venerdì 27 marzo 2020

Apache 1954 Full Movie - Search and BrowseApache (US 1954) | The Case for Global Film
L'ULTIMO APACHE ( Apache, USA 1954)
DI ROBERT ALDRICH
WESTERN
Per il primo Western diretto da ROBERT ALDRICH, il soggetto fu preso dalla storia di un celeberrimo guerriero Apache chiamato Massai, che venne reclutato da Geronimo in persona per combattere contro i soldati bianchi. Pare che, nella realtà, Massai fosse rinomato tristemente per essere particolarmente feroce nell'uccidere, derubare e anche stuprare vittime. Quando Geronimo alla fine si arrese, Massai fuggì invece  con dei Chiricaua ribelli, e di lui non si conobbe che fine fece. Nel film, venne scelto per impersonarlo BURT LANCASTER, che compì quarant'anni durante le riprese: molti giornali osservarono che difficilmente il vero Massai sarebbe stato alto come Lancaster, circa un metro e novanta, e con gli occhi azzurri come lui. Eppure, era la seconda volta che sul grande schermo, l'attore interpretava un pellerossa. Per quanto riguarda il finale, la produzione fece forti pressioni su Aldrich, soprattutto verso la fine delle riprese, affinchè girasse anche  una conclusione più ottimistica di quella originaria . Il regista eseguì a malincuore, e quando vide che il film era uscito con il finale più positivo, dichiarò che" a Hollywood, se ti fanno girare due finali, monteranno sempre quello che hanno proposto "loro" ( nel senso dei finanziatori), mai quello tuo." Il costo finale della pellicola fu di oltre 1 milione e 200,000 dollari. Per anni considerato un lavoro minore nella filmografia di Robert Aldrich, negli ultimi anni ha visto crescere la propria importanza, e viene oggi ritenuto un piccolo classico. 

domenica 22 marzo 2020

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MONSIEUR VERDOUX ( Monsieur Verdoux, USA 1947)
DI CHARLES CHAPLIN
COMMEDIA
Il soggetto di "MONSIEUR VERDOUX", che CHARLES CHAPLIN acquistò da ORSON WELLES, che non riusciva a trovare finanziamenti per far diventare la sceneggiatura un film, era ispirato alla vicenda criminosa di Henri Landru, che corteggiava donne facoltose per ucciderle e far suoi i loro patrimoni, che finì sulla ghigliottina nel 1922. Chaplin versò 5000 dollari a Welles, che meditava di girare un documentario, come decisione finale: in realtà, originariamente, il regista di "QUARTO POTERE" avrebbe voluto dirigere con Chaplin protagonista. Charles Chaplin non era molto convinto di lasciarsi dirigere da altri, e temporeggiò, al punto da far sì che Welles gli vendesse il suo manoscritto: peraltro, questi riteneva questo script tra le sue cose minori. EDNA PURVIANCE, l'attrice che aveva lavorato in tutti i film muti di Chaplin, fu considerata per essere assunta nel cast nel ruolo di Madame Grosnay, ma, come altri interpreti degli albori del cinema, non passò il provino per il disagio espresso con il sonoro. Tuttavia, Chaplin la mantenne sulla lista dei pagamenti fino all'anno in cui la Purviance spirò, nel 1958. La frase "Un omicidio crea un criminale: un milione un eroe" è una citazione: la pronunciò Bishop Beilby Porteous, nel Settecento. Per Chaplin, "il film più intelligente e brillante dell'intera mia carriera.". Il brano che Verdoux suona al piano accanto a Lydia è preso da "LA DONNA DI PARIGI".  L'impiegato di banca parigino Henri Verdoux fece causa, nel 1948, ai produttori del film perchè sporcava il suo nome. Nonostante i forti apprezzamenti dei recensori e della stampa, con il celebre critico JAMES AGEE che definì la prova di Chaplin come "la più grande interpretazione maschile mai vista sullo schermo", il film fu un clamoroso fiasco commerciale. Ebbe una candidatura all'Oscar per la miglior sceneggiatura originale. Negli anni è diventato un titolo di culto.

