giovedì 11 giugno 2015


THE GREY ( The Grey, USA 2011)
DI JOE CARNAHAN
AVVENTURA 
"THE GREY" prende spunto dal racconto "Ghost walker", di IAN MACKENZIE JEFFERS. Era stato scelto, da JOE CARNAHAN, come protagonista, BRADLEY COOPER, ma per impegni già presi, l'attore era in difficoltà, e così venne scritturato LIAM NEESON, che Carnahan aveva già diretto, assieme a Cooper, in "A-TEAM", l'anno precedente. Per ruoli non specificati, del gruppo di uomini guidati dal protagonista nella neve, dopo l'incidente al piccolo aereo che li trasportava, furono fatti i nomi di MICHAEL BIEHN  e ROB HUEBEL. Tra i produttori della pellicola, RIDLEY SCOTT. Le riprese si svolsero in Columbia britannica, in Canada, tra il Gennaio e il Marzo del 2011: le scene durante la tempesta di neve vennero girate dal vero, senza l'ausilio di effetti speciali. Gli attori vestivano mute sotto gli abiti, per proteggersi meglio dal gelo, con temperature a oltre quaranta gradi sottozero . Il brano musicale che chiude il film, "INTO THE FRAY", era stato originariamente composto da JAMIN WINANS per un altro lungometraggio, "INK", di due anni prima, da lui diretto, ma non era stato utilizzato. Il celebre critico cinematografico ROGER EBERT rivelò un fatto singolare: solitamente, quando gli venivano assegnati dei film da recensire ne vedeva sempre un paio per volta, ma la visione di questo lungometraggio lo scosse talmente, da abbandonare il titolo successivo dopo mezz'ora, perchè non riusciva a guardarlo obiettivamente. Il film venne denunciato da animalisti che formanti gruppi per preservare delle specie in pericolo, perchè presentava i lupi come una minaccia per gli esseri umani, e incoraggiava la caccia al lupo. Dopo i titoli di coda c'è una scena di pochissimi secondi che vede il protagonista accasciato sul grande lupo nero, capo del branco, entrambi feriti, che respirano a fatica. Costato 25 milioni di dollari, ne incassò 51 negli USA, ed altri 32 nel resto del mondo, totalizzando 84 milioni. 

lunedì 8 giugno 2015



JURASSIC PARK: IL MONDO PERDUTO
( Jurassic Park- The lost world, USA 1997)
DI STEVEN SPIELBERG
FANTASTICO
Il seguito del romanzo "JURASSIC PARK", di MICHAEL CRICHTON, si intitolava soltanto "IL MONDO PERDUTO", pur presentando in copertina il celebre logo del film che ne venne tratto, da STEVEN SPIELBERG: quando uscì l'adattamento cinematografico anche del sequel, venne ricordato nel titolo che era appunto il secondo film della serie del parco di dinosauri, per non creare confusione e rischiare che venisse scambiato per una versione filmica dell'omonimo romanzo di ARTHUR CONAN DOYLE. Spielberg, dopo l'anno in cui realizzò il primo film di questa serie, e successivamente "SCHINDLER'S LIST", che gli dette finalmente l'Oscar come miglior regista, si prese una pausa di quattro anni, e tornò su un set proprio per girare questa pellicola, uno dei pochi sequel che ha realizzato in vita sua ( gli altri sono gli episodi di Indiana Jones). Per la verità, Steven Spielberg inizialmente avrebbe preferito produrre solamente questo lungometraggio, avendo assegnato la regia a JOE JOHNSTON, che però ebbe dei problemi durante la lavorazione di "JUMANJI", e non era pronto a dedicarsi a questo lavoro per i tempi prefissati, così Spielberg cambiò idea, e ne condusse la regia. L'accordo con Johnston comunque slittò ad affidargli la direzione per il terzo episodio, come infatti avvenne. Tuttavia, il regista rilasciò successivamente dichiarazioni che ammettevano la sua scarsa convinzione per questa regia, affermando che avrebbe preferito realizzare in quel periodo un lungometraggio meno basato sugli effetti speciali e più "parlato" e recitato.  