giovedì 19 ottobre 2017

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ARIANNA ( Love in the afternoon, USA 1957)
DI BILLY WILDER
COMMEDIA
Il ruolo maschile principale di "ARIANNA" fu offerto dapprima a YUL BRINNER, quando il personaggio, nello script, aveva caratteristiche esotiche piuttosto marcate, ma Brinner non accettò la parte: anche CARY GRANT declinò l'offerta, perchè ritenne che era troppo avanti con gli anni per essere un credibile innamorato della coprotagonista AUDREY HEPBURN. Curiosamente, girò, sei anni dopo, "SCIARADA" con lei, con scene d'amore tra i due. Così venne scritturato GARY COOPER, cinquantacinquenne all'epoca delle riprese. Proprio l'anno prima, si era sottoposto a un lifting facciale, con risultato non proprio eccezionale: il fatto che la differenza di età tra i due protagonisti fosse così evidente, fu uno degli argomenti maggiori di critica al film da parte della stampa. Fu l'esordio al cinema per JOHN MCGIVER. Una battuta fu ridoppiata per "smarcare" il film dai sospetti circa cosa Arianna e Frank facciano nei molti incontri nella stanza d'albergo dell'uomo ( eravamo sempre nel '57 e il codice Hays ancora imperava...): mentre Cooper esce dall'ufficio di MAURICE CHEVALIER, gli viene fatto dire "Non posso andare a base con lei", alludendo al rapporto sessuale, fintamente parlando di baseball.  Sembra che i nomi dei personaggi della Hepburn e di Chevalier (Arianna e Claude) siano stati ispirati da nome e cognome dello sceneggiatore CLAUDE ANET. Durante le riprese, il fatto che USA e URSS mostrassero un'unità di intenti circa la crisi del canale di Suez, indispettì Cooper, che si era espresso sulla stampa su come fosse possibile una cosa del genere, dopo l'invasione sovietica dell'Ungheria. Audrey Hepburn girò subito dopo aver finito questo "CENERENTOLA A PARIGI". La conclusione originale del film vedeva i due amanti salire insieme sul treno allontanandosi, ma la temuta commissione censoria avrebbe potuto sollevare problemi per via delle proteste dei cattolici; per scavalcare il rischio, venne fatta recitare una frase con voce-off a Maurice Chevalier che "rassicurava" dicendo che i due erano sposati e vivevano una vita di coppia a New York City". "Arianna" ottenne tre nominations ai Golden Globe, come miglior film commedia o musicale, miglior attrice (Hepburn) e attore non protagonista (Chevalier). 

mercoledì 18 ottobre 2017

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I BASSIFONDI DI SAN FRANCISCO ( Knock on any door, USA 1949)
DI NICHOLAS RAY
NOIR
Il libro "KNOCK ON ANY DOOR" di WILLARD MOTLEY fu un best seller; uscì prima a puntate sui giornali di WILLIAM RANDOLPH HEARST e poi venne pubblicato a se stante. Il produttore MARK HELLINGER acquistò i diritti e programmò di trarne un film nell'ultima parte del 1947. HUMPHREY BOGART era suo socio nella casa di produzione, ma Hellinger morì nella seconda metà dell'anno. E così Bogart fondò una sua casa, la Santana, mettendo in produzione il suo primo lungometraggio, questo. Fu lo stesso Bogey a scegliere NICHOLAS RAY per la regia, dopo aver ammirato il suo film d'esordio, "LA DONNA DEL BANDITO". Bogart, in qualità di coproduttore, si recò sul set di "UN TRAM CHE SI CHIAMA DESIDERIO", volendo offrire la parte di Nick Romano a MARLON BRANDO: il giovane collega non si disse entusiasta del ruolo, e declinò l'offerta, ma gli rimase impressa la battuta poi diventata celebre "Vivi veloce, muori giovane, e lascia un bel cadavere". Il ruolo andò poi a JOHN DEREK. Quando Nicholas Ray fece sapere a Bogart che era intenzionato a girare la sequenza dell'arringa di difesa in un unico ciak, l'attore si inquietò: non aveva mai girato una scena di un monologo senza stacchi, e non era sicuro di sentirsela. Il regista riuscì a rassicurare il divo dicendogli che avrebbe comunque realizzato diverse versioni del monologo; con sorpresa di Humphrey Bogart, Ray gli fece fare molte prove, e girò in questi momenti, realizzando una sequenza destinata a diventare celebre e molto apprezzata da pubblico e critica. Costato 900,000 dollari, venne girato tra l'Agosto ed il Settembre del 1948.

