sabato 16 settembre 2017

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LA FURIA DEI BASKERVILLE ( The hound of the Baskervilles, GB 1959)
DI TERENCE FISHER
THRILLER
Nelle intenzioni "LA FURIA DEI BASKERVILLE" avrebbe dovuto essere il primo di una serie con PETER CUSHING nei panni di Sherlock Holmes, ma il pubblico, dato che era una produzione della Hammer Film, non gradì che nella storia non ci fossero creature diaboliche o mostri, e non fece riscuotere a questa pellicola il successo sperato, di fatto troncando sul nascere la progettata serie sull'investigatore creato da ARTHUR CONAN DOYLE. Tuttavia, Cushing riprese per due volte il ruolo di Holmes, in "SHERLOCK HOLMES" (1949) e "LA MASCHERA DELLA MORTE" (1984). CHRISTOPHER LEE, in carriera, ha interpretato almeno sei pellicole tratte da opere dello scrittore. Per interpretare Holmes, Cushing doveva spesso tenere la pipa in bocca, ma gli era piuttosto sgradito il sapore del tabacco, e così teneva sempre vicino un bicchiere di latte per toglierselo. Christopher Lee ammise di essere abbastanza spaventato dai ragni, e infatti il panico sul suo volto nella scena della tarantola era reale. ANDRE' MORELL è stato il primo a impersonare Watson come un assistente collaborativo e di un'intelligenza concreta, da tenere testa a Sherlock Holmes, a differenza della paciosa, amabile e buffonesca versione di NIGEL BRUCE accanto all'Holmes interpretato da BASIL RATHBONE. Fu il film che fece esordire MICHAEL HAWKINS. La sala dei Baskerville era un set già utilizzato come salone in "DRACULA IL VAMPIRO", dello stesso TERENCE FISHER. Anche parte delle musiche di JAMES BERNARD erano già state usate in quel film. Il cane utilizzato per "interpretare" il temibile Mastino dei Baskerville si chiamava Colonel: però nel girare la sequenza dell'attacco a Christopher Lee, il quadrupede era restio a saltare, solo che quando l'attore si spazientì e gli voltò le spalle, il cane gli balzò addosso e lo morse ad un braccio. E' stato il primo film su Sherlock Holmes girato a colori.

