mercoledì 18 luglio 2018

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L'UOMO CHE SUSSURRAVA AI CAVALLI
 ( The horse whisperer, USA 1998)
DI ROBERT REDFORD
DRAMMATICO
ROBERT REDFORD acquisì i diritti di sfruttamento cinematografico del romanzo "L'UOMO CHE SUSSURRAVA AI CAVALLI" di NICK EVANS prima ancora che venisse pubblicato. E' stato il primo film diretto da Redford, qui alla quinta regia, in cui è stato anche davanti alla macchina da presa: in precedenza aveva svolto funzione di voce narrante per "IN MEZZO SCORRE IL FIUME". Questo lungometraggio venne girato nella medesima area geografica del film del 1992, sopra la Boulder Valley, a sud nel Montana. Per il personaggio di Annie, si era pensato a EMMA THOMPSON, ma poi venne scelta KRISTIN SCOTT-THOMAS, nonostante l'interessamento di SHARON STONE ad avere la parte..  Per il ruolo di Grace, NATALIE PORTMAN rinunciò per prendere parte ad un'edizione de "IL DIARIO DI ANNA FRANK" a Broadway: fu SCARLETT JOHANSSON ad avere la parte. Benchè nei titoli la futura bionda star sia presentata con "introducing", e cioè come esordiente, per lei era il settimo film che girava. Fu il film d'esordio per KATE BOSWORTH: per il suo personaggio, Judith, era richiesta alle interpreti potenziali esperienza come cavallerizza. Fu invece l'ultima pellicola cui partecipò JEANETTE NOLAN, che morì tre settimane dopo l'uscita del lungometraggio nelle sale americane. Alcune scene girate con BETTY BUCKLEY vennero tagliate al montaggio.  Pare che la pratica del "sussurrare ai cavalli", in realtà fosse, da parte di alcune tribù pellerossa, una tecnica che consisteva nel saltare in groppa a cavalli particolarmente ribelli, e per farli smettere di imbizzarrirsi, chi li cavalcava dava morsi sulle orecchie, provocando così l'equivoco da parte di chi osservava, che si parlasse all'animale. Nei titoli di coda viene indicato come consulente un vero "horse whisperer", BUCK BRANNAMAN: su di lui venne girato il documentario "BUCK", nel 2011. Nel romanzo il personaggio di Tom Booker moriva, in pratica quasi suicidandosi cercando di domare un cavallo impazzito, perchè non riesce a gestire la relazione con Annie: nel film, sopravvive, e la relazione si conclude con il ritorno della donna alla sua vita in città. Ebbe una nomination agli Oscar per la miglior canzone, " A soft place to fall". Ai Golden Globes due le candidature, per il miglior film drammatico e per la miglior regia a Robert Redford. Costato 60 milioni di dollari, ne incassò 75 in USA, e altri 111 nel resto del mondo, giungendo a 186 milioni.