lunedì 16 ottobre 2017

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JOSEPH COTTEN ( Joseph Cheshire Cotten, Petersburg, Virginia, USA, 15/05/05- Westwood, Los Angeles, California, USA, 06/02/94)
JOSEPH COTTEN nacque a Petersburg, in Virginia, in una famiglia benestante, primo di tre fratelli. Con i suoi fratelli, era uso passare le Estati, da ragazzo da zii residenti a Virginia Beach: lì scoprì la passione per le arti, soprattutto per i racconti e la recitazione. Poi studiò alla Hickman School of Expression di Washington, D.C., lavorando come agente pubblicitario. A diciannove anni si recò a New York per trovare la grande occasione con la recitazione: ma dopo un anno, in cui trovò solo lavoretti di poco conto, e pochissime occasioni sul palcoscenico, con alcuni amici andò a Miami. Là lavorò come guardia del corpo, commesso, e critico teatrale per il Miami Herald: fu proprio grazie a contatti tramite il giornale, che Cotten incontrò un assistente di un manager teatrale, che lo fece debuttare nel 1929, al Copley Theatre a Boston, in cui apparve in trenta rappresentazioni teatrali, in ruoli diversi. Nel 1930 approdò a Broadway, e sposò la pianista Lenore LaMont, divorziata e con una figlia piccola. A metà degli anni Trenta, il futuro divo cominciò a prender parte a programmi radiofonici, oltre a recitare a teatro. A un'audizione conobbe un tipo chiassoso e ambizioso, che si presentò come attore/produttore/sceneggiatore/regista: era ORSON WELLES. L'incontro cambiò la vira a Cotten, che si era fin lì distinto come attore serio: l'estro di Welles lo coinvolse profondamente. Nel 1937 Cotten recitò in due produzioni organizzate da Welles, in teatro, e poi debuttò in un corto girato dal regista, "TOO MUCH JOHNSON", che non ebbe mai uscita ufficiale; nel 1939, Joseph Cotten tornò a recitare a Broadway, ma Orson Welles ebbe la celebre pensata dell'annuncio radiofonico della "Guerra dei mondi", che lo fece conoscere in tutti gli States e gli portò un cospicuo contratto con la RKO Pictures. I due progetti per i quali Welles ricevette un grosso compenso, però, non si concretizzavano, anche perchè il giovane talento traccheggiava, senza sviluppare un'idea solida, finchè non incontrò HERMAN J. MANKIEWICZ, e da lì nacque ciò che sarebbe divenuto "QUARTO POTERE". Cotten esordì quindi in un lungometraggio mainstream hollywoodiano, in un film che ottenne nove nominations agli Oscar, vincendone solo uno, per la sceneggiatura. L'anno dopo, il 1942, vide Welles e Cotten di nuovo insieme, nella realizzazione de "L'ORGOGLIO DEGLI AMBERSON", e, di seguito, "TERRORE SUL MAR NERO", di cui il secondo scrisse la sceneggiatura. Per via della nota tendenza di Orson Welles a scialacquare i budget a disposizione, ben presto la RKO lo fece fuori. Nel 1943, grazie all'amicizia con il produttore DAVID O. SELZNICK, Cotten ottenne un buon contratto, che gli garantiva ruoli principali in buone produzioni, spesso in ruoli romantici: con JENNIFER JONES, moglie del produttore, comparve in più pellicole, diventandone grande amico. Cotten colse l'occasione di apparire in diversi titoli prestigiosi, quali "L'OMBRA DEL DUBBIO", "LA MOGLIE CELEBRE", "GLI AMANTI DEL SOGNO", "DUELLO AL SOLE", "IL