sabato 16 settembre 2017

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LA FURIA DEI BASKERVILLE ( The hound of the Baskervilles, GB 1959)
DI TERENCE FISHER
THRILLER
Nelle intenzioni "LA FURIA DEI BASKERVILLE" avrebbe dovuto essere il primo di una serie con PETER CUSHING nei panni di Sherlock Holmes, ma il pubblico, dato che era una produzione della Hammer Film, non gradì che nella storia non ci fossero creature diaboliche o mostri, e non fece riscuotere a questa pellicola il successo sperato, di fatto troncando sul nascere la progettata serie sull'investigatore creato da ARTHUR CONAN DOYLE. Tuttavia, Cushing riprese per due volte il ruolo di Holmes, in "SHERLOCK HOLMES" (1949) e "LA MASCHERA DELLA MORTE" (1984). CHRISTOPHER LEE, in carriera, ha interpretato almeno sei pellicole tratte da opere dello scrittore. Per interpretare Holmes, Cushing doveva spesso tenere la pipa in bocca, ma gli era piuttosto sgradito il sapore del tabacco, e così teneva sempre vicino un bicchiere di latte per toglierselo. Christopher Lee ammise di essere abbastanza spaventato dai ragni, e infatti il panico sul suo volto nella scena della tarantola era reale. ANDRE' MORELL è stato il primo a impersonare Watson come un assistente collaborativo e di un'intelligenza concreta, da tenere testa a Sherlock Holmes, a differenza della paciosa, amabile e buffonesca versione di NIGEL BRUCE accanto all'Holmes interpretato da BASIL RATHBONE. Fu il film che fece esordire MICHAEL HAWKINS. La sala dei Baskerville era un set già utilizzato come salone in "DRACULA IL VAMPIRO", dello stesso TERENCE FISHER. Anche parte delle musiche di JAMES BERNARD erano già state usate in quel film. Il cane utilizzato per "interpretare" il temibile Mastino dei Baskerville si chiamava Colonel: però nel girare la sequenza dell'attacco a Christopher Lee, il quadrupede era restio a saltare, solo che quando l'attore si spazientì e gli voltò le spalle, il cane gli balzò addosso e lo morse ad un braccio. E' stato il primo film su Sherlock Holmes girato a colori.

mercoledì 13 settembre 2017

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FIGLIA DEL VENTO ( Jezebel, USA 1938)
DI WILLIAM WYLER
DRAMMATICO
"JEZEBEL" fu originariamente una pièce teatrale di OWEN DAVIS, che esordì a Broadway nel 1937, mandando su tutte le furie DAVID O. SELZNICK, che stava lavorando alla produzione di "VIA COL VENTO" e temeva che questa opera distogliesse il pubblico dal suo progetto, o, in caso di insuccesso, potesse stancare le platee con un racconto ambientato nello stesso periodo, della Guerra Civile americana: sul palcoscenico la protagonista Jezebel fu interpretata da MIRIAM HOPKINS, acerrima rivale di BETTE DAVIS. Dato che la rappresentazione teatrale fu un flop, la Warner Bros. fu abile a comprarne i diritti per farne un film a prezzo molto basso. Per la regia fu indicato, inizialmente, EDMUND GOULDING, poi invece lo studio assegnò il film a WILLIAM WYLER. Il quale aveva conosciuto la Davis nel 1931, quando lei fece un provino per "LA SPOSA NELLA TEMPESTA". All'epoca, tra i due non ci fu feeling . Le cose tra i due cambiarono, soprattutto nella considerazione del regista da parte dell'attrice, quando Wyler prese ad invitare la Davis ad assistere ai "quotidiani", le riprese girate giorno per giorno, cosa che mai nessun altro director aveva fatto con lei. Una sequenza che era stata rigirata per 30 volte, in cui Bette Davis doveva scendere da una scalinata, aveva irritato, in particolare, la giovane futura star che non capiva il perchè il regista le facesse fare e rifare tale scena: quando si accorse che aveva raggiunto l'espressione perfetta che il personaggio dovesse avere, la Davis si compiacque con Wyler, e accettò di buon grado ogni volta che egli le facesse rigirare una scena. Arrivò a 45 riprese per una scena in cui lisciava la propria gonna. Inizialmente, Wyler era infastidito da alcuni manierismi cui era solita far gioco la Davis, arrivando a minacciarla di legarle il collo per impedirle di muovere la testa in maniera troppo leziosa. Tra l'altro, William Wyler e HENRY FONDA (ingaggiato all'ultimo minuto, per rimpiazzare JEFFREY LYNN) avevano in comune una ex-moglie di entrambi, MARGARET SULLAVAN. HUMPHREY BOGART, che aveva appena girato con Wyler "STRADA SBARRATA", mise sul chi va là sia la Davis che Fonda, avvertendoli del numero sterminato di riprese che era uso fare, e che li avrebbe portati a non sopportarlo più. Infatti, il primo giorno di riprese, l'attrice girò 