giovedì 19 ottobre 2017

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ARIANNA ( Love in the afternoon, USA 1957)
DI BILLY WILDER
COMMEDIA
Il ruolo maschile principale di "ARIANNA" fu offerto dapprima a YUL BRINNER, quando il personaggio, nello script, aveva caratteristiche esotiche piuttosto marcate, ma Brinner non accettò la parte: anche CARY GRANT declinò l'offerta, perchè ritenne che era troppo avanti con gli anni per essere un credibile innamorato della coprotagonista AUDREY HEPBURN. Curiosamente, girò, sei anni dopo, "SCIARADA" con lei, con scene d'amore tra i due. Così venne scritturato GARY COOPER, cinquantacinquenne all'epoca delle riprese. Proprio l'anno prima, si era sottoposto a un lifting facciale, con risultato non proprio eccezionale: il fatto che la differenza di età tra i due protagonisti fosse così evidente, fu uno degli argomenti maggiori di critica al film da parte della stampa. Fu l'esordio al cinema per JOHN MCGIVER. Una battuta fu ridoppiata per "smarcare" il film dai sospetti circa cosa Arianna e Frank facciano nei molti incontri nella stanza d'albergo dell'uomo ( eravamo sempre nel '57 e il codice Hays ancora imperava...): mentre Cooper esce dall'ufficio di MAURICE CHEVALIER, gli viene fatto dire "Non posso andare a base con lei", alludendo al rapporto sessuale, fintamente parlando di baseball.  Sembra che i nomi dei personaggi della Hepburn e di Chevalier (Arianna e Claude) siano stati ispirati da nome e cognome dello sceneggiatore CLAUDE ANET. Durante le riprese, il fatto che USA e URSS mostrassero un'unità di intenti circa la crisi del canale di Suez, indispettì Cooper, che si era espresso sulla stampa su come fosse possibile una cosa del genere, dopo l'invasione sovietica dell'Ungheria. Audrey Hepburn girò subito dopo aver finito questo "CENERENTOLA A PARIGI". La conclusione originale del film vedeva i due amanti salire insieme sul treno allontanandosi, ma la temuta commissione censoria avrebbe potuto sollevare problemi per via delle proteste dei cattolici; per scavalcare il rischio, venne fatta recitare una frase con voce-off a Maurice Chevalier che "rassicurava" dicendo che i due erano sposati e vivevano una vita di coppia a New York City". "Arianna" ottenne tre nominations ai Golden Globe, come miglior film commedia o musicale, miglior attrice (Hepburn) e attore non protagonista (Chevalier). 

mercoledì 18 ottobre 2017

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I BASSIFONDI DI SAN FRANCISCO ( Knock on any door, USA 1949)
DI NICHOLAS RAY
NOIR
Il libro "KNOCK ON ANY DOOR" di WILLARD MOTLEY fu un best seller; uscì prima a puntate sui giornali di WILLIAM RANDOLPH HEARST e poi venne pubblicato a se stante. Il produttore MARK HELLINGER acquistò i diritti e programmò di trarne un film nell'ultima parte del 1947. HUMPHREY BOGART era suo socio nella casa di produzione, ma Hellinger morì nella seconda metà dell'anno. E così Bogart fondò una sua casa, la Santana, mettendo in produzione il suo primo lungometraggio, questo. Fu lo stesso Bogey a scegliere NICHOLAS RAY per la regia, dopo aver ammirato il suo film d'esordio, "LA DONNA DEL BANDITO". Bogart, in qualità di coproduttore, si recò sul set di "UN TRAM CHE SI CHIAMA DESIDERIO", volendo offrire la parte di Nick Romano a MARLON BRANDO: il giovane collega non si disse entusiasta del ruolo, e declinò l'offerta, ma gli rimase impressa la battuta poi diventata celebre "Vivi veloce, muori giovane, e lascia un bel cadavere". Il ruolo andò poi a JOHN DEREK. Quando Nicholas Ray fece sapere a Bogart che era intenzionato a girare la sequenza dell'arringa di difesa in un unico ciak, l'attore si inquietò: non aveva mai girato una scena di un monologo senza stacchi, e non era sicuro di sentirsela. Il regista riuscì a rassicurare il divo dicendogli che avrebbe comunque realizzato diverse versioni del monologo; con sorpresa di Humphrey Bogart, Ray gli fece fare molte prove, e girò in questi momenti, realizzando una sequenza destinata a diventare celebre e molto apprezzata da pubblico e critica. Costato 900,000 dollari, venne girato tra l'Agosto ed il Settembre del 1948.

lunedì 16 ottobre 2017

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JOSEPH COTTEN ( Joseph Cheshire Cotten, Petersburg, Virginia, USA, 15/05/05- Westwood, Los Angeles, California, USA, 06/02/94)
JOSEPH COTTEN nacque a Petersburg, in Virginia, in una famiglia benestante, primo di tre fratelli. Con i suoi fratelli, era uso passare le Estati, da ragazzo da zii residenti a Virginia Beach: lì scoprì la passione per le arti, soprattutto per i racconti e la recitazione. Poi studiò alla Hickman School of Expression di Washington, D.C., lavorando come agente pubblicitario. A diciannove anni si recò a New York per trovare la grande occasione con la recitazione: ma dopo un anno, in cui trovò solo lavoretti di poco conto, e pochissime occasioni sul palcoscenico, con alcuni amici andò a Miami. Là lavorò come guardia del corpo, commesso, e critico teatrale per il Miami Herald: fu proprio grazie a contatti tramite il giornale, che Cotten incontrò un assistente di un manager teatrale, che lo fece debuttare nel 1929, al Copley Theatre a Boston, in cui apparve in trenta rappresentazioni teatrali, in ruoli diversi. Nel 1930 approdò a Broadway, e sposò la pianista Lenore LaMont, divorziata e con una figlia piccola. A metà degli anni Trenta, il futuro divo cominciò a prender parte a programmi radiofonici, oltre a recitare a teatro. A un'audizione conobbe un tipo chiassoso e ambizioso, che si presentò come attore/produttore/sceneggiatore/regista: era ORSON WELLES. L'incontro cambiò la vira a Cotten, che si era fin lì distinto come attore serio: l'estro di Welles lo coinvolse profondamente. Nel 1937 Cotten recitò in due produzioni organizzate da Welles, in teatro, e poi debuttò in un corto girato dal regista, "TOO MUCH JOHNSON", che non ebbe mai uscita ufficiale; nel 1939, Joseph Cotten tornò a recitare a Broadway, ma Orson Welles ebbe la celebre pensata dell'annuncio radiofonico della "Guerra dei mondi", che lo fece conoscere in tutti gli States e gli portò un cospicuo contratto con la RKO Pictures. I due progetti per i quali Welles ricevette un grosso compenso, però, non si concretizzavano, anche perchè il giovane talento traccheggiava, senza sviluppare un'idea solida, finchè non incontrò HERMAN J. MANKIEWICZ, e da lì nacque ciò che sarebbe divenuto "QUARTO POTERE". Cotten esordì quindi in un lungometraggio mainstream hollywoodiano, in un film che ottenne nove nominations agli Oscar, vincendone solo uno, per la sceneggiatura. L'anno dopo, il 1942, vide Welles e Cotten di nuovo insieme, nella realizzazione de "L'ORGOGLIO DEGLI AMBERSON", e, di seguito, "TERRORE SUL MAR NERO", di cui il secondo scrisse la sceneggiatura. Per via della nota tendenza di Orson Welles a scialacquare i budget a disposizione, ben presto la RKO lo fece fuori. Nel 1943, grazie all'amicizia con il produttore DAVID O. SELZNICK, Cotten ottenne un buon contratto, che gli garantiva ruoli principali in buone produzioni, spesso in ruoli romantici: con JENNIFER JONES, moglie del produttore, comparve in più pellicole, diventandone grande amico. Cotten colse l'occasione di apparire in diversi titoli prestigiosi, quali "L'OMBRA DEL DUBBIO", "LA MOGLIE CELEBRE", "GLI AMANTI DEL SOGNO", "DUELLO AL SOLE", "IL RITRATTO DI JENNIE","IL PECCATO DI LADY CONSIDINE". Tornò a lavorare assieme a Orson Welles ne "IL TERZO UOMO", di CAROL REED; il ruolo dello scrittore Holly Martins, che finisce in un intrigo nella Vienna del dopoguerra, a metà tra il brillante ed il malinconico, è stato uno dei più amati tra quelli interpretati dall'attore, ma, nonostante in molti recensori avessero giudicato la sua prova da nomination, non arrivò alcuna candidatura all'Oscar per lui. Prima di girare, ancora con Welles, "OTELLO", Joseph Cotten recitò in un paio di gialli di discreto successo, però la tendenza dei produttori era di dargli parti importanti ma di fianco, e quindi Cotten si sentì più a suo agio tornando sui palcoscenici e lavorando nei nuovi show televisivi. Ci fu l'ultima occasione per essere al fianco di Orson Welles, quando egli realizzò "L'INFERNALE QUINLAN", in cui Cotten, non accreditato, interpreta il breve ruolo di un medico legale. Quando gli chiesero di Welles, ritenendolo una delle persone che meglio lo avessero conosciuto, a Hollywood, Cotten lo definì: " Esasperante, sì. A volte irruento, irragionevole, feroce, sì. Eloquente, penetrante, eccitante e mai riluttante alla propria accuratezza, e allo stesso tempo alla propria vanità. Mai, mai, mai sciocco." Nonostante la lunatica natura di Welles, Cotten fu anche testimone di nozze quando l'attore e regista si sposò con RITA HAYWORTH, e rimasero amici fino alla dipartita dell'autore di "Quarto potere". 
Rimasto vedovo nel 1960, con una figlia adottiva a carico, Cotten incontrò l'attrice inglese PATRICIA MEDINA e la sposò. Nei quattro anni seguenti si dedicò esclusivamente a serie televisive: nel 1964, girò il successo a sorpresa "PIANO, PIANO, DOLCE CARLOTTA...." con altre "vecchie glorie" come BETTE DAVIS e OLIVIA DE HAVILLAND. Sul finire degli anni Sessanta, e all'inizio dei Settanta, alternando partecipazioni a lavori televisivi e apparizioni al cinema, Cotten consolidò uno status da "vecchia star" che faceva ruoli da comprimario di lusso, in USA, mentre in alcuni film che girò in Europa, come "GLI ORRORI DEL CASTELLO DI NORIMBERGA", "LADY FRANKENSTEIN", "LO SCOPONE SCIENTIFICO", in cui fu coprotagonista. Nello stesso periodo ebbe buon successo al fianco di VINCENT PRICE, in "L'ABOMINEVOLE DR. PHIBES", e subito dopo girò "2022:I SOPRAVVISSUTI": negli anni seguenti diradò le apparizioni su grande schermo, entrando poi nel cast all-star di "AIRPORT 77", e nell'insuccesso-cult de "I CANCELLI DEL CIELO". E' stato sempre repubblicano, e ha sostenuto Eisenhower, Nixon e Reagan.  Nei primi anni Ottanta si ritirò dal cinema per via di un ictus, e di una laringectomia. Nel 1987 pubblicò un'autobiografia, intitolata "Vanity will get you somewhere". Essere un interprete eclettico gli ha fornito per tutta la sua carriera diversi ingaggi, ma, come emerge appunto nel libro, il non aver ricevuto mai neanche una nomination agli Oscar, ha sempre pesato su di lui. Attenuò questa amarezza l'aver vinto il premio a Venezia come miglior attore per "Il ritratto di Jennie". Fu colpito anche dal cancro, e morì di polmonite nel 1994.
COSI' PARLO' JOSEPH COTTEN:
"Conosco un pò dell'infanzia di Orson, e ho seri dubbi che sia mai stato un bambino."
"A Hollywood, quelle star che sono in giro da un bel pò, e sembrano crescere nel tempo, sono le uniche che considerano lo "stardom" unicamente come un'opportunità da far propria."
"Mia moglie mi ha detto una delle cose più dolci che potessi mai immaginare. Mi disse: Non sono gelosa, ma davvero triste per le attrici che ti abbracciano e baciano recitando, ma con loro stai solo fingendo."