Per girare il film "SWINGERS", venne chiesto il permesso al regista di poter utilizzare parte della colonna sonora de "LO SQUALO": Spielberg vide il film, e rimase positivamente  colpito da VINCE VAUGHN, e lo volle nel cast.JULIANNE MOORE ammise, in un'intervista, che accettò di girare questo film per pagare le spese del divorzio. Spielberg per la parte di Sarah contattò dapprima JULIETTE BINOCHE,  ma l'attrice francese ironicamente rispose che avrebbe preso parte alla pellicola "solo se avrebbe interpretato un dinosauro": la scelta cadde quindi su Julianne Moore.ART MALIK rifiutò il ruolo di Ajay, ritenendolo troppo breve, e che sarebbe stato quasi offensivo per la sua carriera accettarlo: la parte andò a HARVEY JASON. Se Alan Grant, il paleontologo interpretato da SAM NEILL nel film precedente, era stato ispirato da Jack Horner, un celebre studioso, Robert Burke era stato modellato sul rivale Robert Bakker: tra i due, essenzialmente amici, c'era un dissidio sull'attitudine del Tyrannosaurus Rex. Sia John Hammond che Ian Malcolm, nel primo romanzo, morivano, ma nel film no: nel romanzo da cui è tratto questo lungometraggio, Malcolm allude a "un ottimo lavoro fatto dai dottori", e l'argomento viene poi lasciato cadere. PETER STORMARE, nella sequenza in cui il suo personaggio, Dieter Stark, viene circondato dai piccoli e feroci Procompsognathus, lancia loro un sasso e impreca mormorando in svedese:Spielberg gradì la cosa e la lasciò nel film. Il personaggio di Lewis Dodgson è presente nel secondo romanzo, ma Spielberg lo stralciò dalla pellicola. Rispetto alla colonna sonora del film precedente, JOHN WILLIAMS aggiunse dei bongo e delle percussioni al motivo portante.  Il serpente che striscia nella maglia del dottor Burke non è un serpente corallo, specie molto velenosa, ma un serpente del latte, che non costituisce un pericolo per l'Uomo: i due rettili sono molto simili per colori e dimensioni. La tesi di Sarah, circa l'attaccamento alla prole dei dinosauri viene da una teoria dello studioso Jack Horner.  I giapponesi in fuga dall'attacco del Tyrannosaurus a San Diego gridano, nella loro lingua "Ho lasciato il Giappone per scappare da questo??". Nella scena a San Diego, l'uomo che viene agguantato e divorato vicino alla videoteca è DAVID KOEPP, sceneggiatore del film. Se vi si fa caso, quando il T-Rex passa dietro la casa davanti alla quale c'è un campo da basket, con la zampa destra mima un dribbling . La nave che porta il T-Rex a San Diego si chiama "Venture", così come la nave che porta "KING KONG" a New York nell'originale pellicola del '33. E' l'episodio della serie in cui muoiono più persone: 10 sull'isola e tre in città.  A "Jurassic Park" lavorarono 13 stuntmen, per questo film ne vennero ingaggiati 50. Il piccolo stegosauro che Sarah incontra, sul set veniva chiamato "Claire". I due modelli di Tyrannosaurus che vennero costruiti pesavano circa nove tonnellate, e i set vennero costruiti attorno a loro, per muoverli al meglio. I dinosauri sono in scena per più tempo che nel primo capitolo: è stato calcolato che occupano lo schermo per il 50% in più. Il burrone venne costruito in un'area parcheggio della Universal. Lo storyboard cominciò a prendere forma un anno prima della lavorazione effettiva. Nello script originale si prevedeva che sulla "Venture" si imbarcasse il T-Rex, ma anche dei Velociraptor, che uccidevano dei membri dell'equipaggio, per venire poi divorati dal predatore più grande. Questo spiegava come mai c'erano dei marinai morti in punti in cui il grosso rettile non avrebbe potuto arrivare, ma la sequenza non venne girata.  L'immagine conclusiva della pellicola vede i dinosauri vivere in pace sull'isola, con l'arrivo di uno pterodattilo: questo tipo di dinosauro avrebbe dovuto comparire maggiormente in questo film, come nel primo, ma hanno una parte rilevante nel capitolo successivo, "JURASSIC PARK III". Come avvenne per il primo episodio, la lavorazione fu più breve di quanto preventivato: invece di 74 giorni, ne occorsero 69. Per quattro anni e mezzo, questa pellicola ha detenuto il record di incassi del weekend d'apertura programmazione, fino al Novembre 2001. Costato 73 milioni di dollari, ne incassò 229 nei soli States, ed altri 382 nel resto del mondo: il totale fu di 618 milioni. Candidato all'Oscar per i migliori effetti visivi, non riuscì a vincere il premio, battuto da "TITANIC".

