
PETER LORRE (Laszlo Lowenstein, Rozsahegy (Impero AustroUngarico, ora Slovacchia),26/06/04-Los Angeles, California, 23/07/64)
PETER LORRE nacque Laszlo Lowenstein a Rozsahegy, nelll'allora impero AustroUngarico, nel 1904, e, giovanissimo, abbandonò la casa paterna dopo aver frequentato le scuole a Vienna, a 17 anni: trovò un impiego in banca, ma presto cominciò a frequentare i palcoscenici a Zurigo, come comprimario. Si spostò spesso, in Germania e Austria, oltre che in Svizzera, adottando il nome d'arte nel 1925, e venne scoperto da FRITZ LANG appunto a teatro, colpito dall'aspetto singolare del giovane attore, e dalle sue doti interpretative, al punto da affidargli la parte dell'indimenticabile psicopatico protagonista di "M-IL MOSTRO DI DUSSELDORF", nonostante Lorre fosse comparso in due sole pellicole fino a quel punto. Il film divenne da subito importante, e la carriera dell'attore sbocciò, interpretando diversi lungometraggi tedeschi, ma quando i nazisti presero sempre più potere in Germania, Lorre abbandonò il paese, trasferendosi in Francia (pare che sia stato Goebbels personalmente, che lo spinse ad abbandonare la nazione tedesca). Impersonò Raskolnikov nella versione cinematografica di "DELITTO E CASTIGO" del 1935, e cominciò a recitare nella serie di Mr.Moto nella seconda metà dei Trenta. Quando giunse in Inghilterra, venne contattato da ALFRED HITCHCOCK, che volle incontrarlo, e durante il colloquio, Lorre non fece altro che sorridere e ridacchiare: il regista non era al corrente che l'altro sapesse pochissime parole di inglese, e volle ingaggiarlo per farlo partecipare a "L'UOMO CHE SAPEVA TROPPO", prima versione. Lorre, per il film, imparò gran parte delle sue battute foneticamente, senza sapere sempre cosa diceva.Si spostò poi negli USA, nel cui cinema esordì con "L'ISOLA DEL DIAVOLO", per poi prendere parte a film divenuti classici del cinema come "IL MISTERO DEL FALCO","CASABLANCA","LO SCONOSCIUTO DEL TERZO PIANO","IL FIORE CHE NON COLSI","ARSENICO E VECCHI MERLETTI": l'aspetto fisico (basso, solo 1,61 d'altezza, tozzo, occhi grandi e dall'espressione melliflua, voce rauca) ne fece un "supporting role" di lusso, spesso impegnato in personaggi malvagi o ambigui. Dopo il decennio '40/50, Lorre si ripresentò in Germania, girando da regista "DER VERLORENE", che interpretò e scrisse, pure. Da lì in avanti, si "accontentò" di recitare come comprimario importante, in film rimasti poco memorabili, se si eccettuano "20.000 LEGHE SOTTO I MARI","IL TESORO DELL'AFRICA","IL GIRO DEL MONDO IN 80 GIORNI", "IL GRANDE CIRCO","VIAGGIO IN FONDO AL MARE" e "I MAGHI DEL TERRORE", prendendo spesso parte a episodi di serie tv, più che altro thriller. Era un uomo dotato di uno humour particolare, al punto che BORIS KARLOFF e VINCENT PRICE, come lui presenti al funerale di BELA LUGOSI, si stupirono quando lo sentirono chiedere se, secondo loro, era necessario piantare al collega un paletto nel cuore...E' stato, in assoluto, il primo nemico di James Bond, dato che impersonò Le Chiffre nella versione per la tv che venne realizzata nel 1954 di "CASINO ROYALE".Per i disegnatori della Warner Bros. fu spesso fonte d'ispirazione:infatti lo riprodussero sia in versione "ittica" nel cartoon "HORTON HATCHES THE EGG", dai libri del DR.SEUSS, che accompagnando Daffy Duck e Bugs Bunny in corti. Durante il maccartismo, venne interrogato dalla commissione per le attività antiamericane, che gli chiese di fornire informazioni su chiunque ritenesse sospetto in questo senso: Lorre rispose fornendo una lista di tutte le persone incontrate da quando si era trasferito in America! Si sposò tre volte, con Clelia Lovsky, Kaaren Verne, e infine AnneMarie Stoldt, dalla quale ebbe una figlia. Rimase comunque in rapporti amichevoli con le ex-mogli: fu lui che convinse HUMPHREY BOGART ad abbandonare i tentennamenti e sposare LAUREN BACALL, nonostante i dubbi per la forte differenza di età che attanagliavano l'amico e collega. Parlava inglese, tedesco, francese e ungherese. L'ultima apparizione cinematografica di Peter Lorre fu in "JERRY 8 E 3/4", che uscì nel 1964, l'anno della sua dipartita, per via di un ictus. E' sepolto all'Hollywood Forever Cemetery, nel Cathedral Mausoleum. Sua figlia Catharine, nata nel 1953, morì molto giovane, nel 1985: nel 1977 rischiò di cadere vittima dei serial killers denominati "gli Strangolatori di Hillside", che vestiti da poliziotti la fermarono, poi la lasciarono andare perchè riconobbero che era figlia del celebre attore Peter Lorre.