venerdì 13 marzo 2020

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LEE REMICK ( Lee Ann Remick, 14/12/35, Quincy, Massachussets, USA- 02/07/1991, Los Angeles, California, USA)
Nata nel Massachussetts da un negoziante ed un'attrice, LEE REMICK aveva discendenze britanniche; studiò danza e recitazione al Barnard College, e cominciò a farsi notare sul palcoscenico e in apparizioni televisive nei primi anni Cinquanta. Ebbe modo di brillare sul grande schermo in due ruoli di ragazza proveniente dal Sud degli States, molto sensuali, in "UN VOLTO TRA LA FOLLA" e "LA LUNGA ESTATE CALDA". Girando "Un volto tra la folla", KATHARINE HEPBURN divenne amica della giovane attrice, e la voleva anche sul set di "LA SEGRETARIA QUASI PRIVATA", però SPENCER TRACY, il quale pure aveva preso in simpatia la Remick, consigliò la ragazza di non accettare la parte che le sarebbe toccata: il ruolo andò così a DINA MERRILL. La Remick e la Hepburn ebbero modo di lavorare di nuovo assieme nel 1973, in "UN EQUILIBRIO DELICATO". Negli anni Cinquanta si parlò di un film su JEAN HARLOW con lei protagonista, poi mai realizzato. Di seguito, la svolta nel ruolo dell'ambigua vittima di una violenza in "ANATOMIA DI UN OMICIDIO"; di lì a poco la nomination all'Oscar per l'alcoolizzata de "I GIORNI DEL VINO E DELLE ROSE" accanto ad un convincente JACK LEMMON. MONTGOMERY CLIFT, che aveva problemi di alcolismo, fu scritturato per girare "FANGO SULLE STELLE" promettendo che non avrebbe toccato alcolici per tutta la lavorazione: fu decisivo l'aiuto dei suoi partner di scena Lee Remick e VAN FLEET. Il ruolo di Lee Remick in "Anatomia di un omicidio" era originariamente assegnato a LANA TURNER, la quale però venne poi esclusa dalla lavorazione in quanto non voleva rinunciare ad abiti troppo sensuali per la moglie di un membro dell'Esercito; in più, la Remick avrebbe dovuto sostituire MARILYN MONROE nel rimasto incompiuto "SOMETHING'S GOT TO GIVE", rimasto a metà lavorazione per la scomparsa della star di "A QUALCUNO PIACE CALDO": il co-protagonista DEAN MARTIN non era più disponibile per concludere la pellicola, e sarebbe costato troppo ingaggiare anche un divo maschile, giunti a metà riprese. Nel 1966 ricevette una nomination al Tony Award per la sua performance come migliore attrice drammatica per "WAIT UNTIL DARK". Prese parte alle riprese di "UNO SPORCO CONTRATTO", benché avesse amato le locations in Europa, realizzò fin dall'inizio che il film sarebbe andato male. Continuando a lavorare tra cinema e televisione per tutti gli anni Settanta, nel 1980 decise di trasferirsi in Inghilterra. Nello stesso anno era stata contattata inizialmente per il ruolo femminile principale di "GENTE COMUNE", che poi andò a MARY TYLER MOORE.Nel 1988 creò una casa di produzione, assieme a JAMES GARNER e  PETER K.DUCHOW. "IL RE DELLA PRATERIA" è il film che ha preferito tra quelli girati. E' stata sposata due volte, dal 1957 al 1968 con BILL COLLERAN, da cui ha avuto due figli, e poi dal 1970 con KIP GOWANS, produttore inglese. Ricevette nel 1990 il WIC (World International Center), premio speciale per le donne dello spettacolo: la sua salute era seriamente compromessa, e l'apparizione in pubblico, a fianco di Jack Lemmon, mostrò una Remick molto debole e quasi irriconoscibile. Morì il 2 Luglio seguente, neanche due mesi dopo. Aveva scoperto di avere un cancro ai polmoni nel 1989, girando un film in Francia.
COSI' PARLO' LEE REMICK:
"Le storie che potrei raccontare su LAURENCE HARVEY sono troppo orrende da ripetere."
"Jack Lemmon ha uno straordinario istinto è quasi infallibile."
"Sono una casalinga che accidentalmente è divenuta un'attrice."
"Mi piace avere il controllo. Mi piace dire la mia su chi dirige e chi fa parte del film che sta girando."