domenica 8 ottobre 2017

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MATCH POINT ( Match point, USA 2005)
DI WOODY ALLEN
THRILLER
In diversi punti di "MATCH POINT" ci sono riferimenti a "DELITTO E CASTIGO" di FIODR DOSTOJEVSKJI: già in "CRIMINI E MISFATTI" di sedici anni prima, WOODY ALLEN aveva inserito elementi che richiamavano il capolavoro dello scrittore russo. Nella sostanza, in entrambi questi film di Allen si tratta di un uomo sposato che uccide la sua amante perchè la relazione extraconiugale può complicargli le cose. In una sequenza si vede Chris che legge il romanzo di Dostojevskji, e successivamente, cita il libro dicendo che a volte è necessario sacrificare qualcuno di innocente, per ottenere ciò che si vuole. Altra citazione è il modo in cui, come Raskolnikov nel libro, il protagonista fugge dopo il doppio delitto, solo che lì l'obiettivo è la donna più anziana e quella giovane è un delitto collaterale, qua è l'inverso. C'è anche un ammicco al cinema di ALFRED HITCHCOCK; come succedeva spesso nei film diretti dal regista inglese, è possibile vedere il volto di Woody Allen impresso in un pannello, quando Chris giunge al Tate Museum per incontrare Nola. Si sente più volte, nella pellicola, "Una furtiva lagrima" cantata da ENRICO CARUSO, tratta da "L'ELISIR D'AMORE" di GAETANO DONIZETTI: anche "ROMANCE DE NADIR", di BIZET, da "I PESCATORI DI PERLE". Il musical a cui la coppia protagonista assiste, è "THE WOMAN IN WHITE" di ANDREW LLOYD WEBBER. E' il primo film che Woody Allen ha girato in Inghilterra, e il suo più lungo, ad oggi, con i suoi 124 minuti di durata. Data l'ambientazione in Inghilterra, buona parte della troupe e del cast sono britannici, per praticità e per regola: inizialmente si puntò su KATE WINSLET, appunto inglese, ma quando l'attrice si defilò per star dietro alla propria famiglia, Allen scritturò l'americana SCARLETT JOHANSSON. E' stato il primo di tre film che hanno visto una collaborazione tra i due: gli altri sono "SCOOP", nel 2006, e "VICKY CRISTINA BARCELONA" nel 2008.  Sul set, JONATHAN RHYS-MEYERS imparò a imitare molto bene Woody Allen. Quando parla del delitto, l'ispettore Dowd insiste nell'attribuire la colpa ad un tossico: è uno scherzo-citazione, dato che il personaggio è interpretato da EWEN BREMNER, emerso nel ruolo del drogatissimo Spud in "TRAINSPOTTING". Originariamente, l'ambientazione doveva essere negli Hamptons. Per Allen, è il suo preferito tra i film che ha diretto. Le riprese si sono protratte dal Giugno all'Agosto del 2004. Costato 15 milioni di dollari, ha incassato 23 milioni nei soli USA, e altri 65 nel resto del mondo, totalizzando 88 milioni di dollari. E' stato il primo lungometraggio del regista, diciannove anni dopo "HANNAH E LE SUE SORELLE", ad essere un buon incasso in America, rientrando dai costi e diventando un vero guadagno. "Match Point" fu presentato fuori concorso al festival di Cannes nel 2005. Il film ebbe una nomination agli Oscar per la miglior sceneggiatura originale, e quattro invece le candidature ai Golden Globes, per il film, la regia, la sceneggiatura e l'attrice non protagonista (Scarlett Johansson). Al David di Donatello vinse quale miglior film di produzione europea. 

giovedì 5 ottobre 2017

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AIR FORCE ONE ( Air Force One, USA 1997)
DI WOLFGANG PETERSEN
AZIONE
"AIR FORCE ONE" avrebbe inizialmente dovuto avere come protagonista KEVIN COSTNER, nel ruolo del presidente Marshall, sequestrato sull'aereo-fortezza presidenziale: ma la star era occupata nell'allestire il suo secondo film da regista, "L'UOMO DEL GIORNO DOPO", e declinò l'offerta. WOLFGANG PETERSEN offrì allora il ruolo a JOHN MALKOVICH, con cui si era trovato benissimo nel girare "NEL CENTRO DEL MIRINO", affidandogli il ruolo di un cattivo da nomination agli Oscar, però Malkovich preferì girare "CON AIR". La produzione mise insieme una rosa di potenziali candidati alla parte, con ARNOLD SCHWARZENEGGER, TOMMY LEE JONES, TOM HANKS, DENNIS QUAID, ma proprio Costner suggerì di scritturare HARRISON FORD come il più adatto, e venne ingaggiato proprio lui. Già per "VIRUS LETALE" Wolfgang Petersen aveva in mente Harrison Ford, che non volle farlo, e così fu scelto invece DUSTIN HOFFMANGARY OLDMAN, scritturato per interpretare il cattivo Ivan Korshunov, fu soprannominato sul set "Scary Gary", per come risultava inquietante non appena battuto il ciak, ma nelle pause, contribuiva a rendere l'atmosfera sul set spensierata e allegra, tanto che il regista ribattezzò la lavorazione "Air Force Fun". E rivelò in un'intervista come fosse rimasto colpito dal fatto che l'attore passasse fulmineamente da rilassato a minaccioso non appena avviata la ripresa. Ford ha ammesso che il suo "nemico" preferito in tutta la sua carriera è stato Oldman. GLENN CLOSE fu scritturata all'ultimo tuffo, per interpretare la vicepresidente Bennett, e dovette indossare una parrucca perchè aveva un taglio molto corto di capelli, nel momento: l'attrice si impuntò, per eliminare una scena dalla sceneggiatura, in cui la n.2 dell'amministrazione si chiudeva in una stanza per piangere. La Close ritenne che era assurdo ricorrere a clichès maschilisti che mostrano le donne in difficoltà nei momenti decisivi. Nel film compare velocemente JURGEN PROCHNOW, nei panni di un generale russo, tornando a lavorare con Petersen, con il quale aveva girato "U-BOOT 96".  Nella scena in cui Korshunov rilascia le proprie impronte digitali, all'inizio, fornisce la sua data di nascita, il 21 Marzo 1958, che è il giorno in cui è nato Gary Oldman. Il finale originale dello script non venne ritenuto utile da Petersen, che coinvolse Ford nell'elaborare un'altra conclusione per la pellicola. La colonna sonora venne originariamente affidata a RANDY NEWMAN, ma il regista, quando la sentì, ebbe la sensazione che fosse talmente drammatica da rischiare  di farla diventare involontariamente comica, e, a dodici giorni soltanto dall'avvio delle riprese, venne incaricato JERRY GOLDSMITH di fornire musiche alternative, che poi furono quelle definitive del film: Goldsmith, sotto pressione per il pochissimo tempo concessogli, si fece aiutare da JOEL MCNEELY per alcuni brani. Dopo la fine della lavorazione, Goldsmith disse in un'intervista che non avrebbe mai più preso parte ad un film con tempi così stretti. Newman adoperò poi parte di questa sua composizione per musicare "TOY STORY 3-LA GRANDE FUGA". Petersen richiese di poter visitare il vero Air Force One per esaminarne la struttura, ma gli venne negato: una telefonata di Ford alla Casa Bianca sbloccò la situazione, ed al regista fu possibile vedere l'aereo dall'interno. Di seguito, in modo anomalo, per i rapporti con Hollywood, fu data la maggior collaborazione possibile da parte dell'amministrazione Clinton per equipaggiamenti, informazioni e disponibilità. Harrison Ford chiese a Gary Oldman di colpirlo con il maggior realismo possibile nelle scene di scontro fisico tra i due. L'invasione militare del palazzo del generale Radek venne girata in Ohio, a Cleveland. Un giorno, due caccia F/A 18 in ricognizione comunicarono via radio di aver avvistato l'Air Force One in volo, con buchi di proiettile sulla fusoliera: al centro di controllo aereo di Los Angeles erano a conoscenza della lavorazione di questo film, e dissero ai piloti militari che non era l'originale. Benchè "Air Force One" siano due aerei VC-25, la versione militarizzata dei 747-200B, la dicitura viene usata per qualsiasi mezzo volante che trasporti il presidente USA. Bill Clinton, presidente all'epoca della lavorazione e dell'uscita del lungometraggio, lo apprezzò molto, e lo vide addirittura due volte, facendogli una buona pubblicità, pur precisando che l'aereo non possiede una capsula di salvataggio come invece mostrato nel film. Nel film muoiono 48 persone. Wolfgang Petersen, nei commenti del DVD del film, confessò che se ci fosse stato prima l'11 Settembre, non avrebbe mai girato una pellicola come questa. Donald Trump, pure, in un'intervista nel 2015, ricordò questo film lodando Harrison Ford, come un'immagine vincente americana: anch'egli intervistato, quando lo speaker gli chiese a proposito di questa affermazione del futuro presidente USA, Ford, guardando in camera, disse "Donald, è solo un film. Le cose non vanno così nella vita reale"... Le riprese sono durate dal Settembre 1996 al Gennaio 1997. Costato 85 milioni di dollari, ne ha incassati negli USA 172, e altri 142 nel resto del mondo, sfiorando i 315 milioni a livello mondiale. Ha avuto due nominations agli Oscar, per il miglior sonoro, e il miglior montaggio.