domenica 15 luglio 2018

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LA PAZZA STORIA DEL MONDO
( History of the world, Part I, USA 1981)
DI MEL BROOKS
COMICO
Per stessa ammissione di MEL BROOKS, una parte II de "LA PAZZA STORIA DEL MONDO" non era mai stata preventivata: intervistato, disse che eventualmente ci sarebbe stata una parte III o IV, ma mai una seconda. Il "Part I" del titolo originale è uno scherzo per il pubblico. L'ispirazione venne al regista dall'opera "LA STORIA DEL MONDO, PARTE I" di Sir WALTER RALEIGH, che fece in tempo a completare solo la prima parte della sua rilettura della Storia dell'Uomo, prima di venir decapitato dopo la prigionia nella Tower of London. Così come accadde in "MEZZOGIORNO E MEZZO DI FUOCO", RICHARD PRYOR prima accettò di figurare nel cast, poi si sfilò dal progetto adducendo impegni contrattuali già presi con altri produttori: nel film del 1974 fu sostituito da CLEAVON LITTLE, qua da GREGORY HINES. Pryor, prima che le riprese di questo film iniziassero, ebbe un incidente mentre era sotto l'effetto di stupefacenti, bruciandosi seriamente e rimanendo ustionato. Per Hines e MARY-MARGARET HUMES fu il film d'esordio. JOHN HURT volle partecipare a questo film, sia pure nel brevissimo ruolo di Gesù Cristo, perchè veniva da due titoli molto drammatici, e proprio sul set di uno di questi, "THE ELEPHANT MAN", aveva conosciuto Mel Brooks, lì in veste di produttore. JOHN CLEESE rinunciò a presenziare nel cast, nel ruolo del conte De Monet, per altri impegni professionali. Fu l'ultimo film in cui recitò JOHN MYHERS. URSULA ANDRESS rifiutò di comparire nel film. Nel film compaiono due registi celebri: BARRY LEVINSON (all'epoca solo sceneggiatore) è un venditore ad una colonna nell'episodio Romano, PAUL MAZURSKY è un ufficiale Romano nel medesimo segmento. Brooks in questa pellicola riveste cinque ruoli: Mosè, Comicus, Torquemada, Jacques e Re Luigi XVI. Il regista era dubbioso circa i rischi di mettere in burla la Santa Inquisizione: anche su "Ebrei nello spazio", Brooks ricevette diverse lettere di lamentela da parte di più rabbini. Le vestali vergini del palazzo di Cesare dell'episodio dedicato all'impero romano erano in realtà tutte playmates di Playboy; compare anche HUGH HEFNER, fondatore della rivista, fumando una pipa. Brooks rivelò che la scena di Mosè fu un'invenzione dell'ultimo minuto, non prevista nello script originale: mentre girava le scene della Preistoria, osservando la grotta costruita sul set, gli venne l'idea di sfruttare lo stesso scenario, in pratica, per far vedere Mosè alle prese con più tavole dei Comandamenti. La musica in sottofondo nella scena dei Vichinghi è ripresa da "IL MISTERO DELLE DODICI SEDIE", primo lavoro di Mel Brooks, la cui colonna sonora venne composta da JOHN MORRIS. Questa scena sfruttò alcune scenografie utilizzate ne "I VICHINGHI" di RICHARD FLEISCHER. Dei vari episodi, quello ambientato nell'era Romana è il più lungo: 49 minuti di durata. Con undici milioni di costo, in pratica questo lungometraggio aveva il budget dei precedenti tre titoli di Brooks ("ALTA TENSIONE", "L'ULTIMA FOLLIA DI MEL BROOKS" e "FRANKENSTEIN JUNIOR"):fu soprattutto la scena dell'Inquisizione, che da sola costò un milione di dollari, a pesare sul budget. L'incasso sul suolo americano fu di 31 milioni di dollari. In Italia si piazzò all'11° posto della graduatoria degli incassi dell'81/82. 