28 volte una sequenza, senza particolare importanza. Un altro aspetto dello stile di William Wyler era il fatto che non si pronunciasse mai su come era andata una scena, al che lei gli fece presente che un incoraggiamento non le sarebbe dispiaciuto: quando lui cominciò, dopo ogni ciak, a dirle "Meraviglioso, miss Davis!", l'attrice rise divertita, ma gli disse che lo preferiva prima... Alcune scene furono girate senza la presenza di Henry Fonda, perchè sua moglie stava per dare alla luce sua figlia JANE FONDA: Bette Davis avrebbe potuto impuntarsi affinchè il collega rimanesse fino alla fine delle riprese, ma fu invece essa stessa a incitare Fonda a raggiungere la consorte. Le voci sulle presunte frizioni tra Fonda e Wyler non erano veritiere: anche se trovava il suo modo di dirigere un film troppo lento, e che si prendeva fin troppo tempo per curare ogni dettaglio, l'attore fu impressionato dalla resa che Wyler otteneva dagli interpreti, lui compreso. C'è da dire che Fonda non vedeva l'ora che si concludesse la lavorazione per tornare dalla propria famiglia, per via della nascita della figlia Jane ormai imminente. La Davis, per girare questa pellicola, percepì 650 dollari alla settimana. Il celeberrimo vestito rosso di Bette Davis era in realtà color bronzo: la fotografia in bianco e nero rendeva meglio quella tonalità che il rosso puro. Quando le riprese finirono, la Davis andò in crisi, piangendo molto, anche perchè era rimasta incinta di...William Wyler. Infatti, nonostante fossero entrambi impegnati, lavorare insieme fece nascere una relazione tra l'attrice ed il regista, che nel periodo delle riprese si comportarono come una coppia ufficiale, vedendosi la sera, con lei che cucinava per lui e passando la notte insieme. Appena prima, era scoccato un flirt anche tra Bette Davis e Henry Fonda, di cui ben presto girò voce fuori dal set. Al che, la moglie dell'attore chiamò l'attrice e questa troncò di netto la nascente situazione. Per via della meticolosità di Wyler, le riprese si conclusero 28 giorni dopo la data prevista: ci fu un momento in cui la Warner e HAL B. WALLIS pensarono seriamente a sostituire Wyler con WILLIAM DIETERLE, ma Bette Davis ne difese l'operato asserendo che il regista era riuscito ad ottenere la sua interpretazione migliore.  Alcuni primi piani della Davis non poterono essere effettuati per una decina di giorni, per esempio, per via di un foruncolo venutole sul naso. Il padre di Bette Davis morì nel Capodanno del 1938, quattro giorni prima della conclusione delle riprese, e, dato che la produzione era in terribile ritardo, non fu concesso all'attrice di prendere un giorno libero intero per i funerali. FAY BAINTER è stata la prima attrice nella storia della Academy ad ottenere, nella stessa edizione, la candidatura come miglior protagonista, per "WHITE BANNERS" e come migliore non protagonista, per questo film. La Davis ringraziò molte volte, pubblicamente, nel corso degli anni, Wyler per averla resa, con questa pellicola, una star assoluta a Hollywood. Costò 1, 250,000 milioni di dollari. Cinque le candidature agli Oscar, tra le quali per il miglior film, ne vinse due: all'attrice protagonista Bette Davis, ed alla non protagonista Fay Bainter.Nel 1946, e nel 1949, riprese il ruolo qui sostenuto in due adattamenti radiofonici di mezz'ora l'uno. L'Oscar vinto da Bette Davis fu venduto all'asta nel 2001: fu acquistato da STEVEN SPIELBERG, per quasi 58,000 dollari, e poi donato alla Academy dal regista e produttore.

martedì 5 settembre 2017

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FAY WRAY ( Vina Fay Wray, 15/09/07, Cardston, Alberta, CAN- 08/08/04, New York City, NY, USA)
Nata in Canada, ma cresciuta a Los Angeles, dopo il divorzio dei suoi genitori, che si erano trasferiti negli USA per poter avere lavori migliori, FAY WRAY cominciò ad apparire sugli schermi hollywoodiani come comparsa, già dall'adolescenza. Successivamente cominciò ad avere ruoli più di peso come eroina in western muti: nel 1926, la Western Association of Motion Picture Advertisers indicò 13 giovani attrici, per una selezione tra i più promettenti nuovi volti, e la Wray rientrò in questa ristretta scelta, che comprendeva anche MARY ASTOR e JANET GAYNOR. La fama per la giovane interprete giunse quando fu scelta per "SINFONIA NUZIALE" di ERIC VON STROHEIM; di seguito, arrivarono altri ingaggi, per esempio in "LA MAZZATA", e in pellicole accanto a GARY COOPER e JACK HOLT, oppure in "IL VAMPIRO"e "IL