venerdì 24 gennaio 2020

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BOHEMIAN RHAPSODY ( Bohemian rhapsody, USA/GB 2018)
DI BRYAN SINGER ( e DEXTER FLETCHER, non accreditato)
BIOGRAFICO/MUSICALE/DRAMMATICO
Quando venne messo in cantiere il biopic su FREDDIE MERCURY, alla regia venne menzionato STEPHEN FREARS, e scelto SACHA BARON COHEN per dar volto e movenze al frontman dei QUEEN. Frears però cominciò presto ad avere forti divergenze con BRIAN MAY e ROGER TAYLOR, chitarrista e batterista della band, che detenevano i diritti sia sulle musiche che su un eventuale progetto cinematografico. Con Baron Cohen, invece, i dissidi furono per la sua visione dell'interpretazione di Mercury, che i due ex-compagni nei Queen non apprezzarono. May disse che l'attore era troppo commediante per un ruolo così serio. RAMI MALEK venne scelto come volto cinematografico di Freddie Mercury perchè molto apprezzato nella serie tv "MR. ROBOT", e perchè la sua struttura facciale ricordava molto quella di Mercury, venendo preferito a BEN WHISHAW.  JOHN DEACON, il restante elemento del complesso, si è ritirato dalla scena nel 1997, e non ha contribuito all'operazione- "Bohemian Rhapsody": dette il permesso per l'utilizzo del suo nome e del suo contributo musicale, ma non ha partecipato alla realizzazione, preferendo continuare la sua nuova vita defilata, con la moglie ed il figlio nella periferia londinese. La regia venne affidata a BRYAN SYNGER, ma verso la fine della lavorazione, le liti tra regista e produttori per divergenze creative si accentuarono, e l'operazione venne sfilata di mano al regista di "X-MEN" e consegnata a DEXTER FLETCHER; questi diresse sedici giorni di riprese, e curò ovviamente la post-produzione, ma le rigide regole della Director's Guild of America non concesse la possibilità di co-firmare il lungometraggio al regista subentrato. In realtà, prima di arrivare a far firmare a Synger il contratto per la regia, DAVID FINCHER e TOM HOOPER erano stati interpellati, ma Bryan May e Roger Taylor non erano convinti che fossero idonei per dirigere questa storia: ci fu poi la candidatura forte di STEPHEN FREARS, ma non andò in porto, e quindi fu scelto Synger. La sigla iniziale della 20th Century Fox venne riarrangiata, per l'occasione, da Brian May e Roger Taylor. A Malek venne montata una protesi dentaria per farlo somigliare alla forte prominenza del cantante: dopo la fine delle riprese, l'attore fece rivestire d'oro la protesi come ricordo speciale. Rami Malek lavorò assiduamente con la coreografa POLLY BENNETT per assimilare il modo di muoversi di Mercury, dagli sguardi al ballo. Per supportare gli incisi originali di Mercury venne usata la voce del cantante canadese MARK MARTEL, dal timbro abbastanza simile al cantante dei Queen. A Rami Malek il coach fece studiare i movimenti di LIZA MINNELLI in "CABARET", così come le performances sul palco di JIMI HENDRIX, DAVID BOWIE, e ARETHA FRANKLIN. Il makeup per Malek venne curato da MARK COULIER, che aveva lavorato nella serie di "Harry Potter", per Come noto, la relazione con MARY AUSTIN fu inizialmente, per Freddie Mercury, sentimentale, poi divenne un'amicizia che durò tutta la vita: la canzone "Love of my life" fu scritta dall'artista per lei, per sottolineare il loro speciale rapporto. Mentre veniva filmato l'assolo di "Bohemian rhapsody", arrivò non annunciato sul set Brian May, che si mise a osservare GWUILYM LEE che lo impersonava. La chitarra usata da May nel film è una fedele ricostruzione della "Red Special" che il chitarrista costruì insieme al padre negli anni Sessanta.  