sabato 7 luglio 2018

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VOGLIO LA TESTA DI GARCIA!
( Bring me the head of Alfredo Garcia, USA 1974)
DI SAM PECKINPAH
NOIR
Durante la lavorazione di "LA BALLATA DI CABLE HOGUE", SAM PECKINPAH, durante una conversazione con FRANK KOWALSKI, sceneggiatore suo amico, sentì quest'ultimo raccontargli di una storia che aveva in mente, si intitolava "Voglio la testa di (un nome a caso)" e l'idea centrale era che il protagonista fosse già morto ad inizio film. Peckinpah rimase affascinato dalla cosa, e cominciò a scrivere un trattamento durante le riprese del film con JASON ROBARDS, e continuò mentre girava "CANE DI PAGLIA" in Inghilterra. Si fece aiutare da GORDON D. TAWSON, e poi portò il progetto, condensato in 25 pagine, al produttore indipendente MARTIN BAUM, che con la sua Optimus Productions aveva accordi per distribuzioni con la United Artists: Baum lesse e apprezzò lo script, che dette il via alla realizzazione. Per il ruolo principale di Bennie, Peckinpah avrebbe voluto JAMES COBURN, ma all'attore non piacque la sceneggiatura, al punto da domandare sorpreso all'amico regista per quale motivo volesse girare un film a suo avviso così sconclusionato. La parte venne offerta a PETER FALK, che era intenzionato ad accettare, ma i tempi non collimavano con i suoi impegni già presi per la serie tv "COLOMBO", e a malincuore dovette desistere: Peckinpah allora dette il ruolo a WARREN OATES, e fu l'ultima volta che i due lavorarono insieme. Per il personaggio, Oates si ispirò nella gestualità a Peckinpah stesso, e chiese di usare i suoi occhiali da sole. Benchè fosse solo al suo secondo ruolo al cinema in lingua inglese, ISELA VEGA fu ampiamente a suo agio sul set, andando avanti con la recitazione delle battute del personaggio non previste nella sceneggiatura, nonostante Peckinpah desse lo stop; nella scena in cui Alita, il suo personaggio, seduce l'uomo che voleva stuprarla, non solo Peckinpah la lasciò fare diversamente da come la scena era prevista, ma addirittura la riscrisse per fargliela girare di nuovo ed allungarla. Per il breve ruolo del motociclista che insidia la donna fu molto vicino ad avere la parte HARRY DEAN STANTON, ma Peckinpah optò poi per KRIS KRISTOFFERSON, con cui aveva già avuto modo di lavorare. Fu un'idea di ROBERT WEBBER quella di connotare il suo personaggio, e quello di GIG YOUNG di un'ambiguità che suggeriva che potessero essere amanti. I due attori vennero inclusi nel film perchè Martin Baum era stato il loro agente. Il salario di Warren Oates fu di 50,000 dollari. Tawson affermò che il forte senso di malinconia e pessimismo che emana dal film fosse in parte dovuto al forte uso di cocaina di Peckinpah, al tempo delle riprese, vizio che gli fu trasmesso da Oates. Sul set le discussioni tra co-sceneggiatore e regista furono numerose e piuttosto forti, facendo sì che i due non avessero più intenzione di girare insieme alcun film. Con l'eccezione di alcuni attori, cast e troupe erano tutti messicani. Peckinpah voleva che il film rendesse la sua idea del Messico, come l'aveva vissuto viaggiandovi e vivendolo: spese molto tempo alla ricerca del bar che fosse adatto come base di Bennie. Pare che il fagotto che Bennie si porta in giro con la testa di Alfredo Garcia fosse ripieno di ritagli di carne, e questo spiegherebbe la presenza di tante mosche attorno all'improvvisata borsa. La macchina di Bennie era una Chevy Impala convertibile del 1962. Nel film muoiono 24 persone.  La lavorazione del lungometraggio iniziò a Settembre 1973, e in quel periodo il regista rilasciò un'intervista a "Variety" in cui dichiarava che per lui Hollywood era il passato, e girare in Messico gli dava molta più libertà di lavorare a modo suo. Ciò causò un boicottaggio da parte della Motion Picture and Televisions Union, nonostante il parziale ritrattare l'intervista di Peckinpah. E' stato l'unico film di Sam Peckinpah sul quale il regista ha avuto il "final cut": tutti gli altri suoi lavori sono stati ritoccati dai produttori. In Svezia, Germania e Argentina fu proibita la distribuzione della pellicola. Il film fu stroncato da quasi tutta la critica americana: ROGER EBERT fu uno dei pochissimi a difendere l'opera. 

domenica 1 luglio 2018

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LA SPADA NELLA ROCCIA ( The sword in the stone, USA 1963)
DI WOLFGANG REITHERMAN.
ANIMAZIONE/FANTASTICO/AVVENTURA
"LA SPADA NELLA ROCCIA" fu l'ultimo film d'animazione prodotto totalmente da WALT DISNEY, che morì durante la lavorazione de "IL LIBRO DELLA GIUNGLA": benchè non ne fosse al corrente, Disney stesso fu il modello cui si ispirò il disegnatore BILL PEET quando creò il suo Mago Merlino. Peet vedeva il tycoon come polemico, irascibile, ma anche giocoso e molto intelligente: a Merlino dette anche il naso di Walt Disney. Fu la seconda volta in cui Disney funse da modello per un personaggio dai poteri magici: infatti, venne preso a modello anche per creare lo stregone in "FANTASIA", che infatti si chiama Yensid, in pratica il cognome del produttore al contrario. Fu l'ultimo film cui lavorò Bill Peet con la Disney: aveva dato un apporto anche a "Il libro della giungla", ma i rapporti con Walt Disney peggiorarono, e il producer gettò via il suo operato, senza includerlo nel film tratto da RUDYARD KIPLING, e Peet abbandonò lo studio. Per la prima volta, un film animato della Disney Productions fu affidato ad un solo regista, WOLFGANG REITHERMAN, veterano dello studio, che avrebbe continuato a dirigere titoli della Disney fino ai primi anni Ottanta. Merlino dice a Semola che "una volta che uno scoiattolo femmina sceglie il proprio compagno, è per sempre!", ma non è esatto: infatti, quando si accoppiano, gli scoiattoli passano due notti insieme, e questo accade circa un paio di volte all'anno. Successivamente, il maschio abbandona la tana della femmina e non si occupa più nè di lei, nè della prole che nascerà.  E' stato il primo titolo a contenere canzoni di RICHARD B.  e ROBERT B. SHERMAN, che avrebbero realizzato numerose colonne sonore celebri per la Disney: le canzoni più famose sono state quelle scritte per "MARY POPPINS". A parte il prologo, la spada del titolo non appare che 71 minuti dopo l'inizio del film. Alcuni elementi del precedente "LA BELLA ADDORMENTATA NEL BOSCO" furono riciclati in questo film: quelli che saltano di più all'occhio sono il gufo della scena nella foresta, che ispirò qui Anacleto, e il drago in cui si trasforma Maga Magò (Madame Mim nella versione originale), molto simile a quello in cui Malefica si evolve. Il tetto della casa di Maga Magò fu disegnato per richiamare graficamente un cappello da strega. Lo scontro tra Merlino e Maga Magò venne definita da animatori professionisti, come una delle più belle e riuscite scene d'animazione mai realizzate, soprattutto fino alla metà degli anni Sessanta. Ad oggi, l'unica produzione Disney degli anni Sessanta che non ha avuto un sequel, nè una versione "live action", o un'edizione DVD Platinum. Costato 3 milioni di dollari,  incassò 22 milioni solo in USA, alla sua prima uscita. Ottenne una nomination agli Oscar per le migliori musiche.