sabato 6 giugno 2015


LA CRUNA DELL'AGO (Eye of the needle, CAN 1981)
DI RICHARD MARQUAND
THRILLER
Nel 1978 uscì il romanzo thriller di KEN FOLLETT, "LA CRUNA DELL'AGO", che divenne rapidamente un best-seller, vendendo tre milioni di copie: a titolo di curiosità, avrebbe dovuto intitolarsi "Storm Island", ove è ambientata la seconda parte del racconto, e in cui avvengono gli snodi principali del racconto. Il titolo del film si rifà allo stiletto che il protagonista, un killer e spia, utilizza per uccidere: l'ago è in senso metaforico, per definire l'arma del personaggio.  Per DONALD SUTHERLAND  e KATE NELLIGAN fu l'occasione per lavorare di nuovo insieme, dopo il film per la tv "BETHUNE", del 1977. Per Sutherland, non fu l'unica volta in cui ha  interpretato un nazista, vedi anche "L'ISOLA DELLA PAURA" e " LA NOTTE DELL'AQUILA". Comunque, l'attore, essendo una spia, non indossa mai, in questa pellicola, un'uniforme nazista e appare con una divisa dell'esercito tedesco in una foto in bianco e nero. In questo film debuttarono BILL NIGHY ( che però era apparso, brevissimamente, ne "IL PICCOLO LORD", dell'anno prima) e RIK MAYALL. Invece, per SAM KYDD fu l'ultimo lungometraggio in cui apparve.Fu l'affermazione di questa pellicola a suscitare l'interesse di GEORGE LUCAS per RICHARD MARQUAND, per dirigere "IL RITORNO DELLO JEDI": il creatore di "STAR WARS" aveva incassato il "no" di DAVID LYNCH, e quando venne a sapere della velocità di Marquand a finire la lavorazione di questa pellicola, e l'abilità a non sforare il budget, si convinse che era l'uomo giusto per dirigere il terzo capitolo della serie (allora, oggi è il sesto...). Inoltre, Lucas aveva bisogno di un regista non iscritto alla Director's Guild, per un contenzioso che aveva all'epoca. Storicamente, ci sono riferimenti alla realtà accaduta: infatti, il falso esercito che la spia "Fabbro" è appunto richiamante la conoscenza dell'arrivo dello sbarco Alleato in Francia, da parte dei tedeschi. Infatti, si sospettava che il nemico della Germania volesse far breccia a Pas de Calais e in Normandia, ma molti mezzi furono concentrati, erroneamente, appunto a Calais, e ivi mantenuti aspettandosi una seconda ondata offensiva, che non giunse. L'U-53 tedesco, in realtà, è un British classe S, sottomarino britannico. Appositamente per girare questo lungometraggio, vennero costruiti il cottage e il faro a Mull Island. A tutt'oggi, è l'unico film adattato da un lavoro di Ken Follett: i suoi romanzi sono stati quasi esclusivamente tradotti per produzioni televisive. Per sommi capi, si può dire che a Bollywood sia stato realizzata una sorta di remake di questo film, con "LA PAURA NEL CUORE",nel 2006. L'incasso in USA fu di oltre 17 milioni di dollari. 