JOSEPH MAZZELLO, che impersona Deacon, indossa nel lungometraggio cinque diverse parrucche, perchè i suoi capelli naturali non prendevano abbastanza "volume". Anche Rami Malek, in ogni scena del film, indossa parrucche. John Deacon fu il quarto bassista che venne provato da Taylor e May, divenendo un membro definitivo del complesso. Mercury era letteralmente stregato dal modo di stare sul palco di JIMI HENDRIX e sulla sua maniera di intendere la musica, al punto da seguirlo per quattordici date durante una tournèe. Brian May, notoriamente, non era uso adoperare plettri per suonare la chitarra, preferendo una piccola moneta. Nessun membro dei Queen ha mai spiegato pubblicamente il senso del test di "Bohemian Rhapsody". Tra LUCY BOYNTON e Rami Malek, alla fine delle riprese, nacque una relazione. Benchè nel film sia raccontato diversamente, Mercury non svelò mai apertamente la propria omosessualità alla sua famiglia, perchè la religione zoroastriana, dai suoi familiari praticata, considerava tale sessualità come una possessione demoniaca. Per i costumi delle scene nei locali gay, il costumista JULIAN DAY si ispirò a "CRUISING".  Nell'epoca dell'esibizione al Live-Aid, nel 1985, la popolarità della band, benchè robusta in Europa e in Australia, negli USA segnava il passo, a causa delle vendite non abbondanti degli ultimi album: il successo del gruppo in America risalì solo dopo la scomparsa di Mercury, nel 1991. Freddie Mercury se l'era presa perchè la band non era stata invitata, nell'autunno del 1984, al disco per beneficenza "Do they know it's Christmas?" della Band Aid: BOB GELDOF, cui si deve l'iniziativa dell'operazione, allora cercò personalmente il gruppo per farlo partecipare al Live Aid. Malek e gli altri tre attori ebbero a disposizione solo sei settimane per preparare la performance che rivisitava il Live Aid. Il palco per il Live Aid è il più grande set usato dal regista Synger, e la ricostruzione è veritiera in totale, perfino nei dettagli come i bicchieri di Pepsi sopra al pianoforte. La folla di 72.000 persone venne ricreata anche grazie all'aiuto del computer.  Lo spettacolo a Rio De Janeiro si svolse nel Gennaio '85, e non a metà degli anni Settanta, come invece il film mostra: i Queen si esibirono per due serate nel festival "Rock in Rio", dinanzi a 250.000 persone. Mercury usò molta riservatezza sul proprio stato di salute, mostrando solo ai compagni della band una cicatrice che non si rimarginava, ma specificando che non voleva nè pietà nè che si diffondessero voci su un potenziale peggioramento delle sue condizioni. Impiegò due anni nel registrare il suo album da solo, "Mr. Bad Guy", per assolvere gli impegni contrattuali con la band, e l'LP uscì all'inizio del 1985. Tutte le scene del film in cui si vedono i Queen suonare sono in realtà doppiate, eccetto nella sequenza in cui intonano "Another one bites the dust", in cui effettivamente suonano gli attori. Nel video sui titoli di coda in cui canta "Don't stop me now" Freddie Mercury indossa la maglietta di uno dei più "malfamati" locali gay dell'epoca di New York, "Mineshaft". "Killer Queen" fu il primo grande successo internazionale del gruppo, tratto da "Sheer heart attack". Roger Taylor fu il primo dei membri del complesso a tentare la carriera solista, pubblicando un singolo nel 1977 e cominciando a incidere un album nel 1980. Durante la lavorazione del film, Rami Malek, Gwuilym Lee, Joseph Mazzello e BEN HARDY erano inseparabili. LADY GAGA scelse il suo nome d'arte in omaggio alla canzone del 1984 dei Queen. Quando il film è uscito, ha diviso in due critica e spettatori: da un lato si sono contestate libertà e inaccuratezze storiche, e la regia non ha convinto fino in fondo, mentre la prova di Rami Malek è stata unanimemente lodata. Rami Malek è diventato, dopo l'Oscar vinto, il primo attore di discendenza egiziana ad arrivare a conseguire tale premio. Con relativamente poche  candidature agli Oscar, cinque ( come il vincitore del miglior film, "GREEN BOOK")  "Bohemian Rhapsody" è stato protagonista alla notte dei premi della Academy nel 2019, portando a casa quattro statuette: oltre a quella assegnata a Rami Malek, vinse anche per il miglior montaggio sonoro, montaggio e miglior mixaggio. Ai Golden Globes, due vittorie su due candidature:  miglior film drammatico e miglior interprete per film drammatico ( Malek). Ai BAFTA, sette candidature, tra le quali miglior fotografia e film, vincendo due premi, per per l'attore protagonista ( sempre ovviamente Rami Malek) e per il sonoro. Costato 52 milioni di dollari, il lungometraggio ne incassò 216 nei soli Stati Uniti, ed altri  687 nel resto dei mercati, arrivando a 903 milioni totali. 

