lunedì 21 agosto 2017

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HARRY, TI PRESENTO SALLY...
( When Harry mets Sally, USA 1989)
DI ROB REINER
COMMEDIA
NORA EPHRON scrisse la sceneggiatura di "HARRY, TI PRESENTO SALLY..." più o meno in cinque anni. Prima di giungere al titolo con cui conosciamo questa commedia, si era pensato a "Just friends", poi " Boy meets girls", "Blue Moon", "It had to be you", "Words of love", "How they met": Nora Ephron fu molto soddisfatta del film finito, ma ha sempre detto che se avesse potuto cambiar qualcosa, avrebbe scelto un altro titolo. Buona parte di ciò che il film racconta proviene dalle esperienze di divorziato e poi di single di ROB REINER: ironicamente, Reiner conobbe la donna che sarebbe diventata la sua seconda moglie...proprio su questo set! Il ruolo di Harry venne inizialmente offerto a ALBERT BROOKS, che non volle fare il film, poi l'offerta fu per TOM HANKS, che giudicò lo script fin troppo leggero, venne preso in considerazione MICHAEL KEATON, ma poi la cosa venne accantonata, e così la parte andò a BILLY CRYSTAL. Crystal, per acquisire lo stato d'animo di un uomo appena lasciato dalla moglie, si preparò ad interpretare Harry da solo, nella stanza di un hotel, isolato dal resto del cast. Invece, il ruolo di Sally venne dapprima destinato a MOLLY RINGWALD, la quale aveva però troppi impegni già presi, e non accettò, lasciando via libera quindi a MEG RYAN: la Ringwald avrebbe ripreso il personaggio a teatro anni dopo. Joe è interpretato da STEVEN FORD, figlio dell'ex presidente GERALD FORD.  La scena in cui Sally simula l'orgasmo al ristorante fu girata al Katz's Dely, un vero locale di New York, in Houston Street. Nella scena in cui Harry e Sally sono al museo, se vi si fa caso, Billy Crystal aggiunse spontaneamente una battuta, e Meg Ryan guarda a destra, verso la regia, non trattenendo una risata: Reiner fece cenno ai due attori di proseguire con naturalezza. Sul tavolo presso il quale fu girata la sequenza è affissa una placca con su inciso "Dove Harry incontrò Sally...sperando che tu abbia ciò che è toccato a lei!".  La celebre battuta della signora accanto "Voglio quello che ha ordinato lei!" ( era ESTELLE REINER, madre del regista) fu suggerita da Crystal. Invece sia il finto orgasmo che l'ambientazione in un ristorante furono spunti che venivano dalla Ryan. La sequenza fu tagliata nelle copie per i voli di linea in USA.  Il fatto che Sally sia schizzinosa e prolissa nelle ordinazioni del cibo proviene ....dalla stessa Nora Ephron, la quale, anni dopo, su un aereo, facendo perdere forse troppo tempo ad una hostess, si sentì dire: "Ha mai visto il film "Harry ti presento Sally"....?"...... Fu Reiner a suggerire alla sceneggiatrice di sottolineare questo aspetto di Sally dopo averla vista ordinare da mangiare. Il personaggio di Harry, invece, è basato parzialmente su Rob Reiner stesso: tendenzialmente affezionato alle fasi depressive leggere, come il personaggio e piuttosto critico. Rob Reiner fece girare ad attori, nelle sequenze in cui coppie raccontano in breve la loro storia, relazioni di cui aveva sentito parlare veramente. Billy Crystal e Meg Ryan improvvisarono del tutto la "loro" intervista. In una scena vediamo Harry leggere "MISERY": ne sarebbe stato tratto il film successivo del regista. La scelta di ambientare il film nei luoghi più caratteristici, celebri, e belli, di New York fu intenzionale da parte di Reiner, della Ephron e del produttore ANDREW SCHEINMAN: infatti, mentre Harry e Sally lentamente e inconsapevolmente si innamorano, gli sfondi possono assumere una dimensione di solitudine o di piacevolezza, a seconda di come si guardi alla scena in questione. La sequenza in cui i quattro personaggi principali parlano al telefono con la tecnica dello split screen richiese sei riprese per essere ultimata: è un dichiarato omaggio alla commedia classica "IL LETTO RACCONTA". Nelle prime versioni della sceneggiatura, Harry e Sally rimanevano amici, nel finale, senza diventare una coppia: la conclusione fu cambiata definitivamente solo più tardi. Le riprese si tennero dall'Agosto al Novembre del 1988. Costato 16 milioni di dollari, ne incassò 92 nei soli USA. Una candidatura agli Oscar, per la miglior sceneggiatura originale. Cinque, invece, ai Golden Globes: miglior film, regia, attore e attrice protagonista (Crystal e la Ryan) e sceneggiatura originale. Ai BAFTA un premio vinto e una nomination: il primo andato a Nora Ephron per lo script, e la seconda al miglior film. Fu anche candidato al David di Donatello per la miglior regia e la migliore attrice, categorie stranieri. 

mercoledì 9 agosto 2017

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LA SPIA CHE MI AMAVA ( The spy who loved me, GB 1977)
DI LEWIS GILBERT
AZIONE/SPIONAGGIO
"L'UOMO DALLA PISTOLA D'ORO" era stato il peggior risultato commerciale dei film di 007, e nessuno si sarebbe aspettato che la serie non solo sarebbe proseguita, ma che ALBERT "CUBBY" BROCCOLI ( per la prima volta senza il partner HARRY SALTZMAN coinvolto nella produzione di un film sulla spia) investisse sul titolo successivo una vera e propria fortuna: 13 milioni di dollari, per l'epoca cifra assai considerevole, ed il budget più alto mai stanziato per un lungometraggio con James Bond. "LA SPIA CHE MI AMAVA" era il decimo romanzo scritto da IAN FLEMING con protagonista il celebre agente segreto da lui creata: venne pubblicato nell'Aprile del 1962. Fleming, tra l'altro, lo considerava tra i suoi peggiori lavori, consegnato alle stampe solo per onor di contratto. Però, in pratica, con il romanzo originale, le attinenze furono veramente poche: se si escludono i due sgherri nemici di 007, come "Squalo" e "Sandor", si può dire che sia stato il primo film della serie di Bond dal soggetto completamente originale (ed il secondo, fu, diciotto anni più tardi "GOLDENEYE"). Infatti, successivamente all'uscita della pellicola, arrivò sul mercato la "novelization", cioè la versione in romanzo della sceneggiatura, firmata dallo scrittore CHRISTOPHER WOOD: in altri casi, come per "MOONRAKER-OPERAZIONE SPAZIO", "007 BERSAGLIO MOBILE", "QUANTUM OF SOLACE", la relazione tra film e opera di Fleming è solamente il titolo, poi la storia narrata è completamente diversa. Il regista prescelto per dirigere questo episodio, era GUY HAMILTON, che sarebbe tornato per la quinta volta a dirigere un film di James Bond: però Hamilton declinò l'offerta, per poter dirigere "SUPERMAN-IL FILM". La Warner Bros., invece, poi, scelse RICHARD DONNER per assegnare la regia del film sul supereroe DC Comics. Anche STEVEN SPIELBERG fu contattato dalla produzione per affidargli la direzione del nuovo Bond-movie: probabilmente, dopo le notevoli difficoltà incontrate girando "LO SQUALO", Spielberg non se la sentì di girare un altro lungometraggio che, in gran parte, era ambientato sull'acqua. Infine, la regia toccò a LEWIS GILBERT, che aveva già diretto "AGENTE 007-SI VIVE SOLO DUE VOLTE": Gilbert intuì quello che nei primi due film con ROGER MOORE  non aveva funzionato, e cioè, l'attore inglese avrebbe dovuto approcciarsi al personaggio con la sua ironia britannica e la sua classe innata, invece di prendersi sul serio. Fu un'idea vincente. Per girare questo film, Moore aveva rinunciato a prendere parte a "QUELL'ULTIMO PONTE", per cui gli era stato offerto il ruolo del generale Brian Horrocks: la parte andò così a EDWARD FOX. Per il ruolo della coprotagonista, Anya Amasova, Broccoli aveva puntato su LOIS CHILES, ma l'attrice, colpita da critiche feroci, si era momentaneamente ritirata per studiare recitazione, e venne scelta invece BARBARA BACH, che venne scritturata appena quattro giorni prima dell'inizio delle riprese. Pare che CATHERINE DENEUVE si fosse candidata per ottenere il ruolo, abbassando il suo compenso da 400,000 dollari a 250,000, ma l'offerta di Broccoli, 80,000 dollari, venne ritenuta troppo bassa dall'attrice, che lasciò perdere. La Bach si era recata al provino per un ruolo di contorno, ed invece fu scelta come coprotagonista. Il produttore rimase però dell'idea di ingaggiare la Chiles, che, infatti, è la Bond-girl del successivo "Moonraker". Stromberg, il nemico di 007, ha le mani fasciate: questo si nota poco nella versione del film per home video, ma chi vide il lungometraggio al cinema, potè notare bene la cosa. Per interpretare il ricchissimo e folle personaggio, la produzione avrebbe voluto JAMES MASON, poi si decise di scritturare CURD JURGENS, suggerito da Lewis Gilbert, da cui era stato diretto in "PASSAGGIO A HONG KONG": Mason era la prima scelta anche per interpretare Hugo Drax, il cattivo di "Moonraker", ma anche in tale occasione, fu poi MICHAEL LONSDALE ad appropriarsi del personaggio. E' la prima volta, nella serie, che viene utilizzato un cattivo inventato appositamente per il cinema: infatti, nel romanzo omonimo, il villain si chiama Stavros, e non Stromberg. Prima di girare la sequenza in cui Naomi, il suo personaggio, entrasse in scena, CAROLINE MUNRO si era seduta su un'ape, che la punse su una natica, causandole molto dolore; nonostante il problema, la troupe la spinse a girare la scena. Quando incontra Barbara Bach e Roger Moore, l'espressione tormentata sul suo viso, oltre a recitare il personaggio, risentiva anche di quel brutto momento... Noemi è il primo personaggio femminile che viene ucciso da Bond stesso, nella serie. La Munro declinò l'offerta di interpretare Ursa, nemica del supereroe, in "Superman", per prendere parte ad uno 007.  RICHARD KIEL poteva indossare la particolare dentatura metallica di "Squalo" al massimo per due minuti, per la scomodità e il dolore alla bocca che l'apparecchio procurava. La catena che spezza con i denti era composta di liquirizia. Per il killer al soldo di Stromberg, prima di giungere a Kiel, furono presi in considerazione altri attori dalla mole impressionante, come DAVID PROWSE, WILL SAMPSON e JACK O' HALLORAN. In una prima versione della sceneggiatura, "Squalo" avrebbe dovuto morire, spinto da James Bond in una fornace della base di Stromberg usando un magnete, ma Broccoli era convinto della forte potenzialità del personaggio, e decise che sarebbe riapparso in altri film dell'agente segreto ( infatti, c'è nel successivo "Moonraker"). Kiel ricordò che alla prima del film, applausi a scena aperta vennero scaturiti quando si scopre che "Squalo" non è morto. Fu uno spunto di Roger Moore, deciso all'ultimo momento prima di girare, la scelta di far sedere James Bond sulla sedia di fronte a Stromberg nel duello finale: inizialmente, 007 avrebbe dovuto trovarsi dietro la sedia, e il cambiamento obbligò i tecnici degli effetti speciali a renderla più salda, per non far rischiare all'attore di farsi male saltandone via rapidamente. Nel film compare, nella parte dell'ammiraglio Hargreaves, ROBERT BROWN: dopo la scomparsa di BERNARD LEE, Brown lo avrebbe sostituito nel ruolo di "M" per quattro episodi, da "OCTOPUSSY-OPERAZIONE PIOVRA" a "VENDETTA PRIVATA". La vista del direttore della fotografia CLAUDE RENOIR stava peggiorando, quando il film andò in produzione: infatti, nel riprendere il colossale hangar dei sommergibili di Stromberg, il photographer non riusciva a vedere fino in fondo all'ambiente. Di conseguenza, non poteva supervisionare correttamente l'illuminazione: KEN ADAM si rivolse allora all'amico STANLEY KUBRICK, affinchè gli desse una mano nella supervisione: il regista accettò, a patto che la faccenda rimanesse assolutamente segreta. Fu Kubrick a suggerire l'utilizzo delle luci subacquee, dal basso. La figlia KATHARINA KUBRICK disegnò personalmente la dentatura di metallo di "Squalo". Nella "novelization" del film, viene ricostruita la storia del killer dai denti d'acciaio: profugo polacco, fuggito in mare e salvato da Stromberg, il quale, con quattordici operazioni, gli forniva la dentatura in metallo. E' l'unico capitolo in cui "Q" viene chiamato con il suo vero nome, dal maggiore Amasova, come "Maggiore Geoffrey Boothroyd". E' anche l'unica volta in cui il primo "M",  viene chiamato col suo vero nome, Miles. E' il primo episodio in cui si fa cenno al passato di Bond, dal suo arruolamento nella Marina inglese, alle diverse amanti avute, ed al matrimonio di breve durata con Tracy. Nel film c'è la prima apparizione del generale Gogol, interpretato da WALTER GOTELL, il quale era già apparso in un episodio di Bond, e cioè, in "A 007, DALLA RUSSIA CON AMORE", interpretando Morzeny, un uomo della Spectre. La celeberrima scena del paracadute con la bandiera britannica, nel prologo, fu un'idea di GEORGE LAZENBY all'epoca di "AL SERVIZIO SEGRETO DI SUA MAESTA' ", ma non c'era l'attrezzatura adatta per realizzare la scena: ai produttori comunque la trovata piacque, e la vollero usare per aprire questo episodio. Se si osserva bene il paracadute, la riproduzione della bandiera non è corretta: alla prima del film, Carlo d'Inghilterra si mise sull'attenti nel momento in cui il paracadute di 007 si apre, ma, probabilmente, non si era accorto dell'errore... Tra l'altro, per lo stuntman RICK SYLVESTER, che girò la scena, ci fu un rischio non da poco, per un malfunzionamento dell'apertura del paracadute, come ricorda Roger Moore nel commento del DVD della pellicola. All'epoca della realizzazione del film, il franchise di 007 era considerato il più redditizio nel mondo del cinema; soprattutto per quanto riguardava l'automobile da far usare a James Bond, la competizione era altissima nei grandi marchi. Fu Don McLaughlin , manager dei PR della Lotus, fece in modo che i produttori di 007 cercassero quel marchio, invece di fare un'offerta: si presentò ai Pinewood Studios con l'ancora inedita Lotus Esprit, senza alcun marchio sopra, parcheggiandola vicino al ristorante dei set. McLaughlin lasciò l'auto parcheggiata per qualche ora, e quando tornò a riprenderla, si era formata una discreta folla: il manager si allontanò senza fornire risposte a chi chiedeva che modello di automobile fosse, e fu successivamente contattato da  Broccoli e dal suo socio HARRY SALTZMAN, che scelsero la Esprit per inserirla nel nuovo 007. Gli stuntmen ebbero problemi nel far risultare emozionante la Lotus Esprit nelle scene di inseguimento, perchè la macchina teneva fin troppo bene la strada, e per fare delle sequenze "tese" andava guidata a forte velocità sulle curve. Nella scena in cui Bond riemerge dal mare con la Lotus, un bambino indica l'automobile: è il figlio di Richard Kiel, RIchard George. La Lotus venne ribattezzata dalla troupe "Wet Nellie", in riferimento al celeberrimo "Mostro di Loch Ness", e ne vennero utilizzate quattro per le riprese: una è in mostra perenne al James Bond Museum in Florida. Per la lunga sequenza sott'acqua venne realizzato un "guscio" che fosse identico alla carrozzeria dell'auto, e venne sparato sott'acqua con aria compressa per farlo avanzare. Oltre a questo modello d'auto, questo film fu un veicolo pubblicitario incredibile per un'altra novità: la "moto d'acqua", che Roger Moore guida in uniforme, lanciando un nuovo modo di divertirsi e viaggiare in acqua. Una rappresentanza del governo egiziano fu presente sul set durante le riprese al Cairo e a Giza per controllare che il Paese non venisse rappresentato in maniera negativa. Lo sguardo impaurito di Barbara Bach nella fuga dei corridoi di Atlantis, la base di Stromberg era dovuto al fatto che l'acqua che colava era molta. Circa un milione dei 13 spesi per produrre il film fu utilizzato per creare il più ampio e impressionante  set al chiuso mai concepito fino ad allora: la base sottomarina di Stromberg, che, venne calcolato, poteva contenere fino a un milione e 200.000 galloni. Il grande set fu distrutto da un incendio nel 1984, durante le riprese di "LEGEND". Per la prima volta, le musiche di un episodio della serie vennero affidate ad un compositore americano, MARVIN HAMLISH: egli si fece ispirare da WOLFGANG AMADEUS MOZART, per scrivere la title-track "Nobody does it better", interpretata da CARLY SIMON, che ebbe un successo notevole. La scelta di affidare la colonna sonora a Hamlish invece che, come di consueto, a JOHN BARRY, fu dovuta al fatto che il compositore inglese aveva, all'epoca, problemi con il fisco britannico, e non poteva tornare in Inghilterra. Il primo di tre episodi consecutivi della serie, in cui parte della storia è ambientata in Italia: qua c'è un segmento del racconto che si svolge in Sardegna. La scena in cui la Lotus riemerge dalle acque, ad esempio, fu girata a Capriccioli, in Ottobre, per avere meno bagnanti sulla spiaggia. Fu il film d'esordio per la sequenza del mirino che apre i lungometraggi di Bond, dopo il prologo, con l'agente 007 ripreso più da vicino: questo fu necessario perchè il formato delle proiezioni era cambiato. Tra l'altro, fu anche la prima volta dell'agente segreto in smoking nella sequenza. "La spia che mi amava" è anche il primo titolo bondiano registrato in Stereo. I titoli di coda annunciano che 007 sarebbe ritornato in "SOLO PER I TUOI OCCHI", ma lo spropositato successo arriso a "STAR WARS-EPISODIO IV:UNA NUOVA SPERANZA" e a "INCONTRI RAVVICINATI DEL TERZO TIPO", fece sì che il successivo episodio delle avventure di Bond fosse invece "Moonraker". Le riprese durarono dall'Agosto 1976 al Gennaio 1977. Costò 14 milioni di dollari: negli USA incassò 47 milioni,  e nel resto del mondo altri 138, totalizzando 185 milioni. E' stato l'ultimo film visto da ELVIS PRESLEY: la rockstar lo guardò in una proiezione speciale al General Cinema di Whitehaven in Tennessee. Sei giorni dopo, Presley morì. Per il produttore Albert "Cubby" Broccoli, assieme a "A 007-DALLA RUSSIA CON AMORE" e "MISSIONE GOLDFINGER", questo era il migliore della serie. Ebbe tre nominations agli Oscar, il record, fin lì, per un film di 007: le candidature furono per miglior direzione artistica, miglior colonna sonora e miglior canzone ("Nobody does it better"). Alla prima trasmissione sulla tv britannica, fu visto da 22 milioni e 900.000 spettatori, risultando come il terzo più visto nella storia della ITV. 