lunedì 2 ottobre 2017

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RITORNO AL FUTURO PARTE II
( Back to the future part II, USA 1989)
DI ROBERT ZEMECKIS
FANTASTICO/COMMEDIA
ROBERT ZEMECKIS non avrebbe voluto ambientare il seguito del suo "RITORNO AL FUTURO" nel futuro: secondo il regista, i film ambientati nel futuro, tendevano a venire incompresi. Inoltre, anche se il finale del lungometraggio originale lasciava presagire un sequel, Zemeckis e BOB GALE avevano inteso quella conclusione più come una cosa da non prendere sul serio; il grande successo della pellicola, però, aveva invogliato la Universal Pictures a produrre una prosecuzione, e i due cineasti avevano scelto di venir coinvolti nell'operazione, lavorando al capitolo secondo, a quel punto accordandosi di girare due seguiti, uno ambientato nel futuro e uno nel passato, anche se all'origine era stato programmato solo un seguito, intitolato "Paradox", che contenesse il viaggio in avanti e indietro nel tempo. La produzione di questo secondo episodio venne rimandata a quattro anni dopo l'uscita del primo film, per via del lungo coinvolgimento di Zemeckis nella lavorazione di "CHI HA INCASTRATO ROGER RABBIT?". Bob Gale era rimasto abbagliato, da bambino, da "L'UOMO CHE VISSE NEL FUTURO", e il suo sogno era sempre stato di scrivere un film che narrasse viaggi nel tempo. CRISPIN GLOVER fece causa allo studio, affinchè non venisse usato il suo personaggio nella pellicola, e gli venne data ragione. La questione con Glover si svolse così: ogni interprete del primo film aveva firmato per un eventuale seguito, ma Crispin Glover, vedendo che il suo compenso era minore di quelli di LEA THOMPSON e THOMAS F. WILSON, protestò vivamente, e rifiutò i 125 milioni di dollari offerti da Gale; la produzione scritturò così l'attore JEFFREY WEISSMAN, truccandolo per assomigliare a Glover, e utilizzò quindi il personaggio di George McFly. All'uscita della pellicola, Glover scatenò i propri avvocati, e la Universal, per non andare in tribunale, gli versò 765,000 dollari, considerando questo esborso minore di quanto le sarebbe costato, anche in termini di cattiva pubblicità, finire sotto processo. Questa vicenda cambiò le regole per i diritti di sfruttamento dell'immagine da parte delle case di produzione  circa gli attori. LEA THOMPSON è l'unica interprete che veste nella stessa maniera di come era apparsa nell'episodio del 1985. Nel film c'è la prima apparizione di ELIJAH WOOD al cinema: è uno dei due ragazzini che giocano a un videogame e ai quali Marty chiede informazioni. Per il ruolo di Jennifer venne ingaggiata ELIZABETH SHUE, visto che CLAUDIA WELLS, che la impersonava nel primo episodio, voleva stare accanto alla madre cui era stato diagnosticato un cancro: la Wells tornò sugli schermi nel 2008, per girare film indipendenti. La versione di Biff del 1985 alternativo, interpretato da THOMAS F. WILSON, è ispirato a DONALD TRUMP. Il maggior effetto speciale di questo lungometraggio fu un trucco visivo denominato "Vistaglide", che serviva a far interagire gli interpreti con altri se stessi: nel film viene utilizzato quattro volte. Nel 2015, anno in cui questo lungometraggio si svolge, la lancetta della torre dell'orologio è ancora rotta. Appena prima che Marty e Doc abbandonino il 2015, una breve inquadratura sul display mostra "Ultima partenza: 28 Novembre 1955", evidenziando che qualcun altro abbia preso la macchina che viaggia nel tempo oltre a loro due. Quando il Marty McFly del futuro accenna a suonare la chitarra, esegue il riff di "The power of love", il brano di HUEY LEWIS & THE NEWS che ebbe grande successo abbinato al primo capitolo. Nel film compare il cantante dei RED HOT CHILI PEPPERS, FLEA: anni dopo, intervistato a proposito del film, lo definì "uno dei più costosi pezzi di spazzatura mai prodotti". Il celebre scienziato Carl Sagan ha definito questo film come il più accurato sui viaggi nel tempo mai prodotto. Le riprese del secondo capitolo vennero effettuate contemporaneamente a quelle di "RITORNO AL FUTURO PARTE III". Per Robert Zemeckis è uno dei titoli preferiti, tra quelli diretti. Sui giornali che si vedono inquadrati, la data è il 22 Ottobre, omaggio a Christopher Lloyd, che compie gli anni tale giorno. Le riprese si tennero tra il Febbraio e l'Agosto del 1989. Fu il terzo incasso del 1989, in America. Costato 40 milioni di dollari, ne incassò 118 negli USA, ed altri 213 nel resto del mondo, arrivando a 332 milioni. Fu candidato agli Oscar per i migliori effetti speciali visivi, e invece ai BAFTA vinse nella stessa categoria. Il 21 Ottobre 2015, in molti cinema per il mondo, per celebrare tale data riscontrata in questo film, è stata proiettata una maratona dei tre capitoli della serie. 

giovedì 28 settembre 2017

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TORA! TORA! TORA! ( Tora! Tora! Tora!, USA 1970)
DI RICHARD FLEISCHER, KINJI FUKASAKU, TOSHIO MASUDA
GUERRA
Quando il produttore ELMO WILLIAMS cominciò ad allestire "TORA! TORA! TORA!",era il 1966: la sua concezione del film era che fosse il più accurato possibile: la sceneggiatura originale era di 657 pagine! Per supervisionare la sceneggiatura, ingaggiò lo storico Gordon W. Prange, che aveva appunto scritto il libro "Tora! Tora! Tora!", divenuto un best-seller in Giappone: Prange apportò numerose correzioni e fornì utili consigli. AKIRA KUROSAWA accettò di dirigere la parte giapponese del film, quando seppe che la parte americana sarebbe stata gestita, invece, da DAVID LEAN: in realtà, il regista inglese non fece mai realmente parte del progetto, e quando il collega nipponico venne a saperlo, fece di tutto per sfilarsi dal film, come infatti poi realizzò. Comunque girò alcune sequenze, di cui nel lungometraggio definitivo resta neanche un minuto di proiezione. Il problema, per la produzione, era che quando Kurosawa abbandonò, mancavano solo tre settimane alle riprese, e Williams risolse ingaggiando due registi giapponesi per girare la parte che descriveva l'attacco a Pearl Harbor per gli orientali: fu così che a TOSHIO MASUDA vennero affidate le parti drammatiche, con i dialoghi, e a KINJI FUKASAKU furono assegnate le scene di battaglia, e con gli effetti speciali. Il titolo, in giapponese, a dispetto di quanto molti abbiano creduto, non significa "Tigre! Tigre! Tigre!", nè  "Sorpresa! Sorpresa! Sorpresa!": è l'acronimo basato sulle prime sillabe di "Totsugeki" ( "attacco") e "Raigeki" ("attacco con siluri"). JASON ROBARDS, che nel film  interpreta il generale Short, era, al tempo dell'attacco, un marinaio di stanza a Pearl Harbor, ma durante l'evento era su una nave in alto mare. TATSUYA MIHASHI, che dà volto al commodoro Genda, fu un attore molto popolare in Giappone negli anni 50 e 60: dopo questo ruolo, non tornò sugli schermi prima del 1980, e prima di morire comparve in soli altri cinque o sei pellicole. Il marinaio furibondo che spara con la mitragliatrice ai caccia giapponesi Zero era basato sul realmente esistito John Finn, che contrattaccò colpendo diversi aerei nemici, e riuscendo ad abbatterne uno: Finn venne decorato con la medaglia all'Onore. L'afroamericano che di propria iniziativa spara contro gli incursori giapponesi, in pratica, era il marinaio di Prima Classe Doris "Dorrie" Miller, che si guadagnò per questa azione la Navy Cross, onorificenza di alto livello. L'incrociatore USS Phoenix, sopravvissuta all'attacco, compì azioni di guerra nel Pacifico, e venne, anni dopo, venduta all'Argentina, cambiando nome, venendo poi affondata da un sottomarino inglese nella guerra delle Falkland. Gli aerei nipponici che si vedono nel film, sono in realtà aerei per imparare a volare americani, convertiti e dipinti: non c'erano mezzi del periodo in buone condizioni, in Giappone, così la produzione optò per una soluzione "casalinga"; questi aeroplani furono successivamente utilizzati anche in "LA BATTAGLIA DI MIDWAY", "COUNTDOWN:DIMENSIONE ZERO" e "PEARL HARBOR" . La reazione di alcuni spettatori, alla visione del film, fu di inondare di proteste l'ufficio informazioni della Marina Americana, per aver, secondo loro, dato il permesso ad un'opera cinematografica, di mostrare l'impreparazione e la confusione dei militari a Pearl Harbor, di fronte ad un attacco nemico, quindi un'operazione antipatriottica, a detta dei contestatori. Venne girato nei luoghi in cui è ambientato, così come "Pearl Harbor" trentun anni dopo. Le riprese cominciarono nel 1968. Fu il primo film americano stampato in Fujicolor.  Il celebre critico statunitense ROGER EBERT stroncò la pellicola, dandogli una sola stella, definendolo "uno dei più noiosi, mortali blockbuster mai realizzati". In patria incassò non poco, ma fu considerato generalmente un flop: andò molto meglio in Giappone, dove fu uno dei maggiori incassi del 1971. Il rifiuto americano venne in parte attribuito alle proteste contro l'intervento americano in Vietnam. Costato 25 milioni di dollari, ne incassò 29 in patria. Ottenne cinque candidature agli Oscar, tutti per categorie tecniche: vinse il premio per i migliori effetti visivi.

