domenica 29 settembre 2013





PER UN PUGNO DI DOLLARI ( I/ES/D,1964)


DI SERGIO LEONE


Anche se è considerato il propulsore di un filone lungo oltre un decennio come lo "spaghetti western",capace di un successo oltre ogni previsione, a sorpresa,con un regista non molto conosciuto, un cast praticamente senza nomi di peso (c'era il solo GIAN MARIA VOLONTE' conosciuto,presentato come "John Wells" per americanizzare il tutto....), non è proprio vero che "PER UN PUGNO DI DOLLARI" sia stato il primo western del cinema italiano:c'era stata una ventina di precedenti, ma di nessun successo,forse perchè erano fatti troppo male o non erano sufficientemente accattivanti o interessanti per attrarre il pubblico.Il soggetto è, va detto, preso letteralmente da "LA SFIDA DEL SAMURAI-YOJIMBO" di Akira Kurosawa, e se si vuole anche dal goldoniano "Arlecchino servo di due padroni";
SERGIO LEONE firmò il film con lo pseudonimo Bob Robertson (ed in effetti è un gioco di parole, suo padre aveva lavorato nel cinema facendosi chiamare Roberto Roberti),di Volontè abbiamo detto sopra, mentre ENNIO MORRICONE venne chiamato Dan Savio,sempre per rendere più internazionale l'appeal della pellicola,distribuita in vari paesi con successo;
la colonna sonora è uno dei motivi del grande riscontro di pubblico della critica, e Morricone elaborò una miscela di musica,suoni, voci, e l'indispensabile fischio del maestro Alessandro Alessandroni.Fu la prima collaborazione tra il regista ed il compositore;
come protagonista nel ruolo del pistolero senza nome (altrimenti ribattezzato Joe) venne proposto l'attore statunitenseRICHARD HARRISON,già visto in "sandaloni" come "Perseo l'invincibile",ma non convinceva assolutamente il regista,che provò invece a contattare,non senza ambizione, HENRY FONDA, senza essere degnato di personale risposta. Leone valutò allora due degli interpreti de "I magnifici sette", JAMES COBURN e CHARLES BRONSON.Scartata questa ipotesi,l'autore propose alla produzione CLIFF ROBERTSON ("L'amaro sapore del potere"),ma gli venne fatto notare che il cachet del giovane attore sarebbe costato più o meno come l'intero film.Su un suggerimento esterno, a Leone viene fatta visionare una puntata del telefilm western "Rawhide",in cui recitava un attore alto e dinoccolato di nome CLINT EASTWOOD.Il regista romano ricordava che lo colpì l'indolenza che emanava un attore che per presenza scenica rubava l'interesse dello spettatore,e all'occasione sfoggiava una velocità di movimenti impressionante,che contrastava con la pigrizia resa evidente poc'anzi.Fu lui quindi il nome su cui puntare;
il titolo di lavorazione della pellicola fu "Il magnifico straniero", ma a tre giorni dall'uscita il regista cambiò idea e gli dette il titolo che conosciamo. CLINT EASTWOOD addirittura seppe la cosa tre settimane dopo,leggendone sul giornale di cinema Variety;
ci sono opinioni discordanti sulla creazione del look del pistolero interpretato da Eastwood.L'attore ha detto in varie interviste che fu lui stesso a procurarsi sia i jeans utilizzati che il poncho, mentre Leone raccontava di aver escogitato la mise col poncho per renderlo più robusto, e che il cigarillo,comunque sempre tenuto spento, era un particolare che Clint non amava,dato che era un convinto non-fumatore;
il set non era facile da gestire,in quanto c'erano problemi di lingua, essendo una coproduzione italo-spagnola-tedesca, e visto che Leone non parlava un acca di inglese, e tanto meno Eastwood di italiano, fu uno stuntman,Benito Stefanelli, a fungere da interprete tra i due;
fino al 1967 il film non è stato distribuito negli USA;
Clint Eastwood si portò dietro i medesimi stivali utilizzati nella serie "Rawhide";
nella "trilogia del dollaro",formata oltre che da questo film, da "PER QUALCHE DOLLARO IN PIU' " e "IL BUONO,IL BRUTTO,IL CATTIVO" gli attori che compaiono in tutte e tre le pellicole sono Eastwood, Stefanelli e Mario Brega;
Leone affermò che Volontè,pur scelto anche per il suo secondo film come cattivo, istrionicamente teatralizzava tutta la sua recitazione, enfatizzandola. Però questo,che poteva essere un difetto, servì invece a rendere l'aria da bambino viziato del malvagio antagonista. A sua volta l'attore milanese asseriva che aveva accettato di girare il film per coprire debiti messi su con un'ambiziosa ed infruttuosa messa in scena a teatro, "Il Vicario", confidando ad amici che per questo ruolo lo avevano "conciato come un matto". Tuttavia di Leone Volontè parlò bene negli anni a seguire,sottolineandone l'estro e l'approccio professionale:si dice che provasse ad instaurare rapporti amichevoli con Clint Eastwood, ma il problema della barriera linguistica frenasse le conversazioni;
"Per un pugno di dollari",dopo alcune poco incoraggianti anteprime e commenti scettici, venne proiettato al cinema "Odeon" di Firenze a fine Agosto '64, e in pochi giorni, grazie al tam tam degli spettatori, realizzò vere e proprie file al botteghino, creando un caso. Lo stesso Leone, con gli sceneggiatori, si precipitò nel capoluogo toscano per constatare la straordinaria risposta del pubblico alla pellicola,ed avviare così una robusta campagna distributiva. La stessa cosa avvenne anni dopo per il film d'esordio di Dario Argento, "L'uccello dalle piume di cristallo" che venne lanciato proprio dagli spettatori fiorentini;
il film fu a sorpresa il campione di incassi in assoluto della stagione cinematografica '64/65,realizzando, comprese riedizioni successive, un totale di 14,500 milioni di dollari di incasso.Non proprio un pugno di verdoni...

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