giovedì 27 luglio 2017

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DUELLO NELL'ATLANTICO ( The enemy below, USA 1957)
DI DICK POWELL
GUERRA
"DUELLO NELL'ATLANTICO" fu tratto dal romanzo "THE ENEMY BELOW" di D.A. RAYNER. Il libro era basato su alcune esperienze vissute da Rayner in persona, ufficiale di marina durante il secondo conflitto mondiale. Nel romanzo, il comandante John Murrell, il personaggio interpretato da ROBERT MITCHUM, era inglese, anziché americano, così come la nave che egli comanda. Fu il primo lungometraggio girato in America da CURD JURGENS: in questo film, l'attore tedesco è citato come "Curt Jurgens". Intervistato nel 1977 dal "New York Times", all'uscita de "LA SPIA CHE MI AMAVA", in cui interpreta il nemico di 007, Stromberg, Jurgens dichiarò che era particolarmente fiero di aver interpretato questo film, perchè era il primo titolo americano del dopoguerra in cui un tedesco non veniva raffigurato negativamente. Uno dei sette film diretti da DICK POWELL, ed il penultimo girato: successivamente, per il cinema realizzò solo "I CACCIATORI", poi lavorò solo per la tv. Fu il film d'esordio per DAN TANA DAVID HEDISON, accreditato nei titoli come "Al Hedison". Appare in un cameo il produttore DARRYL F. ZANUCK: quando Murrell chiama il comando, è uno dei capi, sulla sinistra nella stanza, vestito di blu.Nella realtà, l'USS Borie affondò con un siluro l'U-Boot U-405, e l'equipaggio del sommergibile tedesco venne portato in salvo con un altro vascello. La nave americana che "impersonò" l'USS Haynes era invece la USS Whitehurst: venne affondata nel 1971, per testare un nuovo siluro della Marina americana.  Gran parte dell'equipaggio della nave apparì nel film nella veste di comparse.  Seppure questo film narri di una battaglia tra una nave ed un sommergibile, le cronache della guerra dal '40 al '45 dicono di pochissimi eventi del genere durante il conflitto. Lo slogan dipinto sull'U-Boot significa "Gli ordini del comandante, li seguiamo". L'U-Boot del film è più spazioso e largo di come erano solitamente i sommergibili dell'epoca della II Guerra Mondiale: "U-BOOT 96" di WOLFGANG PETERSEN era molto più realistico. Infatti, avendo poco spazio  a bordo, le condizioni igieniche di questi sottomarini erano molto scadenti, e pare che quando rientrassero alla base, gli addetti alle pulizie fossero in difficoltà per il terribile odore dentro lo scafo. Uno dei consulenti principali, per quel che riguardava dettagli dei sommergibili tedeschi, fu ALBERT BECK, il quale aveva prestato servizio in guerra su un sottomarino.  Lo snodo principale del film, due comandanti nemici che imparano a rispettarsi dandosi battaglia, fu anche alla base dell'episodio della serie "STAR TREK" "Balance of terror". L'intera storia si svolge in un arco di 24 ore.  Mitchum cadde girando una scena sul ponte della nave, facendosi male alla schiena, e dovendo indossare un busto per il resto della lavorazione. Benchè ambientato nell'Oceano Atlantico del Sud, alcune sequenze vennero realizzate nell'Oceano Indiano. Vennero girati due finali: uno, in cui entrambi i coprotagonisti morivano, che rimase inutilizzato. L'altro, in cui vengono recuperati da una nave Alleata, è quello che è rimasto definitivo. La decisione venne presa dopo alcune proiezioni-test: il pubblico presente definì il finale più drammatico insoddisfacente. Il film costò quasi 2 milioni di dollari. Vinse un Oscar per i migliori effetti speciali. Ai BAFTA Curd Jurgens ottenne una candidatura per il miglior attore straniero. 

martedì 25 luglio 2017

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SONO INNOCENTE ( You only live once, USA 1937)
DI FRITZ LANG
NOIR
Il soggetto di "SONO INNOCENTE" è vagamente ispirato alle gesta di Bonnie e Clyde. Con il suo film precedente, "FURIA", FRITZ LANG si era guadagnato ottime recensioni, ma i dirigenti hollywoodiani non erano molto a proprio agio con la forte politicizzazione dei suoi titoli. Per fortuna del regista, la star di "Furia", SYLVIA SIDNEY, intervenne convincendo il produttore WALTER WANGER a prenderlo in considerazione per dirigere questa pellicola. Paradossalmente, per Lang questo non fu un set facile, al punto da indurlo a non ritornare sul set prima di un anno e mezzo. La canzone "A thousand dreams of you" era concepita come un brano di sottofondo, finchè non uscirono copie del disco con Sylvia Sidney e HENRY FONDA in copertina, che la resero diffusa. E' notorio che Fonda incise una sua versione della canzone, ma lo fece nel Novembre del 1936, a riprese già effettuate, e quindi la canzone che si sente nella pellicola, non è interpretata dall'attore. Fu il primo film  girato da JACK CARSON. Gli sceneggiatori del film, GENE TOWNE e GRAHAM C. BAKER, erano celeberrimi per la loro eccentricità: erano infatti usi scrivere in costume da bagno, e segnare appunti su carta igienica.... Nel film sarebbero stati presenti nel cast numerosi attori, dei quali non c'è traccia nel lungometraggio: non è dato sapere se abbiano girato scene poi tagliate al montaggio, oppure se invece fossero solo annunciati. Le riprese si svolsero tra il Settembre e il Novembre del 1936. Ne fu allestita una versione radiofonica di 30 minuti, con Fonda e la Sydney intenti a riprendere i loro ruoli, nel 1945. Il film costò 575,000 dollari dell'epoca. 