mercoledì 20 novembre 2019

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GUARDIA DEL CORPO ( The Body guard, USA 1992)
DI MICK JACKSON
AZIONE/SENTIMENTALE/THRILLER
Lo script di "GUARDIA DEL CORPO" venne proposto a metà degli anni Settanta, prevedendo, come star, STEVE MCQUEEN nel ruolo del gorilla, e DIANA ROSS in quello della cantante di successo minacciata, ma non trovò produttori in quanto reputato troppo controverso, venendo rifiutato per ben 67 volte. KEVIN COSTNER vide lo script di questo film per la prima volta sul set di "SILVERADO", che girò con LAWRENCE KASDAN, sceneggiatore di questa pellicola.Per il ruolo di Rachel Marron erano in lizza PAT BENATAR, MADONNA, OLIVIA NEWTON-JOHN, JOAN JETT, DEBBIE HARRY, JANET JACKSON, TERRI  NUNN, KIM CARNES e DOLLY PARTON: Kevin Costner, che era tra i produttori di questo film, si oppose alla scelta di Madonna, in quanto la popstar, in "A LETTO CON MADONNA", lo prende in giro. Invece, fu proprio Costner che fece molta pressione per avere WHITNEY HOUSTON come co-star. Costner ha asserito che aveva basato la sua interpretazione del proprio personaggio su Steve McQueen, volendo anche un taglio di capelli che richiamasse la celeberrima frangia dell'attore scomparso nel 1980. La villa di Rachel è la stessa in cui ne "IL PADRINO" viene messa la testa di cavallo nel letto del produttore Jack Woltz. A fine 2015 quella di questo lungometraggio risultava la colonna sonora più venduta di sempre, superando anche quella per anni record de "LA FEBBRE DEL SABATO SERA", arrivata a circa 10 milioni di copie vendute: "The Body Guard" ne ha vendute più di 37 milioni di copie. Fu un'idea di Kevin Costner far partire "I WILL ALWAYS LOVE YOU" con Whitney Houston  "a cappella". Originariamente la canzone- simbolo avrebbe dovuto essere "What becomes of brokenhearted", ma l'utilizzo della versione interpretata da PAUL YOUNG in "POMODORI VERDI FRITTI ALLA FERMATA DEL TRENO", fece cambiare idea ai produttori e adottare "I will always...". Per ringraziare Costner dei consigli sulla recitazione, la Houston avrebbe voluto dargli lezioni di canto. La cantante affermò che Costner le suggerì di usare maggiormente lo sguardo per "ascoltare e comunicare. Sia MICK JACKSON che Kevin Costner vollero che la popstar non prendesse lezioni di recitazione per apparire più "naturale". Jackson suggerì alla Houston di pensare a ogni scena da girare come ad una canzone da interpretare. Durante la lavorazione del film, Whitney Houston ebbe un aborto spontaneo, e per due settimane le riprese dovettero essere interrotte. Nel film, Frank e Rachel vanno al cinema a vedere "YOJIMBO. LA SFIDA DEL SAMURAI", che in USA uscì reintitolato "The Bodyguard". Un terribile incidente funestò il set: durante la preparazione della scena del garage sotterraneo, l'autista che faceva parte della troupe BILL VITAGLIANO rimase in mezzo a due mezzi che si scontrarono, uccidendolo. Solo recentemente Kevin Costner ha rivelato che la donna che egli ha in braccio nella scena che divenne il manifesto del film non è Whitney Houston, bensì la sua controfigura, cui egli disse di voltare il proprio viso sulla sua spalla, in modo da confondere gli spettatori. Whitney Houston dovette posticipare otto concerti del suo "Bodyguard Tour", che intraprese dopo l'uscita del lungometraggio, per problemi alla gola. Costner ebbe a dichiarare che, se avesse potuto cambiare qualcosa dello script, non avrebbe ambientato la resa dei conti alla notte degli Oscar. Sono corse voci su un sequel, che avrebbe visto Frank apprendere della morte di Rachel, mentre proteggeva un nuovo cliente, e le cose avrebbero dovuto essere collegate, ma poi non è stato girato. Tuttavia, si parla da un pò di tempo di un remake. Costato 25 milioni di dollari, incassò 122 milioni nei soli USA, ed altri 289 nel resto del mondo, arrivando alla grossa cifra di 411 milioni totali.