venerdì 5 giugno 2015


IL FRATELLO PIU' FURBO DI SHERLOCK HOLMES
( Sherlock Holmes smarther brother, USA 1975)
DI GENE WILDER
COMMEDIA/MUSICALE
Il debutto come regista di GENE WILDER deve il suo titolo ad un gioco di rimandi ad un'avventura di Sherlock Holmes, presente in un racconto del suo creatore, ARTHUR CONAN DOYLE, "The adventure of the Greek interpreter": il fratello del detective, Mycroft Holmes, è più anziano del famoso personaggio. Non solo, il nome del personaggio interpretato dall'attore, Sigerson, era il nome utilizzato dall'investigatore in un racconto, una personalità fittizia dopo aver finto di essere stato ucciso dal professor Moriarty, in "The adventure of the empty house". Sembra che, sulle prime, Wilder avesse offerto la regia del film a MEL BROOKS, ma l'amico regista declinò l'invito, asserendo che non gli piaceva dirigere un lungometraggio al quale non aveva contribuito in fase di scrittura. Wilder si ritagliò molte mansioni, per questa pellicola: oltre ad averla sceneggiata, dirigerla, averne ricoperto il ruolo di protagonista, cantò e ballò pure: celebre la sequenza del ballo chiamato poi "Kangaroo Hop". Infatti, l'attore e regista rivelò in un'intervista che realizzare questo progetto aveva rappresentato "un impegno spaventoso". Wilder chiamò a sè altri due attori che avevano lavorato assieme a lui, con Mel Brooks, nel precedente "FRANKENSTEIN JUNIOR": MADELINE KAHN e  MARTY FELDMAN. Nel film sono presenti due cameo importanti: Brooks, solo come voce dell'assassino nella scena delle porte, della "signora" e della "tigre", e ALBERT FINNEY, che fa un'apparizione commentando la qualità dell'opera in scena.Negli anni Settanta, si scatenò un' onda di commedie a sfondo giallo, che riguardavano proprio il personaggio di Conan Doyle: oltre a questo, ci furono le versioni di Sherlock Holmes di BILLY WILDER ("VITA PRIVATA DI SHERLOCK HOLMES"), HERBERT ROSS ("SHERLOCK HOLMES:SOLUZIONE SETTE PER CENTO"), e di PAUL MORRISSEY ("IL CAGNACCIO DEI BARKERVILLE").

