martedì 9 gennaio 2018

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LOOPER- In fuga dal passato ( Looper, USA 2012)
DI RIAN JOHNSON
FANTASCIENZA/AZIONE 
Il regista RIAN JOHNSON aveva in mente "LOOPER" già dal 2002. Per impersonare la versione "più giovane" di BRUCE WILLIS, JOSEPH GORDON-LEVITT si sottopose al trucco, ma studiò anche i film girati dal collega, per imitarne movenze e postura: girando insieme, Willis rimase molto impressionato da come Gordon-Levitt riusciva a ripetere i suoi modi di fare. E' il secondo di tre film che vedono EMILY BLUNT alle prese con personaggi che provano a resettare il futuro: gli altri sono "I GUARDIANI DEL DESTINO" e "EDGE OF TOMORROW". L'attrice rivelò che, a metà della lettura della sceneggiatura, aveva già deciso di voler prendere parte al film. La sceneggiatura prevedeva inizialmente che Joe si trasferisse a Parigi in età matura, ma Johnson si rese conto di non avere un budget adeguato a poter girare anche in Francia, e prese in considerazione di ambientare tali scene a New Orleans, ipotesi poi scartata. I distributori cinesi per il film vennero incontro al regista, proponendo di ambientare questa parte della pellicola a Shanghai, e Johnson accettò, sia per stare nei costi, sia perchè ritenne interessante ambientare nella città cinese un pezzo di storia. Viene mostrato Joe da giovane che cerca di imparare il francese, senza gran successo; è molto ironico, perchè Gordon-Levitt parla fluentemente il francese. Per il film venne costruita una tavola calda nella città di Thibodaux, in Louisiana, in cui vennero realizzate tutte le sequenze sia in interno che in esterno. La gente continuava a chiedere alla troupe come mai il locale non aprisse al pubblico, e Johnson venne a sapere, solo dopo, che il piccolo stabile era stato tirato su proprio in un punto in cui una tavola calda venne distrutta dall'uragano Isaac nel Settembre 2012. Il film si svolge nel 2044 e nel 2074. La "GAT", pistola utilizzata nel film non è creata apposta, esiste realmente: è la Magnum Research Big Frame Revolver.  L'auto rossa guidata da Joe è una Mazda MX5, prodotta tra il 1990 ed il 1998- Costato 30 milioni di dollari, ha incassato 66 milioni negli USA, e altri 110 nel resto del pianeta, arrivando alla considerevole cifra di 176 milioni. Il successo di questo lungometraggio ha fruttato a Rian Johnson l'attenzione della Disney per affidargli "STAR WARS- GLI ULTIMI JEDI"

mercoledì 3 gennaio 2018

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IL PRINCIPE DELLE MAREE ( The prince of tides, USA 1991)
DI BARBRA STREISAND
DRAMMATICO
Il romanzo di PAT CONROY "IL PRINCIPE DELLE MAREE" venne raccomandato a BARBRA STREISAND da DON JOHNSON, che aveva una relazione con lei a fine anni Ottanta, e aveva amato molto il libro. I diritti, però, erano stati acquisiti da ROBERT REDFORD, che intendeva farne la sua terza regia cinematografica, ma quando fu contattato dalla Streisand, che aveva letto il romanzo e ne era entusiasta, Redford considerò che lei lo aveva amato molto di più, e, avendo perso un pò di interesse, le cedette i diritti. Barbra Streisand decise che sarebbe stato il secondo film da lei diretto, e voleva proporre a Don Johnson il ruolo di Tom Wingo, ma la loro relazione si concluse, e, dopo aver preso in considerazione JEFF BRIDGES per la parte maschile principale, e ANTHONY HEALD, offrendo di seguito il ruolo a KEVIN COSTNER, che non volle fare questo film, scelse poi NICK NOLTE. JASON GOULD, che è il vero figlio dell'attrice e regista, interpreta in questa pellicola il figlio della Lowenstein: ai provini, il ruolo sembrava andasse a CHRIS O'DONNELL, ma Pat Conroy non lo riteneva adatto al personaggio. Guardando varie foto di giovani attori, lo scrittore ne scelse una, indicandolo come ideale per la parte: era appunto il figlio della regista, Jason Gould. JEROEN KRABBE' non suona il violino, anche se interpreta un violinista di fama mondiale: l'attore olandese mostrò lo spartito che avrebbe dovuto suonare a due musicisti professionisti, che ebbero difficoltà a eseguire la sonata. Tuttavia, Krabbè studiò attentamente i movimenti dei due violinisti, e li copiò esattamente girando la scena in cui si esibiva con lo strumento. Lo fece così intensamente e con bravura, che Barbra Streisand non potè trattenersi dall'abbracciarlo, a ripresa finita. La Streisand consultò psicanalisti e medici per sei mesi, per avere la maggiore accuratezza possibile nel gestire il film. Per la colonna sonora, Barbra Streisand inizialmente la affidò a JOHN BARRY, ma il compositore abbandonò il film perchè la regista voleva che si trasferisse da New York a Los Angeles per compiere il lavoro, e lui fece sapere di non aver voglia di comporre "con qualcuno che controlla sempre alle spalle". Il lavoro venne commissionato allora a JAMES NEWTON HOWARD, e la composizione di Barry realizzata uscì nel 1992 come album del musicista, intitolato "Moviola". Costato 30 milioni di dollari, ne incassò 74 negli USA. Ebbe sette candidature agli Oscar, tra le quali miglior film, miglior attore protagonista (Nolte), miglior attrice non protagonista (KATE NELLIGAN), miglior sceneggiatura non originale, ma alla premiazione nessuna delle nominations divenne premio. Andò meglio ai Golden Globes, ove su tre candidature ( film, regia, attore protagonista) Nick Nolte riuscì a vincere il prestigioso premio.

