggiù. Il budget iniziale era di 1 milione e mezzo di dollari, che, alla fine, quasi raddoppiarono, esponendo la Columbia Pictures a grossi rischi di bancarotta. Per J.D. SALINGER, il film preferito. Nel 1941, "Lux Radio Theater" organizzò un adattamento radiofonico di 60 minuti, con Ronald Colman che riprendeva il ruolo qui interpretato. Il film ottenne sette candidature agli Oscar, tra le quali per il miglior lungometraggio, e ne vinse due, per la miglior direzione artistica, ed il miglior montaggio. Nel 1973 ne venne fatto un remake, con PETER FINCH e LIV ULLMAN, che non ottenne molto successo.