giovedì 4 giugno 2015


IL BUIO OLTRE LA SIEPE ( To kill a mockingbird, USA 1962)
DI ROBERT MULLIGAN
DRAMMATICO
Sebbene avesse vinto il Pulitzer, il romanzo "IL BUIO OLTRE LA SIEPE" sembrava non catturare l'interesse delle maggiori case di produzione americane, risultando, per l'epoca, difficile da tradurre in un film redditizio: non c'era molta azione, nessuna storia d'amore, e il cattivo arrivava troppo tardi in scena. Fu ALAN J.PAKULA a volere fortemente la sua trasposizione cinematografica, e a convincere ROBERT MULLIGAN che era il regista più adatto a trasformare la storia in un lungometraggio (avrebbero girato altri sei film assieme); trovato un accordo, i due si dedicarono alla persuasione di GREGORY PECK ad interpretare l'avvocato Atticus Finch, principale personaggio adulto del plot. Tra l'altro, la cosa non fu complicatissima: Peck, dopo l'offerta del ruolo, prese il libro e lo lesse d'un fiato. Quando lo ebbe terminato, chiamò Mulligan per comunicargli che accettava di prender parte al film. Sembra che, però, in realtà, all'inizio lo studio volesse puntare su ROCK HUDSON, ma l'offerta vera e propria del ruolo andò a JAMES STEWART, che, da repubblicano convinto, giudicò troppo "liberal" la sceneggiatura.Finch, tra l'altro, era il nome da ragazza della madre di HARPER LEE, autrice del romanzo. Invece, sul padre della scrittrice, era modellato il carattere del personaggio: era un avvocato che nel '23 prese la difesa di un nero, e ciò ispirò in gran parte il soggetto del romanzo. Gregory Peck volle conoscere di persona la madre della scrittrice, Amasa Lee, per ispirarsi maggiormente al defunto marito, e nacque un'amicizia vera: alla morte della donna, durante la lavorazione della pellicola, Harper Lee volle regalare all'attore l'orologio del padre, che la star portò spesso con sè. Peck divenne molto amico anche di MARY BADHAM, che interpretò la piccola Scout: rimasti in contatto per  gli anni seguenti, l'attore chiamò la Badham "Scout" per tutta la vita. Fu il film d'esordio per  ALICE GHOSTLEY ROBERT DUVALL. Quest'ultimo fu raccomandato a Mulligan dallo sceneggiatore della pellicola. Per avere i capelli così biondi da parere bianchi, l'attore si espose al sole per molte ore, per sei settimane: il personaggio di Boo Radley doveva vivere come un recluso, e avere qualcosa di spettrale. Per creare lui, Harper Lee si era ispirata  a Alfred "Son" Bouleware, che abitava in una casa vicino a quella della scrittrice, una villa andata in malora, segregato in casa dal padre per via di atti di vandalismo compiuti dal giovane. Nel libro e nel film, Boo viene descritto come un albino, e per questo esce solo di notte.HORTON FOOTE inizialmente era quasi riluttante a scrivere la sceneggiatura, sentendo che forse non era in grado di realizzarne una, che non avrebbe reso giustizia al romanzo.  La prima scena che venne girata riguardava il ritorno a casa di Atticus dal lavoro, con la figlia che gli corre incontro: Harper Lee era presente sul set il primo giorno di riprese, e si commosse, assistendovi, perchè le ricordava lei da bambina ed il padre. Robert Mulligan imparò celermente a fare il minor numero di riprese per non perdere la spontaneità e l'entusiasmo dei piccoli attori diretti. Il monologo di nove minuti che è uno dei punti chiave del film, fu effettuato da Gregory Peck in una sola ripresa. Mentre girava la scena della sua deposizione, BROCK PETERS, che interpretava Tom Robinson, l'uomo difeso da Atticus Finch, eruppe in lacrime, e Gregory Peck doveva guardare oltre lui, per non commuoversi a sua volta e mantenere la giusta tensione per la sequenza. Per quel ruolo aveva fatto un provino anche JAMES EARL JONES.Brock era poco fiducioso di esser preso nel casting per la parte, perchè aveva fin lì interpretato solo personaggi negativi.  PHILIP ALFORD non era molto entusiasta di sostenere un provino per interpretare Jem Finch, ma quando la madre gli disse che così avrebbe perso mezza giornata di scuola, cambiò idea e atteggiamento. RUTH WHITE impiegava quattro ore per invecchiarsi, ma molte delle sequenze che la riguardavano non vennero incluse nel montaggio definitivo. Per Peck, come ha detto più volte, è il preferito tra i film interpretati.  