RITRATTO DI JENNIE","IL PECCATO DI LADY CONSIDINE". Tornò a lavorare assieme a Orson Welles ne "IL TERZO UOMO", di CAROL REED; il ruolo dello scrittore Holly Martins, che finisce in un intrigo nella Vienna del dopoguerra, a metà tra il brillante ed il malinconico, è stato uno dei più amati tra quelli interpretati dall'attore, ma, nonostante in molti recensori avessero giudicato la sua prova da nomination, non arrivò alcuna candidatura all'Oscar per lui. Prima di girare, ancora con Welles, "OTELLO", Joseph Cotten recitò in un paio di gialli di discreto successo, però la tendenza dei produttori era di dargli parti importanti ma di fianco, e quindi Cotten si sentì più a suo agio tornando sui palcoscenici e lavorando nei nuovi show televisivi. Ci fu l'ultima occasione per essere al fianco di Orson Welles, quando egli realizzò "L'INFERNALE QUINLAN", in cui Cotten, non accreditato, interpreta il breve ruolo di un medico legale. Quando gli chiesero di Welles, ritenendolo una delle persone che meglio lo avessero conosciuto, a Hollywood, Cotten lo definì: " Esasperante, sì. A volte irruento, irragionevole, feroce, sì. Eloquente, penetrante, eccitante e mai riluttante alla propria accuratezza, e allo stesso tempo alla propria vanità. Mai, mai, mai sciocco." Nonostante la lunatica natura di Welles, Cotten fu anche testimone di nozze quando l'attore e regista si sposò con RITA HAYWORTH, e rimasero amici fino alla dipartita dell'autore di "Quarto potere". 
Rimasto vedovo nel 1960, con una figlia adottiva a carico, Cotten incontrò l'attrice inglese PATRICIA MEDINA e la sposò. Nei quattro anni seguenti si dedicò esclusivamente a serie televisive: nel 1964, girò il successo a sorpresa "PIANO, PIANO, DOLCE CARLOTTA...." con altre "vecchie glorie" come BETTE DAVIS e OLIVIA DE HAVILLAND. Sul finire degli anni Sessanta, e all'inizio dei Settanta, alternando partecipazioni a lavori televisivi e apparizioni al cinema, Cotten consolidò uno status da "vecchia star" che faceva ruoli da comprimario di lusso, in USA, mentre in alcuni film che girò in Europa, come "GLI ORRORI DEL CASTELLO DI NORIMBERGA", "LADY FRANKENSTEIN", "LO SCOPONE SCIENTIFICO", in cui fu coprotagonista. Nello stesso periodo ebbe buon successo al fianco di VINCENT PRICE, in "L'ABOMINEVOLE DR. PHIBES", e subito dopo girò "2022:I SOPRAVVISSUTI": negli anni seguenti diradò le apparizioni su grande schermo, entrando poi nel cast all-star di "AIRPORT 77", e nell'insuccesso-cult de "I CANCELLI DEL CIELO". E' stato sempre repubblicano, e ha sostenuto Eisenhower, Nixon e Reagan.  Nei primi anni Ottanta si ritirò dal cinema per via di un ictus, e di una laringectomia. Nel 1987 pubblicò un'autobiografia, intitolata "Vanity will get you somewhere". Essere un interprete eclettico gli ha fornito per tutta la sua carriera diversi ingaggi, ma, come emerge appunto nel libro, il non aver ricevuto mai neanche una nomination agli Oscar, ha sempre pesato su di lui. Attenuò questa amarezza l'aver vinto il premio a Venezia come miglior attore per "Il ritratto di Jennie". Fu colpito anche dal cancro, e morì di polmonite nel 1994.
COSI' PARLO' JOSEPH COTTEN:
"Conosco un pò dell'infanzia di Orson, e ho seri dubbi che sia mai stato un bambino."