DOTTOR X". All'inizio del 1933, anno in cui partecipò a ben undici lungometraggi, venne contattata da MERIAN C. COOPER, che le disse che aveva un ruolo per lei accanto a un coprotagonista molto alto e scuro: non gli aveva specificato che non si trattava di un uomo, ma del gorilla gigante al centro di "KING KONG". Nel ruolo più famoso da lei interpretato, Fay Wray fornì una prova che fu un misto di sensualità, vulnerabilità e...capacità polmonare, perchè in molte scene urla per le attenzioni di Kong: il film divenne il grande successo che conosciamo, e salvò la RKO dalla bancarotta. Dopo questo exploit, che le ha regalato un posto fisso nella cinematografia mondiale, la sua carriera iniziò a conoscere un lento declino, nonostante nel 1934 la Wray fosse in dodici pellicole, tra le quali "VIVA VILLA!", finendo per prendere parte a svariati film dal budget piuttosto basso. Nel 1939, dopo undici anni, il primo matrimonio, con lo sceneggiatore JOHN MONK SAUNDERS terminò, e anche questo contribuì alla conclusione del suo lavoro di attrice. Nel 1942, infatti, annunciò il proprio ritiro dalle scene, dopo aver sposato ROBERT RISKIN ( il matrimonio durò tredici anni, e poi sposò Sanford Rothenberg, che restò suo marito finchè visse) anche se, nel 1953, tornò a recitare sul grande schermo in "THE PRIDE OF THE FAMILY", proseguendo con qualche apparizione in altre pellicole, fino al 1958:da lì in poi comparve solo in tv, negli anni Sessanta. Ha avuto una figlia dal primo matrimonio, e due dal secondo. Suo fratello, J. Vivian Wray, era affetto da turbe mentali, e viveva chiuso in un istituto: ne fuggì e si suicidò, gettandosi sotto una macchina, a Stockton, in California, nel 1928. Era usa alzarsi prestissimo, prima dell'alba, e scrivere copiosamente: quasi vegetariana, si era imposta di cenare sempre presto. Nella sua autobiografia ammise di essere diventata repubblicana, dopo aver preso la cittadinanza statunitense, e di aver finanziato il partito. La sensazione che ha lasciato, come attrice, è che probabilmente non siano state sfruttate le sue reali potenzialità: ha guidato l'auto fino a novant'anni passati, è deceduta nel 2004, per cause naturali. Due giorni dopo la sua scomparsa, il 10 Agosto 2004, le luci dell'Empire State Building ( sulla cui cima si svolge la fine di "King Kong") furono oscurate per quindici minuti in sua memoria: nel 1991, al sessantesimo anniversario dello stabile, venne invitata come ospite d'onore. Fu molto amica di NANCY REAGAN, JOSEPH COTTEN, GINGER ROGERS, DOLORES HOPE, JEAN ARTHUR, FRED MAC MURRAY, JOEL MCCREA, WALT DISNEY, BOB HOPE, CARY GRANT, DOROTHY LAMOUR, BRUCE CABOT e WALTER PIDGEON. Pur rimanendo affezionatissima a King Kong, che definiva "Il suo piccolo uomo", in vita sua, vide il film solo quattro volte. JAMES CAMERON le offrì il ruolo di Rose da anziana in "TITANIC", ma l'attrice non volle tornare sulle scene: aveva rifiutato anche di partecipare con un cameo nel primo remake del suo film più celebre, prodotto da DINO DE LAURENTIIS, perchè non amò la sceneggiatura. Quando lavorò al suo "KING KONG", PETER JACKSON prese contatto con l'attrice  e ne divenne amico, così come accadde anche a NAOMI WATTS, che ne riprese il ruolo di Ann Darrow. Jackson avrebbe voluto che la  Wray recitasse l'ultima frase del film, ma l'attrice perì prima che la lavorazione fosse conclusa. E' sepolta allo Hollywood Forever Cemetery, a Los Angeles. Nel 1960 misero la sua stella sullo Hollywood Walk of Fame.  In "THE ROCKY HORROR PICTURE SHOW", viene citata in due canzoni. Il suo volto, nel 2006, fu impresso su uno dei quattro tipi di francobolli dedicati a canadesi divenuti celebri a Hollywood: sugli altri c'erano JOHN CANDY, LORNE GREENE e MARY PICKFORD. A Cardston, Alberta, sua città natale, sulla strada principale c'è una fontana a lei intitolata.
COSI' PARLO' FAY WRAY:
"Il mio grido in "King Kong" fu frutto di pura immaginazione: immaginavo una cosa pericolosa vicino a me, e qualsiasi aiuto più lontano che mai. Quando vidi il film per la prima volta, pensai che il mio urlo fosse eccessivo, ma nel contesto funzionava tutto benissimo. Quando vidi King di fronte a me sullo schermo, era proprio come lo avevo pensato."
"Subito dopo "Sinfonia nuziale", tutto succedeva per la prima volta. Arrivò il sonoro, e dopo poco il colore nei film, e far parte di tutto questo fu eccitante."
"Ogni volta che passo da New York, dico una preghiera quando sono vicino all'Empire State Building: un mio caro amico vi morì..."