venerdì 29 dicembre 2017

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BEVERLY HILLS COP II- Un piedipiatti a Beverly Hills II ( Beverly Hills Cop II, USA 1987)
DI TONY SCOTT
AZIONE/COMMEDIA
Dopo il clamoroso successo arriso a "BEVERLY HILLS COP", progetto rimandato più volte finchè non si pensò di tramutarlo da thriller d'azione a un misto di commedia e action, la Paramount intendeva farne una serie tv, ma EDDIE MURPHY fece sapere che non intendeva riprendere il personaggio di Axel Foley se doveva interpretarlo per la televisione: fu così che allora si pensò a dare un seguito al cinema alle avventure del poliziotto di Detroit che nel quartiere-bene di Los Angeles crea scompiglio. Uno degli abbozzi per la sceneggiatura di questo sequel era la ricomposizione del trio Foley/Taggart/Rosewood ad indagare su un caso che li avrebbe portati poi fino a Scotland Yard. In un'altra delle prime versioni dello script, Foley si infiltrava in un'organizzazione di vigilantes in affitto, che serviva da paravento ad un uomo d'affari, in realtà un malavitoso. Alla regia venne chiamato TONY SCOTT, dopo il grande successo di "TOP GUN". Nella visione del regista inglese, questo sequel avrebbe dovuto risultare una miscela del primo film e "48 ORE". Fu offerto a BRONSON PINCHOT di tornare ad interpretare Serge, il curatore della galleria d'arte, ma l'attore era impegnato nella sitcom "BALKI E LARRY- DUE PERFETTI AMERICANI". Il personaggio sarebbe tornato nel terzo capitolo. Nel film compare per la prima volta sullo schermo CHRIS ROCK, nella scena alla Playboy Mansion: è la prima pellicola in assoluto ad esser girata nell'iconico luogo. Tony Scott avrebbe voluto HANS ZIMMER come autore della colonna sonora, allora praticamente sconosciuto a Hollywood: infatti, la Paramount fece pressione perchè voleva un nome più celebre, e così tornò HAROLD FALTERMEYER. Nella scena nell'appartamento di Billy, quando questi e Axel si mettono a cantare il tema de "Il gioco delle coppie", fu un'improvvisazione di Eddie Murphy e JUDGE REINHOLDS. Durante la lavorazione Tony Scott e BRIGITTE NIELSEN ebbero una relazione. Il nome del cattivo, Maxwell Dent, è una combinazione di due pseudonimi di autori di fumetti degli anni Trenta: infatti il riferimento è a MAXWELL GRANT (Walter Gibson), autore di "The Shadow" e LESTER DENT (Kenneth Robeson) autore di "Doc Savage". E' l'unico film della trilogia in cui Axel Foley non viene colpito durante la sparatoria finale. Con un'ora e 42 minuti di durata, è il più breve dei tre episodi della serie. Costò 28 milioni di dollari, e in USA incassò 153 milioni, che, sommati ai 146 incassati nel resto del mondo, giunse a 300 milioni totali. Da anni si parla di un quarto episodio, che però viene puntualmente rimandato.