lunedì 17 luglio 2017

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HARVEY KEITEL ( 13/05/39, Brooklyn, NY, USA-....)
Nato a Brooklyn nel 1939, HARVEY KEITEL, dopo aver prestato servizio nei Marines, nel 1958, venendo anche inviato in missione in Libano, sviluppò fin da giovanissimo una forte passione per la recitazione, che lo portò a studiare presso l'HB Studio, a Greenwich Village, sotto la prestigiosa conduzione di STELLA ADLER, FRANK CORSARO e LEE STRASBERG. In breve cominciò ad ottenere ruoli in produzioni off-Broadway, per affinare la tecnica e farsi conoscere: dopo aver fatto il commesso in un negozio di scarpe da donna, per dieci anni si guadagnò da vivere lavorando come stenografo in tribunale, recitando per passione. Venne contattato da un giovane regista, MARTIN SCORSESE, il quale gli fece fare un provino per il personaggio di "J.R.", per il suo film "CHI STA BUSSANDO ALLA MIA PORTA?". Colpito dal talento dell'attore, Scorsese provò a coinvolgerlo in diversi nuovi progetti, molti dei quali non arrivarono mai a diventare lungometraggi veri e propri. Per il film che lanciò definitivamente la carriera del regista, Scorsese volle proprio Keitel come protagonista, in "MEAN STREETS-Domenica in chiesa, lunedì all'inferno", nel 1973, affiancandogli un'altra futura star come ROBERT DE NIRO. L'anno seguente, Harvey Keitel lavorò di nuovo con Scorsese, nel ruolo più negativo di "ALICE NON ABITA PIU' QUI", evidenziando la propria disponibilità ad accettare di interpretare personaggi contorti, ricchi di ombre e spesso non ben intenzionati. Nel frattempo, l'attore prese parte a episodi di serie tv collaudate, come "GLI EROI DI HOGAN", "KOJAK", "HAPPY DAYS". Nel 1976, ancora Scorsese lo volle nel ruolo secondario, ma importante, del magnaccia Sport, che cade sotto la furia del tassista Travis Bickle in "TAXI DRIVER": il nome di Keitel cominciò a prendere peso a Hollywood, ed infatti sia RIDLEY SCOTT che PAUL SCHRADER lo vollero come protagonista, rispettivamente, per "I DUELLANTI" e "BLUE COLLAR". Di seguito, registi come STANLEY DONEN, BERTRAND TAVERNIER, ETTORE SCOLA, NICOLAS ROEG vollero Keitel per ruoli da comprimario di lusso, in "SATURN 3", "LA MORTE IN DIRETTA", "IL MONDO NUOVO", "IL LENZUOLO VIOLA". Con i registi italiani, Harvey Keitel ha sempre avuto un buon rapporto: ha lavorato con ROBERTO FAENZA, LINA WERTMULLER, DAMIANO DAMIANI, DARIO ARGENTO, GIOVANNI VERONESI. Di carattere forte, ha avuto il coraggio di abbandonare due set "storici", come quello di "APOCALYPSE NOW" e "EYES WIDE SHUT", arrivando a discussioni definitive con i registi FRANCIS FORD COPPOLA e STANLEY KUBRICK. Venne sostituito, rispettivamente, da MARTIN SHEEN e SIDNEY POLLACK. Spesso si è dimostrato entusiasta per poter lavorare con registi esordienti, o quasi, come QUENTIN TARANTINO, per il quale la star ebbe peso nel far produrre il film di debutto, "LE IENE", JAMES TOBACK, oltre che i già citati Ridley Scott e Paul Schrader.  Keitel, oltre ad accettare parti spigolose, ha più di una volta interpretato ruoli tendenzialmente scabrosi, apparendo completamente nudo in scena, come in "LEZIONI DI PIANO", e ne "IL CATTIVO TENENTE". E' presente in "GET SHORTY", e nel suo sequel, "BE COOL", ma interpretando personaggi differenti. Oltre a recitare in sei film che hanno avuto la nomination per la miglior pellicola dell'anno, Harvey Keitel ha fatto parte del cast di tre lungometraggi vincitori della Palma d'Oro a Cannes: "Taxi Driver", "Lezioni di piano" e "Pulp fiction". Ha avuto una lunga relazione con la collega LORRAINE BRACCO, dalla quale ha avuto una figlia, STELLA KEITEL. Ebbe un altro figlio da una relazione con Lisa Karmazin. Si è sposato nel 2001, con l'attrice e sceneggiatrice DAPHNA KASTNER, e anche da lei ha avuto un figlio: la conobbe al festival di Toronto e si sposarono, in segreto, tre settimane dopo, a Gerusalemme. Ha una personale casa di produzione, la Goatsingers, con la socia PEGGY GORMLEY. Così come il vecchio amico Robert De Niro, Harvey Keitel è spesso poco disponibile alle interviste, mostrandosi a disagio e evidentemente poco felice di rilasciarle. Vive a New York, ma ha casa anche in California.
COSI' PARLO' HARVEY KEITEL:
"L'esistenza è una lotta."
"La paura è una sensazione che devo cavalcare, altrimenti annegherei nella paura di me stesso."
"I miei personaggi non sono selvaggi: sono problematici. Non vedo questi tipi come dei cattivi, in assoluto. Non è una difficoltà per me mantenerli umani."
"Sto imparando a godermi la vita, perchè sto imparando a convivere con malinconia e solitudine. Sto imparando a non sfuggire a queste cose, verso degli alibi. Non pretendo di capire perchè, ma vivere è allo stesso tempo difficile, e bello: senza difficoltà, non ci sarebbe bellezza."

venerdì 30 giugno 2017

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SNOWPIERCER ( Snowpiercer, SKOR/USA/F/CZ 2013)
DI JOON-HO BONG
FANTASCIENZA
"SNOWPIERCER" è tratto dal libro a fumetti di JACQUES LOB, BENJAMIN LEGRAND, JEAN-MARC ROCHETTE "Le Transperceneige". JOON-HO BONG lo scoprì nel 2004, mentre stava preparando "THE HOST", e rimase molto affascinato dal soggetto, di uomini che iniziano una rivoluzione risalendo un treno dal fondo. Bong non era convinto di far scritturare CHRIS EVANS nel ruolo principale, nonostante la star si fosse presentato di sua spontanea volontà ai provini, dopo aver appreso del progetto riguardante questo film: secondo il regista, un uomo che da anni versava in scarsità di alimentazione e miseria non era verosimile con il fisico tonico e muscoloso dell'attore. Alcune accortezze dei costumisti, e inquadrarlo in maniera da "coprire" l'imponenza di Evans, resero credibile la cosa. Evans non voleva girare la sequenza in cui egli dorme su del pesce: Bong lo convinse spiegandogli che era una delle scene che sarebbero rimaste memorabili, proprio per la sua particolarità. Il regista vagliò diversi attori per il personaggio di Wilford, finchè il produttore CHAN-WOOK PARK non gli propose ED HARRIS, che gli parve perfetto. Anche JAKE GYLLENHAAL e DUSTIN HOFFMAN furono tra gli attori che sostennero dei provini, ma vennero fatte altre scelte. Il nome del personaggio interpretato da JOHN HURT, Gilliam, fu così chiamato in omaggio a TERRY GILLIAM.  Joon-Ho Bong scrisse il personaggio di Mason con JOHN C. REILLY in mente per la parte, poi lo adattò affinchè fosse assegnabile a TILDA SWINTON: infatti, le sue battute ne evidenziano una bizzarra mascolinità, che il regista ritenne necessariamente straniante per definire l'algido personaggio. L'attrice doveva passare ogni giorno due ore al trucco per impersonare Mason. Come nel precedente film di Joon-Ho Bong,  KANG-HO SONG e AH-SUNG KO impersonarono un padre ed una figlia. Per girare la scena in cui vengono utilizzate le torce, non c'è altra luce che quella del fuoco. Bong ci tenne a sottolineare che l'anno dell'avvio della distruzione del clima planetario fosse il 2014, per rafforzare l'allarme sui pericoli della situazione climatica della Terra: il resto del film si svolge nel 2031. Il regista volle che il "protein block"  fosse veramente costituito da zucchero, gelatina, mangime per pesci: JAMIE BELL lo ha ricordato con disgusto, dopo le riprese, mentre per TILDA SWINTON, non era male. Il treno utilizzato era lungo più di 500 metri. Rochette disegnò di persona i quadri che si vedono nella parte "lussuosa" del treno. E' stato il primo lungometraggio girato in inglese dal regista. Le riprese si svolsero in 72 giorni:l'ultima sequenza venne girata in Austria. Costato 39 milioni di dollari, fu venduto in 167 paesi dopo la presentazione del trailer a festival internazionali: in USA non andò bene, perchè incassò solo 4 milioni di dollari e mezzo, mentre nel resto del mondo gli introiti furono di 82 milioni di dollari, per un totale di 86 milioni, ed uno status immediato di film di culto.

domenica 25 giugno 2017

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ARMA LETALE 4 ( Lethal weapon 4, USA 1998)
DI RICHARD DONNER
AZIONE
JEFFREY BOAM era stato un non accreditato supervisore e co-sceneggiatore del primo "ARMA LETALE". Aveva aggiunto più umorismo alla sceneggiatura, giacchè RICHARD DONNER, pur apprezzando lo script di SHANE BLACK, lo aveva trovato fin troppo oscuro e serio. Anche per "ARMA LETALE 2", Boam mise mano pesantemente al copione, in pratica riscrivendolo da capo, perchè lo script originale di Black e WARREN MURPHY venne considerato troppo violento e cupo, anche perchè Riggs nel finale moriva. Di conseguenza a Jeffrey Boam venne affidata la sceneggiatura di "ARMA LETALE 3", e successivamente egli scrisse un quarto capitolo, che piacque alla produzione, ma rimase curiosamente fermo, come progetto. Questa sceneggiatura vedeva Riggs e Murtaugh scontrarsi con un'organizzazione neonazista che intendeva compiere un grande attentato a Los Angeles. Visti alcuni eventi di complotti orditi dalla destra neonazista in USA, negli anni Novanta, il copione sembrava molto figlio del tempo, e sarebbe stato un capitolo con minor tasso d'umorismo. Poi la produzione scelse invece di mettere un traffico umano con immigrati cinesi, prendendo prima in considerazione di mettere un clan di gangsters irlandesi come cattivi, e di far concludere la pellicola con uno scontro a mani nude tra Riggs ed uno dei criminali, quello fisicamente più mastodontico: come Boam rivelò in un'intervista, la decisione dei produttori gli parve alquanto bizzarra, e in più, questo nuovo copione subì diverse riscritture, e, in pratica, le riprese cominciarono a sceneggiatura ancora da ultimare. E' l'unico film della saga in cui MEL GIBSON non porta capelli lunghi. Nel primo film della saga, a DANNY GLOVER non venne fatto depilare il petto, perchè sembrava troppo in forma per un cinquantenne: in  questo quarto film, invece, lo mostra per ben due volte! Per la parte di Lee Butters si fecero i nomi di EDDIE MURPHY, WILL SMITH e LARENZ TATE, prima di scritturare CHRIS TUCKER. Sia il personaggio di Butters, che quello, di ritorno per la terza volta, di Leo Getz, interpretato come sempre da JOE PESCI, furono un espediente narrativo giocato all'ultimo tuffo:nella sceneggiatura originale non erano previsti. Pesci percepì un ingaggio di un milione di dollari per tre settimane di riprese; dopo questo film, non ne girò altri per otto anni, fino a "THE GOOD SHEPHERD". Che Lee Butters sia un carattere inserito frettolosamente, è evidente anche dal fatto che lui e Rianne, la figlia di Murtaugh, nonostante sia incinta di lui, non si rivolgono una volta la parola direttamente: inizialmente, il personaggio del poliziotto giovane avrebbe dovuto essere gay, ma poi venne cambiata idea. Donner chiese a JET LI se potesse rallentare, nelle scene d'azione, perchè era così veloce che le macchine da presa non riuscivano a catturarne perfettamente i movimenti. Non fu solo il primo film di produzione americana di Jet Li, ma anche il primo in cui figurava nei panni del cattivo. Per il personaggio fu inizialmente contattato JACKIE CHAN, che rifiutò, per la sua scelta di non impersonare mai sullo schermo un personaggio negativo. Il nome del personaggio di Jet Li non viene specificato fino alla fine: si chiama Wah Sing Ku. Singolarmente, un comprimario appare in ogni episodio, quasi sempre in ruoli brevissimi di cattivo; è PAUL TUERPE, che nel primo "Arma letale" impersona un mercenario, nel secondo un killer, nel terzo un membro della gang di trafficanti d'armi, e in questo un copilota d'elicottero. La pistola usata da Martin Riggs è una Beretta 92fs, con mirino laser. Nella scena in cui Riggs e Lorna discutono a proposito delle voci su "maneggi" da parte di Murtaugh, il protagonista scherzosamente le risponde che glielo ha suggerito lui ( accade nel secondo episodio, quando sono nel container pieno dei soldi dei criminali sudafricani). La barca di Murtaugh si chiama "Code 7", che nel gergo radio del distretto di polizia di Los Angeles significa "pausa pranzo". La scena dell'inseguimento e del combattimento sulla highway tra Martin Riggs ed il gangster cinese venne girato a Las Vegas, perchè era l'unico luogo in cui la produzione potè ottenere i permessi necessari per girare una sequenza così. E' l'unico episodio della serie in cui Riggs non fuma: nel terzo stava cercando di smettere, infatti. E' anche il solo film della serie in cui non ci sia una scena girata nel bagno della famiglia Murtaugh. Inoltre, è l'unico capitolo in cui Murtaugh è coinvolto nello scontro finale tra Riggs ed il cattivo di turno. Solo in questo film della saga Riggs indossa un giubbotto di pelle, e non indossa mai jeans. Infine, è il solo episodio in cui non viene fatta detonare una bomba. Questa pellicola ha anche sancito la fine della collaborazione tra il compositore MICHAEL KAMEN e il produttore JOEL SILVER, dopo otto titoli insieme; Kamen aveva la sclerosi multipla ed è scomparso cinque anni dopo. Fu anche l'ultima, di sei collaborazioni tra Richard Donner e Mel Gibson, iniziate con il primo "Arma letale". Dopo averla vista nei precedenti capitoli, finalmente si scopre il nome della psicologa della Polizia: è la dottoressa  Stephanie Woods. Una delle Pontiac Ams del film è stata in esposizione al parco Warner World sulla Gold Coast, in Australia, fino al 2012.  In ogni film della serie, Roger Murtaugh esclama "Sono troppo vecchio per questa merda!"; invece, in questo episodio, dice "Non siamo ancora troppo vecchi per questa merda!", a sottolineare uno dei temi del capitolo, l'età che avanza dei due protagonisti. Mel Gibson firmò per questo quarto film a patto di far morire Riggs nel finale, perchè non voleva più girare altri episodi: Riggs avrebbe dovuto affogare nello scontro decisivo, ma l'attore si divertì talmente tanto sul set da chiedere di mutare la conclusione, e di essere disponibile a girare un numero 5. Il progetto è stato rimandato per anni, senza che venisse messo in pratica: infine, la Fox ha rilevato i diritti dei personaggi, e ha deciso di fare un serial tv, nel 2016, con CLAYNE CRAWFORD e DAMON WAYANS nei ruoli, rispettivamente, di Riggs e Murtaugh. La serie televisiva ha ottenuto un buon successo di critica e pubblico. Il finale del film venne scritto quando la pellicola era già in realizzazione. Le riprese si conclusero a 33 giorni dalla data prefissata per l'uscita della pellicola. Il montatore FRANK J. URIOSTE ricorse alla Avid, perchè era la prima volta che utilizzava tecnologia digitale per lavorare ad un film. E' stato l'unico episodio della serie ad esordire come miglior incasso del weekend. Costato 140 milioni di dollari, ne ha incassati 130 negli Stati Uniti, ed altri 155 nel resto del mondo, totalizzando 285 milioni. 