mercoledì 30 agosto 2017

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GRAVITY ( Gravity, USA/GB 2013)
DI ALFONSO CUARON
FANTASCIENZA
ALFONSO E JONAS CUARON svilupparono la sceneggiatura di "GRAVITY" su incarico della Universal, e l'ispirazione fu "ABBANDONATI NELLO SPAZIO", film del 1969: dopo aver detto no a Alfonso Cùaron per assegnare la parte principale a SALMA HAYEK, perchè non era verosimile un'astronauta messicana, lo studio avrebbe voluto ANGELINA JOLIE come protagonista, ma con l'ingaggio dell'attrice, il timore era che il costo, già alto, della pellicola, avrebbe potuto essere insostenibile. Si puntò su NATALIE PORTMAN, che declinò perchè incinta: ABBIE CORNISH, CAREY MULLIGAN, SIENNA MILLER, REBECCA HALL, MARION COTILLARD, SCARLETT JOHANSSON, OLIVIA WILDE, furono i nomi vagliati per avere il ruolo principale, finchè non venne scelta SANDRA BULLOCK. Per interpretare Matt Kowalski, l'altro astronauta in orbita, inizialmente ROBERT DOWNEY Jr. fu la scelta, che l'attore accettò: poi decise di abbandonare il progetto, per il lungo rimandare le riprese; furono, di seguito, presi in considerazione attori come JOHN TRAVOLTA, DANIEL CRAIG, BRUCE WILLIS, TOM HANKS, DENZEL WASHINGTON, TOM CRUISE, RUSSELL CROWE, KEVIN COSTNER, prima che fosse ingaggiato GEORGE CLOONEY. Affinchè la tecnologia, le attrezzature, gli effetti speciali, potessero presentare la verosimiglianza richiesta, occorsero quattro anni di preparazione. Fu "AVATAR" a dare una spinta decisiva all'arrivo di una nuova tecnologia per gli effetti. La scena d'apertura, che consiste nell'uscita del dottor Stone nello spazio, percorrendo la struttura all'esterno, dura dodici minuti e mezzo: realizzando questa sequenza, Clooney si muove molto vicino alla macchina da presa, e, riflesso nel vetro del suo casco, è possibile notare un microfono. Dato che nello spazio non sono validi i parametri del su e giù, si optò per far ruotare la macchina da presa intorno, e a Cuaron l'idea piacque moltissimo, facendo creare meccanismi per permettere alle cineprese di ruotare più possibile. Per girare la sequenza in cui Stone entra nella stazione spaziale e toglie la tuta, Sandra Bullock fu fatta sedere sul sellino di una cyclette, fu fatta muovere come al ralenti, e la macchina da presa le ruotò attorno altrettanto lenta, per dare l'illusione dell'assenza di gravità. Per tutte le riprese, la Bullock dovette imparare a muoversi controllandosi, dopo aver memorizzato la sequenza dei movimenti. Il nome della reale stazione spaziale cinese è Tiangong, che significa "Porta del Cielo"; Aningaaq, l'eschimese con cui Stone riesce a comunicare dallo spazio, letteralmente abbaiando sulle frequenze radio, è il protagonista di un cortometraggio diretto da Jonas Cuaron, uscito nello stesso anno: l'ispirazione venne al regista dopo un viaggio in Groenlandia, ed il nome del personaggio nella lingua locale significa "Luna piena". All'esatta metà della proiezione, Stone guarda la Terra, e scorge una tempesta nascente. La scena dell'allucinazione, in cui la Stone rivede Kowalski, fu un'idea di Clooney: dopo che Cuaron si era speso a cercare di dare un'altra scena all'attore, fu egli stesso a suggerire questo espediente narrativo. Benchè il film abbia conquistato molte lodi per la verosimiglianza e l'accuratezza della realizzazione, Alfonso Cuaron dichiarò che, in realtà, non si era documentato in maniera approfondita sui viaggi nello spazio. E' stato calcolato che l'80% del film è praticamente dovuto alla computer graphic, battendo anche "Avatar", che lo era al 60%. In pratica, quasi tutto il film, tranne il finale, venne girato davanti ad un "green screen". Nel girare la sequenza acquatica, per solidarietà alla Bullock, Cuaron si gettò anch'esso in acqua, ma la capacità polmonare dell'attrice era di gran lunga superiore a quella del regista. Il lago in cui la Stone precipita è lo stesso in cui approda la navicella de "IL PIANETA DELLE SCIMMIE", del 1967, ed è il lago Powell, in Arizona. Le riprese si tennero tra il Maggio ed il Luglio del 2011. Costato 100 milioni di dollari, ne ha incassati 274 negli USA, ed altri 449 nel resto del pianeta, arrivando a totalizzare 724 milioni. A parte "OCEAN'S ELEVEN", per George Clooney è stato il primo film a superare i 100 milioni di dollari di incasso, dai tempi de "LA TEMPESTA PERFETTA". Venne candidato a 10 premi Oscar, tra cui miglior film e migliore attrice: ne vinse sette, per la miglior regia, fotografia, montaggio, colonna sonora, montaggio sonoro, mix sonoro, effetti speciali visivi. Ai Golden Globes quattro le candidature, compresa quella per il film, e vinse un premio, andato a Alfonso Cuaron. Undici candidature ai BAFTA: vinse sei premi, per il miglior film britannico, musiche, fotografia, effetti speciali visivi, sonoro, e la regia.