giovedì 28 dicembre 2017

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TELEFON ( Telefon, USA 1977)
DI DON SIEGEL
THRILLER
"TELEFON" è l'adattamento cinematografico dell'omonimo romanzo di WALTER WAGER, pubblicato nel 1975: "telefon" è come si dice "telefono" in russo. Il film avrebbe dovuto essere diretto da PETER HYAMS, che ne co-scrisse la sceneggiatura: dopo alcuni dissidi con i produttori, Hyams lasciò il film e venne rimpiazzato da DON SIEGEL. Siegel diresse il film, anche se in un'intervista successiva dichiarò che aveva trovato la sceneggiatura "impossibile da credere, quasi surreale". Per il ruolo principale, del maggiore sovietico Borzov, venne ingaggiato CHARLES BRONSON, cinquantacinquenne all'epoca delle riprese, che ricevette 1 milione e mezzo di dollari come compenso. Il regista disse alla star che avrebbe voluto che si radesse i baffi per la parte, ma Bronson gli rispose categoricamente "No ai baffi, no a Bronson", minacciando di lasciare la lavorazione. Secondo Siegel, facendo apparire Bronson baffuto nelle scene ambientate in URSS e senza baffi nel resto del film, si sarebbe sottolineato maggiormente il disagio del personaggio in un paese straniero, e per di più "nemico", ma l'attore fu irremovibile. Così come quando, nella scena dell'aeroporto, la sceneggiatura prevedeva che Bronson e LEE REMICK si baciassero, ma il divo si oppose nettamente, asserendo che lui e sua moglie non si baciavano mai in un aeroporto quando si incontravano, per salutarsi. Quando Don Siegel insistette con la Remick affinchè lei prendesse l'iniziativa e baciasse Bronson " a tradimento", l'attrice replicò che il suo collega era talmente coriaceo, che lo riteneva capace di prenderla a schiaffi se l'avrebbe fatto! Comunque, la scena all'aeroporto soddisfece il regista per come venne. Quando Borzov incontra i funzionari dell'Immigrazione al confine canadese, alla domanda degli agenti circa il suo luogo di provenienza, risponde "Pennsylvania", il vero luogo di origine di Bronson. Il nome del poema di ROBERT FROST da cui vengono estrapolati i versi che attivano gli assassini programmati dal KGB è "Fermarsi in un bosco in un pomeriggio di neve", ed è tra i più celebri dell'autore: scritto nel 1923, e i versi dicono "Il bosco è dolce, buio e profondo. Ma ho da mantenere delle promesse, e miglia da percorrere prima di dormire, e miglia da percorrere prima di dormire.". Mentre giravano a Helsinki, un giovanissimo RENNY HARLIN assistette alla realizzazione di alcune scene, e disse agli amici che aveva deciso che il suo futuro sarebbe stato nel cinema, come raccontò in un'intervista. I media finlandesi si occuparono a lungo della lavorazione della pellicola, forse per la rarità delle occasioni per cui una grossa produzione cinematografica fosse girata in loco. Gli interni dell'hotel erano i soliti poi usati da MEL BROOKS in "ALTA TENSIONE". Il film fu stroncato dall'agenzia di stampa "Izvestia" per come trattava il tema della "Guerra fredda". Costò 7 milioni di dollari, e oggi è considerato uno dei lavori più interessanti dell'opera di Don Siegel.

domenica 24 dicembre 2017

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LA BISBETICA DOMATA (The taming of the Shrew, I/USA)
DI FRANCO ZEFFIRELLI
COMMEDIA
FRANCO ZEFFIRELLI concepì l'idea di girare un adattamento cinematografico della commedia di WILLIAM SHAKESPEARE "LA BISBETICA DOMATA" pensando a SOPHIA LOREN e MARCELLO MASTROIANNI come protagonisti: quando si realizzò che la 20th Century Fox avrebbe prodotto il film, con star internazionali, il regista italiano fece i nomi di ELIZABETH TAYLOR e RICHARD BURTON, ma, dopo il colossale flop di "CLEOPATRA", che andò molto vicino a mandare in bancarotta lo studio, alla Fox i produttori esecutivi dissero a Zeffirelli che non avrebbero mai corso il rischio di scegliere le due star come protagonisti. Fu la tenacia dell'italiano che alla lunga, convinse i dirigenti della casa di produzione, sostenendo che avevano un potenziale clamoroso in due ruoli così. Infatti, diversamente al film sulla regina egizia, questo fu un grosso successo al box-office internazionale. Per i due divi era il quinto titolo girato insieme. La precedente versione cinematografica de "La bisbetica domata", realizzata nel 1929, vedeva in scena un'altra vera coppia, MARY PICKFORD e DOUGLAS FAIRBANKS: questi erano però in piena fase declinante della loro unione, mentre Taylor e Burton, all'epoca delle riprese, erano sposi felici (poi, come sappiamo, divorziarono, si risposarono, ridivorziarono...). Fu la prima volta che Elizabeth Taylor interpretava un testo shakespeariano e, inizialmente, si sentiva a disagio recitando le battute nell'inglese aulico utilizzato dal Bardo; tuttavia, con determinazione e capacità, acquistò sicurezza via via che le riprese progredivano. L'abito indossato da Liz Taylor nel monologo finale di Kate fu ispirato dal dipinto di Lorenzo Lotto, "Lucretia". Benchè la commedia sia stata rappresentata per la prima volta nel 1593, non venne pubblicata fino al 1623, quindi postuma all'autore. Sia IAN OGILVY che MICHAEL YORK erano in lizza per il ruolo di Lucentio, e poi la parte andò a York. Costato 4 milioni di dollari, ne incassò 8 negli USA e altri 4 nel resto del mondo, giungendo a 12 milioni di dollari. Ebbe due nominations agli Oscar, per la miglior direzione artistica ed i migliori costumi. Ai Golden Globes ebbe due candidature, per il miglior film nel settore commedia, e per il miglior attore (Burton). Ai BAFTA furono candidati sia Burton che la Taylor come migliori interpreti dell'anno. 