domenica 24 settembre 2017

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L'UOMO CHE UCCISE LIBERTY VALANCE
( The man who shot Liberty Valance, USA 1962)
DI JOHN FORD
WESTERN
JOHN WAYNE stava girando "I COMANCEROS" all'inizio dell'Estate del 1961, quando cominciarono ad arrivargli pagine del copione del nuovo progetto di JOHN FORD, che lo voleva come co-protagonista: i tempi erano stretti, perchè Ford aveva intenzione di cominciare la lavorazione alla fine dell'Estate. La nota sul copione pervenuto all'attore lo rassicurava circa il fatto che le riprese sarebbero avvenute sullo stesso posto,  e  che "seriamente, abbiamo una grande sceneggiatura, nella mia burbera opinione". JAMES STEWART, che sarebbe stato l'altro protagonista della pellicola, apprezzava davvero Ford, e fu entusiasta di tornare a farsi dirigere da lui, in particolare perchè l'ultima volta che era accaduto, in "CAVALCARONO INSIEME", Stewart non aveva amato il film, perchè aveva interpretato un personaggio negativo, e si esaltò alla prospettiva di impersonare un idealista e un personaggio di valori concreti. Fu John Wayne a suggerire alla produzione LEE MARVIN per il ruolo del villain Liberty Valance, dopo aver lavorato con lui ne "I Comanceros". WOODY STRODE realizzò di persona, senza controfigura, le proprie scene d'azione, in parte perchè era un ex-atleta, e in parte perchè non si trovava facilmente uno stuntman di colore della stazza di Strode. Quando girarono la sequenza in cui Pompey si lancia nella casa di Doniphon, da questi data alle fiamme e lo recupera, Strode appunto, che interpretò Pompey, non volle controfigura, e Wayne invece la aveva, al che Ford lo schernì, sottolineando che il nero era anche più vecchio, stuzzicando l'orgoglio dell'interprete di "OMBRE ROSSE", che allora rifiutò la controfigura. A sentire Strode, John Wayne accusò molto l'atteggiamento irridente di John Ford, e, mentre giravano una scena di inseguimento a cavallo, Wayne perse il controllo dell'animale che cavalcava, al che il collega nero intervenne per dargli man forte, avendo in tutta risposta un pugno. Quando i cavalli si fermarono, Wayne voleva ingaggiare una scazzotata con Strode, e si fermò quando Ford gridò "Non lo colpire, Woody, abbiamo bisogno di lui": rimase molto offeso da questo, e più tardi avvicinò Strode dicendogli "Dobbiamo lavorare insieme, essere professionali.". Anni dopo, intervistato, Strode deprecò l'atteggiamento di sfida di Ford verso Wayne, lamentando che era stato un set miserando. C'era anche chi, nella troupe, giustificava l'accanimento preso da Ford verso Wayne per l'avanzata età del regista e per la sua sempre più evidente insofferenza per la lentezza delle riprese, e dei tempi tra un ciak e l'altro: altre teorie dicevano che Ford covasse una sorta di rancore verso la star, perchè aveva girato senza essere accreditato alcune sequenze di "LA BATTAGLIA DI ALAMO", e l'amico Wayne non gli era parso abbastanza grato per il favore. Una volta, Wayne dette un consiglio su come girare una breve scena al regista, e questi proruppe in una violenta esclamazione, "Gesù Cristo, ti faccio girare grandi film, e tu mi dai questi stupidi consigli!"... Girando la scena in cui James Stewart si lanciava sulla diligenza, l'attore fu preso da dubbi, e a quel punto John Ford si mise a dirgli all'orecchio "Non sei un vigliacco! Non sei un vigliacco!", e così Stewart si convinse a girare. Wayne, in una intervista, ammise che era stata una lavorazione non semplice per lui: mentre gli altri personaggi erano definiti chiaramente, egli vedeva il suo come puramente funzionale al racconto ("Dovevo vagare in giro impersonando questo figlio di puttana, e cercare di farne un personaggio"), e quando l'intervistatore gli sottolineò che era invece un personaggio carico di ambiguità, la star ribattè "Al diavolo l'ambiguità! Perversione e corruzione si mascherano da ambiguità. Non mi piace l'ambiguità.". O. Z. WHITEHEAD, che impersonò un adolescente, era in realtà un cinquantenne: DENVER PYLE, che interpretava suo padre, era di nove anni più giovane. KEN MURRAY ricordò che vedeva John Ford come un orco, e che fu una lavorazione spaventosa. Ford fu, per questa pellicola, molto parco di ciak, girando il necessario, stando molto attento a non sprecare tempo, anche perchè riteneva che gli attori si stancassero e perdessero di spontaneità nel girare più volte la stessa scena; anche scritturare spesso attori già conosciuti, era perchè sapeva cosa aspettarsi da loro, e poter contare sul loro slancio interpretativo. A dispetto di quanti raccontarono di un atteggiamento burbero o quanto meno strafottente da parte del regista, EDMUND O'BRIEN narrò che Ford sul set era entusiasta come non mai, arrivava positivo, e questo non era consueto per lui; inoltre rivelò che l'energia di Ford era trasmessa a tutti coloro che lavoravano al film. Comunque sia, colui che ebbe vita più facile sul set fu Lee Marvin: Ford lo prese in simpatia, non solo perchè aveva prestato servizio durante la II Guerra Mondiale come marine, ma anche per la sua spontaneità di persona. Ai tempi delle riprese, John Wayne aveva già il cancro ai polmoni, che gli fu diagnosticato nel 1964. Lo script segue piuttosto pedissequamente il racconto di DOROTHY M. JOHNSON, eccetto che per una cosa: sulla pagina, Doniphon è in pratica un mentore per Ranse Stoddard, mentre nel film si disinteressa della carriera politica dell'altro. Alcune delle scene iniziali, soprattutto quella del ristorante, furono un omaggio a HOWARD HAWKS da parte di Ford. Furono molte le ragioni per cui questo lungometraggio è stato girato in bianco e nero: John Ford in un'intervista dichiarò che era per creare la giusta tensione, ma pare che alla Paramount avessero fatto pressione per ridurre, nel possibile, i costi, il che spiegherebbe anche la scelta di girare l'intero film sul set, in studio; c'era chi diceva che, potendo contare su un altro budget, Ford avrebbe girato nella Monument Valley, ed in Technicolor. C'è da dire anche che ha verosimiglianza la teoria che spiega il bianco e nero perchè sia Wayne che Stewart, per parte della storia, recitano i propri personaggi con trent'anni di meno, e il primo aveva 54 anni, mentre il secondo 51, e il colore avrebbe reso più evidente la vera età degli interpreti. Ford, intervistato, disse che secondo lui girare film in bianco e nero era molto più complesso, e si notava maggiormente se venivano commessi errori: secondo il regista, la vera fotografia era quella senza colori. Comunque, questo fu l'ultimo titolo di John Ford girato in bianco e nero. Fu l'ultima pellicola interpretata da  "SNUB" POLLARD, BUDDY ROOSEVELT, STUART HOLMES, BLACKIE WHITEFORD e JACK PERRIN. Oggi questo film è considerato uno dei più grandi western di sempre, ma alla sua uscita non furono pochi i recensori che lo bollarono come un titolo di secondo piano di un regista che era stato grande, ma in disarmo. Erroneamente, viene citato da molti come uno dei film in cui John Wayne muore; in realtà, il suo personaggio è già morto quando il film comincia, ed egli compare solo in lunghi flashbacks. Le riprese si protrassero tra il Settembre ed il Novembre del 1961. Costato 3 milioni e 200,000 dollari, incassò quasi 8 milioni nei soli Stati Uniti. Il film ebbe una nomination per i migliori costumi in bianco e nero. GENE PITNEY incise il brano "The man who shot Liberty Valance", di BURT BACHARACH e HAL DAVID, ma la canzone non venne inserita nel film, per una querelle tra la Paramount e la Famous Music, e anche perchè era considerata troppo moderna per essere accettabile in un film ambientato nel IXX secolo: tuttavia, il pezzo ebbe successo, arrivando fino al quarto posto in hit parade in USA. SERGIO LEONE rivelò che questo era il film di John Ford che preferiva, in quanto "è l'unico film in cui egli mostri di aver imparato qualcosa a proposito del pessimismo". 

sabato 16 settembre 2017

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LA FURIA DEI BASKERVILLE ( The hound of the Baskervilles, GB 1959)
DI TERENCE FISHER
THRILLER
Nelle intenzioni "LA FURIA DEI BASKERVILLE" avrebbe dovuto essere il primo di una serie con PETER CUSHING nei panni di Sherlock Holmes, ma il pubblico, dato che era una produzione della Hammer Film, non gradì che nella storia non ci fossero creature diaboliche o mostri, e non fece riscuotere a questa pellicola il successo sperato, di fatto troncando sul nascere la progettata serie sull'investigatore creato da ARTHUR CONAN DOYLE. Tuttavia, Cushing riprese per due volte il ruolo di Holmes, in "SHERLOCK HOLMES" (1949) e "LA MASCHERA DELLA MORTE" (1984). CHRISTOPHER LEE, in carriera, ha interpretato almeno sei pellicole tratte da opere dello scrittore. Per interpretare Holmes, Cushing doveva spesso tenere la pipa in bocca, ma gli era piuttosto sgradito il sapore del tabacco, e così teneva sempre vicino un bicchiere di latte per toglierselo. Christopher Lee ammise di essere abbastanza spaventato dai ragni, e infatti il panico sul suo volto nella scena della tarantola era reale. ANDRE' MORELL è stato il primo a impersonare Watson come un assistente collaborativo e di un'intelligenza concreta, da tenere testa a Sherlock Holmes, a differenza della paciosa, amabile e buffonesca versione di NIGEL BRUCE accanto all'Holmes interpretato da BASIL RATHBONE. Fu il film che fece esordire MICHAEL HAWKINS. La sala dei Baskerville era un set già utilizzato come salone in "DRACULA IL VAMPIRO", dello stesso TERENCE FISHER. Anche parte delle musiche di JAMES BERNARD erano già state usate in quel film. Il cane utilizzato per "interpretare" il temibile Mastino dei Baskerville si chiamava Colonel: però nel girare la sequenza dell'attacco a Christopher Lee, il quadrupede era restio a saltare, solo che quando l'attore si spazientì e gli voltò le spalle, il cane gli balzò addosso e lo morse ad un braccio. E' stato il primo film su Sherlock Holmes girato a colori.