"A Hollywood, quelle star che sono in giro da un bel pò, e sembrano crescere nel tempo, sono le uniche che considerano lo "stardom" unicamente come un'opportunità da far propria."
"Mia moglie mi ha detto una delle cose più dolci che potessi mai immaginare. Mi disse: Non sono gelosa, ma davvero triste per le attrici che ti abbracciano e baciano recitando, ma con loro stai solo fingendo."

domenica 8 ottobre 2017

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MATCH POINT ( Match point, USA 2005)
DI WOODY ALLEN
THRILLER
In diversi punti di "MATCH POINT" ci sono riferimenti a "DELITTO E CASTIGO" di FIODR DOSTOJEVSKJI: già in "CRIMINI E MISFATTI" di sedici anni prima, WOODY ALLEN aveva inserito elementi che richiamavano il capolavoro dello scrittore russo. Nella sostanza, in entrambi questi film di Allen si tratta di un uomo sposato che uccide la sua amante perchè la relazione extraconiugale può complicargli le cose. In una sequenza si vede Chris che legge il romanzo di Dostojevskji, e successivamente, cita il libro dicendo che a volte è necessario sacrificare qualcuno di innocente, per ottenere ciò che si vuole. Altra citazione è il modo in cui, come Raskolnikov nel libro, il protagonista fugge dopo il doppio delitto, solo che lì l'obiettivo è la donna più anziana e quella giovane è un delitto collaterale, qua è l'inverso. C'è anche un ammicco al cinema di ALFRED HITCHCOCK; come succedeva spesso nei film diretti dal regista inglese, è possibile vedere il volto di Woody Allen impresso in un pannello, quando Chris giunge al Tate Museum per incontrare Nola. Si sente più volte, nella pellicola, "Una furtiva lagrima" cantata da ENRICO CARUSO, tratta da "L'ELISIR D'AMORE" di GAETANO DONIZETTI: anche "ROMANCE DE NADIR", di BIZET, da "I PESCATORI DI PERLE". Il musical a cui la coppia protagonista assiste, è "THE WOMAN IN WHITE" di ANDREW LLOYD WEBBER. E' il primo film che Woody Allen ha girato in Inghilterra, e il suo più lungo, ad oggi, con i suoi 124 minuti di durata. Data l'ambientazione in Inghilterra, buona parte della troupe e del cast sono britannici, per praticità e per regola: inizialmente si puntò su KATE WINSLET, appunto inglese, ma quando l'attrice si defilò per star dietro alla propria famiglia, Allen scritturò l'americana SCARLETT JOHANSSON. E' stato il primo di tre film che hanno visto una collaborazione tra i due: gli altri sono "SCOOP", nel 2006, e "VICKY CRISTINA BARCELONA" nel 2008.  Sul set, JONATHAN RHYS-MEYERS imparò a imitare molto bene Woody Allen. Quando parla del delitto, l'ispettore Dowd insiste nell'attribuire la colpa ad un tossico: è uno scherzo-citazione, dato che il personaggio è interpretato da EWEN BREMNER, emerso nel ruolo del drogatissimo Spud in "TRAINSPOTTING". Originariamente, l'ambientazione doveva essere negli Hamptons. Per Allen, è il suo preferito tra i film che ha diretto. Le riprese si sono protratte dal Giugno all'Agosto del 2004. Costato 15 milioni di dollari, ha incassato 23 milioni nei soli USA, e altri 65 nel resto del mondo, totalizzando 88 milioni di dollari. E' stato il primo lungometraggio del regista, diciannove anni dopo "HANNAH E LE SUE SORELLE", ad essere un buon incasso in America, rientrando dai costi e diventando un vero guadagno. "Match Point" fu presentato fuori concorso al festival di Cannes nel 2005. Il film ebbe una nomination agli Oscar per la miglior sceneggiatura originale, e quattro invece le candidature ai Golden Globes, per il film, la regia, la sceneggiatura e l'attrice non protagonista (Scarlett Johansson). Al David di Donatello vinse quale miglior film di produzione europea. 