venerdì 9 giugno 2017

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LA GUERRA DEL FUOCO ( La guerre du feu, F 1981)
DI JEAN-JACQUES ANNAUD
AVVENTURA
"LA GUERRA DEL FUOCO" fu tratto dal libro di J. H. ROSNY AINE', che nel 1982, appena dopo l'uscita della pellicola, venne rieditato. Ci vollero tre anni per trovare i finanziamenti per girarlo, ed un anno per la lavorazione. Il film è ambientato nell'Europa del Paleolitico, 80.000 anni fa. JEAN-JACQUES ANNAUD scoprì RAE DAWN CHONG su una spiaggia a Los Angeles. Venne scelta sia per il suo corpo, che per come si sentisse evidentemente a proprio agio nuda di fronte agli altri: per rimanere nel personaggio, spesso, nelle pause di lavorazione, era usa non mettersi niente addosso, aspettando il trucco che le ricopriva quasi tutto il corpo. RON PERLMAN e EVERETT MCGILL soffrivano moltissimo il freddo, ma tuttavia, amarono molto girare questo film. Per Perlman era l'esordio nel cinema: quando si incontrò con il regista, per il provino, gli disse che si aspettava che questo lungometraggio non sarebbe stato migliore di "UN MILIONE DI ANNI FA", e tutti i film di serie B ambientati nella Preistoria: Annaud , invece di offendersi, ammirò l'onestà dell'attore esordiente. Quando cominciarono le riprese, i due non si sopportavano, ma via via che la lavorazione scorreva, divennero grandi amici, e il regista spesso ha chiamato Perlman a far parte dei cast delle sue opere. Anche DAVID PROWSE, colui che ha impersonato per tre film Darth Vader, fece un provino per questo lungometraggio. Originariamente, il film avrebbe dovuto essere girato interamente in Islanda; vennero prese in considerazione anche  Australia e Nuova Zelanda. Invece, venne realizzato in Scozia, Kenya e Canada. Il linguaggio degli uomini primitivi fu creato da ANTHONY BURGESS, il quale, con gli idiomi inventati, era molto abile, come per il Nadsat utilizzato in "UN'ARANCIA A OROLOGERIA". DESMOND MORRIS curò il modo di muoversi ed il linguaggio corporeo degli uomini primitivi. I provini per scegliere gli attori si tennero in trentadue città sparse per il mondo. Molte delle scene vennero realizzate con un solo ciak. Per il make-up, gli attori erano sul set cinque ore prima di girare. Il film, in pratica, non contiene alcun effetto speciale elettronico o aggiunto in post-lavorazione. Le immagini che aprono il film erano, nelle intenzioni, test di ripresa, ma vennero talmente bene che Annaud decise di mantenerle nel film finito. Tutta la tribù Kzamm era interpretata da wrestlers.  I mammuth vennero "interpretati" da elefanti di circo opportunamente truccati. Per la scena dell'orso nella caverna, vennero utilizzati due orsi. "La guerra del fuoco" uscì nello stesso anno, in cui facevano la loro apparizione "IL CAVERNICOLO" e "LA PAZZA STORIA DEL MONDO", quindi molti film che facevano riferimento alla preistoria.  Il gruppo heavy metal IRON MAIDEN compose una canzone ispirata a questa pellicola, "Quest for fire", inserendola nell'album "PIECE OF MIND".  Costato 12 milioni e mezzo di dollari, ne incassò 20 negli USA, ed altri 35 nel resto del mondo, arrivando a 55 milioni totali. Vinse l'Oscar per il migliore trucco, fu candidato come miglior film straniero ai Golden Globes, vinse il BAFTA per il make-up, e su sei candidature ai Cèsars, vinse i due per il miglior film e la miglior regia. 

mercoledì 7 giugno 2017

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SOLE ROSSO ( Red sun, F/I/E 1971)
DI TERENCE YOUNG
WESTERN
"SOLE ROSSO" avrebbe dovuto essere prodotto nel 1967, ed uscire poco dopo "VIVA VILLA!", come questo prodotto da TED RICHMOND, su una sceneggiatura originale di LARD KOENIG. Questi ricevette comunque un compenso, benchè la sua storia venisse rimaneggiata abbondantemente,  da DENNE BART PETITCLERC, DAVID GOODMAN, WILLIAM ROBERTS e LAWRENCE ROMAN. Lo spunto del racconto era venuto proprio da Richmond, il quale era rimasto affascinato da un fatto di cronaca, in cui una rappresentanza giapponese, durante un viaggio in America, aveva perduto degli oggetti e quindi era disonorata. Preparò così un trattamento di 15 pagine e se lo portò dietro in Giappone, per convincere TOSHIRO MIFUNE ad entrare nel cast, ottenendo un accordo, che fece dell'attore nipponico la prima star a firmare. La Warner Bros. avrebbe dovuto produrre la pellicola, ma poi fu la France's Corona Films, di Richmond e ROBERT DORFMAN a realizzarla. Per la regia fu ingaggiato TERENCE YOUNG, il quale avrebbe voluto CLINT EASTWOOD per il ruolo del pistolero Link, poi venne scritturato CHARLES BRONSON. Bronson girò questo film e poi recitò in "CHATO". Fu una pellicola multietnica: girata in Spagna, diretta dall'inglese Terence Young, con un cast formato dall'americano Charles Bronson, dal francese ALAIN DELON, dalla svizzera URSULA ANDRESS, e dal giapponese Toshiro Mifune. Young aveva già lavorato con la Andress in "AGENTE 007-LICENZA DI UCCIDERE", e anche con ANTHONY DAWSON, in "THUNDERBALL- OPERAZIONE TUONO".  Terence Young, prima di firmare il contratto per questo lungometraggio, Terence Young stava preparando una biografia di Benvenuto Cellini con un cast che includeva CLAUDIA CARDINALE, RAQUEL WELCH, ROMY SCHNEIDER, KIM NOVAK e la Andress. Charles Bronson, appena finite le riprese di questo lungometraggio, girò "CHATO". L'attore si portò dagli USA 16 persone tra parenti, moglie e cinque figli. Sia Alain Delon che CAPUCINE erano così presi dai propri impegni di lavoro e personali, che partivano ogni weekend, rispettivamente, per Francia e Svizzera, per poi farsi riportare in elicottero sul set il lunedì.  Ursula Andress si innamorò del cavallo andaluso che cavalcò sul set, e comunque fu felice dell'esperienza in Spagna, comprando una villa vicino al luogo delle riprese. Sul set, Mifune intrattenne spesso colleghi e troupe con la descrizione delle sue raffinatezze in cucina, non solo inerenti a cibi nipponici, ma anche francesi e italiani. Il film fece di Bronson una star assoluta in Giappone, e poco dopo l'uscita del lungometraggio, girò uno spot per un'acqua di colonia giapponese, venendo pagato 100,000 dollari per soli quattro giorni di lavoro. L'ambasciatore giapponese si riferisce all'Imperatore del suo Paese con l'appellativo "Mikado": in realtà, il termine divenne popolare dopo il successo dell'operetta di GILBERT & SULLIVAN, così intitolata, e in Giappone la parola in pratica non era diffusa, almeno fin quando l'operetta non vi giunse, ma dopo il 1880, e quindi dopo il periodo in cui è ambientato il film. Una forte tempesta influì sui costi della pellicola, facendo ritardare di diciotto giorni la fine della lavorazione. Sul set, tra Terence Young e il produttore Ted Richmond ci furono diversi scontri, ma Richmond dichiarò in un'intervista che, nonostante le divergenze di vedute, aveva intenzione di realizzare altri tre film con il regista inglese: viste le premesse, la cosa non si realizzò. Invece, con Charles Bronson, il regista girò davvero tre pellicole: oltre a questa, "L'UOMO DALLE DUE OMBRE" e "JOE VALACHI-I SEGRETI DI COSA NOSTRA".  Per JOHN HUSTON, assieme a "OMBRE ROSSE" e "IL FIUME ROSSO", questo era uno dei più bei western mai realizzati ( tutti con "rosso" nel titolo...). Young avrebbe voluto riunire il cast di questo film alla fine degli anni Settanta, con l'aggiunta di OMAR SHARIF, in un thriller intitolato "Opyum", che poi non venne realizzato.