mercoledì 13 settembre 2017

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FIGLIA DEL VENTO ( Jezebel, USA 1938)
DI WILLIAM WYLER
DRAMMATICO
"JEZEBEL" fu originariamente una pièce teatrale di OWEN DAVIS, che esordì a Broadway nel 1937, mandando su tutte le furie DAVID O. SELZNICK, che stava lavorando alla produzione di "VIA COL VENTO" e temeva che questa opera distogliesse il pubblico dal suo progetto, o, in caso di insuccesso, potesse stancare le platee con un racconto ambientato nello stesso periodo, della Guerra Civile americana: sul palcoscenico la protagonista Jezebel fu interpretata da MIRIAM HOPKINS, acerrima rivale di BETTE DAVIS. Dato che la rappresentazione teatrale fu un flop, la Warner Bros. fu abile a comprarne i diritti per farne un film a prezzo molto basso. Per la regia fu indicato, inizialmente, EDMUND GOULDING, poi invece lo studio assegnò il film a WILLIAM WYLER. Il quale aveva conosciuto la Davis nel 1931, quando lei fece un provino per "LA SPOSA NELLA TEMPESTA". All'epoca, tra i due non ci fu feeling . Le cose tra i due cambiarono, soprattutto nella considerazione del regista da parte dell'attrice, quando Wyler prese ad invitare la Davis ad assistere ai "quotidiani", le riprese girate giorno per giorno, cosa che mai nessun altro director aveva fatto con lei. Una sequenza che era stata rigirata per 30 volte, in cui Bette Davis doveva scendere da una scalinata, aveva irritato, in particolare, la giovane futura star che non capiva il perchè il regista le facesse fare e rifare tale scena: quando si accorse che aveva raggiunto l'espressione perfetta che il personaggio dovesse avere, la Davis si compiacque con Wyler, e accettò di buon grado ogni volta che egli le facesse rigirare una scena. Arrivò a 45 riprese per una scena in cui lisciava la propria gonna. Inizialmente, Wyler era infastidito da alcuni manierismi cui era solita far gioco la Davis, arrivando a minacciarla di legarle il collo per impedirle di muovere la testa in maniera troppo leziosa. Tra l'altro, William Wyler e HENRY FONDA (ingaggiato all'ultimo minuto, per rimpiazzare JEFFREY LYNN) avevano in comune una ex-moglie di entrambi, MARGARET SULLAVAN. HUMPHREY BOGART, che aveva appena girato con Wyler "STRADA SBARRATA", mise sul chi va là sia la Davis che Fonda, avvertendoli del numero sterminato di riprese che era uso fare, e che li avrebbe portati a non sopportarlo più. Infatti, il primo giorno di riprese, l'attrice girò 28 volte una sequenza, senza particolare importanza. Un altro aspetto dello stile di William Wyler era il fatto che non si pronunciasse mai su come era andata una scena, al che lei gli fece presente che un incoraggiamento non le sarebbe dispiaciuto: quando lui cominciò, dopo ogni ciak, a dirle "Meraviglioso, miss Davis!", l'attrice rise divertita, ma gli disse che lo preferiva prima... Alcune scene furono girate senza la presenza di Henry Fonda, perchè sua moglie stava per dare alla luce sua figlia JANE FONDA: Bette Davis avrebbe potuto impuntarsi affinchè il collega rimanesse fino alla fine delle riprese, ma fu invece essa stessa a incitare Fonda a raggiungere la consorte. Le voci sulle presunte frizioni tra Fonda e Wyler non erano veritiere: anche se trovava il suo modo di dirigere un film troppo lento, e che si prendeva fin troppo tempo per curare ogni dettaglio, l'attore fu impressionato dalla resa che Wyler otteneva dagli interpreti, lui compreso. C'è da dire che Fonda non vedeva l'ora che si concludesse la lavorazione per tornare dalla propria famiglia, per via della nascita della figlia Jane ormai imminente. La Davis, per girare questa pellicola, percepì 650 dollari alla settimana. Il celeberrimo vestito rosso di Bette Davis era in realtà color bronzo: la fotografia in bianco e nero rendeva meglio quella tonalità che il rosso puro. Quando le riprese finirono, la Davis andò in crisi, piangendo molto, anche perchè era rimasta incinta di...William Wyler. Infatti, nonostante fossero entrambi impegnati, lavorare insieme fece nascere una relazione tra l'attrice ed il regista, che nel periodo delle riprese si comportarono come una coppia ufficiale, vedendosi la sera, con lei che cucinava per lui e passando la notte insieme. Appena prima, era scoccato un flirt anche tra Bette Davis e Henry Fonda, di cui ben presto girò voce fuori dal set. Al che, la moglie dell'attore chiamò l'attrice e questa troncò di netto la nascente situazione. Per via della meticolosità di Wyler, le riprese si conclusero 28 giorni dopo la data prevista: ci fu un momento in cui la Warner e HAL B. WALLIS pensarono seriamente a sostituire Wyler con WILLIAM DIETERLE, ma Bette Davis ne difese l'operato asserendo che il regista era riuscito ad ottenere la sua interpretazione migliore.  Alcuni primi piani della Davis non poterono essere effettuati per una decina di giorni, per esempio, per via di un foruncolo venutole sul naso. Il padre di Bette Davis morì nel Capodanno del 1938, quattro giorni prima della conclusione delle riprese, e, dato che la produzione era in terribile ritardo, non fu concesso all'attrice di prendere un giorno libero intero per i funerali. FAY BAINTER è stata la prima attrice nella storia della Academy ad ottenere, nella stessa edizione, la candidatura come miglior protagonista, per "WHITE BANNERS" e come migliore non protagonista, per questo film. La Davis ringraziò molte volte, pubblicamente, nel corso degli anni, Wyler per averla resa, con questa pellicola, una star assoluta a Hollywood. Costò 1, 250,000 milioni di dollari. Cinque le candidature agli Oscar, tra le quali per il miglior film, ne vinse due: all'attrice protagonista Bette Davis, ed alla non protagonista Fay Bainter.Nel 1946, e nel 1949, riprese il ruolo qui sostenuto in due adattamenti radiofonici di mezz'ora l'uno. L'Oscar vinto da Bette Davis fu venduto all'asta nel 2001: fu acquistato da STEVEN SPIELBERG, per quasi 58,000 dollari, e poi donato alla Academy dal regista e produttore.