COSI' PARLO' PETER LORRE:
"Tutto quel di cui ha bisogno chi mi vuole imitare, sono due occhi che sembrano uova sode, ed una voce assonnata."
"Avevo sentito che Hitchcock amava raccontare storie, e così lo guardavo come un falco, e quando ebbi l'impressione che mi avesse appena raccontato la sintesi del suo soggetto, mi misi a ridere così tanto che quasi caddi dalla sedia."

IL LABIRINTO DEL FAUNO (El laberinto del Fauno, ES/MEX/USA 2006)
DI GUILLERMO DEL TORO
FANTASTICO
GUILLERMO DEL TORO credeva così tanto nel suo progetto "IL LABIRINTO DEL FAUNO", da rinunciare all'offerta di dirigere "LE CRONACHE DI NARNIA:IL LEONE, LA STREGA E L'ARMADIO", per dedicarsi a questo lungometraggio. Inoltre, rifiutò la proposta di raddoppiare il budget se avesse girato il film in inglese: rispose che non contavano le esigenze di mercato, e che il suo lavoro sarebbe stato realizzato come lo aveva concepito. IVANA BAQUERO aveva undici anni all'epoca delle riprese, più grande quindi della bambina di nove che la sceneggiatura inquadrava come protagonista, ma Del Toro fu così colpito dalla piccola attrice, da correggere alcune parti della sceneggiatura per agevolarla e avere lei come ruolo principale. Il ruolo del Dottore venne offerto a JAVIER CAMARA, che non lo accettò, e fu così ALEX ANGULO ad interpretarlo.Il regista e sceneggiatore ha un metodo di lavoro molto personale, e butta giù appunti a profusione sul come girare una scena, soprattutto quando sta studiando il progetto, prima di avviare le riprese: si accorse, solo verso la fine della lavorazione di questo lungometraggio, di aver lasciato dei fogli con post-it importanti nel retro di un taxi. Il conducente, quando se ne accorse, capì che gli appunti erano cruciali, e volle riconsegnarli di persona al regista, perdendo tempo e denaro per l'operazione: Del Toro prese la vicenda come un segno del Destino, e proseguì il lavoro più determinato che mai. Per rendere la voce del capitano Vidal più minacciosa possibile, il regista suggerì a SERGI LOPEZ di alzarla di un'ottava più del solito, e di mantenere il più possibile un tono neutrale. L'attore MANOL SOLO rischiò seriamente di morire, quando un cavallo gli piombò addosso. I sottotitoli in inglese che accompagnarono l'edizione per il mercato anglosassone furono redatti dal regista in persona, che aveva incontrato problemi con le versioni in inglese di precedenti sue pellicole, e non volle neanche incontrare alcun traduttore. Per ultimare la pellicola, Del Toro rinunciò anche al proprio stipendio.La stanza del capitano era fatta in modo da somigliare all'interno dell'orologio del padre, scelta che per Guillermo Del Toro rappresentava la mente tormentata del personaggio. STEPHEN KING volle visionare il film accanto a Del Toro, e quando lo scrittore di horror, vedendo la celebre scena in cui l'Uomo Pallido insegue Ofelia, si inquietò, per il regista, come rivelò poi, fu come vincere un Oscar! Ci volevano cinque ore per truccare DOUG JONES, l'unico statunitense sul set, e anche l'unica persona sul set a non parlare lo spagnolo, da Uomo Pallido, e usava le narici del costume come fessure per gli occhi, per vedere dove stesse andando. Per girare la scena in cui la creatura mostruosa che impersona divora le fate, Jones dovette mordere profilattici pieni di sangue finto. Le gambe del Fauno non erano aggiunte digitalmente, bensì erano gambe finte mosse da quelle di Jones: al computer, successivamente, vennero cancellati gli arti inferiori dell'attore. Doug Jones dovette imparare a memoria le battute di Ofelia, nella scena che li vedeva insieme, per sapere quando muoversi: infatti, il trucco non gli permetteva di sentire bene. Nel film ci sono, via via, riferimenti al Fauno, sia nella forma dell'albero del Rospo Gigante, che nell'ingresso del Labirinto. Del Toro ritenne che l'albero del Rospo Gigante, visto sul set, non risultava altrettanto imponente di come l'aveva pensato scrivendo il film, e ne fece costruire, in due giorni, una versione molto più grande. Il Fauno si rivolge a Ofelia riferendosi a lei con "Vos", che in spagnolo è come ci si rivolge senza prendere confidenza e portando il massimo rispetto. La città in rovine vista a inizio film è la città vecchia di Belchite Zaragoza, che