venerdì 25 agosto 2017

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SLEEPERS ( Sleepers, USA 1996)
DI BARRY LEVINSON
DRAMMATICO
"SLEEPERS" è tratto dal libro di LORENZO CARCATERRA omonimo, che narrava episodi da lui vissuti nella propria giovinezza. Quando la comunità legale di New York gli contestò che niente di quello che era scritto nel libro era riportato agli atti, lo scrittore si rifiutò di discutere la cosa. Probabilmente, parzialmente il romanzo di Carcaterra raccontava cose di pura fantasia, anche perchè non tornavano gli anni in cui egli sarebbe stato in riformatorio e non sarebbe stato lì per così tanto tempo: però in gran parte riportava anche fatti veri, è probabile. BRAD RENFRO e  JOE PERRINO indossarono lenti colorate per interpretare la versione giovane di BRAD PITT e JASON PATRIC. Nel film, per evidenti motivi narrativi, KEVIN BACON non incontra mai ROBERT DE NIRO e DUSTIN HOFFMAN. La parte di Carol andò a MINNIE DRIVER, anche se dapprima si era pensato a SANDRA BULLOCK. "Edmund" nel film è una parola in codice per indicare a Shakes, da parte di Michael, che ha bisogno di parlare con lui: proviene da Edmund Dantès, il protagonista de "IL CONTE DI MONTECRISTO", romanzo che ha molta importanza nella storia. Parte delle riprese ambientate nel riformatorio vennero effettuate nell'ospedale psichiatrico dismesso di Fairfield Hills, nel Connecticut. Fu la prima collaborazione tra BARRY LEVINSON e il compositore JOHN WILLIAMS. E' anche uno dei tre film realizzati da Levinson con BRUNO KIRBY nel cast: gli altri due sono "TIN MEN" e "GOOD MORNING, VIETNAM". L'anno successivo Dustin Hoffman e Robert De Niro sarebbero tornati a farsi dirigere da Barry Levinson in "SESSO & POTERE".  Il critico ROGER EBERT stroncò il film chiamandolo "omofobo". Le riprese durarono dall'Agosto al Novembre del 1995. Costato 44 milioni di dollari, ne incassò 53 negli Stati Uniti, ed altri 112 nel resto del mondo, arrivando a 167 milioni totali. "Sleepers" ebbe una nomination agli Oscar per la colonna sonora. 

lunedì 21 agosto 2017

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HARRY, TI PRESENTO SALLY...
( When Harry mets Sally, USA 1989)
DI ROB REINER
COMMEDIA
NORA EPHRON scrisse la sceneggiatura di "HARRY, TI PRESENTO SALLY..." più o meno in cinque anni. Prima di giungere al titolo con cui conosciamo questa commedia, si era pensato a "Just friends", poi " Boy meets girls", "Blue Moon", "It had to be you", "Words of love", "How they met": Nora Ephron fu molto soddisfatta del film finito, ma ha sempre detto che se avesse potuto cambiar qualcosa, avrebbe scelto un altro titolo. Buona parte di ciò che il film racconta proviene dalle esperienze di divorziato e poi di single di ROB REINER: ironicamente, Reiner conobbe la donna che sarebbe diventata la sua seconda moglie...proprio su questo set! Il ruolo di Harry venne inizialmente offerto a ALBERT BROOKS, che non volle fare il film, poi l'offerta fu per TOM HANKS, che giudicò lo script fin troppo leggero, venne preso in considerazione MICHAEL KEATON, ma poi la cosa venne accantonata, e così la parte andò a BILLY CRYSTAL. Crystal, per acquisire lo stato d'animo di un uomo appena lasciato dalla moglie, si preparò ad interpretare Harry da solo, nella stanza di un hotel, isolato dal resto del cast. Invece, il ruolo di Sally venne dapprima destinato a MOLLY RINGWALD, la quale aveva però troppi impegni già presi, e non accettò, lasciando via libera quindi a MEG RYAN: la Ringwald avrebbe ripreso il personaggio a teatro anni dopo. Joe è interpretato da STEVEN FORD, figlio dell'ex presidente GERALD FORD.  La scena in cui Sally simula l'orgasmo al ristorante fu girata al Katz's Dely, un vero locale di New York, in Houston Street. Nella scena in cui Harry e Sally sono al museo, se vi si fa caso, Billy Crystal aggiunse spontaneamente una battuta, e Meg Ryan guarda a destra, verso la regia, non trattenendo una risata: Reiner fece cenno ai due attori di proseguire con naturalezza. Sul tavolo presso il quale fu girata la sequenza è affissa una placca con su inciso "Dove Harry incontrò Sally...sperando che tu abbia ciò che è toccato a lei!".  La celebre battuta della signora accanto "Voglio quello che ha ordinato lei!" ( era ESTELLE REINER, madre del regista) fu suggerita da Crystal. Invece sia il finto orgasmo che l'ambientazione in un ristorante furono spunti che venivano dalla Ryan. La sequenza fu tagliata nelle copie per i voli di linea in USA.  Il fatto che Sally sia schizzinosa e prolissa nelle ordinazioni del cibo proviene ....dalla stessa Nora Ephron, la quale, anni dopo, su un aereo, facendo perdere forse troppo tempo ad una hostess, si sentì dire: "Ha mai visto il film "Harry ti presento Sally"....?"...... Fu Reiner a suggerire alla sceneggiatrice di sottolineare questo aspetto di Sally dopo averla vista ordinare da mangiare. Il personaggio di Harry, invece, è basato parzialmente su Rob Reiner stesso: tendenzialmente affezionato alle fasi depressive leggere, come il personaggio e piuttosto critico. Rob Reiner fece girare ad attori, nelle sequenze in cui coppie raccontano in breve la loro storia, relazioni di cui aveva sentito parlare veramente. Billy Crystal e Meg Ryan improvvisarono del tutto la "loro" intervista. In una scena vediamo Harry leggere "MISERY": ne sarebbe stato tratto il film successivo del regista. La scelta di ambientare il film nei luoghi più caratteristici, celebri, e belli, di New York fu intenzionale da parte di Reiner, della Ephron e del produttore ANDREW SCHEINMAN: infatti, mentre Harry e Sally lentamente e inconsapevolmente si innamorano, gli sfondi possono assumere una dimensione di solitudine o di piacevolezza, a seconda di come si guardi alla scena in questione. La sequenza in cui i quattro personaggi principali parlano al telefono con la tecnica dello split screen richiese sei riprese per essere ultimata: è un dichiarato omaggio alla commedia classica "IL LETTO RACCONTA". Nelle prime versioni della sceneggiatura, Harry e Sally rimanevano amici, nel finale, senza diventare una coppia: la conclusione fu cambiata definitivamente solo più tardi. Le riprese si tennero dall'Agosto al Novembre del 1988. Costato 16 milioni di dollari, ne incassò 92 nei soli USA. Una candidatura agli Oscar, per la miglior sceneggiatura originale. Cinque, invece, ai Golden Globes: miglior film, regia, attore e attrice protagonista (Crystal e la Ryan) e sceneggiatura originale. Ai BAFTA un premio vinto e una nomination: il primo andato a Nora Ephron per lo script, e la seconda al miglior film. Fu anche candidato al David di Donatello per la miglior regia e la migliore attrice, categorie stranieri. 