Il personaggio di Dill venne modellato da Harper Lee sull'amico fin dall'infanzia, e collega TRUMAN CAPOTE, che ogni Estate passava la stagione a casa della Lee: lo scrittore rese l'omaggio in "Other voices. other rooms" modellando un personaggio su lei. Capote avrebbe voluto, inoltre, utilizzare il personaggio di "Boo" Radley in un suo racconto, ma dopo aver letto il romanzo dell'amica, desistette dall'intento. Nella colonna sonora composta da ELMER BERNSTEIN, il piano viene suonato da JOHN WILLIAMS. Sembra che quando WALT DISNEY vide il film, preso da produzioni con attori come "IL COWBOY CON IL VELO DA SPOSA", ed in procinto di iniziare la lavorazione di "MARY POPPINS", il produttore rivelò ad uno stretto collaboratore che questo era il tipo di film che gli sarebbe piaciuto poter fare. Mary Badham divenne la più giovane attrice a ricevere una nomination di sempre: ironicamente venne battuta dall'altrettanto giovanissima PATTY DUKE, per la sua prova in "ANNA DEI MIRACOLI".  Sia Duvall, che la Badham, che altri membri del cast come FRANK OVERTON, WILLIAM WINDOM, COLLIN WILCOX PAXTON, erano apparsi in episodi della serie "AI CONFINI DELLA REALTA".Il tribunale che fece da modello per quello del film, è a Monroeville, in Alabama, ed è tutt'oggi ancora visitabile, ma come museo dedicato a romanzo e lungometraggio. Mulligan e Pakula avrebbero voluto girare il film proprio a Monroeville, ma non era granchè adatta a realizzare le riprese, essendo stata modernizzata: la ricostruzione effettuata dalla Universal riscontrò l'entusiasmo della Lee, che la giudicò perfetta. Nonostante il successo di questo loro primo film, e delle loro interpretazioni, nè Mary Badham, nè Philip Alford vollero proseguire seriamente la carriera d'attori;lei optò per sposarsi e metter su famiglia, lui divenne un uomo d'affari a Birmingham. Candidato a otto premi Oscar, tra cui miglior film, migliore regia, ne vinse tre: per il migliore attore protagonista (Peck), la migliore sceneggiatura non originale, e miglior direzione artistica, in bianco e nero. Per Gregory Peck, come disse in più interviste seguenti, la scena che probabilmente gli aveva fatto vincere l'Oscar era stata quella in cui si allontana in silenzio dalla corte, dopo aver perso il processo, con la folla al piano di sopra che assiste in piedi, in silenzioso rispetto. Peck, alla notte degli Oscar, ma anche prima, dopo aver saputo della propria candidatura, era arciconvinto che l'Oscar sarebbe andato all'amico JACK LEMMON per "I GIORNI DEL VINO E DELLE ROSE".Brock Peters, al funerale di Gregory Peck, nel 2003, tenne un accorato discorso. Ad oggi, l'ultimo del cast ancora vivo è Robert Duvall. L'incasso fu di oltre 13 milioni di dollari. E' stato spesso messo nelle liste, da riviste e classifiche relative al cinema, tra i film più belli di sempre.

domenica 31 maggio 2015


L'AVVENTURIERO DI MACAO ( Macao, USA 1952)
DI JOSEF VON STERNBERG e NICHOLAS RAY (non accreditato)
NOIR
"L'AVVENTURIERO DI MACAO" venne affidato a JOSEF VON STERNBERG, ma HOWARD HUGHES, che produceva la pellicola, per dissidi con il regista tedesco, scontento di come lavorava, lo fece fuori dalla produzione ad un terzo delle riprese, sostituendolo con NICHOLAS RAY,  non accreditando il director futuro di "GIOVENTU' BRUCIATA": su questo permangono dei dubbi, perchè lo sceneggiatore WALTER NEWMAN dichiarò, in un'intervista del 1972, che lui e Ray erano intervenuti, in sostanza, sul film, per tre scene utili a collegare la storia, e nulla più. Per il ruolo di Margie vennero prese in considerazione JANE GREER e JOYCE MACKENZIE, ma la parte andò a GLORIA GRAHAME, moglie di Nicholas Ray. L'attrice non avrebbe voluto prender parte a questo lavoro: veniva da "IL DIRITTO DI UCCIDERE", che le aveva fruttato molti apprezzamenti, ma Hughes non aveva visto il film con HUMPHREY BOGART; l'attrice voleva lasciare questo set per girare "UN POSTO AL SOLE", però il produttore non ne volle sapere, e la obbligò a finire la lavorazione di questo. Hughes si rivolse a Nicholas Ray, che era in fase di separazione dalla donna, minacciando di rovinarle la carriera se si fosse ritirata dalle riprese: la Grahame, tempo dopo, rivelò che aveva recitato volutamente sopra le righe per far danno a Hughes.  Per il ruolo di Vincent Halloran, WILLIAM TALMAN sostenne un provino, ma la parte andò a uno dei futuri "MAGNIFICI SETTE", BRAD DEXTER. ROBERT MITCHUM non era soddisfatto della storia, trovandola in più punti senza senso, e quando Von Sternberg venne silurato, approfittò della complicità di Ray per riscrivere molte sue battute, e anche dei raccordi tra le sequenze. 