venne praticamente distrutta durante la guerra civile spagnola, e mai più riedificata: anche TERRY GILLIAM vi ambientò sequenze del suo "BARONE DI MUNCHAUSEN". Per il regista, i ribelli della foresta equivalevano al cacciatore nella favola di Cappuccetto Rosso. Quando venne chiesto a Del Toro come mai avesse scelto di concludere il film in maniera così triste, il regista spiegò che aveva tenuto a mente la citazione di SOREN KIERKEGAARD secondo la quale il regno di un tiranno finisce quando egli muore, ma quello di un martire inizia quando questo succede, e che il senso ultimo del film fosse che vive per sempre chi sceglie come morire. Quando venne presentato a Cannes, il lungometraggio ebbe 22 minuti di applausi. In Messico, all'uscita della pellicola, molti genitori, avendo frainteso il tipo di film, portarono i figli piccoli a vederlo, durante la prima settimana di proiezione: per evitare noie, vennero attaccati cartelli sui manifesti che avvertivano la presenza di scene violente o impressionanti. BJORK rimase così impressionata dalla visione del film, che quando tornò a casa, scrisse di getto la sua canzone "Pneumonia".E' uno dei pochissimi casi in cui un film fantastico è stato candidato all'Oscar quale miglior film straniero. Le riprese si svolsero tra il Luglio e l'Ottobre del 2005. Fu anche la prima volta che un lungometraggio messicano ebbe tale candidatura. Costato 13 milioni e mezzo di Euro, incassò 37 milioni di dollari nei soli USA. Le nominations per l'Oscar che il film ricevette furono sei, anche quella per la miglior sceneggiatura originale, tra le altre, e ne vinse tre: per la miglior fotografia, il miglior trucco e la migliore direzione artistica. Ebbe anche la candidatura come miglior pellicola straniera per i Golden Globes, senza vincere, e ai Bafta furono otto, con tre che divennero premi: quello per il miglior film straniero, miglior trucco e acconciature, e migliori costumi. E' già considerato un nuovo classico del cinema fantastico.

VIA DA LAS VEGAS ( Leaving Las Vegas, USA 1995)
DI MIKE FIGGIS
DRAMMATICO
L'autore del romanzo da cui è tratto "VIA DA LAS VEGAS", JOHN O'BRIEN, si suicidò dopo due settimane che il film era entrato in produzione: MIKE FIGGIS pensò di lasciar perdere la regia della pellicola, ma poi decise che sarebbe stato il migliore omaggio allo scrittore, finirne la lavorazione. Per prepararsi a questa interpretazione, NICOLAS CAGE si ubriacò e si riprese, per studiare i propri comportamenti in tale condizione. Inoltre, visitò varie cliniche per dipendenze da sostanze: ELIZABETH SHUE, invece, contattò alcune prostitute che lavoravano per strada a Las Vegas, e fece loro domande sulla loro vita. Il barista al locale dei motociclisti è impersonato da JULIAN LENNON, figlio di JOHN; la prostituta mora al bar del casino è l'attrice della serie "LAW & ORDER" MARISKA HARGITAY, figlia di JAYNE MANSFIELD; l'ultimo taxista che si vede è il celeberrimo cantante soul LOW RAWLS, e un altro barista visto nel film è DANNY HUSTON. Ci furono anche brevi apparizioni di NAOMI CAMPBELL, tagliate poi al montaggio. Ben, il protagonista, non si vede mangiare alcunchè in tutto il film, solo bere, come avviene per gli alcoolizzati più gravi: nella scena al ristorante, con la forchetta arrotola degli spaghetti, ma senza metterseli nella bocca, e quando Sara gli porge del riso, preferisce ingoiare un cubetto di ghiaccio. Il Rolex che Ben porta, era di John O'Brien. Una marca di alcoolici molto conosciuta polemizzò con la produzione, perchè la storia narrava di un uomo che beve fino a morirne: per questo, e per evitare altri marchi ostili, le scritte sulle bottiglie maneggiate dal protagonista furono cancellate digitalmente. I permessi necessari per girare per strada furono negati, in molti casi, quindi si girò, a rischio di essere fermati dalla polizia, sequenze con una sola ripresa. Il film guardato da Ben e Sara al Desert Hotel è "IL TERZO UOMO". Oltre a comporre la colonna sonora del lungometraggio, Mike Figgis suonò anche la tromba e le tastiere. Le riprese si svolsero tra il Settembre e l'Ottobre 1994. Costato 3 milioni e 600,000 dollari, ne incassò 32 nei soli States. Ebbe quattro nominations agli Oscar: miglior regia, attore protagonista, attrice protagonista e sceneggiatura non originale. Ne vinse uno, quello andato a Nicolas Cage, che ebbe una vera e propria svolta professionale e di immagine con questo film, rilanciando una carriera che sembrava essersi arenata in produzioni poco importanti. L'attore vinse anche il Golden Globe quale miglior interprete nella categoria Film Drammatici, e anche lì fu l'unica vittoria su quattro, compresa quella per il miglior lungometraggio drammatico dell'anno. Cage ebbe anche il premio dai suoi colleghi, ricevendo pure lo Screen Actors Guild Award.