venerdì 2 giugno 2017

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VIA DALLA PAZZA FOLLA ( Far from the madding crowd, GB 1967)
DI JOHN SCHLESINGER
DRAMMATICO
Dal romanzo "VIA DALLA PAZZA FOLLA" di THOMAS HARDY, già negli anni '40, GEORGE CUKOR aveva seriamente pensato di trarre una trasposizione cinematografica, con OLIVIA DE HAVILLAND o VIVIEN LEIGH nel ruolo di Bathsheba. In questa versione di JOHN SCHLESINGER, Bathsheba è interpretata da JULIE CHRISTIE. Per la Christie fu l'ultima di tre collaborazioni con il regista: prima aveva preso parte a "BILLY IL BUGIARDO" e "DARLING". Invece, fu la prima di tre collaborazioni tra l'attrice e ALAN BATES: i due si ritrovarono nello stesso cast in "MESSAGGERO D'AMORE" e in "PRIGIONIERO DEL PASSATO". Il ruolo di Boldwood venne offerto a  DIRK BOGARDE, ma poi venne scritturato PETER FINCHPRUNELLA RANSOME esordì sul grande schermo con questo film. Nel lungometraggio compare un membro del gruppo FUTURE FAIRPORT CONVENTION, DAVID SWARBRICK: lo si vede suonare un violino nella scena della danza nel fienile. Ricevette una nomination agli Oscar per la colonna sonora, e tre candidature ai Golden Globes per il miglior film drammatico, l'attore protagonista (Bates) e l'attrice non protagonista (Ransome). Ebbe anche due candidature ai BAFTA, per i costumi e la fotografia. Nel 2015 ne è stato fatto un remake con CAREY MULLIGAN, MATTHIAS SCHOENAERTS e MICHAEL SHEEN, diretto da THOMAS VINTERBERG

mercoledì 31 maggio 2017

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L'AMORE E' UNA COSA MERAVIGLIOSA
( Love is a many-splendored thing, USA 1955)
DI HENRY KING ( e OTTO LANG, non accreditato)
SENTIMENTALE
"L'AMORE E' UNA COSA MERAVIGLIOSA" è basato sul libro omonimo autobiografico della dottoressa Han Suyin, e il personaggio del giornalista Mark Elliott era ispirato al reporter inglese Ian Morrison, che, come descritto nel film, rimase ucciso in Corea nel 1950. JENNIFER JONES dette molti problemi durante le riprese: in quanto moglie del produttore DAVID O. SELZNICK, alzando la voce spesso e volentieri, concludendo quasi sempre le sue sfuriate con "E ora lo dico a David!!!"; lei e WILLIAM HOLDEN, dopo qualche scaramuccia iniziale, si parlarono pochissimo per tutto il tempo della lavorazione. E' documentato che l'attrice masticasse aglio prima di girare le scene d'amore con il collega, per fargli dispetto. Ad un certo punto i rapporti tra i due coprotagonisti erano così tesi, che Holden cominciò a sospettare che la Jones facesse di tutto per fargli abbandonare il film. Per la sequenza sulla spiaggia, William Holden si depilò il petto, per accontentare le sue fans. Verso la fine delle riprese, Holden provò a far pace con la Jones, regalandole un mazzo di rose bianche, che lei puntualmente gli tirò contro sgarbatamente. Un altro problema sul set era il trucco per far sembrare da asiatica gli occhi dell'attrice, che però discuteva continuamente a proposito del make-up, affermando che la invecchiava enormemente. Questo spiega perchè, di scena in scena, la Jones non è mai truccata nello stesso modo. Il lungometraggio costò circa 1 milione e 800,000 dollari, e incassò 4 milioni solo negli USA, diventando uno dei grandi successi degli anni Cinquanta. La canzone "Love is a many-splendored thing" di PAUL FRANCIS WEBSTER e SAMMY FEIN fu un hit mondiale, e il film ottenne otto candidature agli Oscar, tra le quali quella per il miglior lungometraggio, miglior attrice protagonista (Jones), vincendone tre, per la canzone, appunto, per la colonna sonora e per i costumi a colori. Anche il Golden Globe come miglior film per promozione internazionale. 

martedì 30 maggio 2017

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I DIMENTICATI ( Sullivan's travels, USA 1941)
DI PRESTON STURGES
COMMEDIA
Il titolo originale, "SULLIVAN'S TRAVELS" è chiaramente ispirato al celebre romanzo di JONATHAN SWIFT, "I VIAGGI DI GULLIVER": il protagonista, anche in questa storia, si dà ad un viaggio esplorativo che gli fa cambiare il suo concetto della vita e del mondo.Un'altra fonte di ispirazione, per lo sceneggiatore e regista, furono i racconti di JOHN GARFIELD, che, in gioventù fu un "hobo", i vagabondi che saltavano sui treni e giravano per gli Stati Uniti.  PRESTON STURGES scrisse il film con JOEL MCCREA in mente per il ruolo principale. Per la sceneggiatura, il regista percepì dalla Paramount 6,000 dollari. Sturges, inoltre, avrebbe voluto BARBARA STANWYCK per interpretare "La ragazza", poi quando vide "I CAVALIERI DEL CIELO", con  VERONICA LAKE, puntò su quest'ultima, nonostante le resistenze dei produttori, che volevano invece IDA LUPINO, LUCILLE BALL, FRANCES FARMER o RUBY KEELER. La Lake girò il film incinta dai sei agli otto mesi di gravidanza, e le uniche persone sul set al corrente della sua condizione, erano la moglie del regista, Louise Sturges, e la costumista EDITH HEAD, che la aiutò, disegnando abiti che mascherassero il pancione. La bionda star temeva che, se si fosse scoperto che aspettava una bambina, avrebbe perso il ruolo. La Lake e McCrea non andarono d'accordo sul set: addirittura, l'attore rifiutò di interpretare, l'anno seguente, "HO SPOSATO UNA STREGA" per non fare un altro film con lei. Tuttavia, nel 1947 girarono di nuovo insieme "LA DONNA DI FUOCO". Il direttore della fotografia JOHN WEITZ apprezzò enormemente il modo inusuale di Sturges di dirigere. Secondo Preston Sturges, ideare e scrivere questo lungometraggio fu dovuto anche ad una reazione ad una corrente, in vigore a Hollywood, secondo cui le commedie non dovevano solo divertire, ma portare per forza un messaggio al pubblico, che il regista concepiva come "prediche".  Il produttore associato PAUL JONES appare nella pellicola ritratto come "il caro Joseph", all'inizio della storia. Sturges, invece, appare nei panni del regista del film nel racconto della "ragazza": è sullo sfondo e alza deliziato le mani dopo aver letto il giornale. Il protagonista John L. Sullivan ha in mente di girare un film intitolato "O, BROTHER, WHERE ARE THOU?" ("FRATELLO, DOVE SEI?") cui il lungometraggio realizzato nel 2000 da JOEL e ETHAN COEN rese omaggio adottandone il titolo. Sul set, McCrea venne trattato da Sturges come fosse una star della portata di CLARK GABLE: anni dopo, in interviste, l'attore dichiarò che aver girato questo film era stata l'esperienza professionale più divertente della propria vita, e che il salario percepito fu sentito quasi come "in più", per un periodo talmente piacevole quale furono le riprese. L'aiuto regista di Preston Sturges fu ANTHONY MANN, che ricordò, tempo dopo, quanto il director lo esortasse a fare il suo debutto nella regia, sottolineando che era meglio girare qualcosa di brutto che non aver girato niente. Questo lungometraggio fu apprezzato per come presentava i neri, con decenza, dignità e simpatia. L'ufficio governativo della censura disapprovò l'esportazione della pellicola all'estero, in quanto le lunghe scene all'interno di una prigione, secondo i funzionari, avrebbero influito negativamente sull'idea degli USA negli altri paesi. La frase di apertura, in origine, avrebbe dovuto essere la chiosa finale. Nel 1942, Lux Radio Theater allestì un adattamento radiofonico di 60 minuti, con Veronica Lake che riprendeva il ruolo qui recitato. Costato circa 700,000 dollari, girato tra il Maggio ed il Luglio del 1941, "I DIMENTICATI", oggi, è considerato una delle migliori commedie americane mai girate. 

giovedì 25 maggio 2017

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SALMA HAYEK ( Salma Valgarma Hayek-Jimenez, 02/09/66, Coatzacoalcos, VeraCruz, MEX-.....)
Nata nella provincia industriale di VeraCruz, in Messico, nel 1966, SALMA HAYEK è figlia di un uomo d'affari di discendenza libanese, e di una soprano: il suo nome, in arabo, significa "Pace". Nel 1971, a cinque anni, dopo aver visto "WILLY WONKA E LA FABBRICA DI CIOCCOLATO", dichiarò ai suoi genitori che avrebbe voluto fare l'attrice. A 12 fu mandata in Louisiana, all'Accademia del Sacro Cuore, da cui fu espulsa per ripetute burle alle suore, come, ad esempio, mettere le loro sveglie almeno tre ore indietro. Solo anni dopo, dopo aver frequentato la Universidad Iberoamericana a Città del Messico, fu pronta per pensare seriamente a cosa avrebbe voluto fare nella vita: l'attrice. Nonostante la statura, 1 metro e 57, la sua prorompente bellezza le fece vincere provini e guadagnare il ruolo principale in "TERESA", nel 1989, a ventitrè anni, una soap opera che ne fece esplodere la popolarità nel natio Messico. Per non farsi intrappolare nel ruolo, e provare la carta del cinema, l'attrice nel 1991 lasciò la serie, e si trasferì negli USA. Leggende metropolitane volevano che avesse intrapreso una relazione con il presidente del Messico e abbandonato il paese per far cessare le voci. Nel 1992 cominciò a far capolino in produzioni americane, come in "STREET JUSTICE", "CORSIE IN ALLEGRIA", e a fine anno, comparve nello show di PAUL RODRIGUEZ, seguitissimo dai latinoamericani degli States, in cui lamentava la condizione di emarginazione nel cinema mainstream statunitense, per via della sua provenienza e della sua etnia. Fortuna volle che tra gli spettatori ci fosse ROBERT RODRIGUEZ, con la moglie, che rimasero molto colpiti dall'aspetto della giovane donna e dall'intelligenza e ironia delle sue osservazioni. Fu così che il regista la contattò e le dette spazio nel suo "DESPERADO", remake in grande del precedente "EL MARIACHI", in cui la star era ANTONIO BANDERAS. Di seguito, Rodriguez la volle ancora nell'horror d'azione "DAL TRAMONTO ALL'ALBA", con un ruolo minore ma significativo, quello della vampira Satanico Pandemonium, che fece conoscere a livello internazionale il nome di Salma Hayek, e le fece ottenere il primo ruolo da co-protagonista, nella commedia "MELA & TEQUILA", accanto a MATTHEW PERRY. Negli anni seguenti, partecipò a pellicole come "STUDIO 54", "DOGMA",  "WILD WILD WEST". L'attrice ha sofferto di dislessia. Un progetto a cui l'attrice credette moltissimo, fu "FRIDA" su Frida Kahlo, in cui la Hayek impersonò la pittrice messicana e coprodusse la pellicola, cui presero parte ALFRED MOLINA, Banderas, GEOFFREY RUSH, ASHLEY JUDD, VALERIA GOLINO e EDWARD NORTON: il film fu un buon successo internazionale, guadagnò sei nominations agli Oscar, tra le quali quella, storica, per Salma Hayek, seconda latinoamericana a concorrere al premio per la miglior protagonista ( prima di lei, nel 1998, fu candidata la brasiliana FERNANDA MONTENEGRO per "CENTRAL DO BRASIL"), e ne vinse due, per il trucco e per la colonna sonora di ELLIOTT GOLDENTHAL. Con la Golino, la Judd e PENELOPE CRUZ ha stretto longeve amicizie. Nel 2003 la star, ormai attrice apprezzata e stimata anche dalla critica, debuttò nella regia con "THE MALDONADO MIRACLE", e, nello stesso anno, tornò a lavorare con il duo Rodriguez/Banderas, in "C'ERA UNA VOLTA IN MESSICO", atto finale della trilogia del "Mariachi". Fu presa in considerazione per impersonare Alice in "A BEAUTIFUL MIND", giacchè il vero personaggio era nato in El Salvador, poi venne deciso di farla diventare americana, e fu JENNIFER CONNELLY ad aggiudicarsi la parte. Ha fondato una sua compagnia di produzione, la Ventanarosa. Nel 2005 ha fatto parte della giuria al festival di Cannes. Nel 2007, incinta della figlia Valentina Paloma, avuta con Henry Pinault, manager ex di LINDA EVANGELISTA, le diagnosticarono il diabete. Con Pinault si sono sposati in segreto nel 2009, a Parigi. Spesso inserita nelle classifiche delle riviste tra le 50 o le 100 persone più belle del cinema o del mondo, Salma Hayek è, in pratica dalle sue prime apparizioni, considerata una delle icone sexy degli ultimi vent'anni. 
COSI' PARLO' SALMA HAYEK:
"Continuo ad aspettare un uomo che abbia più palle di me."
"Quando avevo vent'anni mi offrivano spesso parti in cui non dovevo far molto di più che essere sensuale. Quando lo fanno oggi, lo prendo per un complimento."
"Se devo far dieta e sbattermi in palestra,  sono sempre di cattivo umore. Così preferisco avere qualche kilo in più ed essere carina."
"Se un uomo lascia dormire il cane insieme a noi, per me è la cosa più romantica. Devi amare i miei cani se mi vuoi. Un uomo che è buono con gli animali e non li scaccia, è il massimo del romanticismo."