IL MASSACRO DI FORT APACHE (Fort Apache, USA 1948)
DI JOHN FORD
WESTERN 
Di fatto, "IL MASSACRO DI FORT APACHE" è il primo capitolo della "trilogia della Cavalleria" di JOHN FORD, anche se quando lo realizzò, non c'era il progetto di ampliare l'argomento:in realtà, questo lavoro venne dopo il fiasco di "LA CROCE DI FUOCO", per rilanciare la "Argosy Productions" fondata con MERIAN C. COOPER. Cooper aveva bisogno di un uomo esperto alla regia come Ford, che si prendesse cura del film dall'inizio della preparazione alle ultime rifiniture, e lavorasse velocemente. Il soggetto era vagamente ispirato alla storica disfatta di George A.Custer, mettendo Thursday al posto del giovane generale e gli Apaches a sostituire i Sioux: gli errori tattici e l'atteggiamento dei sopravvissuti ricordano infatti la folle grossolanità con cui il celebre militare nordista portò i suoi uomini ad essere trucidati a Little Big Horn.JOHN WAYNE amava recitare per John Ford,e forniva una totale disponibilità al regista,   Ford non andò d'accordo granchè con la diciannovenne SHIRLEY TEMPLE, e spesso la sfotteva per la sua mancanza di educazione e la sua maniera di recitare. All'epoca, la Temple era sposata con JOHN AGAR,che qui debuttò sullo schermo, ma neanche un paio d'anni dopo si divorziarono, e la stampa dette molto spazio all'eclatante fine del matrimonio, dovuto a comportamenti reciprocamente scorretti, problemi di alcool e infedeltà manifeste. La Temple era incinta durante le riprese, e temeva che andare a cavallo, o indossare corsetti troppo stretti avrebbero potuto farla abortire. Con Agar John Ford fu particolarmente ostile, chiamandolo in pubblico, più volte, "Mr. Temple",  deridendo la sua incompetenza a cavallo, rimbrottandolo se dimenticava delle battute da recitare. Un giorno, Agar sbottò e annunciò che abbandonava il set, ma fu fermato da John Wayne, che si fece carico delle sue maggiori difficoltà e gli dette mano per superarle. Anche WARD BOND subì dei maltrattamenti, ma non solo dal regista, pure da Wayne stesso: i due lo prendevano in giro per via del suo grosso posteriore,e Bond, che avrebbe voluto fare il protagonista di film romantici, e non il caratterista, rimase molto male per lo scherno di regista e attore principale. Fu l'ultimo film girato da HENRY FONDA, prima che venisse schedato per le sue attività politiche di sinistra. Benchè avessero girato altri otto film insieme, prima di questo, Fonda trovava frustrante la scarsa disponibilità del regista  a provare accuratamente le scene più emotive : se l'attore provava a discutere come dover girare una sequenza, o intonare una frase, Ford gli faceva capire che non aveva tempo, quando addirittura non gli intimava di tacere. E, nonostante le molte collaborazioni, il divo non si fece mai piacere i modi rudi del director. Anche se ha sempre ammesso la grande bravura registica di Ford, e che doveva molto, come attore, al suo lavoro. E comunque Henry Fonda arrivò su quel set molto provato: il fiasco de "La croce di fuoco", la carriera che sembrava segnare un pò il passo, matrimoni falliti alle spalle, difficoltà nei rapporti con i figli e un isolamento parziale da molte amicizie, John Ford ed il suo direttore della fotografia, ARCHIE