giovedì 5 ottobre 2017

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AIR FORCE ONE ( Air Force One, USA 1997)
DI WOLFGANG PETERSEN
AZIONE
"AIR FORCE ONE" avrebbe inizialmente dovuto avere come protagonista KEVIN COSTNER, nel ruolo del presidente Marshall, sequestrato sull'aereo-fortezza presidenziale: ma la star era occupata nell'allestire il suo secondo film da regista, "L'UOMO DEL GIORNO DOPO", e declinò l'offerta. WOLFGANG PETERSEN offrì allora il ruolo a JOHN MALKOVICH, con cui si era trovato benissimo nel girare "NEL CENTRO DEL MIRINO", affidandogli il ruolo di un cattivo da nomination agli Oscar, però Malkovich preferì girare "CON AIR". La produzione mise insieme una rosa di potenziali candidati alla parte, con ARNOLD SCHWARZENEGGER, TOMMY LEE JONES, TOM HANKS, DENNIS QUAID, ma proprio Costner suggerì di scritturare HARRISON FORD come il più adatto, e venne ingaggiato proprio lui. Già per "VIRUS LETALE" Wolfgang Petersen aveva in mente Harrison Ford, che non volle farlo, e così fu scelto invece DUSTIN HOFFMANGARY OLDMAN, scritturato per interpretare il cattivo Ivan Korshunov, fu soprannominato sul set "Scary Gary", per come risultava inquietante non appena battuto il ciak, ma nelle pause, contribuiva a rendere l'atmosfera sul set spensierata e allegra, tanto che il regista ribattezzò la lavorazione "Air Force Fun". E rivelò in un'intervista come fosse rimasto colpito dal fatto che l'attore passasse fulmineamente da rilassato a minaccioso non appena avviata la ripresa. Ford ha ammesso che il suo "nemico" preferito in tutta la sua carriera è stato Oldman. GLENN CLOSE fu scritturata all'ultimo tuffo, per interpretare la vicepresidente Bennett, e dovette indossare una parrucca perchè aveva un taglio molto corto di capelli, nel momento: l'attrice si impuntò, per eliminare una scena dalla sceneggiatura, in cui la n.2 dell'amministrazione si chiudeva in una stanza per piangere. La Close ritenne che era assurdo ricorrere a clichès maschilisti che mostrano le donne in difficoltà nei momenti decisivi. Nel film compare velocemente JURGEN PROCHNOW, nei panni di un generale russo, tornando a lavorare con Petersen, con il quale aveva girato "U-BOOT 96".  Nella scena in cui Korshunov rilascia le proprie impronte digitali, all'inizio, fornisce la sua data di nascita, il 21 Marzo 1958, che è il giorno in cui è nato Gary Oldman. Il finale originale dello script non venne ritenuto utile da Petersen, che coinvolse Ford nell'elaborare un'altra conclusione per la pellicola. La colonna sonora venne originariamente affidata a RANDY NEWMAN, ma il regista, quando la sentì, ebbe la sensazione che fosse talmente drammatica da rischiare  di farla diventare involontariamente comica, e, a dodici giorni soltanto dall'avvio delle riprese, venne incaricato JERRY GOLDSMITH di fornire musiche alternative, che poi furono quelle definitive del film: Goldsmith, sotto pressione per il pochissimo tempo concessogli, si fece aiutare da JOEL MCNEELY per alcuni brani. Dopo la fine della lavorazione, Goldsmith disse in un'intervista che non avrebbe mai più preso parte ad un film con tempi così stretti. Newman adoperò poi parte di questa sua composizione per musicare "TOY STORY 3-LA GRANDE FUGA". Petersen richiese di poter visitare il vero Air Force One per esaminarne la struttura, ma gli venne negato: una telefonata di Ford alla Casa Bianca sbloccò la