sabato 30 giugno 2018

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AMAMI O LASCIAMI ( Love me or leave me, USA 1955)
DI CHARLES VIDOR
MUSICALE/DRAMMATICO/BIOGRAFICO
La Metro Goldwyn-Meyer avrebbe voluto far interpretare a AVA GARDNER il ruolo di RUTH ETTING, attrice e cantante della Hollywood della Golden Age, ma la diva non intendeva farsi doppiare, come le era accaduto in "SHOW BOAT". Fu allora offerta l'opportunità di essere la protagonista di questo biopic a JANE RUSSELL, la quale, però, sperava di ottenere la parte di LILLIAN ROTH in "PIANGERO' DOMANI": fu JAMES CAGNEY a suggerire ai produttori di scritturare DORIS DAY, un pò a sorpresa, ma l'attore si era trovato benissimo con lei girando "THE WEST POINT STORY". La Russell non fu ingaggiata per il film sopra citato, perdendo così entrambe le opportunità. Nella sua autobiografia, Doris Day ammise che era un pò restia ad accettare di interpretare questo film: in qualche modo, pensava che la Etting fosse stata una celebrità che ostentava una qualche forma di volgarità, ma fu convinta dal produttore JOE PASTERNAK a mettere da parte i propri dubbi e a rappresentare il personaggio a modo suo. Tuttavia, dopo la realizzazione della pellicola, la Day fu attaccata da lettere offensive in quanto si proclamasse religiosissima, avesse scelto di dar volto ad una donna che fumava abbondantemente, beveva forte, e indossasse vestiti "osè" in nightclub: la diva rispose personalmente ad ogni lettera di protesta o offese, specificando che la donna Doris Day era un'attrice che non condivideva necessariamente la condotta dei personaggi che interpretava.  Per questo lungometraggio i capelli di Doris Day furono "biondo miele", invece che "biondo pallido" come era uso vederla: fu l'unica volta che la si vide con questa tonalità. Era dagli anni Trenta che Cagney, star consolidata, non cedeva il posto su titoli e manifesti ad un'altra star, ma qui ritenne che la vera protagonista del lavoro fosse Doris Day, e accettò di buon grado che il "top billing" (in America questione spesso di liti ad un passo dalle battaglie giudiziarie tra attori) spettasse alla collega. Fu l'ultima volta in cui la star, celebre anche per aver interpretato alcuni dei più leggendari gangsters del cinema, rivestì tale ruolo. Per Cagney, degli oltre sessanta titoli interpretati, questo risiedeva nei cinque favoriti. Anche per Doris Day, comunque, questo fu un film che risultò importante, arrivando a definirlo il suo migliore ruolo.  La regia era stata proposta inizialmente a GEORGE CUKOR, il quale però rifiutò perchè si disse inadatto a dirigere un film in cui un fuorilegge rivestiva una parte importante, e così il film fu affidato a CHARLES VIDOR. Sembra che una scena particolarmente violenta, in cui Synder, dopo il trionfo della Etting alle "Ziegfield Follies", si reca nella sua camera d'albergo, ha una violenta discussione con lei, e dopo averla sbattuta al muro, le strappa i vestiti ed abusa di lei, fosse stata filmata, ma per non avere guai con la censura sia stata tagliata completamente. La colonna sonora ottenne un successo clamoroso, risultando per ben 17 settimane nei primi posti delle classifiche, e per Doris Day fu un grosso trionfo personale: "I'll never stop loving you" fu candidata all'Oscar come miglior canzone, e mentre nel film viene cantata con il solo accompagnamento del pianoforte, nella versione edita su disco la Day canta con il supporto dell'orchestra di PERCY FAITH. Sia Ruth Etting che Martin Synder furono piuttosto insoddisfatti per come erano stati ritratti nel lungometraggio, ma è abbastanza frequente questo per i biopic su persone ancora in vita. Per la MGM fu uno dei non molti successi di pubblico del periodo, arrivando all'ottavo posto nella classifica degli incassi americani del 1955. Benchè si fosse parlato di una sicura nomination per Ava Gardner quando il progetto sembrava la riguardasse, curiosamente Doris Day venne ignorata come miglior attrice dalla Academy, e invece James Cagney ottenne la terza candidatura della propria carriera. Sei le candidature agli Oscar, tra cui appunto per l'attore protagonista, per le musiche e sonoro, ma l'unica vittoria fu quella per il miglior soggetto. Il costo della pellicola fu di oltre 2 milioni e 700,000 dollari. 