STOUT, utilizzarono dei raggi infrarossi per alcune riprese: fino ad allora, erano stati usati per ricerche scientifiche, e il regista, che aveva imparato dal direttore della fotografia GABRIEL FIGUEROA, con cui aveva lavorato per "La croce di fuoco", che questo metodo faceva risultare molto meglio il blu,sulla pellicola in bianco e nero, a differenza delle macchine da presa normali, che l'avrebbero fatto parere nero, e far risaltare il colore del cielo. Di per contro, ciò rendeva molto pallidi i volti degli attori, che dovevano essere truccati con una tinta piuttosto scura, per evitarlo. Stout litigò spesso con Ford durante le riprese, e si rifiutò di girare, addirittura, delle scene come il regista avrebbe voluto. Durante una scena d'azione, uno degli stuntman si ferì gravemente alla schiena, uno dei mezzi che trasportava munizioni, nel film, si ribaltò e sbalzò fuori quattro persone, che avrebbero potuto sfracellarsi sulla roccia antistante: per fortuna, l'allora stuntman BEN JOHNSON intervenne e ridusse un incidente potenzialmente letale per i quattro, guadagnandosi la riconoscenza dei produttori, con un contratto di sette anni per la Argosy, e ruoli di maggior consistenza. Il forte costruito dalla produzione durò molti anni, e servì a girare numerose altre pellicole, e in molti episodi della serie tv "RIN TIN TIN". Si trovava nella Simi Valley, in California, ed è ancora possibile visitarne oggi la locazione. Le sequenze di battaglia vennero girate nella Monument Valley, in Arizona, perchè lì l'assicurazione per gli stunt era meno cara che nello Utah. Le riprese non vennero aiutate dal clima, che dava dei fortissimi sbalzi di temperatura, tra caldo forte e improvviso calo di gradi,e tempeste di sabbia e vento potente più di una volta portarono problemi alla lavorazione.  Gli indiani che impersonavano gli Apaches, erano in realtà Navajos.Il regista li considerava dei fantastici attori naturali, li rispettava e gli piaceva lavorare con loro; di conseguenza, a loro faceva piacere essere chiamati per girare film, perchè significava avere la possibilità di lavorare e guadagnare. Occorsero 200 uomini per impersonare i guerrieri, ed altri 100 tra donne e bambini.  La colonna sonora, all'inizio del film, presenta qualche parte della celebre canzone "SHE WORE A YELLOW RIBBON" che sarebbe stato il titolo del successivo film della trilogia della Cavalleria di Ford (da noi, "I CAVALIERI DEL NORD-OVEST"). Ford non gradiva la presenza sul set di mogli, mariti e partner vari, ma permise a John Wayne di portare il figlio Michael:anni dopo, il figlio della star ricordò in un'intervista che sei giorni di riprese alla settimana nel deserto, gli parevano infiniti, ma che il regista era perfettamente a suo agio con quella condizione di vita spartana. Inoltre, sembra che John Ford se la godesse mettendo in soggezione cast e troupe, avviando litigi e usando una certa prepotenza, di modo che un pò tutti lo temessero. Le riprese si svolsero dal Luglio all'Ottobre del 1947. Costato 2 milioni e mezzo di dollari, ne incassò negli Stati Uniti 6. Nel 1949, venne allestito un adattamento radiofonico da "Screen Director's Playhouse" con John Wayne e Ward Bond che riprendevano i ruoli originali.