situazione, ed al regista fu possibile vedere l'aereo dall'interno. Di seguito, in modo anomalo, per i rapporti con Hollywood, fu data la maggior collaborazione possibile da parte dell'amministrazione Clinton per equipaggiamenti, informazioni e disponibilità. Harrison Ford chiese a Gary Oldman di colpirlo con il maggior realismo possibile nelle scene di scontro fisico tra i due. L'invasione militare del palazzo del generale Radek venne girata in Ohio, a Cleveland. Un giorno, due caccia F/A 18 in ricognizione comunicarono via radio di aver avvistato l'Air Force One in volo, con buchi di proiettile sulla fusoliera: al centro di controllo aereo di Los Angeles erano a conoscenza della lavorazione di questo film, e dissero ai piloti militari che non era l'originale. Benchè "Air Force One" siano due aerei VC-25, la versione militarizzata dei 747-200B, la dicitura viene usata per qualsiasi mezzo volante che trasporti il presidente USA. Bill Clinton, presidente all'epoca della lavorazione e dell'uscita del lungometraggio, lo apprezzò molto, e lo vide addirittura due volte, facendogli una buona pubblicità, pur precisando che l'aereo non possiede una capsula di salvataggio come invece mostrato nel film. Nel film muoiono 48 persone. Wolfgang Petersen, nei commenti del DVD del film, confessò che se ci fosse stato prima l'11 Settembre, non avrebbe mai girato una pellicola come questa. Donald Trump, pure, in un'intervista nel 2015, ricordò questo film lodando Harrison Ford, come un'immagine vincente americana: anch'egli intervistato, quando lo speaker gli chiese a proposito di questa affermazione del futuro presidente USA, Ford, guardando in camera, disse "Donald, è solo un film. Le cose non vanno così nella vita reale"... Le riprese sono durate dal Settembre 1996 al Gennaio 1997. Costato 85 milioni di dollari, ne ha incassati negli USA 172, e altri 142 nel resto del mondo, sfiorando i 315 milioni a livello mondiale. Ha avuto due nominations agli Oscar, per il miglior sonoro, e il miglior montaggio.

lunedì 2 ottobre 2017

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RITORNO AL FUTURO PARTE II
( Back to the future part II, USA 1989)
DI ROBERT ZEMECKIS
FANTASTICO/COMMEDIA
ROBERT ZEMECKIS non avrebbe voluto ambientare il seguito del suo "RITORNO AL FUTURO" nel futuro: secondo il regista, i film ambientati nel futuro, tendevano a venire incompresi. Inoltre, anche se il finale del lungometraggio originale lasciava presagire un sequel, Zemeckis e BOB GALE avevano inteso quella conclusione più come una cosa da non prendere sul serio; il grande successo della pellicola, però, aveva invogliato la Universal Pictures a produrre una prosecuzione, e i due cineasti avevano scelto di venir coinvolti nell'operazione, lavorando al capitolo secondo, a quel punto accordandosi di girare due seguiti, uno ambientato nel futuro e uno nel passato, anche se all'origine era stato programmato solo un seguito, intitolato "Paradox", che contenesse il viaggio in avanti e indietro nel tempo. La produzione di questo secondo episodio venne rimandata a quattro anni dopo l'uscita del primo film, per via del lungo coinvolgimento di Zemeckis nella lavorazione di "CHI HA INCASTRATO ROGER RABBIT?". Bob Gale era rimasto abbagliato, da bambino, da "L'UOMO CHE VISSE NEL FUTURO", e il suo sogno era sempre stato di scrivere un film che narrasse viaggi nel tempo. CRISPIN