mercoledì 13 settembre 2017

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FIGLIA DEL VENTO ( Jezebel, USA 1938)
DI WILLIAM WYLER
DRAMMATICO
"JEZEBEL" fu originariamente una pièce teatrale di OWEN DAVIS, che esordì a Broadway nel 1937, mandando su tutte le furie DAVID O. SELZNICK, che stava lavorando alla produzione di "VIA COL VENTO" e temeva che questa opera distogliesse il pubblico dal suo progetto, o, in caso di insuccesso, potesse stancare le platee con un racconto ambientato nello stesso periodo, della Guerra Civile americana: sul palcoscenico la protagonista Jezebel fu interpretata da MIRIAM HOPKINS, acerrima rivale di BETTE DAVIS. Dato che la rappresentazione teatrale fu un flop, la Warner Bros. fu abile a comprarne i diritti per farne un film a prezzo molto basso. Per la regia fu indicato, inizialmente, EDMUND GOULDING, poi invece lo studio assegnò il film a WILLIAM WYLER. Il quale aveva conosciuto la Davis nel 1931, quando lei fece un provino per "LA SPOSA NELLA TEMPESTA". All'epoca, tra i due non ci fu feeling . Le cose tra i due cambiarono, soprattutto nella considerazione del regista da parte dell'attrice, quando Wyler prese ad invitare la Davis ad assistere ai "quotidiani", le riprese girate giorno per giorno, cosa che mai nessun altro director aveva fatto con lei. Una sequenza che era stata rigirata per 30 volte, in cui Bette Davis doveva scendere da una scalinata, aveva irritato, in particolare, la giovane futura star che non capiva il perchè il regista le facesse fare e rifare tale scena: quando si accorse che aveva raggiunto l'espressione perfetta che il personaggio dovesse avere, la Davis si compiacque con Wyler, e accettò di buon grado ogni volta che egli le facesse rigirare una scena. Arrivò a 45 riprese per una scena in cui lisciava la propria gonna. Inizialmente, Wyler era infastidito da alcuni manierismi cui era solita far gioco la Davis, arrivando a minacciarla di legarle il collo per impedirle di muovere la testa in maniera troppo leziosa. Tra l'altro, William Wyler e HENRY FONDA (ingaggiato all'ultimo minuto, per rimpiazzare JEFFREY LYNN) avevano in comune una ex-moglie di entrambi, MARGARET SULLAVAN. HUMPHREY BOGART, che aveva appena girato con Wyler "STRADA SBARRATA", mise sul chi va là sia la Davis che Fonda, avvertendoli del numero sterminato di riprese che era uso fare, e che li avrebbe portati a non sopportarlo più. Infatti, il primo giorno di riprese, l'attrice girò 28 volte una sequenza, senza particolare importanza. Un altro aspetto dello stile di William Wyler era il fatto che non si pronunciasse mai su come era andata una scena, al che lei gli fece presente che un incoraggiamento non le sarebbe dispiaciuto: quando lui cominciò, dopo ogni ciak, a dirle "Meraviglioso, miss Davis!", l'attrice rise divertita, ma gli disse che lo preferiva prima... Alcune scene furono girate senza la presenza di Henry Fonda, perchè sua moglie stava per dare alla luce sua figlia JANE FONDA: Bette Davis avrebbe potuto impuntarsi affinchè il collega rimanesse fino alla fine delle riprese, ma fu invece essa stessa a incitare Fonda a raggiungere la consorte. Le voci sulle presunte frizioni tra Fonda e Wyler non erano veritiere: anche se trovava il suo modo di dirigere un film troppo lento, e che si prendeva fin troppo tempo per curare ogni dettaglio, l'attore fu impressionato dalla resa che Wyler otteneva dagli interpreti, lui compreso. C'è da dire che Fonda non vedeva l'ora che si concludesse la lavorazione per tornare dalla propria famiglia, per via della nascita della figlia Jane ormai imminente. La Davis, per girare questa pellicola, percepì 650 dollari alla settimana. Il celeberrimo vestito rosso di Bette Davis era in realtà color bronzo: la fotografia in bianco e nero rendeva meglio quella tonalità che il rosso puro. Quando le riprese finirono, la Davis andò in crisi, piangendo molto, anche perchè era rimasta incinta di...William Wyler. Infatti, nonostante fossero entrambi impegnati, lavorare insieme fece nascere una relazione tra l'attrice ed il regista, che nel periodo delle riprese si comportarono come una coppia ufficiale, vedendosi la sera, con lei che cucinava per lui e passando la notte insieme. Appena prima, era scoccato un flirt anche tra Bette Davis e Henry Fonda, di cui ben presto girò voce fuori dal set. Al che, la moglie dell'attore chiamò l'attrice e questa troncò di netto la nascente situazione. Per via della meticolosità di Wyler, le riprese si conclusero 28 giorni dopo la data prevista: ci fu un momento in cui la Warner e HAL B. WALLIS pensarono seriamente a sostituire Wyler con WILLIAM DIETERLE, ma Bette Davis ne difese l'operato asserendo che il regista era riuscito ad ottenere la sua interpretazione migliore.  Alcuni primi piani della Davis non poterono essere effettuati per una decina di giorni, per esempio, per via di un foruncolo venutole sul naso. Il padre di Bette Davis morì nel Capodanno del 1938, quattro giorni prima della conclusione delle riprese, e, dato che la produzione era in terribile ritardo, non fu concesso all'attrice di prendere un giorno libero intero per i funerali. FAY BAINTER è stata la prima attrice nella storia della Academy ad ottenere, nella stessa edizione, la candidatura come miglior protagonista, per "WHITE BANNERS" e come migliore non protagonista, per questo film. La Davis ringraziò molte volte, pubblicamente, nel corso degli anni, Wyler per averla resa, con questa pellicola, una star assoluta a Hollywood. Costò 1, 250,000 milioni di dollari. Cinque le candidature agli Oscar, tra le quali per il miglior film, ne vinse due: all'attrice protagonista Bette Davis, ed alla non protagonista Fay Bainter.Nel 1946, e nel 1949, riprese il ruolo qui sostenuto in due adattamenti radiofonici di mezz'ora l'uno. L'Oscar vinto da Bette Davis fu venduto all'asta nel 2001: fu acquistato da STEVEN SPIELBERG, per quasi 58,000 dollari, e poi donato alla Academy dal regista e produttore.