martedì 5 settembre 2017

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FAY WRAY ( Vina Fay Wray, 15/09/07, Cardston, Alberta, CAN- 08/08/04, New York City, NY, USA)
Nata in Canada, ma cresciuta a Los Angeles, dopo il divorzio dei suoi genitori, che si erano trasferiti negli USA per poter avere lavori migliori, FAY WRAY cominciò ad apparire sugli schermi hollywoodiani come comparsa, già dall'adolescenza. Successivamente cominciò ad avere ruoli più di peso come eroina in western muti: nel 1926, la Western Association of Motion Picture Advertisers indicò 13 giovani attrici, per una selezione tra i più promettenti nuovi volti, e la Wray rientrò in questa ristretta scelta, che comprendeva anche MARY ASTOR e JANET GAYNOR. La fama per la giovane interprete giunse quando fu scelta per "SINFONIA NUZIALE" di ERIC VON STROHEIM; di seguito, arrivarono altri ingaggi, per esempio in "LA MAZZATA", e in pellicole accanto a GARY COOPER e JACK HOLT, oppure in "IL VAMPIRO"e "IL DOTTOR X". All'inizio del 1933, anno in cui partecipò a ben undici lungometraggi, venne contattata da MERIAN C. COOPER, che le disse che aveva un ruolo per lei accanto a un coprotagonista molto alto e scuro: non gli aveva specificato che non si trattava di un uomo, ma del gorilla gigante al centro di "KING KONG". Nel ruolo più famoso da lei interpretato, Fay Wray fornì una prova che fu un misto di sensualità, vulnerabilità e...capacità polmonare, perchè in molte scene urla per le attenzioni di Kong: il film divenne il grande successo che conosciamo, e salvò la RKO dalla bancarotta. Dopo questo exploit, che le ha regalato un posto fisso nella cinematografia mondiale, la sua carriera iniziò a conoscere un lento declino, nonostante nel 1934 la Wray fosse in dodici pellicole, tra le quali "VIVA VILLA!", finendo per prendere parte a svariati film dal budget piuttosto basso. Nel 1939, dopo undici anni, il primo matrimonio, con lo sceneggiatore JOHN MONK SAUNDERS terminò, e anche questo contribuì alla conclusione del suo lavoro di attrice. Nel 1942, infatti, annunciò il proprio ritiro dalle scene, dopo aver sposato ROBERT RISKIN ( il matrimonio durò tredici anni, e poi sposò Sanford Rothenberg, che restò suo marito finchè visse) anche se, nel 1953, tornò a recitare sul grande schermo in "THE PRIDE OF THE FAMILY", proseguendo con qualche apparizione in altre pellicole, fino al 1958:da lì in poi comparve solo in tv, negli anni Sessanta. Ha avuto una figlia dal primo matrimonio, e due dal secondo. Suo fratello, J. Vivian Wray, era affetto da turbe mentali, e viveva chiuso in un istituto: ne fuggì e si suicidò, gettandosi sotto una macchina, a Stockton, in California, nel 1928. Era usa alzarsi prestissimo, prima dell'alba, e scrivere copiosamente: quasi vegetariana, si era imposta di cenare sempre presto. Nella sua autobiografia ammise di essere diventata repubblicana, dopo aver preso la cittadinanza statunitense, e di aver finanziato il partito. La sensazione che ha lasciato, come attrice, è che probabilmente non siano state sfruttate le sue reali potenzialità: ha guidato l'auto fino a novant'anni passati, è deceduta nel 2004, per cause naturali. Due giorni dopo la sua scomparsa, il 10 Agosto 2004, le luci dell'Empire State Building ( sulla cui cima si svolge la fine di "King Kong") furono oscurate per quindici minuti in sua memoria: nel 1991, al sessantesimo anniversario dello stabile, venne invitata come ospite d'onore. Fu molto amica di NANCY REAGAN, JOSEPH COTTEN, GINGER ROGERS, DOLORES HOPE, JEAN ARTHUR, FRED MAC MURRAY, JOEL MCCREA, WALT DISNEY, BOB HOPE, CARY GRANT, DOROTHY LAMOUR, BRUCE CABOT e WALTER PIDGEON. Pur rimanendo affezionatissima a King Kong, che definiva "Il suo piccolo uomo", in vita sua, vide il film solo quattro volte. JAMES CAMERON le offrì il ruolo di Rose da anziana in "TITANIC", ma l'attrice non volle tornare sulle scene: aveva rifiutato anche di partecipare con un cameo nel primo remake del suo film più celebre, prodotto da DINO DE LAURENTIIS, perchè non amò la sceneggiatura. Quando lavorò al suo "KING KONG", PETER JACKSON prese contatto con l'attrice  e ne divenne amico, così come accadde anche a NAOMI WATTS, che ne riprese il ruolo di Ann Darrow. Jackson avrebbe voluto che la  Wray recitasse l'ultima frase del film, ma l'attrice perì prima che la lavorazione fosse conclusa. E' sepolta allo Hollywood Forever Cemetery, a Los Angeles. Nel 1960 misero la sua stella sullo Hollywood Walk of Fame.  In "THE ROCKY HORROR PICTURE SHOW", viene citata in due canzoni. Il suo volto, nel 2006, fu impresso su uno dei quattro tipi di francobolli dedicati a canadesi divenuti celebri a Hollywood: sugli altri c'erano JOHN CANDY, LORNE GREENE e MARY PICKFORD. A Cardston, Alberta, sua città natale, sulla strada principale c'è una fontana a lei intitolata.
COSI' PARLO' FAY WRAY:
"Il mio grido in "King Kong" fu frutto di pura immaginazione: immaginavo una cosa pericolosa vicino a me, e qualsiasi aiuto più lontano che mai. Quando vidi il film per la prima volta, pensai che il mio urlo fosse eccessivo, ma nel contesto funzionava tutto benissimo. Quando vidi King di fronte a me sullo schermo, era proprio come lo avevo pensato."
"Subito dopo "Sinfonia nuziale", tutto succedeva per la prima volta. Arrivò il sonoro, e dopo poco il colore nei film, e far parte di tutto questo fu eccitante."
"Ogni volta che passo da New York, dico una preghiera quando sono vicino all'Empire State Building: un mio caro amico vi morì..."