mercoledì 9 agosto 2017

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LA SPIA CHE MI AMAVA ( The spy who loved me, GB 1977)
DI LEWIS GILBERT
AZIONE/SPIONAGGIO
"L'UOMO DALLA PISTOLA D'ORO" era stato il peggior risultato commerciale dei film di 007, e nessuno si sarebbe aspettato che la serie non solo sarebbe proseguita, ma che ALBERT "CUBBY" BROCCOLI ( per la prima volta senza il partner HARRY SALTZMAN coinvolto nella produzione di un film sulla spia) investisse sul titolo successivo una vera e propria fortuna: 13 milioni di dollari, per l'epoca cifra assai considerevole, ed il budget più alto mai stanziato per un lungometraggio con James Bond. "LA SPIA CHE MI AMAVA" era il decimo romanzo scritto da IAN FLEMING con protagonista il celebre agente segreto da lui creata: venne pubblicato nell'Aprile del 1962. Fleming, tra l'altro, lo considerava tra i suoi peggiori lavori, consegnato alle stampe solo per onor di contratto. Però, in pratica, con il romanzo originale, le attinenze furono veramente poche: se si escludono i due sgherri nemici di 007, come "Squalo" e "Sandor", si può dire che sia stato il primo film della serie di Bond dal soggetto completamente originale (ed il secondo, fu, diciotto anni più tardi "GOLDENEYE"). Infatti, successivamente all'uscita della pellicola, arrivò sul mercato la "novelization", cioè la versione in romanzo della sceneggiatura, firmata dallo scrittore CHRISTOPHER WOOD: in altri casi, come per "MOONRAKER-OPERAZIONE SPAZIO", "007 BERSAGLIO MOBILE", "QUANTUM OF SOLACE", la relazione tra film e opera di Fleming è solamente il titolo, poi la storia narrata è completamente diversa. Il regista prescelto per dirigere questo episodio, era GUY HAMILTON, che sarebbe tornato per la quinta volta a dirigere un film di James Bond: però Hamilton declinò l'offerta, per poter dirigere "SUPERMAN-IL FILM". La Warner Bros., invece, poi, scelse RICHARD DONNER per assegnare la regia del film sul supereroe DC Comics. Anche STEVEN SPIELBERG fu contattato dalla produzione per affidargli la direzione del nuovo Bond-movie: probabilmente, dopo le notevoli difficoltà incontrate girando "LO SQUALO", Spielberg non se la sentì di girare un altro lungometraggio che, in gran parte, era ambientato sull'acqua. Infine, la regia toccò a LEWIS GILBERT, che aveva già diretto "AGENTE 007-SI VIVE SOLO DUE VOLTE": Gilbert intuì quello che nei primi due film con ROGER MOORE  non aveva funzionato, e cioè, l'attore inglese avrebbe dovuto approcciarsi al personaggio con la sua ironia britannica e la sua classe innata, invece di prendersi sul serio. Fu un'idea vincente. Per girare questo film, Moore aveva rinunciato a prendere parte a "QUELL'ULTIMO PONTE", per cui gli era stato offerto il ruolo del generale Brian Horrocks: la parte andò così a EDWARD FOX. Per il ruolo della coprotagonista, Anya Amasova, Broccoli aveva puntato su LOIS CHILES, ma l'attrice, colpita da critiche feroci, si era momentaneamente ritirata per studiare recitazione, e venne scelta invece BARBARA BACH, che venne scritturata appena quattro giorni prima dell'inizio delle riprese. Pare che CATHERINE DENEUVE si fosse candidata per ottenere il ruolo, abbassando il suo compenso da 400,000 dollari a 250,000, ma l'offerta di Broccoli, 80,000 dollari, venne ritenuta troppo bassa dall'attrice, che lasciò perdere. La Bach si era recata al provino per un ruolo di contorno, ed invece fu scelta come coprotagonista. Il produttore rimase però dell'idea di ingaggiare la Chiles, che, infatti, è la Bond-girl del successivo "Moonraker". Stromberg, il nemico di 007, ha le mani fasciate: questo si nota poco nella versione del film per home video, ma chi vide il lungometraggio al cinema, potè notare bene la cosa. Per interpretare il ricchissimo e folle personaggio, la produzione avrebbe voluto JAMES MASON, poi si decise di scritturare CURD JURGENS, suggerito da Lewis Gilbert, da cui era stato diretto in "PASSAGGIO A HONG KONG": Mason era la prima scelta anche per interpretare Hugo Drax, il cattivo di "Moonraker", ma anche in tale occasione, fu poi MICHAEL LONSDALE ad appropriarsi del personaggio. E' la prima volta, nella serie, che viene utilizzato un cattivo inventato appositamente per il cinema: infatti, nel romanzo omonimo, il villain si chiama Stavros, e non Stromberg. Prima di girare la sequenza in cui Naomi, il suo personaggio, entrasse in scena, CAROLINE MUNRO si era seduta su un'ape, che la punse su una natica, causandole molto dolore; nonostante il problema, la troupe la spinse a girare la scena. Quando incontra Barbara Bach e Roger Moore, l'espressione tormentata sul suo viso, oltre a recitare il personaggio, risentiva anche di quel brutto momento... Noemi è il primo personaggio femminile che viene ucciso da Bond stesso, nella serie. La Munro declinò l'offerta di interpretare Ursa, nemica del supereroe, in "Superman", per prendere parte ad uno 007.  