martedì 5 settembre 2017

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FAY WRAY ( Vina Fay Wray, 15/09/07, Cardston, Alberta, CAN- 08/08/04, New York City, NY, USA)
Nata in Canada, ma cresciuta a Los Angeles, dopo il divorzio dei suoi genitori, che si erano trasferiti negli USA per poter avere lavori migliori, FAY WRAY cominciò ad apparire sugli schermi hollywoodiani come comparsa, già dall'adolescenza. Successivamente cominciò ad avere ruoli più di peso come eroina in western muti: nel 1926, la Western Association of Motion Picture Advertisers indicò 13 giovani attrici, per una selezione tra i più promettenti nuovi volti, e la Wray rientrò in questa ristretta scelta, che comprendeva anche MARY ASTOR e JANET GAYNOR. La fama per la giovane interprete giunse quando fu scelta per "SINFONIA NUZIALE" di ERIC VON STROHEIM; di seguito, arrivarono altri ingaggi, per esempio in "LA MAZZATA", e in pellicole accanto a GARY COOPER e JACK HOLT, oppure in "IL VAMPIRO"e "IL DOTTOR X". All'inizio del 1933, anno in cui partecipò a ben undici lungometraggi, venne contattata da MERIAN C. COOPER, che le disse che aveva un ruolo per lei accanto a un coprotagonista molto alto e scuro: non gli aveva specificato che non si trattava di un uomo, ma del gorilla gigante al centro di "KING KONG". Nel ruolo più famoso da lei interpretato, Fay Wray fornì una prova che fu un misto di sensualità, vulnerabilità e...capacità polmonare, perchè in molte scene urla per le attenzioni di Kong: il film divenne il grande successo che conosciamo, e salvò la RKO dalla bancarotta. Dopo questo exploit, che le ha regalato un posto fisso nella cinematografia mondiale, la sua carriera iniziò a conoscere un lento declino, nonostante nel 1934 la Wray fosse in dodici pellicole, tra le quali "VIVA VILLA!", finendo per prendere parte a svariati film dal budget piuttosto basso. Nel 1939, dopo undici anni, il primo matrimonio, con lo sceneggiatore JOHN MONK SAUNDERS terminò, e anche questo contribuì alla conclusione del suo lavoro di attrice. Nel 1942, infatti, annunciò il proprio ritiro dalle scene, dopo aver sposato ROBERT RISKIN ( il matrimonio durò tredici anni, e poi sposò Sanford Rothenberg, che restò suo marito finchè visse) anche se, nel 1953, tornò a recitare sul grande schermo in "THE PRIDE OF THE FAMILY", proseguendo con qualche apparizione in altre pellicole, fino al 1958:da lì in poi comparve solo in tv, negli anni Sessanta. Ha avuto una figlia dal primo matrimonio, e due dal secondo. Suo fratello, J. Vivian Wray, era affetto da turbe mentali, e viveva chiuso in un istituto: ne fuggì e si suicidò, gettandosi sotto una macchina, a Stockton, in California, nel 1928. Era usa alzarsi prestissimo, prima dell'alba, e scrivere copiosamente: quasi vegetariana, si era imposta di cenare sempre presto. Nella sua autobiografia ammise di essere diventata repubblicana, dopo aver preso la cittadinanza statunitense, e di aver finanziato il partito. La sensazione che ha lasciato, come attrice, è che probabilmente non siano state sfruttate le sue reali potenzialità: ha guidato l'auto fino a novant'anni passati, è deceduta nel 2004, per cause naturali. Due giorni dopo la sua scomparsa, il 10 Agosto 2004, le luci dell'Empire State Building ( sulla cui cima si svolge la fine di "King Kong") furono oscurate per quindici minuti in sua memoria: nel 1991, al sessantesimo anniversario dello stabile, venne invitata come ospite d'onore. Fu molto amica di NANCY REAGAN, JOSEPH COTTEN, GINGER ROGERS, DOLORES HOPE, JEAN ARTHUR, FRED MAC MURRAY, JOEL MCCREA, WALT DISNEY, BOB HOPE, CARY GRANT, DOROTHY LAMOUR, BRUCE CABOT e WALTER PIDGEON. Pur rimanendo affezionatissima a King Kong, che definiva "Il suo piccolo uomo", in vita sua, vide il film solo quattro volte. JAMES CAMERON le offrì il ruolo di Rose da anziana in "TITANIC", ma l'attrice non volle tornare sulle scene: aveva rifiutato anche di partecipare con un cameo nel primo remake del suo film più celebre, prodotto da DINO DE LAURENTIIS, perchè non amò la sceneggiatura. Quando lavorò al suo "KING KONG", PETER JACKSON prese contatto con l'attrice  e ne divenne amico, così come accadde anche a NAOMI WATTS, che ne riprese il ruolo di Ann Darrow. Jackson avrebbe voluto che la  Wray recitasse l'ultima frase del film, ma l'attrice perì prima che la lavorazione fosse conclusa. E' sepolta allo Hollywood Forever Cemetery, a Los Angeles. Nel 1960 misero la sua stella sullo Hollywood Walk of Fame.  In "THE ROCKY HORROR PICTURE SHOW", viene citata in due canzoni. Il suo volto, nel 2006, fu impresso su uno dei quattro tipi di francobolli dedicati a canadesi divenuti celebri a Hollywood: sugli altri c'erano JOHN CANDY, LORNE GREENE e MARY PICKFORD. A Cardston, Alberta, sua città natale, sulla strada principale c'è una fontana a lei intitolata.
COSI' PARLO' FAY WRAY:
"Il mio grido in "King Kong" fu frutto di pura immaginazione: immaginavo una cosa pericolosa vicino a me, e qualsiasi aiuto più lontano che mai. Quando vidi il film per la prima volta, pensai che il mio urlo fosse eccessivo, ma nel contesto funzionava tutto benissimo. Quando vidi King di fronte a me sullo schermo, era proprio come lo avevo pensato."
"Subito dopo "Sinfonia nuziale", tutto succedeva per la prima volta. Arrivò il sonoro, e dopo poco il colore nei film, e far parte di tutto questo fu eccitante."
"Ogni volta che passo da New York, dico una preghiera quando sono vicino all'Empire State Building: un mio caro amico vi morì..."

mercoledì 30 agosto 2017

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GRAVITY ( Gravity, USA/GB 2013)
DI ALFONSO CUARON
FANTASCIENZA
ALFONSO E JONAS CUARON svilupparono la sceneggiatura di "GRAVITY" su incarico della Universal, e l'ispirazione fu "ABBANDONATI NELLO SPAZIO", film del 1969: dopo aver detto no a Alfonso Cùaron per assegnare la parte principale a SALMA HAYEK, perchè non era verosimile un'astronauta messicana, lo studio avrebbe voluto ANGELINA JOLIE come protagonista, ma con l'ingaggio dell'attrice, il timore era che il costo, già alto, della pellicola, avrebbe potuto essere insostenibile. Si puntò su NATALIE PORTMAN, che declinò perchè incinta: ABBIE CORNISH, CAREY MULLIGAN, SIENNA MILLER, REBECCA HALL, MARION COTILLARD, SCARLETT JOHANSSON, OLIVIA WILDE, furono i nomi vagliati per avere il ruolo principale, finchè non venne scelta SANDRA BULLOCK. Per interpretare Matt Kowalski, l'altro astronauta in orbita, inizialmente ROBERT DOWNEY Jr. fu la scelta, che l'attore accettò: poi decise di abbandonare il progetto, per il lungo rimandare le riprese; furono, di seguito, presi in considerazione attori come JOHN TRAVOLTA, DANIEL CRAIG, BRUCE WILLIS, TOM HANKS, DENZEL WASHINGTON, TOM CRUISE, RUSSELL CROWE, KEVIN COSTNER, prima che fosse ingaggiato GEORGE CLOONEY. Affinchè la tecnologia, le attrezzature, gli effetti speciali, potessero presentare la verosimiglianza richiesta, occorsero quattro anni di preparazione. Fu "AVATAR" a dare una spinta decisiva all'arrivo di una nuova tecnologia per gli effetti. La scena d'apertura, che consiste nell'uscita del dottor Stone nello spazio, percorrendo la struttura all'esterno, dura dodici minuti e mezzo: realizzando questa sequenza, Clooney si muove molto vicino alla macchina da presa, e, riflesso nel vetro del suo casco, è possibile notare un microfono. Dato che nello spazio non sono validi i parametri del su e giù, si optò per far ruotare la macchina da presa intorno, e a Cuaron l'idea piacque moltissimo, facendo creare meccanismi per permettere alle cineprese di ruotare più possibile. Per girare la sequenza in cui Stone entra nella stazione spaziale e toglie la tuta, Sandra Bullock fu fatta sedere sul sellino di una cyclette, fu fatta muovere come al ralenti, e la macchina da presa le ruotò attorno altrettanto lenta, per dare l'illusione dell'assenza di gravità. Per tutte le riprese, la Bullock dovette imparare a muoversi controllandosi, dopo aver memorizzato la sequenza dei movimenti. Il nome della reale stazione spaziale cinese è Tiangong, che significa "Porta del Cielo"; Aningaaq, l'eschimese con cui Stone riesce a comunicare dallo spazio, letteralmente abbaiando sulle frequenze radio, è il protagonista di un cortometraggio diretto da Jonas Cuaron, uscito nello stesso anno: l'ispirazione venne al regista dopo un viaggio in Groenlandia, ed il nome del personaggio nella lingua locale significa "Luna piena". All'esatta metà della proiezione, Stone guarda la Terra, e scorge una tempesta nascente. La scena dell'allucinazione, in cui la Stone rivede Kowalski, fu un'idea di Clooney: dopo che Cuaron si era speso a cercare di dare un'altra scena all'attore, fu egli stesso a suggerire questo espediente narrativo. Benchè il film abbia conquistato molte lodi per la verosimiglianza e l'accuratezza della realizzazione, Alfonso Cuaron dichiarò che, in realtà, non si era documentato in maniera approfondita sui viaggi nello spazio. E' stato calcolato che l'80% del film è praticamente dovuto alla computer graphic, battendo anche "Avatar", che lo era al 60%. In pratica, quasi tutto il film, tranne il finale, venne girato davanti ad un "green screen". Nel girare la sequenza acquatica, per solidarietà alla Bullock, Cuaron si gettò anch'esso in acqua, ma la capacità polmonare dell'attrice era di gran lunga superiore a quella del regista. Il lago in cui la Stone precipita è lo stesso in cui approda la navicella de "IL PIANETA DELLE SCIMMIE", del 1967, ed è il lago Powell, in Arizona. Le riprese si tennero tra il Maggio ed il Luglio del 2011. Costato 100 milioni di dollari, ne ha incassati 274 negli USA, ed altri 449 nel resto del pianeta, arrivando a totalizzare 724 milioni. A parte "OCEAN'S ELEVEN", per George Clooney è stato il primo film a superare i 100 milioni di dollari di incasso, dai tempi de "LA TEMPESTA PERFETTA". Venne candidato a 10 premi Oscar, tra cui miglior film e migliore attrice: ne vinse sette, per la miglior regia, fotografia, montaggio, colonna sonora, montaggio sonoro, mix sonoro, effetti speciali visivi. Ai Golden Globes quattro le candidature, compresa quella per il film, e vinse un premio, andato a Alfonso Cuaron. Undici candidature ai BAFTA: vinse sei premi, per il miglior film britannico, musiche, fotografia, effetti speciali visivi, sonoro, e la regia.

venerdì 25 agosto 2017

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SLEEPERS ( Sleepers, USA 1996)
DI BARRY LEVINSON
DRAMMATICO
"SLEEPERS" è tratto dal libro di LORENZO CARCATERRA omonimo, che narrava episodi da lui vissuti nella propria giovinezza. Quando la comunità legale di New York gli contestò che niente di quello che era scritto nel libro era riportato agli atti, lo scrittore si rifiutò di discutere la cosa. Probabilmente, parzialmente il romanzo di Carcaterra raccontava cose di pura fantasia, anche perchè non tornavano gli anni in cui egli sarebbe stato in riformatorio e non sarebbe stato lì per così tanto tempo: però in gran parte riportava anche fatti veri, è probabile. BRAD RENFRO e  JOE PERRINO indossarono lenti colorate per interpretare la versione giovane di BRAD PITT e JASON PATRIC. Nel film, per evidenti motivi narrativi, KEVIN BACON non incontra mai ROBERT DE NIRO e DUSTIN HOFFMAN. La parte di Carol andò a MINNIE DRIVER, anche se dapprima si era pensato a SANDRA BULLOCK. "Edmund" nel film è una parola in codice per indicare a Shakes, da parte di Michael, che ha bisogno di parlare con lui: proviene da Edmund Dantès, il protagonista de "IL CONTE DI MONTECRISTO", romanzo che ha molta importanza nella storia. Parte delle riprese ambientate nel riformatorio vennero effettuate nell'ospedale psichiatrico dismesso di Fairfield Hills, nel Connecticut. Fu la prima collaborazione tra BARRY LEVINSON e il compositore JOHN WILLIAMS. E' anche uno dei tre film realizzati da Levinson con BRUNO KIRBY nel cast: gli altri due sono "TIN MEN" e "GOOD MORNING, VIETNAM". L'anno successivo Dustin Hoffman e Robert De Niro sarebbero tornati a farsi dirigere da Barry Levinson in "SESSO & POTERE".  Il critico ROGER EBERT stroncò il film chiamandolo "omofobo". Le riprese durarono dall'Agosto al Novembre del 1995. Costato 44 milioni di dollari, ne incassò 53 negli Stati Uniti, ed altri 112 nel resto del mondo, arrivando a 167 milioni totali. "Sleepers" ebbe una nomination agli Oscar per la colonna sonora. 