GLOVER fece causa allo studio, affinchè non venisse usato il suo personaggio nella pellicola, e gli venne data ragione. La questione con Glover si svolse così: ogni interprete del primo film aveva firmato per un eventuale seguito, ma Crispin Glover, vedendo che il suo compenso era minore di quelli di LEA THOMPSON e THOMAS F. WILSON, protestò vivamente, e rifiutò i 125 milioni di dollari offerti da Gale; la produzione scritturò così l'attore JEFFREY WEISSMAN, truccandolo per assomigliare a Glover, e utilizzò quindi il personaggio di George McFly. All'uscita della pellicola, Glover scatenò i propri avvocati, e la Universal, per non andare in tribunale, gli versò 765,000 dollari, considerando questo esborso minore di quanto le sarebbe costato, anche in termini di cattiva pubblicità, finire sotto processo. Questa vicenda cambiò le regole per i diritti di sfruttamento dell'immagine da parte delle case di produzione  circa gli attori. LEA THOMPSON è l'unica interprete che veste nella stessa maniera di come era apparsa nell'episodio del 1985. Nel film c'è la prima apparizione di ELIJAH WOOD al cinema: è uno dei due ragazzini che giocano a un videogame e ai quali Marty chiede informazioni. Per il ruolo di Jennifer venne ingaggiata ELIZABETH SHUE, visto che CLAUDIA WELLS, che la impersonava nel primo episodio, voleva stare accanto alla madre cui era stato diagnosticato un cancro: la Wells tornò sugli schermi nel 2008, per girare film indipendenti. La versione di Biff del 1985 alternativo, interpretato da THOMAS F. WILSON, è ispirato a DONALD TRUMP. Il maggior effetto speciale di questo lungometraggio fu un trucco visivo denominato "Vistaglide", che serviva a far interagire gli interpreti con altri se stessi: nel film viene utilizzato quattro volte. Nel 2015, anno in cui questo lungometraggio si svolge, la lancetta della torre dell'orologio è ancora rotta. Appena prima che Marty e Doc abbandonino il 2015, una breve inquadratura sul display mostra "Ultima partenza: 28 Novembre 1955", evidenziando che qualcun altro abbia preso la macchina che viaggia nel tempo oltre a loro due. Quando il Marty McFly del futuro accenna a suonare la chitarra, esegue il riff di "The power of love", il brano di HUEY LEWIS & THE NEWS che ebbe grande successo abbinato al primo capitolo. Nel film compare il cantante dei RED HOT CHILI PEPPERS, FLEA: anni dopo, intervistato a proposito del film, lo definì "uno dei più costosi pezzi di spazzatura mai prodotti". Il celebre scienziato Carl Sagan ha definito questo film come il più accurato sui viaggi nel tempo mai prodotto. Le riprese del secondo capitolo vennero effettuate contemporaneamente a quelle di "RITORNO AL FUTURO PARTE III". Per Robert Zemeckis è uno dei titoli preferiti, tra quelli diretti. Sui giornali che si vedono inquadrati, la data è il 22 Ottobre, omaggio a Christopher Lloyd, che compie gli anni tale giorno. Le riprese si tennero tra il Febbraio e l'Agosto del 1989. Fu il terzo incasso del 1989, in America. Costato 40 milioni di dollari, ne incassò 118 negli USA, ed altri 213 nel resto del mondo, arrivando a 332 milioni. Fu candidato agli Oscar per i migliori effetti speciali visivi, e invece ai BAFTA vinse nella stessa categoria. Il 21 Ottobre 2015, in molti cinema per il mondo, per celebrare tale data riscontrata in questo film, è stata proiettata una maratona dei tre capitoli della serie. 