martedì 23 maggio 2017

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LA VERA STORIA DI JACK LO SQUARTATORE- From Hell ( From hell, USA 2001)
DI ALBERT E ALLEN HUGHES.
THRILLER
"LA VERA STORIA DI JACK LO SQUARTATORE- From Hell" è basato sulla graphic novel firmata da ALAN MOORE e EDDIE CAMPBELL. Nello stesso periodo WILLIAM FRIEDKIN stava cercando di fare un film sul tema con protagonista ANTHONY HOPKINS. Anche se alcune sequenze, e delle immagini sono riprese pari pari dal fumetto, lo stile del racconto, e anche la trama, sono molto differenti. Infatti, sulla pagina si segue maggiormente il percorso del celebre serial killer, dando spazio all'ispettore Abberline solo verso la fine della seconda metà della narrazione. Il veggente ha uno spazio parallelo nelle strisce, e ammette che le sue visioni hanno relativamente a che fare con quel che accade. I registi ALBERT e ALLEN HUGHES avrebbero voluto, nel ruolo principale  DANIEL DAY-LEWIS, per poi puntare su BRAD PITT, e JUDE LAW, prima di scritturare JOHNNY DEPP.  In realtà, il vero Abberline non morì a Hong Kong, piuttosto giovane, nè era dipendente da oppiacei, o ammettesse poteri paranormali: perì in Inghilterra a 86 anni. Per il ruolo di William Gull venne ingaggiato NIGEL HAWTHORNE, ma le sue condizioni di salute, un cancro in fase avanzata, fecero rinunciare l'attore a prender parte al film: venne rimpiazzato da IAN HOLM, e morì nel 2001. Fu il film d'esordio per DOMINIC COOPER. Fu invece la pellicola finale per KATRIN CARTLIDGE. La prima persona a venire scritturata fu il compositore TREVOR JONES, che lavorò al progetto fin dal 1998. Fu impiegata molta cura nel ricostruire gli scenari dei delitti dello Squartatore, così come le ferite delle vittime, tranne quelle dell'ultimo delitto commesso dal maniaco. La troupe ricostruì quattro finte case a Praga, per rappresentare Whitechapel.  In realtà, il commissario Charles Warren non giunse mai sul luogo del quinto delitto, avendo rassegnato le sue dimissioni appena prima del fatto di sangue. Curiosamente, Warren aveva dato disposizione ai suoi uomini di non entrare nel palazzo in cui si era svolto l'omicidio e poi si era dimesso; così la polizia, per tre ore, all'oscuro dell'abbandono del comandante, aveva evitato di entrare sul luogo del delitto, e un'altra stranezza fu che il crimine fosse commesso in un interno, anzichè in strada, come i precedenti. In più, anche se la leggenda vuole che le vittime dell'omicida si conoscessero tra loro, ciò non è mai stato documentato. Alcune delle foto vere delle truci gesta di Jack lo Squartatore furono appese ai muri della stazione di polizia: secondo gli Hughes serviva a motivare maggiormente il cast, turbandolo con la visione delle reali violenze del famigerato assassino. Dato che evita di fornire date, il film dà l'impressione che i delitti di Jack lo Squartatore si svolgano in un lasso di tempo molto più breve di quanto in verità era accaduto, visto che le aggressioni si svolsero tra il 31 Agosto ed il 9 Novembre. Le indagini, invece, durarono ben oltre il 1888. Come riportato nel lungometraggio, molti dei personaggi principali facevano parte di una loggia massonica, con il macabro kit dell'assassino che presenta il simbolo con compasso e squadra.  Secondo il criminologo John Douglas, gli omicidi compiuti da Jack lo Squartatore denotano una personalità paranoica e disorganizzata, lontana dalla lucida follia calcolatrice del personaggio nella pellicola. Il sergente Godley cita spesso Shakespeare, con frasi tratte da "Romeo e Giulietta", "Otello", "Amleto" e "Enrico V". Nel film viene accennato all'Uomo Elefante come Joseph Merrick, e il dottor Treves, benefattore di "THE ELEPHANT MAN" ( impersonato da  Hopkins nel film di DAVID LYNCH)  lo corregge, il nome vero era Joseph Sarum Merrick, ma in realtà Treves si rivolse sempre a lui chiamandolo John. Costato 35 milioni di dollari, ne incassò 32 negli Stati Uniti, ed altri 42 nel resto del mondo. 

mercoledì 17 maggio 2017

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SOLDI SPORCHI ( A simple plan, USA 1998)
DI SAM RAIMI
NOIR
SCOTT B. SMITH concepì la storia di "SOLDI SPORCHI" come una sceneggiatura, per poi tramutarla in romanzo, e successivamente trarne la sceneggiatura per il film che sarebbe stato diretto da SAM RAIMI, dopo che JOHN BOORMAN, il quale avrebbe dovuto girare il lungometraggio, lasciò il progetto. Fu Boorman, infatti, che scelse BILLY BOB THORNTON, essendo rimasto colpito dalla sua prova di "LAMA TAGLIENTE". Ancor prima, era stato annunciato che il film sarebbe stato diretto da BEN STILLER, con NICOLAS CAGE protagonista. Il problema era che il compenso di Cage avrebbe bruciato tutto il budget, e Stiller lasciò perdere: gli subentrò JOHN DAHL , che poi abbandonò. Nei ruoli di Hank e Sarah avrebbero dovuto figurare BRAD PITT e JULIETTE LEWIS, che dovettero rinunciare per impegni contrattuali già presi, e, dopo che LAURA DERN e EMBETH DAVIDZ  erano state prese in considerazione per la parte( dopo che EMMA THOMPSON, cui era stato offerto il ruolo, preferì non fare il film), fu BRIDGET FONDA ad essere ingaggiata per impersonare Sarah: invece, il ruolo di Hank andò  a BILL PAXTON. Nel film appare un membro della band ZZ TOP, FRANK BEARD, nella scena del funerale è dietro il maestro di cerimonie.  Raimi mise a frutto degli insegnamenti di JOEL e ETHAN COEN, per girare nella neve; tra Raimi ed i Coen c'era un longevo rapporto d'amicizia, fin dagli esordi. L'uomo anziano che apostrofa Bill Paxton nel negozio, è interpretato dal vero padre dell'attore: Paxton non aveva idea che il genitore comparisse nel film, accanto a lui, ma Raimi, contattato dall'uomo, gli fece un'audizione, e poi a sorpresa fece incontrare i due sul set. L'aereo venne prestato dalla Wentworth Aircraft, un'azienda che affittava aerei di piccolo cabotaggio, a Minneapolis. Le scene del bar furono girate a Delano, nel Minnesota: era un vecchio bar commutato in un'abitazione privata. Una scena tra Paxton e Thornton venne persa dalla Northwest Airlines, in un trasferimento tra il Minnesota e Los Angeles, nel Gennaio del 1998: la sequenza venne poi girata di nuovo. Fu l'ultimo film prodotto dalla piccola casa Savoy Pictures, oggi scomparsa. Il film costò 30 milioni di dollari, e l'incasso in USA fu di 16 milioni: non fu un successo commerciale, ma conquistò la critica e divenne in breve un titolo di culto, nonchè servì a Sam Raimi come definitivo trampolino di lancio per venire scelto per dirigere "SPIDER-MAN". Ricevette due nominations agli Oscar: per l'attore non protagonista (Thornton), e per la sceneggiatura non originale. Anche ai Golden Globes, Billy Bob Thornton ottenne la candidatura come non protagonista. 

martedì 16 maggio 2017

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SENTI CHI PARLA  ( Look who's talking, USA 1989)
DI AMY HECKERLING
COMMEDIA
La regista AMY HECKERLING ebbe l'idea di scrivere la sceneggiatura di "SENTI CHI PARLA", osservando il marito NEAL ISRAEL, anch'egli sceneggiatore di professione, giocare con il loro bimbo piccolo, e "dargli voce", mutando il tono della propria, cercando di capire cosa il bambino pensasse. Nello scrivere il film, la regista fu influenzata dalla serie cartoon "I RUGRATS". La Heckerling propose, il film alla Disney Pictures, ma i dirigenti ritennero troppo sboccata la sceneggiatura, anche per il loro marchio "adulto", la Touchstone, e non dettero il via libera; di seguito, Amy Heckerling portò lo script alla Warner, alla Paramount, alla Orion, alla 20th Century Fox, ma ebbe sempre rifiuti. Infine, fu la Columbia TriStar a dare il via libera al film, per un budget di 7 milioni di dollari. Per il ruolo di Mollie fu contattata GEENA DAVIS, la quale, però, non accettò perchè non voleva girare un'altra scena di parto, dopo quella, in ben altra chiave, de "LA MOSCA", e venne scritturata KIRSTIE ALLEY. La prima scelta per interpretare James fu JOHN STAMOS, che, però, era sotto contratto per la serie "GLI AMICI DI PAPA' ". I nomi che circolarono, allora, furono quelli di MICHAEL KEATON, MEL GIBSON, JEFF GOLDBLUM e GRIFFIN DUNNE, ma poi si scelse, quasi a sorpresa, JOHN TRAVOLTA Per John Travolta fu, dopo cinque anni, il ritorno da protagonista di una grossa produzione, da parte di uno studio famoso. Il personaggio di Harry, il contabile con il parrucchino con cui Mollie esce a cena, avrebbe dovuto essere interpretato da JOHN LANDIS, ma questi, dopo i problemi avuti girando "AI CONFINI DELLA REALTA' ", si era ripromesso di non fare più cinema con ragazzini, e disse di no. Israel compare nel film, brevemente, nel ruolo del principale della protagonista Kirstie Alley. Il padre della regista, Louis Heckerling, impersona il padre della Alley, e come il personaggio, aveva fatto il ragioniere, di mestiere. Per dar voce a Mikey, i nomi presi in considerazione furono BILL MURRAY, JOHN CANDY, STEVE MARTIN, DAN AYKROYD, CHEVY CHASE, ma tutti questi attori, nel periodo in cui si girava questo lungometraggio, erano occupati in altri progetti. Si fece l'offerta a ROBIN WILLIAMS, ma il cachet richiesto dal suo agente fu troppo costoso e così la voce scelta fu quella di BRUCE WILLIS. I titoli della pellicola, durante la lavorazione, furono "Big talk" e "Daddy's home". Come essa stessa ammise nella sua autobiografia, durante la lavorazione, Kirstie Alley si innamorò di John Travolta, ma rimase fedele al proprio marito. Sembra che Bruce Willis ogni tanto, nel "doppiare" Mikey, infilasse battute con parolacce, non previste, e regolarmente poi tagliate dalla regia. E' il terzo film con Travolta in cui si sente "Staying alive" dei BEE GEES. Per risparmiare denaro, invece di girare a New York, ove la storia è ambientata, le riprese si svolsero quasi completamente a Vancouver, in Canada. Di tutti i ruoli interpretati al cinema, per Travolta quello di James è rimasto quello più simile alla sua vera personalità. Quando partecipò alla prima del film, John Travolta realizzò, per l'unica volta nella sua carriera, che sarebbe stato un sicuro successo. L'incasso in America fu 140 milioni di dollari, che, sommati ai 156 nel resto del mondo, portarono questa commedia a totalizzare 296 milioni. Il film ebbe due seguiti, di minor successo, di cui uno uscito nel 1990, e l'altro nel 1993. Fu il terzo rilancio per la carriera di John Travolta. 