lunedì 21 agosto 2017

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HARRY, TI PRESENTO SALLY...
( When Harry mets Sally, USA 1989)
DI ROB REINER
COMMEDIA
NORA EPHRON scrisse la sceneggiatura di "HARRY, TI PRESENTO SALLY..." più o meno in cinque anni. Prima di giungere al titolo con cui conosciamo questa commedia, si era pensato a "Just friends", poi " Boy meets girls", "Blue Moon", "It had to be you", "Words of love", "How they met": Nora Ephron fu molto soddisfatta del film finito, ma ha sempre detto che se avesse potuto cambiar qualcosa, avrebbe scelto un altro titolo. Buona parte di ciò che il film racconta proviene dalle esperienze di divorziato e poi di single di ROB REINER: ironicamente, Reiner conobbe la donna che sarebbe diventata la sua seconda moglie...proprio su questo set! Il ruolo di Harry venne inizialmente offerto a ALBERT BROOKS, che non volle fare il film, poi l'offerta fu per TOM HANKS, che giudicò lo script fin troppo leggero, venne preso in considerazione MICHAEL KEATON, ma poi la cosa venne accantonata, e così la parte andò a BILLY CRYSTAL. Crystal, per acquisire lo stato d'animo di un uomo appena lasciato dalla moglie, si preparò ad interpretare Harry da solo, nella stanza di un hotel, isolato dal resto del cast. Invece, il ruolo di Sally venne dapprima destinato a MOLLY RINGWALD, la quale aveva però troppi impegni già presi, e non accettò, lasciando via libera quindi a MEG RYAN: la Ringwald avrebbe ripreso il personaggio a teatro anni dopo. Joe è interpretato da STEVEN FORD, figlio dell'ex presidente GERALD FORD.  La scena in cui Sally simula l'orgasmo al ristorante fu girata al Katz's Dely, un vero locale di New York, in Houston Street. Nella scena in cui Harry e Sally sono al museo, se vi si fa caso, Billy Crystal aggiunse spontaneamente una battuta, e Meg Ryan guarda a destra, verso la regia, non trattenendo una risata: Reiner fece cenno ai due attori di proseguire con naturalezza. Sul tavolo presso il quale fu girata la sequenza è affissa una placca con su inciso "Dove Harry incontrò Sally...sperando che tu abbia ciò che è toccato a lei!".  La celebre battuta della signora accanto "Voglio quello che ha ordinato lei!" ( era ESTELLE REINER, madre del regista) fu suggerita da Crystal. Invece sia il finto orgasmo che l'ambientazione in un ristorante furono spunti che venivano dalla Ryan. La sequenza fu tagliata nelle copie per i voli di linea in USA.  Il fatto che Sally sia schizzinosa e prolissa nelle ordinazioni del cibo proviene ....dalla stessa Nora Ephron, la quale, anni dopo, su un aereo, facendo perdere forse troppo tempo ad una hostess, si sentì dire: "Ha mai visto il film "Harry ti presento Sally"....?"...... Fu Reiner a suggerire alla sceneggiatrice di sottolineare questo aspetto di Sally dopo averla vista ordinare da mangiare. Il personaggio di Harry, invece, è basato parzialmente su Rob Reiner stesso: tendenzialmente affezionato alle fasi depressive leggere, come il personaggio e piuttosto critico. Rob Reiner fece girare ad attori, nelle sequenze in cui coppie raccontano in breve la loro storia, relazioni di cui aveva sentito parlare veramente. Billy Crystal e Meg Ryan improvvisarono del tutto la "loro" intervista. In una scena vediamo Harry leggere "MISERY": ne sarebbe stato tratto il film successivo del regista. La scelta di ambientare il film nei luoghi più caratteristici, celebri, e belli, di New York fu intenzionale da parte di Reiner, della Ephron e del produttore ANDREW SCHEINMAN: infatti, mentre Harry e Sally lentamente e inconsapevolmente si innamorano, gli sfondi possono assumere una dimensione di solitudine o di piacevolezza, a seconda di come si guardi alla scena in questione. La sequenza in cui i quattro personaggi principali parlano al telefono con la tecnica dello split screen richiese sei riprese per essere ultimata: è un dichiarato omaggio alla commedia classica "IL LETTO RACCONTA". Nelle prime versioni della sceneggiatura, Harry e Sally rimanevano amici, nel finale, senza diventare una coppia: la conclusione fu cambiata definitivamente solo più tardi. Le riprese si tennero dall'Agosto al Novembre del 1988. Costato 16 milioni di dollari, ne incassò 92 nei soli USA. Una candidatura agli Oscar, per la miglior sceneggiatura originale. Cinque, invece, ai Golden Globes: miglior film, regia, attore e attrice protagonista (Crystal e la Ryan) e sceneggiatura originale. Ai BAFTA un premio vinto e una nomination: il primo andato a Nora Ephron per lo script, e la seconda al miglior film. Fu anche candidato al David di Donatello per la miglior regia e la migliore attrice, categorie stranieri. 