martedì 8 ottobre 2019

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INDIANA JONES E L'ULTIMA CROCIATA
( Indiana Jones and the last crusade, USA 1989)
DI STEVEN SPIELBERG
AVVENTURA/FANTASTICO
Definito dallo stesso STEVEN SPIELBERG come il suo favorito della saga sull'archeologo-avventuriero, "INDIANA JONES E L'ULTIMA CROCIATA" fu voluto fortemente dal regista per due motivi: per rispettare l'accordo con GEORGE LUCAS, sul mettere insieme almeno una trilogia con protagonista il personaggio, e per recuperare sulle critiche negative riscosse da molti recensori per il secondo capitolo, "INDIANA JONES E IL TEMPIO MALEDETTO". Lucas propose, quando fu tempo di mettere in cantiere questo terzo episodio, di ambientarlo in un castello maledetto, ma Spielberg, che aveva terminato da non molto la lavorazione di "POLTERGEIST", voleva fare altro: fu un'idea di Lucas inserire la ricerca del Sacro Graal come motore della vicenda, e di Spielberg quella di mettere a confronto il protagonista con la figura paterna. Fu HARRISON FORD a indicare RIVER PHOENIX per impersonare Indy da ragazzo, avendo lavorato accanto a lui poco prima in "MOSQUITO COAST"; quando venne chiesto al giovane attore come si fosse preparato a interpretare il personaggio, Phoenix rivelò che non aveva guardato attentamente i primi due film, bensì si era concentrato nell'osservare Ford fuori dal set. Nel film la cicatrice sul mento di Indiana Jones viene spiegata mostrando il personaggio che se la procura facendo schioccare la frusta per la prima volta: in realtà, Harrison Ford se la fece in un incidente d'auto quando aveva circa vent'anni. In questo film viene rivelato anche come mai Henry Jones, jr. si chiama "Indiana": è in omaggio al suo cane, così come è un reale omaggio al cane di razza Alaskan Malamute, di proprietà di George Lucas negli anni Settanta. Un esemplare di questo tipo è visibile in casa Jones nel prologo. Spielberg volle omaggiare i propri trascorsi da boy scout nel rappresentare un giovanissimo Indiana Jones in tal veste, a inizio film. SEAN CONNERY è sempre stato nella mente di Spielberg e Lucas l'attore che avrebbe dovuto ricoprire il ruolo del padre del loro eroe: proprio perchè Indiana Jones nasce anche come omaggio a James Bond, l'attore scozzese era per forza il suo genitore. Se Connery non avesse accettato, GREGORY PECK era l'alternativa. LAURENCE OLIVIER venne considerato per impersonare il cavaliere custode del Santo Graal, ma l'attore inglese era troppo mal messo con la salute per prender parte alla lavorazione; inoltre, Olivier morì poco dopo l'uscita del lungometraggio. Connery, essendo nato nel 1930, aveva solo dodici anni più del figlio cinematografico HARRISON FORD, nato nel 1942. Per girare questo episodio, Steven Spielberg non accettò la regia di "BIG", nè di "RAIN MAN". RIVER PHOENIX è stato il primo attore ad impersonare il giovane Indiana Jones, nel prologo di questo episodio: nella serie televisiva che ne venne generata, venne chiesto a Phoenix di tornare a interpretare il personaggio, l'attore non accettò, e la parte andò a SEAN PATRICK FLANNERY. DENHOLM ELLIOTT e JOHN RHYS-DAVIES compiono la loro ultima apparizione nella serie di Indiana Jones, rispettivamente nei panni del professor Marcus Brody e di Sallah: i due personaggi vennero inseriti nella sceneggiatura per alleggerire con dell'umorismo il capitolo. Ad Elliott avevano appena diagnosticato l'Aids, e le sue peggiorate condizioni di salute resero più complicata la sua partecipazione al film. La parte di Elsa venne offerta a AMANDA REDMAN, che decise di non accettare, quando scoprì che c'era la scena nella fogna con i ratti, da cui era terrorizzata; fu scelta allora ALISON DOODY, modella e attrice irlandese, che al cinema si era vista solo in "007 BERSAGLIO MOBILE" e "UNA PREGHIERA PER MORIRE".  