RICHARD KIEL poteva indossare la particolare dentatura metallica di "Squalo" al massimo per due minuti, per la scomodità e il dolore alla bocca che l'apparecchio procurava. La catena che spezza con i denti era composta di liquirizia. Per il killer al soldo di Stromberg, prima di giungere a Kiel, furono presi in considerazione altri attori dalla mole impressionante, come DAVID PROWSE, WILL SAMPSON e JACK O' HALLORAN. In una prima versione della sceneggiatura, "Squalo" avrebbe dovuto morire, spinto da James Bond in una fornace della base di Stromberg usando un magnete, ma Broccoli era convinto della forte potenzialità del personaggio, e decise che sarebbe riapparso in altri film dell'agente segreto ( infatti, c'è nel successivo "Moonraker"). Kiel ricordò che alla prima del film, applausi a scena aperta vennero scaturiti quando si scopre che "Squalo" non è morto. Fu uno spunto di Roger Moore, deciso all'ultimo momento prima di girare, la scelta di far sedere James Bond sulla sedia di fronte a Stromberg nel duello finale: inizialmente, 007 avrebbe dovuto trovarsi dietro la sedia, e il cambiamento obbligò i tecnici degli effetti speciali a renderla più salda, per non far rischiare all'attore di farsi male saltandone via rapidamente. Nel film compare, nella parte dell'ammiraglio Hargreaves, ROBERT BROWN: dopo la scomparsa di BERNARD LEE, Brown lo avrebbe sostituito nel ruolo di "M" per quattro episodi, da "OCTOPUSSY-OPERAZIONE PIOVRA" a "VENDETTA PRIVATA". La vista del direttore della fotografia CLAUDE RENOIR stava peggiorando, quando il film andò in produzione: infatti, nel riprendere il colossale hangar dei sommergibili di Stromberg, il photographer non riusciva a vedere fino in fondo all'ambiente. Di conseguenza, non poteva supervisionare correttamente l'illuminazione: KEN ADAM si rivolse allora all'amico STANLEY KUBRICK, affinchè gli desse una mano nella supervisione: il regista accettò, a patto che la faccenda rimanesse assolutamente segreta. Fu Kubrick a suggerire l'utilizzo delle luci subacquee, dal basso. La figlia KATHARINA KUBRICK disegnò personalmente la dentatura di metallo di "Squalo". Nella "novelization" del film, viene ricostruita la storia del killer dai denti d'acciaio: profugo polacco, fuggito in mare e salvato da Stromberg, il quale, con quattordici operazioni, gli forniva la dentatura in metallo. E' l'unico capitolo in cui "Q" viene chiamato con il suo vero nome, dal maggiore Amasova, come "Maggiore Geoffrey Boothroyd". E' anche l'unica volta in cui il primo "M",  viene chiamato col suo vero nome, Miles. E' il primo episodio in cui si fa cenno al passato di Bond, dal suo arruolamento nella Marina inglese, alle diverse amanti avute, ed al matrimonio di breve durata con Tracy. Nel film c'è la prima apparizione del generale Gogol, interpretato da WALTER GOTELL, il quale era già apparso in un episodio di Bond, e cioè, in "A 007, DALLA RUSSIA CON AMORE", interpretando Morzeny, un uomo della Spectre. La celeberrima scena del paracadute con la bandiera britannica, nel prologo, fu un'idea di GEORGE LAZENBY all'epoca di "AL SERVIZIO SEGRETO DI SUA MAESTA' ", ma non c'era l'attrezzatura adatta per realizzare la scena: ai produttori comunque la trovata piacque, e la vollero usare per aprire questo episodio. Se si osserva bene il paracadute, la riproduzione della bandiera non è corretta: alla prima del film, Carlo d'Inghilterra si mise sull'attenti nel momento in cui il paracadute di 007 si apre, ma, probabilmente, non si era accorto dell'errore... Tra l'altro, per lo stuntman RICK SYLVESTER, che girò la scena, ci fu un rischio non da poco, per un malfunzionamento dell'apertura del paracadute, come ricorda Roger Moore nel commento del DVD della pellicola. All'epoca della realizzazione del film, il franchise di 007 era considerato il più redditizio nel mondo del cinema; soprattutto per quanto riguardava l'automobile da far usare a James Bond, la competizione era altissima nei grandi marchi. Fu Don McLaughlin , manager dei PR della Lotus, fece in modo che i produttori di 007 