sabato 6 aprile 2013





SCARPETTE ROSSE
(The red shoes,GB 1948)
DI MICHAEL POWELL,EMERIC PRESSBURGER
DRAMMATICO
EMERIC PRESSBURGER scrisse la sceneggiatura di "SCARPETTE ROSSE" nel 1937,ispirandosi al racconto di HANS CHRISTIAN ANDERSEN,spinto dal produttore ALEXANDER CORDA,come potenziale veicolo per sua moglie MERLE OBERON.Era già stato deciso che un ballerino professionista avrebbe istruito e seguito la Oberon nella realizzazione del film,per quel che riguardava le scene di danza.Lo scoppio della II Guerra Mondiale fece arenare il progetto,ma Pressburger,assieme al sodale MICHAEL POWELL,acquisì i diritti dello script per 12,000 sterline,nel 1947,adducendo motivazioni sentimentali,e senza far capire a Korda,che da scafato uomo di cinema era geloso dei progetti a cui aveva lavorato o pensato di realizzare,che ne volevano fare un film essi stessi.Scegliere l'attrice che avrebbe impersonato Vicky Page non fu una passeggiata per i due registi:doveva essere una ballerina che sapesse recitare,dotata di una bellezza incantevole.Pensarono di aver trovato la loro donna quando individuarono MOIRA SHEARER,seconda ballerina  del famoso Sadler's Wells Ballet,(consigliati da STEWART GRANGER,che ne era rimasto affascinato)che però inizialmente rifiutò l'offerta di recitare nel loro film.Per convincerla occorse quasi un anno,e i due registi,quasi rassegnati a non poter contare sulla Shearer,contattarono ANN TODD e HAZEL COURT,le quali però non avevano nozioni di danza classica,e valutato di usare una ballerina per le scene sul palcoscenico,senza inquadrarne il volto.Poi Moira Shearer cambiò idea,anche se non simpatizzò mai con Powell,e,anni dopo,in un libro biografico,descrisse la lavorazione della pellicola come un vero e proprio calvario,che Powell era freddo e distaccato,quando non assente,e che le ore di prove sul palco furono infinite,facendo sì che le si ingrossassero eccessivamente le gambe.Il primo giorno di riprese,la Shearer si presentò sul set con una forte insolazione,che le aveva procurato addirittura una vescica sulla schiena.Più avanti,nella lavorazione,si procurò uno strappo ai muscoli del collo,e poi,saltando da una finestra,si fece un graffio che si infettò.Quando LUDOVIC KENNEDY la vide sullo schermo,si innamorò all'istante della ballerina,che sposò due anni dopo.Quando degli spettatori chiesero a HEIN HECKROTH,scenografo della pellicola,come mai  la storia si concludesse in maniera così crudele,egli sottolineò che nel racconto originale di Andersen,alla ballerina viene amputato un piede da un boscaiolo per far finire la sua danza massacrante.JACK CARDIFF,direttore della fotografia,non era un appassionato della danza classica,così si obbligò ad assistere a svariati balletti per familiarizzare con la materia e cercare di capire quale luce fosse la migliore per dare la giusta impronta alla pellicola.Inizialmente il compositore della colonna sonora era ALLAN GRAY,che venne poi sostituito con BRIAN EASDALE,che vinse l'Oscar per questa partitura musicale. L'esterno del teatro Mercury viene mostrato sotto una pioggia scrosciante,perchè Powell aveva questa reminiscenza dello stabile,avendo fatto una lunga fila per entrarvi,osservando la costruzione e traendone una sensazione sinistra.La sequenza di balletto che dà il titolo al film richiese sei settimane di lavorazione,usando oltre 120 sfondi di Heckroth,con l'impiego di 53 ballerini sul palco.Il lungometraggio sforò non di poco il budget iniziale,anche se la Rank Company,che lo produsse,non aveva una gran fiducia nel suo potenziale appeal commerciale:infatti,inizialmente,non gli fece avere una prima vera e propria,e distribuì il film solo nel circuito di Londra.Ma via via,"Scarpette rosse" ottenne un così entusiasta riscontro che un teatro off-Broadway lo "adottò" e lo tenne in cartellone per il periodo-record di 111 settimane,al che la Universal si decise ad acquisirne i diritti per la distribuzione negli Stati Uniti,nel 1951.

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