SCUOLA DI POLIZIA 2- Prima missione
(Police Academy 2:Their first asseignment, USA 1985)
DI JERRY PARIS
COMICO
Quando venne allestito, a pochi mesi dall'esplosione del successo del primo film, "SCUOLA DI POLIZIA 2", il regista HUGH WILSON non si mostrò interessato a girarlo, e quindi venne scelto JAMES SIGNORELLI, come director: i produttori, però erano poco convinti dalle idee troppo "estreme" del regista, e lo rimpiazzarono con il più rassicurante JERRY PARIS, uno dei fondatori del successo di "HAPPY DAYS" in tv. G.W. BAILEY aveva sperato di ritornare nel sequel come antagonista, ma gli venne preferito ART METRANO: Bailey girò allora, proprio con Wilson, "ADDIO VECCHIO WEST", che non riscosse però successo. Tuttavia, recatosi in visita sul set di questa pellicola, fece un cameo, non accreditato, nella scena del matrimonio: è l'uomo, inquadrato di spalle, che viene immortalato dal fotografo. Lo sceneggiatore BARRY W. BLAUSTEIN , durante la lavorazione, venne contattato da BUBBA SMITH, che gli chiedeva come mai il suo personaggio, Hightower, avesse meno battute, rispetto agli altri che comparivano anche nella prima pellicola: Blaustein gli rispose che i produttori gli avevano raccomandato di affidare a Smith meno dialogo, perchè ritenuto meno portato a scambiar battute. Quando fa il verso a BRUCE LEE, Jones spesso muove la bocca fuori sincronia rispetto a quando parla: è un ammiccamento al cattivo doppiaggio dei film di arti marziali usciti negli anni Settanta. Gli attori che sono comparsi in più film della serie, sette ciascuno, sono MICHAEL WINSLOW (Jones), DAVID GRAF (Tackleberry) e GEORGE GAYNES (comandante Lassard): nessuno ha preso parte a tutti e otto i lungometraggi. Winslow partecipò anche alla serie tv "Scuola di Polizia", durata una sola stagione, nel 1997.Alcuni dei membri del cast del primo film polemizzarono, perchè secondo loro veniva dato molto meno spazio ai loro personaggi, piuttosto che agli attori ingaggiati solo per il secondo episodio: fu necessario interrompere le riprese e mediare con l'aiuto di personale dello studio. TIM KAZURINSKY, il negoziante che pone ogni tipo di antifurto nel proprio negozio, doveva figurare solo nella scena d'apertura, ma Jerry Paris notò una tale sintonia tra lui e BOBCAT GOLDWAITH, il capo dei teppisti che poi si redime, che ampliò la sua parte. E' l'unico episodio della serie, composta da otto film, in cui compare il fratello del comandante Lassard, interpretato da HOWARD HESSEMAN: Hesseman non volle partecipare ai capitoli successivi, benchè gli fosse offerto l'ingaggio, perchè era già poco convinto nell'aver recitato in questo. E' anche l'unico, degli otto film, in cui Callahan, la sexy poliziotta interpretata da LESLIE EASTERBROOK non appare: era infatti rimasta incinta alla fine della lavorazione del primo episodio, e quindi impossibilitata a prender parte alla lavorazione di questo. Nella sequenza in cui Hooks dà un pugno a Proctor sul mento, fu reale, e dato per sbaglio, ma mantenuto nella ripresa. LANCE KINSEY, l'attore che interpretava Proctor, conobbe la sua fidanzata JULIE BROWN sul set . Il ruolo di Proctor venne offerto a BILL PAXTON, il quale però preferì firmare per entrare nel cast di "ALIENS". Due figli del regista Jerry Paris appaiono nel film: Julie è la cassiera del supermarket cui Goldwaith si rivolge, Andrew è il fratello che prende i pugni di KATHLEEN KIRKLAND. Nel manifesto del film appare una bionda sensuale, che nel film non c'è: è una citazione del poster del capostipite della serie, messa dai produttori perchè pensavano che portasse fortuna. I costi del film furono di poco più di 20 milioni di dollari, e solo in USA gli incassi superarono i 55 milioni.