cercassero quel marchio, invece di fare un'offerta: si presentò ai Pinewood Studios con l'ancora inedita Lotus Esprit, senza alcun marchio sopra, parcheggiandola vicino al ristorante dei set. McLaughlin lasciò l'auto parcheggiata per qualche ora, e quando tornò a riprenderla, si era formata una discreta folla: il manager si allontanò senza fornire risposte a chi chiedeva che modello di automobile fosse, e fu successivamente contattato da  Broccoli e dal suo socio HARRY SALTZMAN, che scelsero la Esprit per inserirla nel nuovo 007. Gli stuntmen ebbero problemi nel far risultare emozionante la Lotus Esprit nelle scene di inseguimento, perchè la macchina teneva fin troppo bene la strada, e per fare delle sequenze "tese" andava guidata a forte velocità sulle curve. Nella scena in cui Bond riemerge dal mare con la Lotus, un bambino indica l'automobile: è il figlio di Richard Kiel, RIchard George. La Lotus venne ribattezzata dalla troupe "Wet Nellie", in riferimento al celeberrimo "Mostro di Loch Ness", e ne vennero utilizzate quattro per le riprese: una è in mostra perenne al James Bond Museum in Florida. Per la lunga sequenza sott'acqua venne realizzato un "guscio" che fosse identico alla carrozzeria dell'auto, e venne sparato sott'acqua con aria compressa per farlo avanzare. Oltre a questo modello d'auto, questo film fu un veicolo pubblicitario incredibile per un'altra novità: la "moto d'acqua", che Roger Moore guida in uniforme, lanciando un nuovo modo di divertirsi e viaggiare in acqua. Una rappresentanza del governo egiziano fu presente sul set durante le riprese al Cairo e a Giza per controllare che il Paese non venisse rappresentato in maniera negativa. Lo sguardo impaurito di Barbara Bach nella fuga dei corridoi di Atlantis, la base di Stromberg era dovuto al fatto che l'acqua che colava era molta. Circa un milione dei 13 spesi per produrre il film fu utilizzato per creare il più ampio e impressionante  set al chiuso mai concepito fino ad allora: la base sottomarina di Stromberg, che, venne calcolato, poteva contenere fino a un milione e 200.000 galloni. Il grande set fu distrutto da un incendio nel 1984, durante le riprese di "LEGEND". Per la prima volta, le musiche di un episodio della serie vennero affidate ad un compositore americano, MARVIN HAMLISH: egli si fece ispirare da WOLFGANG AMADEUS MOZART, per scrivere la title-track "Nobody does it better", interpretata da CARLY SIMON, che ebbe un successo notevole. La scelta di affidare la colonna sonora a Hamlish invece che, come di consueto, a JOHN BARRY, fu dovuta al fatto che il compositore inglese aveva, all'epoca, problemi con il fisco britannico, e non poteva tornare in Inghilterra. Il primo di tre episodi consecutivi della serie, in cui parte della storia è ambientata in Italia: qua c'è un segmento del racconto che si svolge in Sardegna. La scena in cui la Lotus riemerge dalle acque, ad esempio, fu girata a Capriccioli, in Ottobre, per avere meno bagnanti sulla spiaggia. Fu il film d'esordio per la sequenza del mirino che apre i lungometraggi di Bond, dopo il prologo, con l'agente 007 ripreso più da vicino: questo fu necessario perchè il formato delle proiezioni era cambiato. Tra l'altro, fu anche la prima volta dell'agente segreto in smoking nella sequenza. "La spia che mi amava" è anche il primo titolo bondiano registrato in Stereo. I titoli di coda annunciano che 007 sarebbe ritornato in "SOLO PER I TUOI OCCHI", ma lo spropositato successo arriso a "STAR WARS-EPISODIO IV:UNA NUOVA SPERANZA" e a "INCONTRI RAVVICINATI DEL TERZO TIPO", fece sì che il successivo episodio delle avventure di Bond fosse invece "Moonraker". Le riprese durarono dall'Agosto 1976 al Gennaio 1977. Costò 14 milioni di dollari: negli USA incassò 47 milioni,  e nel resto del mondo altri 138, totalizzando 185 milioni. E' stato l'ultimo film visto da ELVIS PRESLEY: la rockstar lo guardò in una proiezione speciale al General Cinema di Whitehaven in Tennessee. Sei giorni dopo, Presley morì. Per il produttore Albert "Cubby" Broccoli, assieme a "A 007-DALLA RUSSIA CON AMORE" e "MISSIONE GOLDFINGER", questo era il migliore della serie. Ebbe tre nominations agli Oscar, il record, fin lì, per un film di 007: le candidature furono per miglior direzione artistica, miglior colonna sonora e miglior canzone ("Nobody does it better"). Alla prima trasmissione sulla tv britannica, fu visto da 22 milioni e 900.000 spettatori, risultando come il terzo più visto nella storia della ITV.