venerdì 22 dicembre 2017

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IL PRIGIONIERO DI ZENDA ( The prisoner of Zenda, USA 1952)
DI RICHARD THORPE
AVVENTURA
Nel 1922 e nel 1937 erano già uscite due versioni de "IL PRIGIONIERO DI ZENDA", dal romanzo di ANTHONY HOPE: questa terza riprende alla lettera la sceneggiatura utilizzata per la seconda, che aveva per protagonista ROLAND COLMAN. Seppure molte scene e inquadrature siano simili, ci sono comunque diverse differenze tra i due adattamenti. Anche la colonna sonora è un riarrangiamento di quella del 1937, composta da ALFRED NEWMAN. LEWIS STONE, che qui interpreta il cardinale, nella versione del 1922 dava volto a Rudolf Rassendyll e re Rudolf V, qui interpretati da STEWART GRANGER. Invece, nelle fasi di preproduzione, sembrava che questo lungometraggio fosse un veicolo per RICHARD GREENE, che aveva recitato a teatro in una versione di successo. L'azione si svolge nel Giugno 1897. Il Treno Reale di Ruritania, che si vede in poche scene, è un treno di una linea vicina Salisburgo, in Austria, chiusa poi nel 1957. Costato 1 milione e 700,000 dollari, incassò negli States circa 2 milioni e 100,000 dollari, mentre nel resto del mondo gli introiti furono di 3 milioni e 450,000 dollari, per un totale di 5 milioni e 650,000 dollari. Nel 1979 ne fu realizzata una nuova versione, semiparodistica, con PETER SELLERS

giovedì 21 dicembre 2017

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FOLLIE D'INVERNO ( Swing time, USA 1936)
DI GEORGE STEVENS
MUSICALE/COMMEDIA
"FOLLIE D'INVERNO" era il film preferito da GINGER ROGERS tra quelli interpretati al fianco di FRED ASTAIRE:  era il sesto di dieci collaborazioni tra le due star, ed il preferito dalla Rogers tra quelli girati con il collega di origine austriaca. L'apice della sequenza in cui viene cantata "Never gonna dance" richiese 47 ciak, al punto da far sanguinare un piede a Ginger Rogers. Questo era dovuto anche alla meticolosità da perfezionista del regista GEORGE STEVENS, che ripeteva spesso le scene, anche quelle di raccordo. Il padre del regista, LANDER STEVENS, compare nel ruolo del giudice Watson. Il film avrebbe dovuto iniziare con un numero musicale, "It's not in the cards", poi tagliato per la durata della pellicola, che rischiava di diventare eccessiva, e perchè il numero non aveva soddisfatto nè il regista, nè i produttori. Nella scena in cui si lava i capelli, benchè avessero provato con vari tipi di shampoo, saponi e pure chiare d'uovo, la schiuma colava via troppo veloce dalla chioma bionda della Rogers: riuscirono a realizzare la sequenza con della crema per dolci. La sequenza di danza al suono di "Bojangles of Harlem" venne creata dal coreografo HERMES PAN e da Fred Astaire, notando che con tre differenti lampade, si creava un gioco di ombre che moltiplicava quella dell'attore mentre ballava. Questa sequenza era ispirata al musical della RKO "HOORAY FOR LOVE". Astaire insisteva sempre che le sequenze di ballo dovevano essere fluide, senza stacchi di montaggio, inquadrando i ballerini dalla testa ai piedi: eppure, in almeno una di queste scene, è evidente che ciò non venga effettuato, ed è nella scena in cui lui e Ginger Rogers sono davanti alle rispettive scale. Costò quasi 900,000 dollari. Ebbe due candidature all'Oscar, per la miglior direzione di sequenze danzanti, e per la miglior canzone originale, "The way you look tonight", vincendo la statuetta per questa categoria.