martedì 19 giugno 2018

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I LANCIERI DEL BENGALA 
( The lives of a Bengal lancer, USA 1935)
DI HENRY HATHAWAY
AVVENTURA
"I LANCIERI DEL BENGALA" venne tratto dall'omonimo romanzo di FRANCIS YEATS-BROWN, i cui diritti vennero acquistati prima ancora della pubblicazione dalla Paramount, e già nel 1931 i produttori avviarono la lavorazione, inviando i direttori della fotografia ERNEST B. SHOEDSACK ( futuro co-regista di "KING KONG") e REX WIMPY ad effettuare sopralluoghi, filmando delle battute di caccia alla tigre. Ma il calore notevole del luogo danneggiò le pellicole e rese inutilizzabile quasi tutto il girato in loco, facendo ripiegare su riprese effettuate su colline nei dintorni di Los Angeles. L'annunciato regista del film, STEPHEN ROBERTS, venne rimpiazzato da HENRY HATHAWAY. Nel cast, oltre a GARY COOPER, erano annunciati anche FREDRIC MARCH e RICHARD ARLEN per i ruoli dei tenenti Forsythe, e Stone, poi sostituiti da FRANCHOT TONE e GUY STANDING. Altri nomi circolati al tempo dell'elaborazione del cast furono CARY GRANT, RONALD COLMAN, RAY MILLAND e FRANCIS DRAKE. DOUGLAS FAIRBANKS, jr., dopo aver inizialmente accettato di far parte del film, abbandonò per girare "LA GRANDE CATERINA".  Standing fu morso da una vedova nera nel corso delle riprese. Nel 1935 il lungometraggio venne bandito dalla Cina, in quanto ritenuto offensivo verso le razze orientali. Fu attaccato da alcuni critici ed esperti militari perchè avrebbe descritto in maniera fuori luogo le azioni di guerra degli inglesi, all'attacco senza nessun tipo di copertura.  Fu uno dei film preferiti di Adolf Hitler, che lo vide almeno tre volte. Inoltre, fu tra i pochissimi lungometraggi visti in pubblico dal re e dalla regina d'Inghilterra in diversi anni. Nel 1939 venne allestita una versione radiofonica dal "Radio Lux Theater", di un'ora, con C. AUBREY SMITH e DOUGLAS AMBRILLE che riprendevano i ruoli sostenuti nella pellicola. E' stata l'unica regia per Hathaway arrivata ad ottenere una nomination agli Oscar. Le candidature agli Oscar furono otto, tra le quali per il miglior film, sceneggiatura non originale, sonoro, e le statuette vinte furono due: per la miglior assistenza alla regia, a CLEM BEAUCHAMP e PAUL  WING