domenica 14 maggio 2017

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INCONTRI RAVVICINATI DEL TERZO TIPO
( Close encounters of the third kind, USA 1977)
DI STEVEN SPIELBERG
FANTASCIENZA
STEVEN SPIELBERG aveva intenzione di realizzare un documentario a basso costo, fatto di interviste a persone che affermavano di aver avuto contatti con UFO, e di riprese su luoghi ove ciò era avvenuto. A livello personale, il regista era rimasto molto colpito quando, da bambino, la sua famiglia lo aveva portato a vedere una straordinaria pioggia di meteoriti, e questo, in parte ispirò Spielberg per questo suo lavoro. Poi cominciò a scrivere una sceneggiatura per un film vero e proprio, proponendola alla Columbia Pictures, nel 1973; secondo le previsioni del regista, sarebbero occorsi circa 2 milioni e 700,000 dollari, per fare il film. Però, tra le incertezze dello studio nell'avviare la produzione di un progetto costoso, nelle mani di un director promettente ma ancora poco conosciuto, e le difficoltà riscontrate nel rifinire lo script, Spielberg accettò di girare "LO SQUALO" per la Universal Pictures. Il grandissimo successo del film dal romanzo di PETER BENCHLEY proiettò Steven Spielberg tra i registi che avevano carta bianca presso gli studios, ma le note difficoltà incontrate nel girare il blockbuster marino, resero il giovane regista deciso a voler fare il suo titolo successivo il più possibile su set e in studio.Nel frattempo, il budget necessario a fare "INCONTRI RAVVICINATI DEL TERZO TIPO" era salito a 4 milioni e 100,000 dollari. Il problema era che la Columbia non versava in buone acque finanziarie, ed un film così impegnativo, economicamente, poteva diventare irrealizzabile: DOUGLAS TRUMBULL, che aveva detto sì a Spielberg fin dal tempo della progettazione, rimase sbalordito quando si rese conto che, per realizzare gli effetti speciali come richiesti dal regista, i costi sarebbero divenuti, solo per quelli, circa 3 milioni. Prima ancora di iniziare le riprese, occorse un anno di lavoro a Steven Spielberg e l'illustratore GEORGE JENSEN, per creare rappresentazioni visuali delle idee del regista, a centinaia, producendo infine sette delle sequenze più importanti dell'opera, compreso tutto il finale con l'incontro con gli alieni. Alla sceneggiatura, non accreditati, misero mano anche WALTER HILL,  MATTHEW ROBBINS,  HAL BARWOOD, e JERRY BELSON. Il titolo del film fa riferimento alla classificazione ad opera dell'ufologo J. ALLEN HYNEK , che definì "Incontri ravvicinati: del primo tipo avvistamento di uno o più oggetti volanti non identificati, del secondo ritrovamenti di tracce del passaggio di alieni, del terzo, contatti con extraterrestri. Hynek compare nella pellicola verso la fine, ed è l'uomo dai capelli grigi, con la barba, che si avvicina a coloro che scendono dall'astronave madre.  PAUL SCHRADER aveva aiutato molto Spielberg a scrivere la sceneggiatura, ma quando scoprì che il regista aveva presentato allo studio una versione molto variata dello script, volle rimuovere il proprio nome dall'opera. RICHARD DREYFUSS aveva sentito Spielberg, sul set de "Lo squalo", parlare di questo suo progetto sugli extraterrestri. Quando capì che la formazione del cast stava diventando complicata, Dreyfuss si dette molto da fare per proporsi come protagonista della pellicola, ma la sua richiesta di 500, 000 dollari come paga parve eccessiva ai produttori, i quali offrirono il ruolo a JACK NICHOLSON, AL PACINO e GENE HACKMAN: Nicholson rifiutò perchè riteneva che troppi effetti speciali avrebbero offuscato il lavoro degli attori, Pacino si disse non interessato, e Hackman non accettò perchè il suo matrimonio era in grave crisi, e non era il momento di prendersi 16 settimane per girare un film, via da Los Angeles. Alcuni manager proposero allora JAMES CAAN, ma il suo agente "sparò" 1 milione come compenso, più il 10% degli incassi lordi. Fu contattato, da Steven Spielberg, pure STEVE MCQUEEN, che però disse di no, perchè si considerava inadatto a recitare una scena di pianto. Fu così che l'autocandidatura di Dreyfuss riprese quota, a patto che ritoccasse la richiesta iniziale al ribasso: così andò, e l'attore firmò per interpretare la parte principale. FRANCOIS TRUFFAUT fu la prima scelta del regista americano, per interpretare lo scienziato francese Lacombe, anche se la produzione aveva ipotizzato di rivolgersi anche a GERARD DEPARDIEU, LINO VENTURA, YVES  MONTAND, JEAN-LOUIS TRINTIGNANT e PHILIPPE NOIRET.  L'inglese di Francois Truffaut non era molto buono: per aiutarsi, il regista francese piazzava, quando doveva girare le proprie scene, fogli con le battute da pronunciare sul set, di modo che con lo sguardo poteva rintracciare i vocaboli e le espressioni giuste. Infatti, questo trucco lo suggerisce lui stesso ad un'attrice nel suo film "EFFETTO NOTTE". Per Truffaut, fu l'unica esperienza da attore in un film non da lui diretto, avendo precisato quando aveva accettato di prender parte al lungometraggio,che non avrebbe fornito alcun apporto alla regia. Quando si incontrarono, Spielberg era piuttosto in soggezione, e Truffaut gli disse che non avrebbe recitato, ma sarebbe stato solo se stesso: l'americano gli rispose che era proprio quello che desiderava, e il francese firmò per 75,000 dollari. Truffaut, però, alla lunga trovò i tempi delle riprese troppo lunghi, e constatò con Teri Garr, che per girare la scena in cui l'elicottero insegue Neary e gli altri, erano stati spesi 250,000 dollari, con i quali lui, in Francia, avrebbe realizzato un intero film. Di per contro, la stima per Spielberg, nel collega francese, crebbe enormemente, per come gestiva un affare così colossale con la massima calma, pazienza ed una buona dose di humour, tanto da lodare pubblicamente in interviste la perseveranza e la forza del regista americano. Il suo personaggio era ispirato al vero ufologo Jacques Vallèe. A testimonianza della consolidata stima, di Truffaut per il collega più giovane, quando Spielberg presentò a Cannes, nel 1982, "E.T.- L'EXTRATERRESTRE", si vide recapitare un telegramma firmato dal regista francese, che diceva "Tu appartieni a questo posto, più di me.".  CARY GUFFEY era così "professionale" e bravo sul set, da essere soprannominato "Buona la prima Cary", dato che non necessitava più di uno o due ciak per fare le proprie scene: Spielberg gli regalò una maglietta con il soprannome guadagnato sul set. STANLEY KUBRICK rimase fortemente impressionato dalla prova del bambino, da richiederlo come Danny Torrance in "SHINING", ma per ignoti motivi poi scritturò DANNY LLOYD. MELINDA DILLON, intervistata, dichiarò che girare la sequenza in cui tutti gli oggetti della cucina volano sia stata un'esperienza spaventosa: non c'erano state prove, e così quando le cose volarono per la stanza, l'attrice si agitò molto, e cercò di proteggere Cary Guffey. L'attrice venne scritturata appena una settimana prima che cominciassero le riprese, e si guadagnò una nomination agli Oscar per la sua prova. Fu suggerita da HAL ASHBY, il quale era venuto a sapere che il collega Spielberg era in difficoltà, perchè non riusciva a trovare l'attrice adatta per impersonare Gillian, e così gli spedì due bobine del suo "QUESTA TERRA E' LA MIA TERRA", appena ultimato, in cui la Dillon recitava. Appena visionate le pizze mandate da Ashby, Spielberg volle scritturare subito l'attrice. Melinda Dillon si era però infortunata ad una caviglia, quando ci fu da girare le scene alla Torre del Diavolo, ma strinse i denti e non comunicò subito il problema, perchè temeva di venire rimpiazzata. Spielberg volle scritturare TERI GARR dopo averla vista in uno spot per un caffè: per il suo ruolo, quello della moglie di Neary, Veronica, sostennero un provino anche MERYL STREEP e AMY IRVING. Quando Steven Spielberg chiamò BOB BALABAN per offrirgli la parte dell'interprete di Lacombe, l'attore gli rivelò che aveva studiato francese al liceo, ma da anni non lo parlava, e quindi non si riteneva adatto al ruolo. Il regista volle comunque fargli un provino, e poi lo scritturò: l'attore si iscrisse allora ad un corso alla Berlioz, e passò diverso tempo accanto a Francois Truffaut per creare una buona intesa con lui. Balaban tenne un diario delle riprese, così come aveva fatto CARL GOTTLIEB  mentre giravano "Lo squalo", che venne poi pubblicato poco dopo l'uscita della pellicola. Il figlio di Roy Neary, Toby, era il nipote di Richard Dreyfuss, JUSTIN DREYFUSS. Il padre dell'attore, invece, prese parte al film come comparsa, ma le scene in cui appariva non furono incluse nel montaggio definitivo. Nell'edizione originale del 1977, appare in maniera brevissima CARL WEATHERS, nei panni di un poliziotto militare che interroga Roy alla stazione ferroviaria. Mentre veniva girata la scena in cui Roy disegna la Torre del Diavolo sul purè, si sente la bambina più piccola dire "C'è una mosca morta nelle mie patate!": non era previsto in sceneggiatura, e gli attori in scena quasi proruppero in una risata, e Spielberg decise che aggiungeva realismo ad una scena familiare, così conservò la battuta. Il fatto di dover recitare per buona parte del film fingendo di vedere cose che in realtà, non c'erano, creò reazioni diverse negli attori: per Melinda Dillon  fu "un grande esercizio di recitazione", per Francois Truffaut  continuare a immaginare le cose descritte nello storyboard mostratogli da Steven Spielberg era faticoso, e Richard Dreyfuss, quando vide il film finito, osservò, scocciato, che se avesse avuto modo di interagire con qualcosa veramente, sul set, avrebbe recitato ancora meglio. Per girare la scena in cui Roy incontra per la prima volta gli extraterrestri, il camioncino su cui era Richard Dreyfuss venne posto su una tavola ruotante a 360°.  La famosa melodia di cinque note fece trovare d'accordo JOHN WILLIAMS e Steven Spielberg, dopo centinaia di tentativi. Il compositore aveva in mente, fermamente, di creare una musica affascinante e di impatto, che suggerisse felicità, per il primo incontro tra esseri umani ed extraterrestri. Williams concluse la registrazione della colonna sonora prima che il film venisse ultimato. Spielberg, montando il lungometraggio, tenne fortemente conto del rapporto tra le immagini e la musica: inversamente a come accade abitualmente, fu il montaggio a cercare la simmetria con le musiche. Sia per il compositore, che per il regista, in questo modo si sarebbe aggiunto lirismo all'opera. Il sintetizzatore usato da Lacombe per far sentire il codice musicale adottato per la comunicazione con gli alieni era uno Yamaha SY-2, uscito nel 1975. DOUGLAS TRUMBULL ottenne l'effetto delle nubi nel prefinale, inserendo vernice bianca in serbatoi riempiti per metà con acqua salata, per metà con acqua fresca. Il direttore della fotografia VILMOS ZSIGMOND sovraespose deliberatamente le immagini con gli alieni, così potevano apparire meno definiti, e più suggestivi; quando la produttrice JULIA PHILLIPS vide il girato, pensava che ci fosse stato un errore nello stampare la pellicola, e la reinviò per ottenere un contrasto più netto, e questo, invece, mise in evidenza maggiormente che erano dei pupazzi di gomma, creando un effetto deplorevole. Zsigmond, di seguito, rimandò ai tecnici la pellicola, per riottenere l'effetto da lui stesso creato, che, infatti, funzionò. Zsigmond aveva già lavorato con Spielberg per "SUGARLAND EXPRESS", e aveva preferito non prendere parte a "Lo squalo". Riscontrò che Spielberg era divenuto più tendente a comandare sul set,  meno disponibile a discussioni sul lavoro, ma trovò comunque entusiasmante l'esperienza. Molto del lavoro che lui e Spielberg compirono nel realizzare la pellicola, fu quasi sperimentale, e ciò non fu apprezzato da Julia Phillips e gli altri produttori, che furono sul punto di licenziare il direttore della fotografia. Ma Zsigmond era supportato, oltre che da Steven Spielberg, anche da Douglas Trumbull, che era cosciente del fatto che per funzionare bene i suoi effetti speciali avevano bisogno della massima cura nell'illuminare il set. Dopo due mesi di riprese, la Phillips e alcuni finanziatori cominciarono a farsi vedere sul set, preoccupati dai tempi di lavorazione, e la produttrice aveva già contattato, in privato, altri direttori della fotografia come JOHN ALONZO, LASZLO KOVACS, ERNEST