Nella sceneggiatura originale, viene menzionato Abner Ravenwood, padre di Marion e mentore di Indy, che viene citato ne "I PREDATORI DELL'ARCA PERDUTA". Come in molte scene d'azione, Ford girò quasi senza controfigure, al punto da indurre lo stuntman VIC ARMSTRONG a dire in un'intervista "Se non fosse divenuto una star, sarebbe diventato una gran controfigura!". TOM STOPPARD venne ingaggiato, pagandolo 120,000 dollari per riscrivere dialoghi, specialmente quelli tra i due Jones: dopo l'uscita del film, e il conseguente grande successo internazionale, gli venne dato un aggiuntivo milione di dollari come pattuito se la pellicola avesse superato certe cifre. Secondo Steven Spielberg, aver preso a bordo Stoppard aveva contribuito a mantenere ironico il tono del rapporto tra Indiana Jones ed il padre, senza voler diventare troppo sentimentali. Quando Indiana Jones sceglie il Graal sostiene che la coppa di un falegname deve dare idea di umiltà, anche se nella Bibbia non viene mai indicato che Gesù Cristo facesse tale mestiere, bensì lo è San Giuseppe. Nel film, correttamente, viene detto che il nome in latino di Geova si scrive Ievah, dato che il cavaliere era partecipante alla prima crociata. Durante l'intera scena del dirigibile, per il calore sia Ford che Connery girarono senza indossare i pantaloni, con gran divertimento della troupe.  Molte delle uniformi dei soldati nazisti nella scena dei libri messi al rogo sono autentiche, ne venne trovata una grossa quantità dal costumista ANTHONY POWELL, che riuscì a ottenerne l'utilizzo. Il cappello, la giacca e la frusta originali di Indy sono conservati allo Smithsonian National Museum of American History. Per Powell fu una sfida trovare il giusto look per il padre di Indiana Jones: nella sceneggiatura, il personaggio avrebbe dovuto indossare più o meno gli stessi abiti per tutta la pellicola. Il costumista tenne allora presente suo nonno, e fece adottare al personaggio vestiti di tweed e cappelli da pescatore; Powell ritenne necessario che Henry Jones portasse occhiali, ma non voleva coprire lo sguardo di Connery, così fece preparare una montatura apposita, con lenti adatte all'uopo. Fu l'ultimo film cui lavorò DOUGLAS SLOCOMBE, leggendario direttore della fotografia, perchè poco dopo la fine delle riprese, questi perse l'utilizzo dell'occhio destro. Durante la lavorazione delle sequenze veneziane, la produzione ebbe a disposizione il Canal Grande dalle sette del mattino alle tredici per un giorno. La chiesa di S. Barnaba, a Venezia, in realtà, è molto ordinaria, e non contiene la maestosa biblioteca visibile nel film. Duecento ratti vennero allevati in modo "speciale" per girare le scene nelle fogne a Venezia, in quanto, se fossero stati presi direttamente avrebbero portato problemi come malattie e altro. Ci fu una questione a proposito dei topi, in quanto la compagnia assicurativa cui si era rivolta la produzione, la Fireman's Fund, aveva messo nel contratto penali molto forti, che riguardavano eventuali incidenti o addirittura indisposizioni degli animali: se si fosse perso anche un solo giorno di riprese, ciò avrebbe comportato una forte perdita di denaro. Le due parti trovarono un compromesso, utilizzando anche un migliaio di topi meccanici. I quattro cavalli che si vedono furono prestati alla produzione dal re Hussein di Giordania. Quando il professor Jones fa spiccare il volo ai gabbiani sulla spiaggia con l'ombrello, in realtà sono piccioni gli uccelli, perchè i gabbiani non sono addestrabili. Durante la lotta di Indiana Jones con il colonnello Vogel sul tank, il soldato al periscopio dice all'equipaggio, in tedesco "Gli americani combattono come ragazze!".  