I RAGAZZI VENUTI DAL BRASILE ( The boys from Brazil, USA 1978)
DI FRANKLIN J.SCHAFFNER
THRILLER
"I RAGAZZI VENUTI DAL BRASILE" entrò in produzione un anno dopo che il romanzo di IRA LEVIN dal quale è tratto uscì, nel 1976. Per intepretare il criminale di guerra nazista Josef Mengele, era stato inizialmente scritturato GEORGE C.SCOTT, il quale però venne sostituito da GREGORY PECK, probabilmente per divergenze artistiche con il regista FRANKLIN J.SCHAFFNER, che pure lo aveva diretto già in "PATTON, GENERALE D'ACCIAIO", guadagnando l'Oscar entrambi per tale pellicola. Era nota la non semplice tempra di Scott, stimatissimo come attore, ma non estraneo a difficoltà con registi sui set. Gran parte della pubblicità per la promozione del film puntò sulla "prima volta" di Gregory Peck come "villain", ma in realtà l'attore aveva recitato in ruoli abbastanza negativi sia in "MOBY DICK" che in "BRAVADOS". Per truccare Peck come Mengele, gli venne rasata la celebre punta dell'attaccatura dei capelli, le sopracciglia modellate, si fece crescere dei baffetti, e gli venne messa della tinta bianca sul volto: venne scritto che l'attore aveva, così truccato, una rassomiglianza quasi inverosimile con il folle dottore tedesco, rifugiatosi in Sud America. LAURENCE OLIVIER, che basò la sua interpretazione del cacciatore di nazisti Ezra Lieberman (nel romanzo originale Yakov Libermann) sul reale Simon Wiesenthal, al momento delle riprese, non era in buone condizioni di salute: si era recentemente operato di calcoli renali, ed era affetto da problemi cardiaci. Infatti, nella sequenza della lotta tra il suo personaggio e Mengele, nel prefinale, Schaffner si raccomandò con Peck di mettere non troppa energia nella scena. A ANTON DRIFFING venne offerta una parte, ma rifiutò. Quando JAMES MASON venne contattato dai produttori per interpretare Seibert, uno dei gerarchi nazisti nascosti in Paraguay, mostrò poco interesse per lo script, ma quando venne informato che i suoi amici Larry (Olivier) e Greg (Peck) avevano già firmato, accettò di prendere parte al film. BRUNO GANZ, che nella pellicola interpreta il dottor Bruckner, avrebbe interpretato Adolf Hitler ne "LA CADUTA", ventisei anni dopo. Quando il film uscì, il vero Mengele era vivo e vegeto, e risiedeva in Brasile, a San Paolo, più o meno clandestinamente, e morì quattro mesi dopo l'uscita della pellicola, nel Febbraio del 1979: curiosamente, la storia narrata si conclude in tale periodo, anticipando con rara precisione la morte del criminale nazista. La diga in cui si svolge uno degli omicidi del film si trovava in Austria (era la Kolnbrein), e non in Svezia: era ancora in fase di costruzione, al tempo, e non ancora attiva. Laurence Olivier ricevette l'ultima nomination agli Oscar della sua vita, per questa interpretazione: quella precedente, ironicamente, gli era arrivata per la prova in un ruolo antitetico, quella dell'assassino nazista Szell ne "IL MARATONETA". Le altre due candidature agli Oscar per questa pellicola, furono per il miglior montaggio, e la miglior colonna sonora, ma in nessuna delle categorie questa produzione si affermò come vincitrice. Le riprese si svolsero tra l'Ottobre 1977 e il Marzo 1978, ambientate in Austria, Gran Bretagna, USA e Portogallo (le scene del Paraguay). Il film costò 12 milioni di dollari, e ne incassò 19 solo in USA. Olivier e Schaffner morirono nel 1989, a distanza di soli nove giorni uno dall'altro.