LASZLO, ma tutti le risposero che se non fosse stato capace Zsigmond di ottenere il meglio per il film, nessuno di loro avrebbe potuto far meglio. Il punto d'atterraggio costruito per gli UFO era  alto 27 metri, largo 76, e lungo 137, costituendo, all'epoca, il set al chiuso più grande mai costruito. La faccenda dell'U.S. Navy Flight 19, che riappare nel film, è riferita al "Lost Flight 19", che lasciò la stazione navale presso cui era in forza, e non se ne ebbero più tracce. La "Cotopaxi", la nave rinvenuta nel deserto del Gobi, era davvero un vascello sparito, e poi ritrovato, nel triangolo delle Bermude, nel 1925. Invece, nella sequenza in India, la folla intona "Aaya Re! Aaya!!!", che significa "E' venuto!", in Hindi. Nella scena fa una comparsata anche il cantante dei GRATEFUL DEAD, JERRY GARCIA, mescolato tra la folla.Il maggiore Benchley, che, impersonato dall'attore GEORGE DI CENZO, è l'ufficiale della Air Force che mostra la foto, fasulla, di una finta astronave per sminuire le teorie degli avvistatori di UFO: il nome al personaggio venne dato riferendosi a Peter Benchley, che secondo Spielberg era un uomo fondamentalmente scettico. Per dare la traccia sonora dell'astronave-madre nella scena della comunicazione tra terrestri ed alieni, venne ingaggiato il suonatore di tuba JIM SELF. Per Spielberg e Williams, la difficoltà del suonare tale strumento dava un tocco di umanità agli extraterrestri. Il codice di cinque gesti usato per comunicare con gli extraterrestri, erano utilizzati per segnalare il solfeggio, in musica, in classi per ragazzi con problemi all'udito; fu un'invenzione del reverendo John Corwen, poi adattata dal musicista ZOLTAN KODALY. Una delle prime idee riguardo alla rappresentazione degli extraterrestri, era mettere oranghi sui pattini: la cosa non funzionò, perchè quando agli animali vennero posti i pattini, furono terrorizzati dall'effetto delle ruote sul pavimento, e si lanciarono tra le braccia degli addestratori. Spielberg, per realizzare alcuni effetti speciali, e gli alieni, testò alcune elaborazioni al computer ( la futura CGI), che non gli dettero alcuna soddisfazione, e cambiò idea. Fu BOB BAKER a disegnare l'alieno dalle lunghe braccia, poi migliorato e perfezionato da CARLO RAMBALDI: in otto persone manovravano il modello, e pare che Spielberg ne fosse molto affascinato, giocandoci durante le pause delle riprese. Anche Truffaut rimase affascinato dalla creazione di Baker e Rambaldi, salutandolo simbolicamente ogni mattina. I piccoli alieni che attorniano Neary alla fine del film furono bambine tra gli otto ed i dodici anni, camuffate: Spielberg volle che fossero femmine, perchè riteneva che si muovessero con più grazia. In rilievo sull'astronave-madre che sorvola la Torre del Diavolo, è possibile notare un R2-D2 capovolto. L'idea di dare un "ruolo" cruciale alla montagna senza punta venne a Spielberg guardando "SFIDA INFERNALE".  Durante una tempesta estiva, una parte del colossale hangar che fungeva da set, venne divelta, fortunatamente senza ferire nessuno: come disse Richard Dreyfuss, "Parte delle riprese rappresentarono un incubo: passavi dal divertimento alla paura.". Secondo Steven Spielberg, montare gli ultimi venticinque minuti di "Incontri ravvicinati" è stata la cosa più difficile della propria vita: il fatto di basarsi su effetti ottici, rendeva ancora più complessa la lavorazione del film, che il regista definì "complicato e costoso il doppio de "Lo squalo", che già era stato assai impegnativo. Douglas Trumbull lo ringraziò pubblicamente per l'enorme pazienza e saggezza che aveva mantenuto, nonostante la fortissima pressione dello studio. JOE ALVES, production designer del film, e futuro regista de "LO SQUALO 3-3D", scelse una vecchia e isolata fattoria per diventare la casa dei Guiler, per rappresentare la natura di spirito libero di Jillian. Cary Guffey era realmente commosso girando la scena, in sottofinale, quando saluta gli extraterrestri: Spielberg gli aveva spiegato che doveva immaginare che i suoi amici partissero per sempre, e non li avrebbe più rivisti. Invece, per girare la scena in cui il bimbo incontra gli alieni, e per ottenerne la meraviglia, Spielberg fece inquadrare Cary Guffey, mentre, a sorpresa, uscivano sul set un membro della troupe vestito da clown, ed uno da gorilla, e quando quest'ultimo si tolse la maschera, il bambino reagì con il sorriso che abbiamo visto sullo schermo. Il titolo di lavorazione fu "Watch the skies", una citazione del finale de "LA COSA DA UN ALTRO MONDO". Le misure di sicurezza, affinchè quando il film sarebbe uscito, il risultato risultasse ancor più sorprendente, furono piuttosto severe: un giorno che Spielberg aveva dimenticato la carta d'identità a casa, ebbe problemi ad entrare nell'hangar che faceva da set. Spielberg aveva girato diverse scene che gli era costato molto tagliare, quando aveva dovuto montare il film, e così "Incontri ravvicinati" divenne uno dei primi lungometraggi ad avere un' "Edizione speciale", che rendesse meglio la visione dell'autore. Spielberg avrebbe avuto intenzione di far uscire il film nell'Estate del 1978, ma la brutta situazione della Columbia, fece sì che i boss della casa produttrice programmassero l'uscita del lungometraggio alla fine del 1977: il regista, molto sotto pressione per i tempi "di consegna", ammise che realizzare il film in tempi ristretti lo aveva spinto a omettere cose che riteneva importanti. Per via del grande successo riscontrato dalla pellicola, la Columbia dette a Spielberg due milioni di dollari in aggiunta, per girare scene dentro l'astronave madre per l'Edizione Speciale. La nave spaziale, oggi, è visibile allo Smithsonian Air and Space Museum, nella sezione Steven F. Hudvar-Hazy, a sud dell'aeroporto di Chantilly, in Virginia. Sullo scafo si possono vedere, appunto, RD-D2 capovolto, un cimitero, una cassetta delle lettere, e modelli di aeroplano che erano stati prelevati dall'astronave. Il modello più utilizzato nel finale del film venne nascosto nel garage di Steven Spielberg per non rischiare che venisse fotografata da reporter, e si perdesse l'effetto-sorpresa.  Mentre girava le scene che la includevano, Steven Spielberg non aveva più che una vaga idea di come la nave spaziale sarebbe apparsa nel film: solo che fosse gigantesca, impressionante, e molto oscura.  Quando, tempo dopo, mentre girava le sequenze in India, stava guidando nei pressi di una grande raffineria di petrolio, rimase colpito dal gran numero di luci, tubi, e particolari del posto, e fu lì che decise che la "sua " astronave sarebbe stata più bella se fosse stata luminosissima, anche se aveva già girato la scena in cui la grande ombra del velivolo spaziale oscurava coloro presenti al suo arrivo. La parte inferiore della nave era ispirata alla veduta della S. Fernando Valley. Il cielo che si rabbuia, e la forma delle nubi della sequenza in cui il figlio di Jillian viene prelevato dagli extraterrestri, rimanda volutamente a "I DIECI COMANDAMENTI", quando l'Angelo della Morte appare in cielo per uccidere tutti i primogeniti egizi. Inoltre, il film di CECIL B. DE MILLE è quello che Roy guarda, assieme alla sua famiglia, quando gli giunge la chiamata di lavoro che gli farà incontrare gli alieni. Invece, durante la lavorazione del lungometraggio, Spielberg guardò più volte "SENTIERI SELVAGGI", come rivelò in un'intervista. Come raccontato più volte dall'autore del film, un altro punto di riferimento cinematografico fu "INTRIGO INTERNAZIONALE", con il parallelo della scena sulla Torre del Diavolo con quella sul Monte Rushmore, che, tra l'altro, dista da lì solo 90 miglia. L'ultima scena che venne girata fu quella d'avvio del film, nel deserto. Spielberg, in un'intervista, dichiarò che, se avesse dovuto girarlo al giorno d'oggi, non avrebbe mai chiuso il racconto con Roy Neary che abbandona la famiglia per viaggiare nello spazio. Lo stuntman, poi divenuto regista, CRAIG R. BAXLEY si ferì girando la sequenza in cui auto della polizia, inseguendo gli UFO su strade di montagna: Baxley viaggiava troppo velocemente con l'auto, e, in pratica, saltò oltre il punto in cui avrebbe dovuto "atterrare" con la macchina, e benchè indossasse un casco, si ferì alla testa, dovendo essere ricoverato per giorni.  Elmer, il cocker spaniel di Steven Spielberg, compare nella pellicola, quando nel finale scende dalla rampa dell'astronave: era apparso anche ne "Lo squalo", come cane della famiglia Brody. Originariamente, il film avrebbe dovuto concludersi sulle note della celeberrima "When you wish upon a star", tratta dal "PINOCCHIO" della Disney, ma in una proiezione-test, Spielberg si accorse che non funzionava, e le note della canzone rimangono comunque, verso il finale, nella colonna sonora di John Williams. Spielberg volle montare il film in un appartamento in affitto a Marina del Rey, sotto sorveglianza affinchè non ci fossero intrusioni. Fu la prima collaborazione tra Spielberg e il montatore MICHAEL KAHN, un longevo rapporto.   "Incontri ravvicinati del terzo tipo" uscì nella stessa settimana in cui "GUERRE STELLARI" battè "Lo squalo" come miglior incasso di tutti i tempi.  Come rivelò quando partecipò a "Inside the Actor's Studio", a JAMES LIPTON, Spielberg non aveva mai realizzato che poteva essere dipeso dal fatto che sua madre fosse una musicista, e suo padre uno studioso di tecnologia ed elettronica, che la comunicazione con i terrestri da parte degli alieni, fosse operata con computer che producevano musica. Il primo colpo di manovella fu dato nel Dicembre del 1975, per far avere agevolazioni fiscali alla Columbia Pictures, per poi interrompere le riprese due giorni dopo, e riprenderle solo nel Maggio successivo. A fine lavorazione, Julia Phillips fu estromessa dalla Columbia Pictures per la promozione della pellicola: la produttrice stava passando un pessimo periodo personale, tra un divorzio particolarmente faticoso, e problemi con la cocaina. La Marvel pubblicò un adattamento del film, che però, per via della gran segretezza della lavorazione, e della sceneggiatura, fu relativamente riuscita, dovendosi basare solo su sommi capi della storia. La post-produzione terminò solo a Giugno del 1977, troppo tardi per competere con gli altri blockbuster estivi, a partire dal "rivale" "Guerre stellari": del resto, proprio a Spielberg ed al suo "Lo squalo" si deve la trasformazione dell'estate americana come la fase dei grandi successi stritola-record d'incassi.  RAY BRADBURY, dopo aver visto il film, affermò che era il più grande lungometraggio di fantascienza mai realizzato. JEAN RENOIR paragonò il lungometraggio alle opere di JULES VERNE e GEORGES MELIES. Eppure, Steven Spielberg si disse non del tutto soddisfatto, perchè avrebbe voluto realizzare un film ancora più stupefacente. La prova di Cary Guffey fu così apprezzata, da essere seriamente considerata nelle nominations per gli attori non protagonisti agli Oscar: se avesse ricevuta la candidatura, a cinque anni, sarebbe stato il più giovane candidato di sempre, e probabilmente lo sarebbe rimasto, fino ad un altro fenomeno simile. Il bambino recitò poi l'anno dopo in "UNO SCERIFFO EXTRATERRESTRE....POCO EXTRA E MOLTO TERRESTRE", ed il suo seguito "CHISSA' PERCHE'....CAPITANO TUTTE A ME" accanto a BUD SPENCER, nei quali interpretava il piccolo extraterrestre H7-25. Le riprese durarono, concretamente, perlomeno il grosso del lavoro, dal Maggio 1976 al Febbraio 1977. Il film costò 20 milioni di dollari, e ne incassò 132 nei soli Stati Uniti, con altri 171 nel resto del mondo, giungendo a 303 milioni dell'epoca, tramutandosi in uno dei più alti incassi di tutti i tempi, e salvando, di fatto, il futuro della Columbia Pictures. Candidato a nove premi Oscar, ma non per il miglior film, ne vinse due: uno, per la migliore fotografia, ed uno, a FRANK E. WARNER per il montaggio degli effetti sonori. Ai Golden Globes le candidature furono invece quattro, per il film, la regia, la sceneggiatura e la musica, senza portare via alcun premio. Nove le candidature ai BAFTA, tra le quali per il miglior film e la migliore regia, vincendone due per la direzione artistica e la colonna sonora. Vinse anche il David di Donatello come miglior film straniero. In sostanza, consacrò definitivamente il nome di Steven Spielberg a Hollywood.