giovedì 28 settembre 2017

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TORA! TORA! TORA! ( Tora! Tora! Tora!, USA 1970)
DI RICHARD FLEISCHER, KINJI FUKASAKU, TOSHIO MASUDA
GUERRA
Quando il produttore ELMO WILLIAMS cominciò ad allestire "TORA! TORA! TORA!",era il 1966: la sua concezione del film era che fosse il più accurato possibile: la sceneggiatura originale era di 657 pagine! Per supervisionare la sceneggiatura, ingaggiò lo storico Gordon W. Prange, che aveva appunto scritto il libro "Tora! Tora! Tora!", divenuto un best-seller in Giappone: Prange apportò numerose correzioni e fornì utili consigli. AKIRA KUROSAWA accettò di dirigere la parte giapponese del film, quando seppe che la parte americana sarebbe stata gestita, invece, da DAVID LEAN: in realtà, il regista inglese non fece mai realmente parte del progetto, e quando il collega nipponico venne a saperlo, fece di tutto per sfilarsi dal film, come infatti poi realizzò. Comunque girò alcune sequenze, di cui nel lungometraggio definitivo resta neanche un minuto di proiezione. Il problema, per la produzione, era che quando Kurosawa abbandonò, mancavano solo tre settimane alle riprese, e Williams risolse ingaggiando due registi giapponesi per girare la parte che descriveva l'attacco a Pearl Harbor per gli orientali: fu così che a TOSHIO MASUDA vennero affidate le parti drammatiche, con i dialoghi, e a KINJI FUKASAKU furono assegnate le scene di battaglia, e con gli effetti speciali. Il titolo, in giapponese, a dispetto di quanto molti abbiano creduto, non significa "Tigre! Tigre! Tigre!", nè  "Sorpresa! Sorpresa! Sorpresa!": è l'acronimo basato sulle prime sillabe di "Totsugeki" ( "attacco") e "Raigeki" ("attacco con siluri"). JASON ROBARDS, che nel film  interpreta il generale Short, era, al tempo dell'attacco, un marinaio di stanza a Pearl Harbor, ma durante l'evento era su una nave in alto mare. TATSUYA MIHASHI, che dà volto al commodoro Genda, fu un attore molto popolare in Giappone negli anni 50 e 60: dopo questo ruolo, non tornò sugli schermi prima del 1980, e prima di morire comparve in soli altri cinque o sei pellicole. Il marinaio furibondo che spara con la mitragliatrice ai caccia giapponesi Zero era basato sul realmente esistito John Finn, che contrattaccò colpendo diversi aerei nemici, e riuscendo ad abbatterne uno: Finn venne decorato con la medaglia all'Onore. L'afroamericano che di propria iniziativa spara contro gli incursori giapponesi, in pratica, era il marinaio di Prima Classe Doris "Dorrie" Miller, che si guadagnò per questa azione la Navy Cross, onorificenza di alto livello. L'incrociatore USS Phoenix, sopravvissuta all'attacco, compì azioni di guerra nel Pacifico, e venne, anni dopo, venduta all'Argentina, cambiando nome, venendo poi affondata da un sottomarino inglese nella guerra delle Falkland. Gli aerei nipponici che si vedono nel film, sono in realtà aerei per imparare a volare americani, convertiti e dipinti: non c'erano mezzi del periodo in buone condizioni, in Giappone, così la produzione optò per una soluzione "casalinga"; questi aeroplani furono successivamente utilizzati anche in "LA BATTAGLIA DI MIDWAY", "COUNTDOWN:DIMENSIONE ZERO" e "PEARL HARBOR" . La reazione di alcuni spettatori, alla visione del film, fu di inondare di proteste l'ufficio informazioni della Marina Americana, per aver, secondo loro, dato il permesso ad un'opera cinematografica, di mostrare l'impreparazione e la confusione dei militari a Pearl Harbor, di fronte ad un attacco nemico, quindi un'operazione antipatriottica, a detta dei contestatori. Venne girato nei luoghi in cui è ambientato, così come "Pearl Harbor" trentun anni dopo. Le riprese cominciarono nel 1968. Fu il primo film americano stampato in Fujicolor.  Il celebre critico statunitense ROGER EBERT stroncò la pellicola, dandogli una sola stella, definendolo "uno dei più noiosi, mortali blockbuster mai realizzati". In patria incassò non poco, ma fu considerato generalmente un flop: andò molto meglio in Giappone, dove fu uno dei maggiori incassi del 1971. Il rifiuto americano venne in parte attribuito alle proteste contro l'intervento americano in Vietnam. Costato 25 milioni di dollari, ne incassò 29 in patria. Ottenne cinque candidature agli Oscar, tutti per categorie tecniche: vinse il premio per i migliori effetti visivi.