lunedì 11 giugno 2018

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GINA LOLLOBRIGIDA ( Luigina Lollobrigida, 04/07/27, Subiaco (RM), Italia-....)
Cresciuta a Subiaco, piccolo centro laziale di montagna, figlia di un mobiliere le cui fortune furono compromesse da un bombardamento degli Alleati, GINA LOLLOBRIGIDA vi nacque nell'Estate del 1927. Da ragazza posava saltuariamente come modella, per fotoromanzi, con lo pseudonimo di Diana Loris, vendeva caricature fatte a carboncino, e partecipava, con successo, a concorsi di bellezza in cui spesso vinceva premi. Nel 1947 partecipò a Miss Italia, giungendo terza, dietro a LUCIA BOSE' e GIANNA MARIA CANALE. Esordì come attrice in "AQUILA NERA", nel 1946, e dopo aver partecipato a una dozzina di pellicole, tra le quali "FANFAN LA TULIPE" e "ACHTUNG! BANDITI", ebbe una grossa occasione venendo convocata dal produttore HOWARD HUGHES, negli USA, ma la giovane Gina volle tornare in Italia. Nel 1949 si sposò con un medico sloveno, Milko Skofic , da cui ebbe un figlio, Milko jr.: furono sposati per 22 anni, fino al 1971. Fece ritorno negli States solo nel 1953, per girare "IL TESORO D'AFRICA". Quell'anno ne decretò l'esplosione come nuova stella del firmamento cinematografico, dato il grande successo arriso alla commedia "PANE, AMORE E FANTASIA", in cui fece faville accanto a VITTORIO DE SICA. Altri grossi risultati le arrivarono per "LA PROVINCIALE" e "LA ROMANA", e "PANE, AMORE E GELOSIA". Dalla metà degli anni Cinquanta, la sua popolarità di attrice e sex-symbol crebbe in maniera esponenziale: addirittura in Francia, i seni femminili vennero chiamati dalla stampa "Les Lollos", riferendosi al suo soprannome, e alla sua prorompente formosità. Le produzioni internazionali aumentarono: lavorò accanto a VITTORIO GASSMAN ne "LA DONNA PIU' BELLA DEL MONDO", interpretando la soprano LINA CAVALIERI, e vincendo per questo film il David di Donatello; fu poi compagna di set di TONY CURTIS e BURT LANCASTER in "TRAPEZIO", ANTHONY QUINN in "IL GOBBO DI NOTRE DAME", FRANK SINATRA in "SACRO E PROFANO", YUL BRINNER in "SALOMONE E LA REGINA DI SABA", ROCK HUDSON e SANDRA DEE in  " TORNA A SETTEMBRE" , SEAN CONNERY in "LA DONNA DI PAGLIA", TELLY SAVALAS e SHELLEY WINTERS in "BUONASERA, SIGNORA CAMPBELL". Fece amicizia con MARILYN MONROE, e SHELLEY WINTERS, e rifiutò diverse pellicole negli anni Sessanta come "LA DOLCE VITA", "LA SIGNORA SENZA CAMELIE", "JOVANKA E LE ALTRE", "LADY L". Negli anni Settanta sembrò perdere interesse per il cinema, pur interpretando una memorabile Fata dai capelli turchini ne "LE AVVENTURE DI PINOCCHIO" di LUIGI COMENCINI: si dedicò maggiormente alla fotografia e alla scultura, passioni per cui ha dimostrato uno spiccato talento. e si ricordano di lei bei ritratti di personaggi come Fidel Castro e PAUL NEWMAN. Nel 1984 accettò di partecipare al serial tv "FALCON CREST", e nel 1988 partecipò alla nuova versione, televisiva de "LA ROMANA", in cui FRANCESCA DELLERA rivestì il ruolo principale, interpretato al cinema dalla Lollobrigida. Sul set i rapporti tra le due non furono affatto buoni. Nel 1986 presiedette la giuria del Festival di Berlino. Nel 1997 si è ufficialmente ritirata dal cinema, anche se nel 2011 ha fatto un divertito cameo nel film comico "BOX-OFFICE 3D- Il film dei film". Nel 1999 si candidò alle elezioni per il Parlamento Europeo nella formazione di centro-sinistra "I Democratici", senza riuscire ad essere eletta. Fece scalpore la notizia della relazione con Javier Rigau Y Rafols, con lui più giovane dell'attrice di 34 anni: i due si sono sposati nel 2010, ma il rapporto durava da più di vent'anni. Come ha confessato solo recentemente, intervistata a proposito dell'ondata di protesta e di indignazione per gli abusi sessuali subiti dalle attrici sia in USA che in Europa, anche lei, a diciott'anni, subì una violenza da un calciatore della squadra della Lazio. Dal 2018 ha la sua stella al "Walk of Fame". 
COSI' PARLO' GINA LOLLOBRIGIDA:
"A 20 anni la donna è come il ghiaccio, a 30 è tiepida, e a 40 diventa calda."
"Ho avuto molti amanti, e continuo ad essere corteggiata. Per tutta la mia vita, ho avuto troppi ammiratori."
"La popolarità ha una facciata luminosa, apre molte porte. Ma alla fine non mi piace molto, perchè rende la vita privata una cosa troppo piccola."