Per girare la sequenza occorsero una decina di giorni di riprese, e due carri armati, di cui uno costruito completamente in alluminio. Le difficoltà dei carri armati nell'essere manovrati erano reali. I due tank sono adesso ai Disney Studios a Orlando, in Florida, seppure non costituiscano attrazione vera e propria. Uno dei libri che si vedono bruciare dai nazisti è "Il Capitale" di KARL MARX. E' il film della serie in cui ci sono più inseguimenti, contenendone ben sei, su mezzi diversi.  Il tempio del finale della pellicola esiste veramente, ma si trova a Petra, in Giordania, e non ad Alessandretta. La ferita di Henry Jones senior venne realizzata con bicarbonato, versandoci aceto sopra. Il tecnico del suono HENRY BURTT voleva un forte suono di eco per il colpo di pistola che colpisce Jones sr., così registrò un colpo di una Magnum 357 in un parcheggio sotterraneo, nonostante la pistola usata nel film sia una Walter PPK, altro omaggio alla serie di 007. La morte di Donovan, il cattivo della storia, venne realizzata con tre mesi di preproduzione con computer graphic per simularne l'accelerata decomposizione e tramutazione in uno scheletro. JULIAN GLOVER, così come in "SOLO PER I TUOI OCCHI", si presenta come un personaggio positivo inizialmente, per rivelare la sua natura malvagia nella seconda parte del racconto. Benché si fosse trovato bene sia con Spielberg che con Ford, Connery declinò la proposta di tornare ad interpretare Henry Jones, Senior, nel quarto episodio della serie, "INDIANA JONES E IL REGNO DEL TEMPIO DI CRISTALLO". La storia viene ambientata nel 1912 ( prologo) e nel 1938. Ad oggi, con le sue due ore e sette minuti di durata, è il più lungo episodio della saga. Nel film muoiono cinquanta persone, tredici delle quali per mano di Indiana Jones. Costato 47 milioni di dollari, ne incassò 197 negli USA, ed altri 277 nel resto del mondo, totalizzando 474 milioni. Ottenne tre nominations agli Oscar, per miglior colonna sonora (JOHN WILLIAMS, alla decima collaborazione con Steven Spielberg), miglior sonoro, e migliori effetti speciali, vincendo la statuetta per quest'ultima categoria. L'unica candidatura ai Golden Globes fu invece per Sean Connery come miglior non protagonista. Ai BAFTA tre nominations: a Connery, al suono e agli effetti speciali

sabato 10 agosto 2019

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VISITE A DOMICILIO ( House calls, USA 1978)
DI HOWARD ZIEFF
COMMEDIA
"VISITE A DOMICILIO" fu la prima di due commedie che videro protagonisti WALTER MATTHAU e GLENDA JACKSON: la seconda fu "DUE SOTTO IL DIVANO", del 1980, e questa generò una serie tv ispirata al plot, lunga quarantanove episodi, in cui il nome del personaggio principale mutò da Charley Nichols a Charley Michaels. Anche con ART CARNEY Matthau aveva già lavorato, nella prima versione a Broadway de "I RAGAZZI IRRESISTIBILI". Fu l'ultima apparizione cinematografica per THAYER DAVID. Nel film è presente CHARLES MATTHAU, figlio di Walter, nei panni del figlio del personaggio della Jackson. Probabilmente per questioni legate ai diritti di sfruttamento, la canzone "Something" cantata da GEORGE HARRISON era presente nei trailers e nel VHS della prima edizione di questa pellicola, ma poi rimossa sia dalla versione laser disc che dai Dvd. Il brano che Matthau tenta di cantare sotto la doccia è la romanza di Cherubino da "LE NOZZE DI FIGARO". E' l'unico lungometraggio in cui Walter Matthau appare vestito da donna. Negli USA l'incasso fu di oltre 28 milioni di dollari.