mercoledì 9 agosto 2017

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LA SPIA CHE MI AMAVA ( The spy who loved me, GB 1977)
DI LEWIS GILBERT
AZIONE/SPIONAGGIO
"L'UOMO DALLA PISTOLA D'ORO" era stato il peggior risultato commerciale dei film di 007, e nessuno si sarebbe aspettato che la serie non solo sarebbe proseguita, ma che ALBERT "CUBBY" BROCCOLI ( per la prima volta senza il partner HARRY SALTZMAN coinvolto nella produzione di un film sulla spia) investisse sul titolo successivo una vera e propria fortuna: 13 milioni di dollari, per l'epoca cifra assai considerevole, ed il budget più alto mai stanziato per un lungometraggio con James Bond. "LA SPIA CHE MI AMAVA" era il decimo romanzo scritto da IAN FLEMING con protagonista il celebre agente segreto da lui creata: venne pubblicato nell'Aprile del 1962. Fleming, tra l'altro, lo considerava tra i suoi peggiori lavori, consegnato alle stampe solo per onor di contratto. Però, in pratica, con il romanzo originale, le attinenze furono veramente poche: se si escludono i due sgherri nemici di 007, come "Squalo" e "Sandor", si può dire che sia stato il primo film della serie di Bond dal soggetto completamente originale (ed il secondo, fu, diciotto anni più tardi "GOLDENEYE"). Infatti, successivamente all'uscita della pellicola, arrivò sul mercato la "novelization", cioè la versione in romanzo della sceneggiatura, firmata dallo scrittore CHRISTOPHER WOOD: in altri casi, come per "MOONRAKER-OPERAZIONE SPAZIO", "007 BERSAGLIO MOBILE", "QUANTUM OF SOLACE", la relazione tra film e opera di Fleming è solamente il titolo, poi la storia narrata è completamente diversa. Il regista prescelto per dirigere questo episodio, era GUY HAMILTON, che sarebbe tornato per la quinta volta a dirigere un film di James Bond: però Hamilton declinò l'offerta, per poter dirigere "SUPERMAN-IL FILM". La Warner Bros., invece, poi, scelse RICHARD DONNER per assegnare la regia del film sul supereroe DC Comics. Anche STEVEN SPIELBERG fu contattato dalla produzione per affidargli la direzione del nuovo Bond-movie: probabilmente, dopo le notevoli difficoltà incontrate girando "LO SQUALO", Spielberg non se la sentì di girare un altro lungometraggio che, in gran parte, era ambientato sull'acqua. Infine, la regia toccò a LEWIS GILBERT, che aveva già diretto "AGENTE 007-SI VIVE SOLO DUE VOLTE": Gilbert intuì quello che nei primi due film con ROGER MOORE  non aveva funzionato, e cioè, l'attore inglese avrebbe dovuto approcciarsi al personaggio con la sua ironia britannica e la sua classe innata, invece di prendersi sul serio. Fu un'idea vincente. Per girare questo film, Moore aveva rinunciato a prendere parte a "QUELL'ULTIMO PONTE", per cui gli era stato offerto il ruolo del generale Brian Horrocks: la parte andò così a EDWARD FOX. Per il ruolo della coprotagonista, Anya Amasova, Broccoli aveva puntato su LOIS CHILES, ma l'attrice, colpita da critiche feroci, si era momentaneamente ritirata per studiare recitazione, e venne scelta invece BARBARA BACH, che venne scritturata appena quattro giorni prima dell'inizio delle riprese. Pare che CATHERINE DENEUVE si fosse candidata per ottenere il ruolo, abbassando il suo compenso da 400,000 dollari a 250,000, ma l'offerta di Broccoli, 80,000 dollari, venne ritenuta troppo bassa dall'attrice, che lasciò perdere. La Bach si era recata al provino per un ruolo di contorno, ed invece fu scelta come coprotagonista. Il produttore rimase però dell'idea di ingaggiare la Chiles, che, infatti, è la Bond-girl del successivo "Moonraker". Stromberg, il nemico di 007, ha le mani fasciate: questo si nota poco nella versione del film per home video, ma chi vide il lungometraggio al cinema, potè notare bene la cosa. Per interpretare il ricchissimo e folle personaggio, la produzione avrebbe voluto JAMES MASON, poi si decise di scritturare CURD JURGENS, suggerito da Lewis Gilbert, da cui era stato diretto in "PASSAGGIO A HONG KONG": Mason era la prima scelta anche per interpretare Hugo Drax, il cattivo di "Moonraker", ma anche in tale occasione, fu poi MICHAEL LONSDALE ad appropriarsi del personaggio. E' la prima volta, nella serie, che viene utilizzato un cattivo inventato appositamente per il cinema: infatti, nel romanzo omonimo, il villain si chiama Stavros, e non Stromberg. Prima di girare la sequenza in cui Naomi, il suo personaggio, entrasse in scena, CAROLINE MUNRO si era seduta su un'ape, che la punse su una natica, causandole molto dolore; nonostante il problema, la troupe la spinse a girare la scena. Quando incontra Barbara Bach e Roger Moore, l'espressione tormentata sul suo viso, oltre a recitare il personaggio, risentiva anche di quel brutto momento... Noemi è il primo personaggio femminile che viene ucciso da Bond stesso, nella serie. La Munro declinò l'offerta di interpretare Ursa, nemica del supereroe, in "Superman", per prendere parte ad uno 007.  RICHARD KIEL poteva indossare la particolare dentatura metallica di "Squalo" al massimo per due minuti, per la scomodità e il dolore alla bocca che l'apparecchio procurava. La catena che spezza con i denti era composta di liquirizia. Per il killer al soldo di Stromberg, prima di giungere a Kiel, furono presi in considerazione altri attori dalla mole impressionante, come DAVID PROWSE, WILL SAMPSON e JACK O' HALLORAN. In una prima versione della sceneggiatura, "Squalo" avrebbe dovuto morire, spinto da James Bond in una fornace della base di Stromberg usando un magnete, ma Broccoli era convinto della forte potenzialità del personaggio, e decise che sarebbe riapparso in altri film dell'agente segreto ( infatti, c'è nel successivo "Moonraker"). Kiel ricordò che alla prima del film, applausi a scena aperta vennero scaturiti quando si scopre che "Squalo" non è morto. Fu uno spunto di Roger Moore, deciso all'ultimo momento prima di girare, la scelta di far sedere James Bond sulla sedia di fronte a Stromberg nel duello finale: inizialmente, 007 avrebbe dovuto trovarsi dietro la sedia, e il cambiamento obbligò i tecnici degli effetti speciali a renderla più salda, per non far rischiare all'attore di farsi male saltandone via rapidamente. Nel film compare, nella parte dell'ammiraglio Hargreaves, ROBERT BROWN: dopo la scomparsa di BERNARD LEE, Brown lo avrebbe sostituito nel ruolo di "M" per quattro episodi, da "OCTOPUSSY-OPERAZIONE PIOVRA" a "VENDETTA PRIVATA". La vista del direttore della fotografia CLAUDE RENOIR stava peggiorando, quando il film andò in produzione: infatti, nel riprendere il colossale hangar dei sommergibili di Stromberg, il photographer non riusciva a vedere fino in fondo all'ambiente. Di conseguenza, non poteva supervisionare correttamente l'illuminazione: KEN ADAM si rivolse allora all'amico STANLEY KUBRICK, affinchè gli desse una mano nella supervisione: il regista accettò, a patto che la faccenda rimanesse assolutamente segreta. Fu Kubrick a suggerire l'utilizzo delle luci subacquee, dal basso. La figlia KATHARINA KUBRICK disegnò personalmente la dentatura di metallo di "Squalo". Nella "novelization" del film, viene ricostruita la storia del killer dai denti d'acciaio: profugo polacco, fuggito in mare e salvato da Stromberg, il quale, con quattordici operazioni, gli forniva la dentatura in metallo. E' l'unico capitolo in cui "Q" viene chiamato con il suo vero nome, dal maggiore Amasova, come "Maggiore Geoffrey Boothroyd". E' anche l'unica volta in cui il primo "M",  viene chiamato col suo vero nome, Miles. E' il primo episodio in cui si fa cenno al passato di Bond, dal suo arruolamento nella Marina inglese, alle diverse amanti avute, ed al matrimonio di breve durata con Tracy. Nel film c'è la prima apparizione del generale Gogol, interpretato da WALTER GOTELL, il quale era già apparso in un episodio di Bond, e cioè, in "A 007, DALLA RUSSIA CON AMORE", interpretando Morzeny, un uomo della Spectre. La celeberrima scena del paracadute con la bandiera britannica, nel prologo, fu un'idea di GEORGE LAZENBY all'epoca di "AL SERVIZIO SEGRETO DI SUA MAESTA' ", ma non c'era l'attrezzatura adatta per realizzare la scena: ai produttori comunque la trovata piacque, e la vollero usare per aprire questo episodio. Se si osserva bene il paracadute, la riproduzione della bandiera non è corretta: alla prima del film, Carlo d'Inghilterra si mise sull'attenti nel momento in cui il paracadute di 007 si apre, ma, probabilmente, non si era accorto dell'errore... Tra l'altro, per lo stuntman RICK SYLVESTER, che girò la scena, ci fu un rischio non da poco, per un malfunzionamento dell'apertura del paracadute, come ricorda Roger Moore nel commento del DVD della pellicola. All'epoca della realizzazione del film, il franchise di 007 era considerato il più redditizio nel mondo del cinema; soprattutto per quanto riguardava l'automobile da far usare a James Bond, la competizione era altissima nei grandi marchi. Fu Don McLaughlin , manager dei PR della Lotus, fece in modo che i produttori di 007 cercassero quel marchio, invece di fare un'offerta: si presentò ai Pinewood Studios con l'ancora inedita Lotus Esprit, senza alcun marchio sopra, parcheggiandola vicino al ristorante dei set. McLaughlin lasciò l'auto parcheggiata per qualche ora, e quando tornò a riprenderla, si era formata una discreta folla: il manager si allontanò senza fornire risposte a chi chiedeva che modello di automobile fosse, e fu successivamente contattato da  Broccoli e dal suo socio HARRY SALTZMAN, che scelsero la Esprit per inserirla nel nuovo 007. Gli stuntmen ebbero problemi nel far risultare emozionante la Lotus Esprit nelle scene di inseguimento, perchè la macchina teneva fin troppo bene la strada, e per fare delle sequenze "tese" andava guidata a forte velocità sulle curve. Nella scena in cui Bond riemerge dal mare con la Lotus, un bambino indica l'automobile: è il figlio di Richard Kiel, RIchard George. La Lotus venne ribattezzata dalla troupe "Wet Nellie", in riferimento al celeberrimo "Mostro di Loch Ness", e ne vennero utilizzate quattro per le riprese: una è in mostra perenne al James Bond Museum in Florida. Per la lunga sequenza sott'acqua venne realizzato un "guscio" che fosse identico alla carrozzeria dell'auto, e venne sparato sott'acqua con aria compressa per farlo avanzare. Oltre a questo modello d'auto, questo film fu un veicolo pubblicitario incredibile per un'altra novità: la "moto d'acqua", che Roger Moore guida in uniforme, lanciando un nuovo modo di divertirsi e viaggiare in acqua. Una rappresentanza del governo egiziano fu presente sul set durante le riprese al Cairo e a Giza per controllare che il Paese non venisse rappresentato in maniera negativa. Lo sguardo impaurito di Barbara Bach nella fuga dei corridoi di Atlantis, la base di Stromberg era dovuto al fatto che l'acqua che colava era molta. Circa un milione dei 13 spesi per produrre il film fu utilizzato per creare il più ampio e impressionante  set al chiuso mai concepito fino ad allora: la base sottomarina di Stromberg, che, venne calcolato, poteva contenere fino a un milione e 200.000 galloni. Il grande set fu distrutto da un incendio nel 1984, durante le riprese di "LEGEND". Per la prima volta, le musiche di un episodio della serie vennero affidate ad un compositore americano, MARVIN HAMLISH: egli si fece ispirare da WOLFGANG AMADEUS MOZART, per scrivere la title-track "Nobody does it better", interpretata da CARLY SIMON, che ebbe un successo notevole. La scelta di affidare la colonna sonora a Hamlish invece che, come di consueto, a JOHN BARRY, fu dovuta al fatto che il compositore inglese aveva, all'epoca, problemi con il fisco britannico, e non poteva tornare in Inghilterra. Il primo di tre episodi consecutivi della serie, in cui parte della storia è ambientata in Italia: qua c'è un segmento del racconto che si svolge in Sardegna. La scena in cui la Lotus riemerge dalle acque, ad esempio, fu girata a Capriccioli, in Ottobre, per avere meno bagnanti sulla spiaggia. Fu il film d'esordio per la sequenza del mirino che apre i lungometraggi di Bond, dopo il prologo, con l'agente 007 ripreso più da vicino: questo fu necessario perchè il formato delle proiezioni era cambiato. Tra l'altro, fu anche la prima volta dell'agente segreto in smoking nella sequenza. "La spia che mi amava" è anche il primo titolo bondiano registrato in Stereo. I titoli di coda annunciano che 007 sarebbe ritornato in "SOLO PER I TUOI OCCHI", ma lo spropositato successo arriso a "STAR WARS-EPISODIO IV:UNA NUOVA SPERANZA" e a "INCONTRI RAVVICINATI DEL TERZO TIPO", fece sì che il successivo episodio delle avventure di Bond fosse invece "Moonraker". Le riprese durarono dall'Agosto 1976 al Gennaio 1977. Costò 14 milioni di dollari: negli USA incassò 47 milioni,  e nel resto del mondo altri 138, totalizzando 185 milioni. E' stato l'ultimo film visto da ELVIS PRESLEY: la rockstar lo guardò in una proiezione speciale al General Cinema di Whitehaven in Tennessee. Sei giorni dopo, Presley morì. Per il produttore Albert "Cubby" Broccoli, assieme a "A 007-DALLA RUSSIA CON AMORE" e "MISSIONE GOLDFINGER", questo era il migliore della serie. Ebbe tre nominations agli Oscar, il record, fin lì, per un film di 007: le candidature furono per miglior direzione artistica, miglior colonna sonora e miglior canzone ("Nobody does it better"). Alla prima trasmissione sulla tv britannica, fu visto da 22 milioni e 900.000 spettatori, risultando come il terzo più visto nella storia della ITV.