NON MANGIATE LE MARGHERITE
(Please, don't eat the Daisies, USA 1960)
DI CHARLES WALTERS
COMMEDIA/SENTIMENTALE
Dal romanzo omonimo di JEAN KERR, "NON MANGIATE LE MARGHERITE" era vagamente basato sulle vicende sentimentali della scrittrice e del marito Walter. In un battibecco scherzoso con il marito, interpretato da DAVID NIVEN, Kate, il personaggio di DORIS DAY ribatte che ha un appuntamento con ROCK HUDSON: è un omaggio dell'attrice al collega con cui aveva condiviso lo schermo in "IL LETTO RACCONTA", uscito l'anno prima con grande successo di pubblico: Hudson e la Day avrebbero girato insieme, con grande affiatamento, tre pellicole di successo. Il titolo di questo lungometraggio, durante la lavorazione, era "ANY WAY THE WIND BLOWS", dalla canzone che Kate intepreta per lo spettacolo dei dilettanti: il brano avrebbe dovuto essere incluso ne "Il letto racconta".Per SPRING BYINGTON fu l'ultimo film girato, avendo cominciato la propria avventura hollywoodiana ventisette anni prima in "PICCOLE DONNE", la versione con KATHARINE HEPBURN. Oltre ad un ottimo successo internazionale, venne ben accolto anche dalla critica, con varie nominations come la "Director's guild of America".

LA MUMMIA (The Mummy, GB 1959)
DI TERENCE FISHER
HORROR
La Hammer Films aveva già realizzato due remakes di successi Universal nel genere horror, come "LA MASCHERA DI FRANKENSTEIN" e "DRACULA IL VAMPIRO". Questo, in pratica, fu il primo lungometraggio autorizzato dalla casa hollywoodiana, tra i rifacimenti intrapresi dalla major inglese. Benchè questo film sia considerato un remake de "LA MUMMIA" di KARL FREUND, in realtà si rifà più che altro a "THE MUMMY'S HAND" e "THE MUMMY'S TOMB":la sequenza della mummia che cammina nel sepolcro facendo impazzire uno degli archeologi viene dal film con BORIS KARLOFF, ma i titoli non riportano alcun riferimento a materiale preesistente. E' l'unico film prodotto dalla Hammer, in cui compaiono assieme le "star" di casa CHRISTOPHER LEE, PETER CUSHING e MICHAEL RIPPER. Cushing, Lee e FELIX AYLMER, invece, erano apparsi insieme in "AMLETO". L'andatura claudicante della mummia di Lee non era del tutto "recitata": l'attore, infatti, si era slogato una spalla buttando giù una porta di scena non ben regolata, inoltre, portando in braccio YVONNE FURNEAUX, si era fatto male alla schiena, e nella sequenza della palude, ricreata in studio, non vedendo nell'acqua torba dove erano le pompe che riempivano la vasca, vi era inciampato ferendosi alle ginocchia. E per giunta, le cicatrici adesive messe per simulare le ferite dovute agli spari subiti dalla mummia, lasciarono sulla pelle del divo abrasioni per giorni. Un'ecatombe per il povero Lee! Nel film muoiono 5 persone. La vasca della palude era già stata utilizzata per girare Il direttore della fotografia, JACK ASHER, voleva dare l'impressione che la tomba di Kharis non fosse stata aperta da secoli; così, incaricava un membro della troupe, che salisse sopra il set, e spruzzasse dell'acqua nebulizzata prima che cominciasse la ripresa, di modo che le particelle liquide assorbissero fumo e polvere, lasciando l'aria eccezionalmente pulita. Il film è ambientato nel 1895, e nel 1898. Il costo della pellicola fu di 125,000 dollari. Le riprese si svolsero tra il Febbraio e l'Aprile del '59. Oggi è considerato un classico della cinematografia horror europea.